Da che parte stareRiceviamo dalla partenza della Flotilla da Marsiglia e pubblichiamo:
Il sole di questa vigilia di Pasqua è quasi estivo e ci costringe ad indossare
le kefie sulla testa per proteggerla; la brezza del mare, invece, è fresca e
salata.
Sono i contrasti che albergano anche nel cuore di chi è venuto qui a salutare
chi parte per la guerra per impedire la guerra. Il calore della lotta e il
refrigerio della riuscita dell’impresa – forse dovrei scrivere della vittoria,
ma non voglio usare vocaboli troppo guerreschi.
Ma è di questo che si tratta quando pensiamo a ciò che sta accadendo in
Palestina: di conflitto tra il Sionismo e tutto il mondo che vorrebbe dominare.
Ma se esiste da sempre il conflitto tra gli Umani, dobbiamo scegliere da che
parte stare: dalla parte degli oppressori o da quella degli oppressi, dalla
parte di coloro che vogliono sfruttare, rapinare, accumulare oppure di coloro
che vogliono liberarsi?
600 di noi ieri a Marsiglia erano dalla parte giusta della Storia, a sostenere
con la musica, i battimani, la voce, insomma col cuore, quegli altri di noi che
partivano per la Palestina martoriata. È stato veramente un momento emozionante!
Molti giovani e molti vecchi, a segnare un lascito e una continuità, a segnare
una Resistenza che va avanti da 80 anni.
E se la Resistenza palestinese è riuscita a durare per tutto questo tempo,
allora vuol dire che è suo destino vincere, vincere per liberare il popolo
palestinese e con esso noi tutti.
di Stefano Capasso
Redazione Milano