“Ultima chiamata per ATM”, presidio il 9 maggio a Milano
Tornano in piazza sabato 9 maggio, dalle 16 alle 19 in largo Cairoli, a due
passi dalla sede ATM, lanciando un presidio significativamente intitolato
“Ultima chiamata per ATM” i comitati civici e le rappresentanze di base degli
autisti ATM che negli ultimi anni si sono fatti ripetutamente sentire insieme
sui tagli alle linee e alle corse di filobus, bus e tram, sulle difficili
condizioni salariali e lavorative dei conducenti e sulla gestione opaca e
privatistica dell’Azienda Trasporti Pubblici Milanesi.
Gli organizzatori sono il gruppo Facebook “AspettaMI – Milanesi in attesa dei
bus”, i comitati “La 73 non si tocca”, “Comitato Basmetto”, “Lambrate-Rubattino
Riparte”, “Gruppo Milano MPL”, “Baiamonti Verde Comune” e i sindacati di base
“AL-Cobas ATM Milano” e STAS. Secondo loro, dopo l’annuncio che ATM intende
partecipare in cordata con i partner industriali Webuild e Hitachi alla gara
(che dovrebbe essere bandita entro l’anno) per il rinnovo del servizio di
trasposto pubblico locale milanese (TPL), si consolida il timore di una
possibile privatizzazione di ATM, una prospettiva che autisti e comitati vanno
denunciando da tempo.
La protesta riguarda anche il recente rinnovo del CdA di ATM, su cui il sindaco
Beppe Sala si è mosso piazzando figure a lui fedeli ma controverse,
particolarmente Christian Malangone (indagato nelle inchieste sull’urbanistica e
sullo stadio di San Siro), ma anche Alessandra Oppio del Politecnico, che in
qualità di consulente del Comune confermò il prezzo di svendita del Meazza e
aree circostanti. Mosse che preoccupano in quanto la nuova squadra alla guida di
ATM dovrà gestire dossier strategici per il futuro della mobilità cittadina, tra
questi proprio la preparazione della nuova gara sul TPL e la proposta di project
financing che ATM intende presentare a Palazzo Marino in collaborazione con
Hitachi e Webuild.
Sullo sfondo di questo allarmante scenario, i cittadini utenti di ATM intanto
continuano a lottare con le inefficienze del servizio: mezzi di superficie che
si fanno attendere 20-30 minuti, saltano corse, o addirittura spariscono perché
“tagliati” dopo l’apertura della M4; persistenti problemi di accessibilità delle
stazioni metro per gli anziani e le categorie fragili; cantieri infiniti sia in
strada che per la riparazione o sostituzione di ascensori e scale mobili nelle
metro; inadeguata informazione e assistenza all’utenza; problemi di sicurezza in
crescita sia sui mezzi che nelle stazioni metro, tanto per gli utenti che per i
conducenti. Gli autisti, dal canto loro, continuano a lottare per salari più
adeguati al caro vita di Milano e alla loro mansione, resa ancora più stressante
dalla perdurante situazione di carenza di colleghi, che costringe gli autisti in
forze ad ATM a turni più pesanti.
Non deve sfuggire – dicono gli organizzatori – che la crescita di bilancio 2025
di ATM è stata ottenuta anche sulla pelle degli utenti milanesi e dei
conducenti, grazie al taglio delle corse e al mantenimento di salari bassi e
condizioni lavorative difficili che scoraggiano potenziali nuovi assunti.
Secondo gli organizzatori del presidio del 9 maggio, lo spuntare della cordata
ATM-Webuild-Hitachi (una partnership già operativa per la realizzazione della
M4, lunga e gravata di elevati extra-costi) non lascia ben sperare per la
ripresa e il necessario potenziamento del trasporto di superficie, quello che
nell’area milanese più ha perso colpi negli ultimi anni. Eppure i mezzi di
superficie sono universalmente riconosciuti come la vera spina dorsale della
mobilità pubblica, in quanto in grado di garantire a tutte le categorie di
cittadini – anche gli anziani e i fragili, i meno abbienti e gli abitanti delle
periferie e dell’hinterland – una mobilità veramente capillare e democratica.
Ma la Giunta Sala – con l’Assessora alla Mobilità Arianna Censi in testa –
sembra invece sempre più focalizzata su una “visione” della mobilità cittadina
che privilegia lo sviluppo della mobilità dolce, con la realizzazione di
centinaia di km di ciclabili (e contestuale restringimento di strade ed
eliminazione di centinaia e migliaia di parcheggi), come se i milanesi potessero
tutti saltare su una bici o un monopattino e percorrere decine di chilometri per
raggiungere le proprie destinazioni, o potessero considerare di vendere
l’automobile mentre il trasporto di superficie nel Milanese perde
progressivamente in efficienza e affidabilità!
Ai milanesi preoccupati da questi scenari (veramente tanti a giudicare dalla
quantità di post sui social e in particolare nell’ormai celebre gruppo Facebook
“AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus”) – gli organizzatori del presidio
raccomandano di “fare un upgrade” rispetto alle segnalazioni e alle lamentazioni
sui social e venire in piazza Scala il 9 maggio pomeriggio, portando con sé la
foto che documenta una lunga attesa fatta per un bus, oppure la stampa di un
reclamo inviato ad ATM o all’Assessora Censi, o altra testimonianza delle
difficoltà sperimentate nel muoversi coi mezzi di superficie, o dei disservizi
subiti da parte di ATM: serviranno a realizzare un particolare collage che sarà
simbolicamente consegnato alla Giunta.
Redazione Milano