La protesta contro la guerra, la NATO e le armi nucleari nella giornata del 4 aprile a Ghedi
Nel 77° anniversario della fondazione della NATO, in concomitanza con la
mobilitazione nazionale nelle località italiane dove sono site basi militari e
con il blocco della aerobase nucleare di Lakenheath in Inghilterra, circa 400
persone hanno manifestato davanti ai cancelli della base militare di Ghedi in
cui, come afferma Hans Kristensen del Bulletin of American Scientists, sono
stoccate almeno una ventina di bombe termonucleari B61-12.
– notizia redatta con contributi di Loretta Cremasco ed Elio Pagani
L’iniziativa di protesta contro la guerra, gli armamenti nucleari e ogni forma
di ingiustizia, sopruso e militarizzazione ha coinvolto numerose associazioni
locali, una quarantina di sigle, e le delegazioni di Abbasso la Guerra OdV di
Venegono (VA) e di realtà antimilitariste di Milano, che hanno aderito e
partecipato alla manifestazione.
Eugenia Foddai e Luigino Beltrami di Donne e Uomini contro la Guerra di Brescia,
Beppe Corioni del Centro Sociale 28 Maggio di Rovato (Bs), Emanuele Lepore della
Associazione Familiari delle Vittime dell’Uranio impoverito e altri referenti
delle rispettive aggregazioni hanno ricordato il costante impegno che da tanto
tempo le accomuna per ottenere che siano approntati Piani di emergenza che
tengano conto della presenza delle armi nucleari nell’aerobase lombarda e
focalizzato l’attenzione sulle recenti azioni legali intrapese a Roma, a Brescia
per la base militare di Ghedi e a Pordenone per la base NATO ad Aviano.
Le denunce depositate ai tribunali di Roma e Brescia sono state archiviate,
quest’ultima addirittura “cestinata” direttamente dal PM per evitare che il GIP
si potesse esprimere. Invece dopo la vibrante protesta del legale dei
denuncianti la richiesta per l’archiviazione della denuncia depositata al
Tribunale di Pordenone è stata respinta dal GIP, che ha convocato un’audizione
per il 15 giugno prossimo e, come evidenziato nell’occasione, la prospettiva che
si aprano le indagini infonde molte speranze.
La manifestazione si è conclusa formando un corteo che si è fermato a pochi
metri dall’ingresso della base militare, dove un gruppo di donne ha lasciato
un’enorme bandiera palestinese.
Redazione Italia