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Accordo Ue-Mercosur. Scontri in piazza e divaricazioni tra i governi europei
Le proteste degli agricoltori a Bruxelles hanno bloccato nuovamente l’accordo Unione Europea-Mercosur e riaprono il dibattito sul suo impatto sociale. Centinaia di trattori hanno fatto occupato giovedi il centro di Bruxelles e hanno portato a scontri con la polizia durante una protesta di massa degli agricoltori europei contro l’accordo di […] L'articolo Accordo Ue-Mercosur. Scontri in piazza e divaricazioni tra i governi europei su Contropiano.
UNIONE EUROPEA: SOSPETTI DI FRODE AL COLLEGIO D’EUROPA, FERMATA LA RETTRICE FEDERICA MOGHERINI
Terremoto nelle Istituzioni Europee con il fermo della rettrice del Collegio d’Europa di Bruges, Federica Mogherini, ex alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea ed ex Ministra degli Esteri nel governo guidato da Matteo Renzi, nel 2014. Il fermo, che deve essere convalditato entro 48 ore, arriva per presunte irregolarità nell’assegnazione da parte del Servizio Europeo per l’Azione Esterna di un programma di formazione finanziato dall’Unione Europea. Insieme a lei fermati anche Stefano Sannino, 65emme, diplomatico italiano ex segretario generale del Servizio Europeo per l’Azione Esterna ed un manager del Collegio. I reati ipotizzati sono turbativa e frode in appalti pubblici, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Per il fermo di Mogherini e di Sannino, che potrebbe tramutarsi in arresto, la magistratura ha chiesto ed ottenuto la rimozione dell’immunità diplomatica. Da Buxelles il collegamento con Federico Baccini, corrispondente dalla capitale belga per l’Osservatorio Balcani e Caucaso. Ascolta o scarica
L’informazione come motore del cambiamento
Nell’ambito dell’incontro internazionale Pressenza, giovedì 6 novembre all’ULB (Università Libera di Bruxelles) è stato lanciato un invito a tutti gli attori del cambiamento a scambiarsi le proprie esperienze di impegno. Una quarantina di persone hanno risposto all’invito: giornalisti di diversi media, storici, registi, formatori, professori, attivisti e militanti hanno condiviso le loro azioni e aspirazioni per un’informazione indipendente e libera, in grado di mettere in luce i conflitti dimenticati dai media tradizionali e proporre soluzioni positive partendo dalla base sociale. La particolarità di questo evento è stata probabilmente il mix culturale, che ha permesso di aprire gli occhi e comprendere meglio altre realtà. Persone provenienti da Senegal, Mauritania, Congo RDC, Cile, Italia, Perù, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Stati Uniti e Argentina hanno così condiviso le loro aspirazioni e proposte per un futuro pieno di speranza. foto Redazione Bruxelles Rédaction Bruxelles
La riunione internazionale di Pressenza inizia a Bruxelles con una tavola rotonda sull’obiezione di coscienza
Giovedì mattina, 6 novembre, presso l’Auberge de Jeunesse Jacques Brel (Bruxelles), in collaborazione con Agir pour la Paix, sono iniziate le attività internazionali legate alla riunione annuale internazionale di Pressenza con una tavola rotonda sulla situazione dell’obiezione di coscienza al servizio militare e alla guerra. L’evento è stato coordinato da Tatiana De Barelli della redazione francofona di Pressenza. Sam Biesemans (Ufficio europeo degli obiettori di coscienza), Jean-Louis Vander Heiden (Agir pour la Paix), Eytan Bornstein, attivista antimilitarista israeliano, e Pia Figueroa, condirettrice di Pressenza, hanno condiviso le loro esperienze di impegno personale e sociale. Il pubblico è rimasto colpito dalle loro testimonianze intense e piene di speranza. Foto di Julia Montier Rédaction Bruxelles
Le associazioni dei giornalisti contro il licenziamento politico di Gabriele Nunziati
Il licenziamento politico del giornalista Gabriele Nunziati, continua a fare rumore. La Federazione Internazionale dei Giornalisti e la Federazione Europea dei Giornalisti hanno preso posizione criticando il licenziamento di Nunziati, corrispondente da Bruxelles per l’agenzia ‘Nova’, la cui collaborazione con l’agenzia di stampa è stata interrotta il 27 ottobre per […] L'articolo Le associazioni dei giornalisti contro il licenziamento politico di Gabriele Nunziati su Contropiano.
Mai fare domande su Israele e neanche a Bruxelles. Licenziato giornalista
Il 13 ottobre scorso la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, tiene una conferenza stampa per resocontare del rognoso incontro tra la presidente della Commissione, Von der Leyen, e il commissario ungherese Varheliy, relativo alle voci di spionaggio dell’Ungheria verso i membri della Commissione. Sullo sfondo, ovviamente, le tensioni con […] L'articolo Mai fare domande su Israele e neanche a Bruxelles. Licenziato giornalista su Contropiano.
A Bruxelles s’è svegliata Biancaneve
“La verità distrugge la stupidità”, scrive Han Kang, Nobel per la Letteratura 2024, in “L’ora di greco” (Adelphi 2011). Citando una frase in greco antico dal sapore fortemente socratico, subito aggiunge: “Ma è poi vero? Quando la verità distrugge la stupidità, ne subisce l’influenza e si modifica? E allo stesso […] L'articolo A Bruxelles s’è svegliata Biancaneve su Contropiano.
Continua la mobilitazione della global march to Gaza a Bruxelles
Oggi e domani  continua la mobilitazione della global march to Gaza a Bruxelles. Nel pomeriggio ci saranno dei flash mob e delle azioni di fronte all’ingresso del Parlamento Europeo e inoltre è stata inviata una lettera vedi il link allegato, che si rivolge ai capi di stato e di governo europeo come la Callas rappresentante dell’Unione per gli affari esteri Ursula Von der Leien, presidente della commissione, Antonio Costa Presidente del Consiglio Europeo e Roberta Meztola la Presidente del Parlamento. In questa lettera i Global March chiedono di fermare il genocidio del Popolo palestinese, visto che ci sono voluti duemila anni per arrivare alla carta dei diritti umani dell’ONU che è stata costruita sulla cooperazione dei paesi e anche sul rifiuto di ripetere olocausti e genocidi.Nella carta all Europa ci si chiede se questi testi fondamentali valgono solo per gli europei o valgono anche per gli altri paesi per gli altri popoli di fronte al terrore ai massacri alle carestia provocati da uomini i governi cosa fanno rimangono solo a guardare? Un intero Popolo può cessare di esistere la sua cultura e la sua musica la sua arte le sue storie scomparire insieme agli edifici ai corpi alle famiglie ai bambini, bambini che non ascolteranno mai storia dei loro nonni,e  genitori che non sentiranno mai la voce dei loro figli? Con questa lettera Global March to  Gaza ha lanciato una pietra contro le istituzioni che in nostro nome hanno permesso il genocidio del popolo palestinese e in questi giorni stanno votando un documento per l’aumento delle spese militari fino al 5% in modo da peggiorare pesantemente le nostre vite quotidiane nei 27 paesi membri.Sempre in nostro nome ma senza la nostra voce! La lettera termina con l’accusa di non rappresentarci più di averci ignorato di averci messo a tacere come è stato fatto col popolo palestinese. Questa la lettera integrale: Open_Letter_from_the_Global_Marchers_for_Gaza_to_the_European_leaders Redazione Italia
Global March to Gaza, dall’Egitto a Bruxelles con i palestinesi
Dopo l’Egitto la Global March to Gaza ha deciso di partecipare alla settimana di iniziative per la Palestina e contro il genocidio a Gaza che si stanno tenendo a Bruxelles nei luoghi simboli del potere dell’Unione Europea: la Borsa il Parlamento e le commissioni. Ieri è stata una giornata densa di flash mob e manifestazioni in diverse zone della città, in particolare quella serale davanti alla Borsa, dove è stata srotolata un’enorme bandiera palestinese e dove i militanti, soprattutto molti palestinesi e comunque cittadini stranieri hanno intonato canti e slogan e come “Tous le monde deteste les sionistes” o “Siamo tutte antifasciste”, e “So so so solidarité avec le peuple palestinien”. Dopo l’esperienza in Egitto chi è tornato e chi non ha potuto partire ha pensato di far rivivere il movimento straordinario della Global March to Gaza, che ci ha permesso di metterci in contatto in Italia con tutte le regioni. Quindi questi giorni a Bruxelles sono un’occasione per manifestare per la Palestina, ma anche un momento per incontrarsi fra i vari pezzi della Global March e ripensare una forma diversa di organizzazione, orizzontale e non verticistica, che abbia cura degli altri e delle loro ansie, che sia più chiara e meno opaca possibile nella comunicazione umana. Ieri è stata anche una giornata di arresti, perché gli attivisti di Stop Arming Israel hanno bloccato una fabbrica che produce sistemi per droni chiamata Syensqo e un sito di produzione militare a Tournée, sempre in Belgio; in centinaia, vestiti con le tute da lavoro bianche usate nelle centrali nucleari, hanno circondato la fabbrica, mentre alcuni entravano nei capannoni e con la vernice scrivevano su tutti i muri Save Gaza, Stop Genocide  e Viva Palestina. Ieri abbiamo fatto un presidio alla sede della polizia per chiedere la liberazione dei 500 attivisti arrestati e oggi mi sto recando a l’Eglise de Beguinage per incontrare gli attivisti e le attiviste che da un mese stanno facendo lo sciopero della fame. Foto di Manfredo Pavoni Gay Redazione Italia