Oltre il 50% degli adolescenti italiani sono assidui giocatori d’azzardo
Quasi il 70% gioca ai videogiochi, un terzo spende soldi per giocare online e un
quinto riferisce modalità di gioco considerate a rischio di dipendenza.
Nella fascia d’età dei giovani italiani tra i 15 e i 19 anni uno su due gioca
d’azzardo e uno su dieci presenta un coinvolgimento potenzialmente problematico
nel gioco d’azzardo.
In particolare, il 67,2% degli intervistati (85,2% maschi e 49,2% femmine) ha
dichiarato di aver giocato di recente (ultimi 12 mesi) e tra questi il 33,0% che
nell’anno precedente ha speso soldi per giocare.
Tra coloro che hanno giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi, l’11,4% ha ammette
di essere a rischio di gioco d’azzardo.
Tali dimensioni, allarmanti, del fenomeno sono state rilevate dall’indagine di
ESPAD® Italia condotta dalla Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Pavia,
in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale
delle Ricerche (CNR-IFC) e l’Istituto Mario Negri di Milano, con il supporto del
Programma di Regione Lombardia per il contrasto al gioco d’azzardo patologico
(fondo GAP) attraverso ATS Pavia.
La rilevazione, che si inserisce nell’ambito dello European School Survey
Project on Alcohol and Other Drugs (ESPAD) coordinato da Sabrina Molinaro del
CNR-IFC, il più grande sistema di monitoraggio dei comportamenti a rischio tra
gli adolescenti europei, è stata effettuata su un campione rappresentativo di
più di 11˙000 adolescenti italiani.
Pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Public Health, lo studio pone in
rilievo “Le preoccupazioni che alcune esperienze di gioco, ora diffuse
soprattutto nelle app di gioco per dispositivi mobili, possano fungere da porta
d’accesso al gioco d’azzardo o promuoverne l’escalation sono teoricamente
plausibili”.
Nella relazione infatti è specificato: “Attraverso la progettazione commerciale
dei giochi digitali, in cui la spesa è sempre più integrata nell’esperienza di
gioco, gli adolescenti potrebbero familiarizzare con un modello di consumo in
cui il denaro viene regolarmente scambiato per ricompensa ed eccitazione,
riecheggiando dinamiche presenti anche nel gioco d’azzardo. I riferimenti
espliciti alle pratiche di gioco d’azzardo, compresi quelli incorporati nella
progettazione delle meccaniche di gioco che collegano la spesa alla progressione
o al vantaggio, potrebbero contribuire alla sua normalizzazione. Inoltre, è
stato proposto che la spesa ripetuta di ricompense basate sulla fortuna nel
gioco d’azzardo potrebbe condizionare i modelli comportamentali rafforzati da
programmi di ricompensa a rapporto variabile, aumentando potenzialmente la
suscettibilità al gioco d’azzardo (…) Data la diffusa prevalenza del gioco
d’azzardo e del gioco d’azzardo tra gli adolescenti, è essenziale sensibilizzare
sui rischi che ne derivano. Tuttavia, come sottolineato dalla seconda
Commissione Lancet sulla salute e il benessere degli adolescenti e in linea con
la prospettiva normativa avanzata dalla Commissione di salute pubblica Lancet
sul gioco d’azzardo, è fondamentale affrontare le strategie del settore che
sfruttano le vulnerabilità degli adolescenti, come la loro suscettibilità
all’influenza dei coetanei e al marketing digitale. Data la crescente evidenza
dei danni correlati al gioco d’azzardo e il suo potenziale ruolo di porta
d’accesso al gioco d’azzardo, sono giustificati un monitoraggio rigoroso e un
atteggiamento precauzionale sui sistemi di monetizzazione in-game”.
Silvano Gallus dell’Istituto Mario Negri ha commentato: “Questo studio mostra
come, in Italia, l’accessibilità per gli adolescenti al gioco d’azzardo, così
come ad altri comportamenti a rischio quali il consumo di alcol, tabacco e
prodotti contenenti nicotina, resti elevata, nonostante l’esistenza di leggi che
ne vietano la vendita ai minori e che dovrebbero tutelare i nostri ragazzi”.
E Giansanto Mosconi, docente in sanità pubblica presso l’Università di Pavia,
nel gruppo di ricerca di Anna Odone e primo autore dell’articolo, ha
sottolineato: “I videogiochi online inducono i loro utilizzatori a spendere
soldi sfruttando alcune dinamiche tipiche del gioco d’azzardo e potrebbero far
leva sulle stesse vulnerabilità psicologiche”.
È necessaria, suggerisce lo studio, anche un’azione diretta sul gioco d’azzardo.
Una strategia completa per l’Italia potrebbe innanzitutto includere controlli
più rigorosi sull’accesso dei minorenni al gioco d’azzardo fisico, alle app di
gioco e ad altre piattaforme online.
Il rafforzamento delle misure di controllo dell’età e la limitazione della
disponibilità del gioco d’azzardo hanno mostrato risultati promettenti sia in
contesti locali che internazionali, sebbene l’attuazione rimanga difficile, in
particolare online. La risposta potrebbe anche comportare norme più severe sulla
progettazione dei prodotti, una tassazione più elevata per gli operatori del
gioco d’azzardo (in particolare quelli che operano online) e l’introduzione di
limiti non eludibili su sponsorizzazioni e pubblicità, con particolare
attenzione alla limitazione dei contenuti promozionali online e digitali.
Giovanni Caprio