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Ritorno alla Casa di Sindacati di Odessa
È la quarta volta che vado alla Casa dei Sindacati di Odessa ed è la terza volta che vi entro. La prima volta che sono arrivato a Campo Culicovo, la grande spianata che si apre lì davanti, pensavo fosse abbandonata e mi sembrava ancora più spettrale. Poi, mesi dopo, ho incontrato la responsabile del sindacato degli insegnanti dell’Oblast di Odessa al Centro di sostegno psicologico, alla cui realizzazione ha contribuito la Confederazione Italiana Generale del Lavoro. La sindacalista mi ha detto che due ali dell’edificio, che ha la forma di una C, non furono toccate dall’incendio appiccato dalle bande di criminali nazifascisti che assaltarono il presidio antifascista di Campo Culicovo. Fu una orribile strage: ai seguaci di Banderas, ora eroe nazionale ma in realtà collaborazionista dei Nazisti nonché mandante e autore di stragi e pogrom ai danni di Polacchi, Ebrei e Rom, non parve vero di distruggere la sede sindacale. L’edificio nacque come sede del Soviet di Odessa e successivamente diventò la sede del Sindacato Sovietico i cui beni passarono, dopo l’indipendenza, al neonato Sindacato Ucraino. Piano piano il sindacato di Odessa procede alla ristrutturazione della prestigiosa sede, consapevole che si tratta di un monumento storico e che quindi gli interventi vanno fatti con cura. Allo scopo di trovare fondi per i lavori in corso, alcuni locali sono stati affittati ad agenzie come uffici. Ho pensato che sarebbe nostro dovere aiutare il Sindacato Ucraino in questa costosa impresa. Lo scorso 25 Aprile ho avuto la possibilità di esporre a Maurizio Landini presente in piazza questa idea che lui ha trovato ottima. Purtroppo il responsabile esteri della segreteria nazionale della Cgil, Salvatore Marra, ha scritto al responsabile esteri dei sindacati ucraini, ma non ha avuto alcuna risposta. Mi ha dunque consigliato di contattare la Camera del Lavoro di Roma per proporre un gemellaggio con la Camera del Lavoro di Odessa. Di questo volevo aggiornare i dirigenti sindacali di Odessa. Dopo una lunga conversazione Andrej, il Segretario Confederale, mi ha chiesto di seguirlo e mi ha invitato a pranzare con lui e con alcuni operai e impiegati. Mi hanno offerto pomodori (italiani) ripieni con riso e carne e guarniti con fettine di peperoncino decisamente piccante, inoltre mi hanno offerto un piatto di pomodori insaporiti dac un formaggio locale simile alla feta. Uno degli operai o dei responsabili dei lavori era un ebreo Ucraino ed indossava una kippah. Non so come ci siamo capiti perché io non conosco il Russo, che a Odessa credo sia la lingua principale, loro non conoscevano l’italiano e l’inglese non lo parlava decentemente né io né loro. Andrej sapeva un po’ di Francese che perlomeno somiglia un po’ di più all’italiano dell’Ucraina. In qualche caso necessario abbiamo utilizzato il traduttore di Google, ma rallenta molto la conversazione. Soprattutto abbiamo brindato con diversi bicchierini di ottima Vodka per saldare l’amicizia tra il sindacato Italiano e il Sindacato Ucraino, che a causa della Legge Marziale non può indire scioperi né organizzare manifestazioni di piazza… Insomma è tollerato e, a quanto pare, odiato dalle squadracce fasciste nonostante abbia sempre condannato l’aggressione della Federazione Russa. La Casa dei Sindacati di Odessa. Di fronte hanno posizionato dei carriarmati. Una minaccia? Mauro Carlo Zanella
September 17, 2026
Pressenza
Odessa, arruolatori in azione
Approfittando delle vacanze di Pasqua ho deciso di fare un altro viaggio in Ucraina, questa volta prendendo l’aereo. Sono arrivato alle 7.30 di mattina del 2 aprile all’aeroporto internazionale di Chişinău, in Moldavia e poi ho preso il pullman per Odessa. Alla frontiera con l’Ucraina hanno fatto scendere solo me con il bagaglio. Mi hanno fatto aprire lo zaino, ma senza ispezionarlo. “Il mio inglese fa schifo” ho detto alla ragazza con la divisa della Guardia di frontiera. “Anche il mio” mi ha risposto. Dopo pochi minuti ero nuovamente seduto al mio posto sul pullman, con il mio zaino e il passaporto timbrato. Oggi, 3 aprile, è previsto l’incontro con i sindacati per avere informazioni sui lavori di ristrutturazione della Casa dei Sindacati. Spero che si riesca a organizzare una raccolta  fondi perché quel luogo, teatro dell’orrenda strage del 2014, perpetrata da bande di nazifascisti arrivati da fuori ai danni di decine di decine di antifascisti, fu volutamente incendiato in odio ai sindacati dei lavoratori. Aiutarli a ristrutturarlo sarebbe un gesto dal valore simbolico e pratico molto forte. Sono da poche ore in Ucraina e ho già visto all’opera i famigerati arruolatori, che hanno catturato un uomo che correva disperato. Un arruolatore ha sparato anche due colpi di pistola. A quel punto il poveretto si è arreso, l’uomo che lo ha raggiunto per primo lo ha buttato a terra e si è seduto su di lui. Nel frattempo ne sono arrivati altri dieci. Li ho visti osservare la preda catturata e complimentarsi tra di loro. Il povero Cristo sarà spedito al fronte quanto prima. É molto frustrante non poter soccorrerle un uomo in pericolo. la casa dei sindacati il suo interno ancora una foto dell'interno sala riunioni soglia in macerie Mauro Carlo Zanella
April 3, 2026
Pressenza