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Guardia Costiera libica, ancora spari contro le navi delle ONG e respingimenti illegali
Da quando sabato scorso il Ministro Piantedosi ha ribadito che le milizie libiche sono “autorità competenti”, queste si sono impegnate per mostrare la loro vera natura. L’ultimo episodio è di ieri, quando una motovedetta libica ha di nuovo aperto il fuoco in acque internazionali. Ieri il nostro aereo Seabird 3 ha sorvolato un gommone con circa 40 persone senza salvagente. Mentre l’ONG MVLouiseMichel arrivava per offrire aiuto, la cosiddetta Guardia Costiera libica era in procinto di effettuare un respingimento illegale. Due persone sono cadute in mare. Invece di recuperarle, la motovedetta libica classe Bigliani donata dall’Italia nel 2017, si è avvicinata alla Louise Michel e ha sparato due colpi d’arma da fuoco. L’equipaggio della ONG non è rimasto ferito, ma le due persone erano ancora in acqua, al buio, a un passo dall’annegamento. Seabird 3 ha dovuto ripetere più volte via radio la richiesta di non ignorare le due persone in mare, ma solo al calare della notte sono state recuperate. Per loro e altre 38 persone, però, il destino è stato il respingimento illegale nei lager dei trafficanti libici. Dal 2023, a 275mila persone è stato impedito di raggiungere le coste italiane. Per il governo Meloni questo è il “successo” della partnership con le autorità libiche, ma la realtà è quella che abbiamo visto ieri. Questo è il vero prezzo della propaganda sui confini chiusi. Sea Watch
August 27, 2026
Pressenza
Il ministro delle fandonie
Come il suo governo, il ministro Piantedosi non ha mancato l’occasione di presentare il “Dossier Viminale” del 15 agosto 2026, sciorinando una serie di sfacciate falsità in parte già dimostrate persino dai sindacati di polizia che sono quasi tutti suoi leccapiedi (soprattutto per ragioni corporative).  Però quest’anno il ministro cambia “musica” rispetto agli anni precedenti annunciando che i dati confermano un calo generalizzato dei reati, mentre negli anni passati il Viminale asseriva che c’era aumento di reati, per rilegittimare la richiesta di più finanziamenti e mezzi per le polizie (oltre che più tutele sino al famigerato “scudo penale”). Quindi quest’anno sarebbe “di grazia” ma giusto per vantare che il dispositivo poliziesco è più che mai efficiente -dice Piantedosi. E in questa osannata performance non manca ovviamente l’invocazione di ottimi risultati sul fronte della repressione dell’immigrazione, sinora dolente nota del governo, nonostante il tentativo strumentale di attaccare la Spagna per la cosiddetta “invasione di Ceuta”. Il ministro vanta anche le presunte performances delle sue polizie nell’azione repressiva contro i sovversivi, mentre sia in occasione dell’operazione contro la manifestazione per l’Askatasuna e ancora di più contro il Festival Alta Felicità 2026 dei NOTAV le polizie sono state messe in scacco. Ma il ministro pretende che gli operatori delle polizie avrebbero “garantito ogni giorno, con equilibrio e professionalità, il diritto di manifestare, nonostante le continue aggressioni da parte di violenti e professionisti del disordine”. E non a caso il governo ha reso pubblica la scelta di conferire ai servizi segreti il controllo del reclutamento nelle polizie, un fatto gravissimo che nega definitivamente e pubblicamente la stessa pseudo-riforma del 1981. Ma ancora più sconcertanti sono le falsità del ministro a proposito dei numeri delle cosiddette “operazioni ad alto impatto e alle zone rosse”: per le zone rosse dal 2024 al 30 giugno 2026 le persone controllate sarebbero state 2.336.902, di cui 1.029.670 stranieri (44,1% del totale); 12.876 i soggetti allontanati di cui 9.429 stranieri (73,2% del totale … una sfacciata prova della criminalizzazione razzista: il “delitto di faciès”, cioè somatico); le operazioni ad Alto Impatto avrebbero prodotto 1.110.281 persone controllate, in 4.172 operazioni totali, che hanno impiegato 170.973 operatori  di PS, CC, GdF, PL con 2.373 arresti, 13.887 denunce, 1.927 stranieri espulsi e 214.557 veicoli controllati, 28.058 esercizi pubblici controllati, 1.361 lavoratori in nero o irregolari individuati.  La gaffe del ministro è clamorosa: in un paese in cui si stima che c’è oltre il 35% del PIL dovuto alle economie sommerse e oltre otto milioni di lavoratori costretti a oscillare fra precariato e nero totale il Viminale ci dice che ha individuato 1361 lavoratori in nero!!! > NEANCHE UN DATORE DI LAVORO? NEANCHE UN CAPORALE?  Come denunciamo da anni la realtà del dispositivo delle polizie italiane è quella di una sorta di armata sempre più asservita quasi unicamente alla protezione del supersfruttamento del governo (vedi 25 anni dal G8: continuità militaresca della sicurezza e delle polizie dal 1860). Tutto ciò premesso sarebbe più che mai urgente un definanziamento radicale delle forze armate e delle polizie a favore di un aumento radicale del finanziamento degli ispettorati del lavoro e delle ASL, degli assistenti sociali ed educatori di strada così come dei servizi sanitari e delle scuole. Per completare le sue falsità Piantedosi ha avuto la faccia tosta di parlare di “sforzo per potenziare gli organici dei Vigili del Fuoco, proprio nei giorni in cui è stato denunciata la riduzione degli organici.   Salvatore Turi Palidda
August 15, 2026
Pressenza
Appuntamento con Piantedosi sul ripristino dei controlli alle frontiere Italia-Spagna
Il Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione è convocato giovedì 13 agosto, alle ore 14:30, nell’Aula del terzo piano di Palazzo San Macuto, per l’audizione del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. L’appuntamento viene trasmesso in diretta sulla webtv e sul canale satellitare della Camera. * https://webtv.camera.it/evento/32152 * https://www.youtube.com/@cameradeideputati Redazione Italia
August 11, 2026
Pressenza
Il Tribunale di Trapani riconosce l’illegittimità di detenzione e blocco della Mare Jonio nell’ottobre 2023
La politica del governo contro le ONG produce solo sofferenza e morte. È il fallimento di Piantedosi, che dovrebbe dimettersi. Il Tribunale di Trapani ha pronunciato sentenza per il caso del soccorso effettuato dalla nave Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans il 16 ottobre del 2023: sono state definitivamente annullate le sanzioni – fermo amministrativo della nave per venti giorni e multa di oltre 3.000 euro – con cui il governo aveva colpito Mediterranea sulla base del Decreto Legge Piantedosi e il Ministero dell’Interno è stato anche condannato al pagamento delle spese legali. In quella occasione, grazie alla segnalazione ricevuta dall’aereo civile di osservazione SeaBird 2 di Sea-Watch, eravamo intervenuti su un gommone in pericolo in zona SAR sotto controllo della Libia, che si trovava con “motore in avaria, i tubolari già parzialmente sgonfi e danneggiati, con una grave situazione di sovraffollamento a bordo (con donne e bambini tutti privi di dispositivi individuali di salvataggio) e con una persona già finita in acqua e a rischio annegamento”: con l’immediato intervento del nostro Rescue Team, riuscivamo a soccorrere a bordo della Mare Jonio tutte le 69 persone naufraghe, in gran parte famiglie provenienti da Sudan e Sud Sudan con diverse donne e bambini, tra cui un neonato, sbarcate il giorno successivo a Trapani.  Si è trattato del primo caso di applicazione del DL Piantedosi alla Mare Jonio, con la motivazione che la nave di Mediterranea non si era sottoposta al “coordinamento delle Autorità Libiche” e non aveva chiesto agli stessi libici “l’assegnazione del porto di sbarco.” Motivazioni che sono state considerate ora dal Tribunale di Trapani del tutto illegittime, dal momento che la Mare Jonio aveva immediatamente comunicato a tutte le autorità la disponibilità della nostra nave a intervenire in soccorso di questa imbarcazione e che – come si legge nella sentenza – “viene espressamente e chiaramente escluso che la Libia, Paese che non ha mai ratificato la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, soddisfi i criteri per essere designata come luogo sicuro ai fini dello sbarco a seguito di soccorso in mare, alla luce della volatile situazione di sicurezza in generale e dei particolari rischi per la protezione dei cittadini stranieri (compresa la detenzione arbitraria e illegale in condizioni inadeguate nei centri di detenzione gestiti dallo Stato e le segnalazioni di gravi violazioni e abusi contro richiedenti asilo, rifugiati e migranti da parte, tra gli altri, di milizie, trafficanti e contrabbandieri.)” Illegittima è stata quindi la richiesta da parte delle Autorità italiane di riferirsi e sottomettersi al coordinamento delle cosiddette “autorità competenti libiche”, mentre del tutto legittimo è stato “l’operato del comandante della Mare Jonio, non ricorrendo un arbitrario rifiuto di osservare le indicazioni date dall’autorità di bandiera, quanto piuttosto un motivato discostamento dalle stesse in ragione della corretta esclusione della possibilità di poter richiedere alle autorità libiche la indicazione del porto ove far sbarcare i naufraghi per le ragioni sopra espresse.” Non si contano più le sentenze pronunciate dai Tribunali della Repubblica Italiana con cui viene puntualmente smontato l’impiego del Decreto Legge Piantedosi per colpire, intralciare e impedire l’attività di soccorso delle navi civili. Nei confronti della nostra Mare Jonio questo è accaduto per tre volte (due procedimenti sono ancora aperti e andranno a sentenza entro quest’anno), costringendo la nave a fermarsi per mesi, sottraendola agli interventi di salvataggio in mare e costringendoci a sostenere costi molti gravosi per il suo mantenimento. Questo impiego illegittimo e strumentale del DL Piantedosi è tanto più grave di fronte alla situazione in Nord Africa e nel Mar Mediterraneo Centrale: detenzioni arbitrarie, deportazioni, violenze e torture in Libia e Tunisia. Solo dall’inizio di quest’anno, più di 1.600 donne, uomini e bambini hanno perso la vita nel Mediterraneo. Il fallimento delle politiche governative purtroppo, costa la vita a migliaia di persone: i naufragi si susseguono in mare, mentre il Ministro ridacchia sbandierando il “successo” della diminuzione degli sbarchi; donne, uomini e bambini muoiono di ipotermia, di freddo, abbandonati alla deriva per giorni. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite certifica la natura criminale delle cosiddette “istituzioni libiche”, della cosiddetta “Guardia Costiera libica”, con i quali i nostri servizi segreti ( AISE) “intrattengono ottimi rapporti di collaborazione” (cit. Prefetto Caravelli in audizione al Copasir). Sul vergognoso caso Almasri l’Italia viene deferita per aver fatto fuggire un pericoloso ricercato per crimini contro l’umanità. Sempre l’Onu indaga sulla violazione dell’embargo sulle armi alle milizie libiche da parte del governo italiano, che addestra e rifornisce i clan locali. La moralità e l’etica di un ministro della Repubblica non vanno misurate con le gesta da “Suburra” dei palazzi romani di cui ogni giorno abbiamo evidenza, ma sulla sofferenza e sulla morte, sulle ingiustizie e sull’illegittimità ed illegalità dei suoi atti. Dopo questa ennesima prova rappresentata dalla sentenza sul fermo illegittimo e illegale di Mare Jonio, andremo avanti ancora più convinti nel soccorso civile in mare: con la barca Safira già in missione a Lampedusa, e con la nave Mediterranea che sta rendendo più efficienti ospedale di bordo e mezzi di intervento rapido e che presto tornerà in mare. Invitiamo tutti coloro che praticano solidarietà, soccorso, cura, protezione verso i più fragili, in terra e in mare, a continuare e a disobbedire alle leggi ingiuste messe in atto da politiche disumane. Un giorno questi potenti risponderanno anche nei tribunali per i loro crimini. Davanti alla Storia lo stanno già facendo.   Mediterranea Saving Humans
April 3, 2026
Pressenza