Pressenza Italia al Liceo Gigli di Rovato (BS) per parlare di giornalismo e nonviolenzaUn percorso educativo che intreccia editoria, memoria e partecipazione attiva: è
quello realizzato dalla Multimage APS insieme all’Istituto Lorenzo Gigli di
Rovato, con il coordinamento della giornalista Simona Duci. Un progetto che si
inserisce con coerenza nella lunga tradizione culturale di Multimage, attiva dal
1995 nella promozione dell’umanesimo universalista, della nonviolenza e della
comunicazione etica.
L’iniziativa si è articolata in quattro incontri, costruiti con una chiara
intenzione pedagogica: superare la didattica trasmissiva per favorire un
apprendimento partecipato, in cui gli studenti diventano protagonisti e
co-creatori di contenuti. Tre appuntamenti online hanno introdotto i temi,
mentre l’incontro in presenza ha rappresentato il momento laboratoriale e di
restituzione.
Il primo incontro, “Storie di pace: dai conflitti alla speranza”, ha aperto uno
spazio di riflessione profonda sulle dinamiche del conflitto e sulle possibilità
di trasformazione. Attraverso testimonianze, narrazioni e letture, Daniela Bezzi
e Fiorella Carollo hanno guidato gli studenti in un percorso che ha messo al
centro il valore delle scelte individuali, della resilienza e della
responsabilità morale.
Con il secondo appuntamento, “Editoria di base: come essere un editore
nonviolento”, Daniela Annetta e Olivier Turquet hanno offerto uno sguardo
inedito sul mondo editoriale: non solo come industria culturale, ma come pratica
etica. Gli studenti sono stati stimolati a riflettere su come si costruisce un
contenuto editoriale capace di promuovere pace e consapevolezza, sperimentando
anche forme di creatività digitale.
Il terzo incontro online, ha affrontato un tema di stringente attualità: il
ruolo dei media nella costruzione o nella distorsione della realtà. In
“Comunicare la pace: giornalismo nonviolento e media responsabili”, la
professoressa Nicoletta Senco del Gigli di Rovato in supporto al contributo a
distanza dell’editore Olivier Turquet, ha coinvolto i ragazzi in un laboratorio
di scrittura giornalistica, mettendo a confronto linguaggi sensazionalistici e
approcci equilibrati. Un esercizio critico che ha reso evidente quanto il
linguaggio possa essere strumento di conflitto o di riconciliazione.
Il percorso si è concluso il 25 marzo con l’incontro “Pace visibile: editoria,
arte e memoria”, momento culminante di grande intensità emotiva e creativa. Con
la partecipazione di Gianmarco Pisa, Lorenzo Poli e Olivier Turquet, gli
studenti hanno vissuto un’esperienza immersiva, in cui la parola scritta si è
intrecciata con l’immagine e la sensibilità artistica.
La giornata finale si è distinta per il forte coinvolgimento degli studenti,
chiamati a lavorare direttamente sui testi del catalogo Multimage. Attraverso
disegni, scritture poetiche e interpretazioni visive, i ragazzi hanno
rielaborato i contenuti dei libri, trasformando temi complessi in espressioni
personali e autentiche. Ne è emersa una pluralità di sguardi, capace di
restituire la pace non come concetto astratto, ma come esperienza vissuta,
immaginata e condivisa.
Il valore del progetto risiede proprio in questa capacità di costruire un ponte
tra teoria e pratica, tra riflessione e azione. L’editoria diventa così uno
strumento vivo, un dispositivo culturale capace di attivare pensiero critico,
creatività e consapevolezza.
In un contesto spesso segnato da narrazioni conflittuali e polarizzate,
iniziative come questa dimostrano come la scuola possa essere luogo privilegiato
di costruzione di una cultura della pace, fondata sul dialogo, sulla
responsabilità e sulla partecipazione attiva delle nuove generazioni.
Simona Duci