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Rompiamo il silenzio per i bambini di Gaza
Sabato 29 agosto 2026 dalle 18:30 alle 19:30 Piazza Garibaldino, Varese Un bambino di Gaza con in mano un aquilone esprime nel gioco il suo invincibile desiderio di vita, malgrado l’inspiegabile supplizio che gli viene quotidianamente inferto: è un simbolo di Resistenza luminoso e assoluto. L’aquilone va difeso insieme al bambino: non è solo la sopravvivenza che va garantita, va preservata l’infanzia, quella possibilità straordinaria e irripetibile di avverare  se stessi  realizzando la propria umanità e la propria salute fisica e mentale (non solo quelle di oggi, ma anche di domani). L’aquilone offre ancora la preziosa occasione di essere bambini, concede una tregua all’incomprensibilità del mondo, materializza il  sogno di staccarsi dall’ inferno e sollevarsi più in alto dell’orrore. Il gioco infantile è un bisogno primario, uno spazio di costruzione e salvaguardia di sé di cui non si può fare a meno. A quale livello di dannazione si sono spinti gli israeliani per considerare un aquilone una minaccia per la sicurezza nazionale? Come si può arrivare anche solo a concepire che si debba strappare dalla mano di un bambino un palloncino? L’orrore che il sionismo sta imponendo al mondo non lascia uno spiraglio di luce per nessuno, nemmeno per i carnefici. Uno sforzo inutile quanto crudele di sconcertante, incomprensibile stupidità. Non c’è nessun vincitore in questo inumano macello di corpi e di anime, né per chi muore né per chi sopravvive. Ai sionisti uccidere i palestinesi non basta (e potete essere sicuri che non  riusciranno mai ad eliminarli tutti): Israele vuole  azzerare qualsiasi possibilità di sopravvivenza, annientare in chi resta ogni ipotesi di futuro, cancellare i palestinesi dalla faccia della terra, dalla memoria, dalla coscienza collettiva. Privare i bambini del gioco è l’ennesimo strumento di distruzione e tortura. Oltre alle gambe e alle braccia Israele gli sta amputando l’infanzia. Ai bambini di Gaza Israele non sta togliendo  solo la vita: insieme alla terra, alla casa, alla famiglia, al cibo, all’acqua, alla scuola, ai vestiti sta togliendo la possibilità di credere nel domani. I bambini di Gaza vanno difesi  prima di tutto e con TUTTI i mezzi, senza considerare inevitabile lo scialo disumano di vite e gli orrori che continuano senza sosta ora dopo ora. I bambini dobbiamo SALVARLI, non stare a guardare. “Dopo” è tardi. Il genocidio non è un destino ineludibile: è il frutto di un disegno che si sta compiendo inesorabilmente, attraverso azioni che vengono perseguite intenzionalmente ma, anche e non di meno, tramite  inazioni altrettanto ostinate. Se alziamo le mani davanti a questo orrore stiamo decidendo di lasciarli morire. Non c’è modo di sottrarsi alla scelta: delle morti e delle estreme sofferenze di oggi siamo tutti responsabili. Il genocidio è ancora in corso. È troppo presto per celebrare i morti. Il ricordo di oltre 20.000 vite perdute va sicuramente preservato ma, prima di relegarlo nella memoria come monito per le generazioni future, dobbiamo sbatterlo in faccia a quelle presenti per levare il sonno a tutti e stimolare alla ribellione adesso, subito, senza perdere tempo. Non fare abbastanza è immorale, è una colpa inemendabile, collettiva e individuale. https://www.instagram.com/p/DchDqpKOrxS/?igsi=bW93djNlcmIzY242     Redazione Varese
August 27, 2026
Pressenza
UNICEF: A Gaza il 12.2% dei bambini soffre di malnutrizione cronica o ritardo della crescita
La nuova indagine Gaza SMART Survey 2026 fornisce una valutazione aggiornata sulle condizioni dei bambini e delle madri nelle zone accessibili di Gaza: * dei bambini di età compresa tra i 6 e i 23 mesi il 73,0% aveva consumato cibi non salutari il giorno precedente e solo il 22,4% aveva una dieta minima accettabile; * dei bambini di età inferiore ai cinque anni circa il 37,1% aveva sofferto di diarrea nelle due settimane precedenti l’indagine; * la malnutrizione cronica o il ritardo della crescita ha colpito il 12,2% dei bambini sotto i cinque anni; il sovrappeso interessava il 4,0%. Una nuova indagine nutrizionale su base demografica condotta nelle aree accessibili della Striscia di Gaza mostra un quadro nutrizionale complesso: livelli relativamente bassi di malnutrizione acuta tra i bambini nella popolazione accessibile, tassi preoccupanti di malnutrizione cronica (arresto della crescita), malnutrizione materna, qualità dell’alimentazione molto scarsa, abitudini alimentari inadeguate per neonati e bambini piccoli e un notevole impatto delle malattie infantili. La malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni è risultata bassa. La malnutrizione cronica, o ritardo della crescita – un indicatore di crescita lineare compromessa che riflette le condizioni nutrizionali e di salute accumulate nel tempo – ha colpito il 12,2% dei bambini sotto i cinque anni. Il sovrappeso interessava il 4,0%. La coesistenza di ritardo della crescita, deperimento e sovrappeso nella stessa popolazione indica una scarsa qualità della dieta piuttosto che una semplice questione di quantità di cibo:il 73,0% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 23 mesi aveva consumato cibi non salutari il giorno precedente e solo il 22,4% aveva una dieta minima accettabile. Circa il 37,1% dei bambini di età inferiore ai cinque anni aveva sofferto di diarrea nelle due settimane precedenti l’indagine. È stata inoltre documentata la malnutrizione materna tra le ragazze e le donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni. L’indagine è stata condotta tra il 31 maggio e il 15 giugno 2026, a seguito di un sostanziale potenziamento degli aiuti umanitari dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025. Nei mesi precedenti il cessate il fuoco, compreso agosto 2025, quando la Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare (IPC) ha confermato lo stato di carestia a Gaza, gravi limitazioni di accesso e interruzioni delle forniture hanno fatto sì che l’alimentazione supplementare generale – uno dei principali mezzi per prevenire la malnutrizione acuta – fosse stata in gran parte sospesa in tutta Gaza. Alcuni programmi volti a individuare e curare la malnutrizione hanno continuato a funzionare, ma le scorte e l’accesso necessari per impedire che i bambini diventassero malnutriti fin dall’inizio non li raggiungevano. A seguito del cessate il fuoco, la ripresa degli aiuti e del traffico commerciale ha fatto sì che, mentre i ricoveri per il trattamento della malnutrizione acuta avevano raggiunto il picco di quasi 17.000 bambini nell’agosto 2025, a marzo 2026 erano scesi a meno di 3.000. «La situazione nutrizionale dei bambini migliora quando gli aiuti e le forniture commerciali li raggiungono – e peggiora altrettanto rapidamente quando ciò non avviene. I miglioramenti a cui stiamo assistendo sono fragili e dipendono da un accesso umanitario sostenuto, da finanziamenti adeguati e da mercati commerciali funzionanti. Senza di essi, i progressi potrebbero essere vanificati nel giro di pochi mesi, e saranno ancora una volta i bambini a pagare il prezzo più alto», ha affermato Edouard Beigbeder, direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. Indicatori nutrizionali diversi colgono dimensioni diverse del benessere nutrizionale e riflettono le condizioni in periodi e archi temporali differenti. La malnutrizione acuta riflette lo stato nutrizionale più recente, mentre il ritardo nella crescita riflette le condizioni nutrizionali e sanitarie cumulative su un periodo più lungo. I risultati dell’indagine dovrebbero quindi essere considerati nel loro insieme, anziché utilizzare un singolo indicatore per caratterizzare la situazione nutrizionale complessiva. «La malnutrizione acuta può migliorare nel giro di poche settimane. I danni più ampi, invece, no – ha precisato Beigbeder – I bambini hanno bisogno di acqua potabile, assistenza sanitaria e cibo vario e nutriente, non solo di calorie sufficienti per sopravvivere». L’indagine è rappresentativa delle aree accessibili. A causa di limitazioni legate all’accessibilità e alla sicurezza, circa il 17% della popolazione di Gaza, pari a circa 358.000 persone, è stato escluso dal campione prima della selezione dei cluster. GAZA SMART SURVEY 2026 L’UNICEF chiede * un accesso umanitario costante e senza ostacoli, anche per il carburante; * finanziamenti continui per i servizi di nutrizione, salute, acqua e servizi igienico-sanitari; * mercati commerciali aperti, per proteggere i bambini da un nuovo peggioramento della situazione. UNICEF
August 25, 2026
Pressenza
Questo popolo ha sette anime – La settimana “Nuota con Gaza”
Mentre le famiglie di tutto il mondo si riversano su spiagge e parchi per sfuggire alla calura estiva, i bambini di Gaza non hanno altro che la loro spiaggia dove cercare qualche momento di gioia. Lì, sulla sabbia della Striscia di Gaza assediata, i bambini cercano di rubare momenti di felicità e di nuoto, in scene in cui l’innocenza dell’infanzia si intreccia con la costante paura che la loro spiaggia possa diventare bersaglio di bombardamenti israeliani da un momento all’altro. L’Accademia di Nuoto Tantish ha organizzato un grande evento nell’ambito della Settimana del Nuoto con Gaza per insegnare ai bambini di Gaza a nuotare, in preparazione alla loro partecipazione al Carnevale di Nuoto di Gaza del prossimo fine settimana. Uno degli organizzatori ha confermato che oltre 2.500 bambini hanno imparato a nuotare durante il primo mese dell’iniziativa, che si estende in decine di località in tutto il mondo, in segno di solidarietà con i bambini di Gaza. Si prevede che 3.000 bambini che hanno imparato a nuotare quest’estate parteciperanno all’evento. Il significato di questi numeri va oltre l’aspetto sportivo: rappresentano un potente messaggio di resilienza, a dimostrazione che i bambini di Gaza si aggrappano alla vita e alla passione nonostante le circostanze difficili. In una testimonianza che riflette la profondità di questa esperienza umanitaria, una delle ragazze partecipanti racconta la sua storia con l’iniziativa, dicendo che quando si è unita al gruppo, ha provato un’intensa paura e disagio a causa delle difficili condizioni e della pressione psicologica che tutti stavano vivendo, senza tregua in mezzo alla devastante aggressione genocidaria israeliana. Tuttavia, il supporto degli istruttori e l’ambiente positivo e interattivo hanno portato a una straordinaria trasformazione del suo stato psicologico. Si è integrata rapidamente con i compagni e gli allenatori, sentendosi come se fossero diventati una famiglia, e ha riscoperto la sua passione per il gioco e l’apprendimento dei fondamentali del nuoto. Questa iniziativa organizzata dall’Accademia Tantish è un evento eccezionale, poiché è stata rilanciata e riattivata in seguito alla diffusa distruzione che ha colpito la Striscia a causa dell’invasione israeliana. Nonostante le difficili circostanze, le attività sono state avviate non solo per insegnare ai bambini a nuotare e le norme di sicurezza, ma anche con l’obiettivo di tentare di stabilire un record mondiale per il maggior numero di bambini che ricevono una lezione di nuoto collettiva contemporaneamente e nello stesso luogo. https://swimwithgaza.com/ Nella settimana dal 23 al 30 agosto si svolgono eventi e iniziative in una 50ina di città e località balneari di tutto il mondo. Ad esempio a Pantelleria, dove il 29 agosto a Cala Levante o Cala Tramontana alle 11:30 i promotori “invitano chiunque si senta vicino alla popolazione di Gaza a partecipare al tuffo collettivo. Anche senza nuotare, ma semplicemente mobilitandosi in acqua, il desiderio è trasmettere un messaggio di vicinanza ai bambini e alle bambine di Gaza, per rifiutare l’indifferenza e la normalizzazione del massacro in corso e per chiedere ancora la fine immediata dei bombardamenti israeliani in Palestina” – Pantelleria nuota con Gaza: nuotata solidale a Cala Levante il 29 agosto Foto recentemente pubblicate dall’Accademia di Nuoto Tantish su https://www.facebook.com/Tantish.Swim.Academy/: ANBAMED
August 25, 2026
Pressenza
Michalis Psilos: “Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, un atto di verità e giustizia”
All’opinione pubblica greca la notizia che è cominciata la raccolta di firme alla petizione per la candidatura dei bambini di Gaza all’assegnazione del Premio Nobel per pace è stata riferita sulle pagine dello storico e prestigioso quotidiano ellenico specializzato in economia e finanza, Naftemporiki, dal direttore dell’edizione online, Michalis Psilos, nel suo articolo qui integralmente riportato. IL PREMIO NOBEL PER LA PACE AI BAMBINI DI GAZA  IL RICONOSCIMENTO DEL SACRIFICIO DEI BAMBINI DI GAZA DA PARTE DEL COMITATO PER IL PREMIO NOBEL SAREBBE UN ATTO DI VERITÀ E GIUSTIZIA. Si stanno raccogliendo firme per assegnare il Premio Nobel per la Pace di quest’anno ai bambini di Gaza. L’iniziativa, che è partita dall’Italia, a molti pare “strana”.  La cosa interessante è che a condurla sono attori e organi di stampa vicini alla Chiesa cattolica. Secondo le volontà di Alfred Nobel, questo premio dovrebbe essere assegnato “alla persona che avrà dato il maggior contributo alla fraternizzazione tra le nazioni, all’abolizione o alla riduzione delle forze militari e alla conduzione e promozione dei processi di pace”. Il frate francescano Ibrahim Faltas, direttore delle scuole cattoliche in Terra Santa, afferma che «riconoscere il sacrificio dei bambini di Gaza con il Premio Nobel per la Pace significa dare un valore rinnovato alla parola pace». «Significa sancire nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non cresceranno mai e il diritto a un futuro di pace per coloro che sono sopravvissuti all’orrore e all’odio», sottolinea il frate francescano. La sua proposta è già sostenuta da professori universitari, politici e personalità del mondo dell’arte e della cultura. Indubbiamente, le vittime innocenti della guerra a Gaza non sono solo i bambini palestinesi. Ci sono anche i bambini israeliani uccisi nell’attentato terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Così come i bambini ucraini e russi, ma anche iraniani. Le tragedie vissute, soprattutto dai bambini nei numerosi conflitti che imperversano in molte parti del mondo, indifesi di fronte all’odio e alla violenza degli adulti, non conoscono confini. LA TRAGEDIA NEI NUMERI Ma oggi a Gaza c’è qualcosa di più: i numeri. Circa 21˙000 bambini sono stati uccisi dall’inizio della guerra. E dalla firma del cosiddetto accordo di pace nell’ottobre 2025 a Gaza sono stati uccisi 300 bambini e adolescenti – un bambino al giorno – mentre le operazioni israeliane continuano. Non dimentichiamo, ovviamente, che decine di migliaia di bambini sono rimasti feriti, mutilati, sfollati o orfani. Riflettete un attimo su quest’immagine: alcuni di questi bambini sopravvissuti alla tragedia mentre ricevono il Premio Nobel… ATTO DI GIUSTIZIA Il riconoscimento del sacrificio dei bambini di Gaza da parte del Comitato per il Nobel sarebbe un atto di verità e giustizia. «Basta. Basta a voi che uccidete. Basta a voi che mentite. Basta a voi che non fate nulla. Basta, se siete ancora umani adesso basta», afferma Eugenio Mazzarella, professore di filosofia all’Università Federico II di Napoli, uno degli ideatori dell’iniziativa “Premio Nobel per la Pace ai Bambini di Gaza”. Intanto, però, la guerra continua. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha addirittura respinto il piano di pace in 15 punti del presidente Trump. “Non lasceremo Gaza. Il piano di pace è morto – ha dichiarato Netanyahu – Le Forze di Difesa Israeliane non si ritireranno finché Hamas non sarà sostanzialmente disarmato”. STRATEGIA DI GUERRA Netanyahu non ha rinunciato alla guerra, che considera la strategia di Israele per i prossimi anni. Anche il fronte della Cisgiordania occupata rimane aperto, dove, oltre all’occupazione dei campi profughi, alle operazioni di sgombero e alle demolizioni effettuate dall’esercito, sono in aumento anche le incursioni dei coloni. Nel frattempo, i bambini continuano a morire. Coloro che sopravvivono a malnutrizione, malattie, acqua contaminata e cure inesistenti “stanno ancora aspettando la fine della violenza che il presidente Trump ha promesso loro”. Come dice Eschilo nell’Orestea: «Che gli dèi abbiano pietà… di coloro che conquisteranno, se rispetteranno i templi e le istituzioni dei vinti». Μιχάλης Ψύλος  Η ΝΑΥΤΕΜΠΟΡΙΚΗ 11 agosto 2026   Maddalena Brunasti
August 17, 2026
Pressenza
«Ai bambini di Gaza il Premio Nobel per la pace»
Nel testo qui riportato, recentemente pubblicato sul quotidiano che è anche promotore dell’iniziativa, l’autrice riferisce dello sviluppo dell’idea e delle adesioni alla petizione.  CENTINAIA DI ADESIONI ALLA CANDIDATURA PROPOSTA DAL PROFESSOR MAZZARELLA TRAMITE AVVENIRE. ANCHE LA LEADER DEL PD, SCHLEIN, SI SCHIERA: NO AL SILENZIO SULLA SITUAZIONE DRAMMATICA DEI MINORI. PADRE IBRAHIM FALTAS: RICONOSCERE IL LORO SACRIFICIO È UN ATTO DI VERITÀ E DI GIUSTIZIA. Trecento bambini e adolescenti uccisi in 300 giorni. Uno al giorno dall’ottobre 2025, in un tempo che avrebbe dovuto essere di sospensione dei combattimenti. E invece a Gaza i bambini continuano a morire. Quelli che sopravvivono tra malnutrizione, malattia, acqua sporca e cure inesistenti «stanno ancora aspettando la fine della violenza che era stata loro promessa». È in nome di questa promessa che Avvenire ha rilanciato la proposta di Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia alla Federico II di Napoli, di candidare i bambini di Gaza al premio Nobel per la pace. Una iniziativa potente per urlare: «Basta. Se avete carità, basta voi che uccidete. Basta voi che mentite. Basta voi che non fate niente. Basta se ancora siete qualcosa che somiglia a un uomo». La proposta ha avuto circolazione soprattutto sui social e ha suscitato molto interesse, tanto da essere sottoscritta da centinaia di persone (parte delle adesioni sono pubblicate qui di seguito, si può aderire scrivendo a petizione.gaza@avvenire.it), da Massimo Cacciari a Francesca Izzo, da Luigi Manconi a Stefano Zamagni. Anche Elly Schlein, segretaria del Pd, ha aderito nella giornata di domenica all’invito lanciato sul nostro giornale. «Non dobbiamo far cadere il silenzio su Gaza e sulla situazione drammatica dei minori» ha sottolineato la leader democratica, ricordando che «non sono mai arrivati tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi e la fame viene usata come arma di guerra». Una voce autorevole di sostegno arriva poi da Gerusalemme: «I bambini di Gaza sono i testimoni silenziosi del bisogno di pace, un diritto essenziale negato a chi ha dovuto sopportare mancanze, dolori, perdite devastanti – scrive ad Avvenire il frate francescano Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa – Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia i diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio». Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Sono i bambini ucraini e quelli russi, sono i piccoli iraniani e sudanesi. L’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi, si può riconoscere nella candidatura al Nobel. Perché quello che è vero a Gaza – la sofferenza innocente, il diritto di ogni bambino di essere amato e protetto e di non diventare bersaglio inerme dell’odio e della violenza degli adulti -, vale ovunque nel mondo e in qualunque epoca storica. Ma c’è un di più, oggi: ci sono i numeri. Ci sono i 300 bambini e adolescenti palestinesi morti in 300 giorni di tregua, uno al giorno, a cui si possono aggiungere i 21mila che hanno perso la vita a causa dei bombardamenti e delle azioni militari israeliani successive al 7 ottobre 2023. E le decine di migliaia di bambini feriti, mutilati, sfollati, resi orfani. Anche sui mattoni del loro dolore dovrà nascere la consapevolezza che la guerra non risolve nulla, la pace tutto. LA PRIMA AD AVANZARE LA CANDIDATURA DEI BAMBINI DI GAZA AL NOBEL PER LA PACE FU, ESATTAMENTE UN ANNO FA, L’ASSOCIAZIONE L’ISOLA CHE NON C’È DI LATIANO, BRINDISI, CHE LA PRESENTÒ IN SENATO. Da allora la proposta ha raccolto decine di adesioni, tra le quali si annoverano numerosi sindaci pugliesi. Ora la stessa iniziativa viene rilanciata da un nutrito gruppo di intellettuali di tutta Italia. E, si badi bene, non si tratta solo di una provocazione o di un fatto simbolico. O, almeno, non del tutto. Perché se è vero che un professore universitario – qual è Mazzarella – può a norma di regolamento avanzare una candidatura al Comitato norvegese (articolo 5), è altrettanto vero che il Nobel, in virtù del suo essere corredato da un cospicuo assegno, può essere attribuito solo a persone in carne e ossa o a organizzazioni che ne facciano buon uso, non a un intero popolo. Si tratta però di un ostacolo superabile: nel 2025 Cristina Machado fu insignita del Premio Nobel per il suo impegno politico e civile a favore dei diritti del popolo venezuelano. Dunque, perché no? «Riconoscere il sacrificio dei bambini di Gaza è un atto di verità e di giustizia – scrive ancora padre Faltas – Riconoscerlo nel tempo con il premio Nobel sarà il segno indelebile di chi crede fermamente nella pace». Ecco alcune delle persone che hanno aderito all’appello: Egidio Addis, Clotilde Esperance Adikpeto, Giorgio Amedeo, Osvaldo Aime, Simone Aime, Isabella Aime, Mario Aliberti, Annalisa Allunto, Elisa Amerio, Grazia Amendola, Laurent Amour Amouzou, Patrizia Amoroso, Pierandrea Amato, Anna Maria Anedda, Manuela Anselmo, Robert Antal Berbecaru, Andreea Antal Berbecaru, Ornella Arca, Angela Arietti, Rossana Arietti, Marco Asunis, Dario Aversa. Flavia Bachetta, Cristian Balarini, Cecilia Balocchi, Luigina Balboni, Barbara Bolasco, Paolo Bonandin, Sofia Bonandin, Valentina Bonandin, Alice Bono, Ugo Bologna, Federico Bardone, Rodica Bargan, Paola Barzanti, Giulio Bassanese, Paola Bassignana, Luciano Bassignana, Erica Bassignana, Giulia Bassignana, Raffaele Bauccio, Antonino Begani, Elena Bedei, Marinella Bellando, Loredana Bellone, Raffaella Bellucci Sessa, Sonia Benedetto Diamante, Anna Maria Beneduce, Francesco Benzo, Chiara Bergerone, Giulia Bernardi, Carla Bertone, Helen Louise Bertoletto, Sara Bertolatti, Daniela Bezzi, Daniela Bina, Liliana Bianco, Alberto Biuso, Rosanna Bivi, Renata Bogino, Giovanni Carlo Bonotto, Barbara Borini, Mirco Borsoi, Marco Antonio Borsi, Giovanni Borsetti, Piera Borsani, Marisa Brasso, Elena Brunetti, Emanuela Bussolati. Massimo Cacciari, Giovanna Cacciato, Ennio Cabiddu, Pier Paolo Calcagno, Maria Calvelli, Elisa Camandona, Leonardo Campanelli, Anna Capecchi, Grazia Capparelli Scalea, Ilaria Carleo, Eliana Carli, Giovanni Carluccio, Antonio Carluccio, Letizia Carlucci, Agostino Carrino, Andrea Castagneri, Rossella Castello, Margherita Cataldi, Maria Cristina Cavallo, Luigi Cavo, Giorgia Cavo, Bruna Cedeghini, Ersilia Cecchetto, Maria Marta Cena, Domenico Cena, Elisa Cesan, Claudia Cerutti, Alessandra Chesta, Antonio Giovanni Chessa, Paola Chiama, Silvia Chieregato, Paola Chiesa, Aldo Cigliano, Claudio Ciancio, Emanuele Ciancio, Benedetta Ciancio, Cristiana Cocco, Claudia Colangelo, Valerio Colombaroli, Flora Cometto, Alessandra Consolaro, Maria Luisa Coppo, Ornella Corda, Consuelo Cordara, Marisa Cordero, Maura Corvetti, Giuseppe Costarella, Cristina Crapanzano, Donatella Cresta, Eugenio Creso, Enrica Cubeddu, Silvia Cuffini, Alberto Cucatto, Simone Cucatto, Anna Curti, Michele Dalmasso, Angelica D’Alessandro, Angiolo Dall’Aste Brandolini, Alfonso D’Amaro, Laura Davì, Giuseppe Decandia, Maria Piera De Cicco, Piero De Gennaro, Laura De Angelis, Monica De Lorenzis, Roberta De Macchi, Sebrina De Miceli, Daniela Debernardis, Roberto Delizia, Guglielmo Del Gaudio, Alessandro Della Corte, Daniela Dezzani, Mariuccia Papa Diamante, Carmela Mandato Diamante, Rossella Di Giovanni, Roberta Anna Di Martino, Davide Di Naro, Enrico Di Rosa, Laura Di Simone, Stefania Di Terlizzi, Gabriella Dogliani, Maria Angela Donna, Luigi Dompè, Andrea Dosio, Anna Doria, Augusto Dotto, Gabriele Dotto, Aurora Dotto, Maria Luigia Dragoni, Anatolie Dulea, Emma Dovano. Piera Egidi Bouchard, Roberto Esposito. Martina Fabbretti, Davide Calogero Falci, Silvia Fania, Franca Faranda, Marlena Fantinuoli, Grazia Favata, Franco Felizia, Domenico Reinaldo Fernandez Del Real, Natalia Ferrazza, Pasquale Ferrara, Silvana Ferrero, Franco Ferrari, Silvia Ferrari, Silvana Festichino Sinchetto, Vittoria Fiorelli, Pierluigi Filloramo, Genny Fissore, Miranda Fico, Ebba Folonari, Anna Forlati, Marina Formica, Ambasciatore Luca Fornari, Claudio Frassinelli, Francesca Frediani, Maria Frieri, Maria Vittoria Frigero, Diego Fulcheri, Filippo Furioso, Carlo Galli, Lorena Maria Gallo, Silvia Maria Gallo, Giorgio Gamba, Gialma Gasparotto, Luigina Gatti, Walter Gerbaudo, Sonia Gesnelli, Rosanna Ghista, Fabrizia Giacobbe, Tullia Giacobbe, Valerio Giacobbe, Giuseppe Giacobbe, Mara Giacoletto, Gloria Gibellini, Giuseppe Gianfrante, Enzo Giannone, Antonio Ginetti, Stella Giordana, Buono Giorno, Tommaso Giorno, Lorenza Giorgi, Massimo Giovara, Mauro Gobbo, Alessandra Golle, Cristoforo Gorno, Anna Rosa Gosio, Anna Laura Grandis, Fabio Granata, Elvira Gravina, Silvia Grasso, Gianclaudio Greco, Lia Grignani, Maria Antonietta Guadagnino, Gianna Maria Guelpa, Valentina Guerriero, Rocco Guerriero, Anna Elisabetta Iannelli, Aniello Iaccarino, Salvatore Dario Impellizzeri, Daniela Isoardi, Stefano Isola, Francesca Izzo. Salvatore Labruna, Laura Lai, Andrea Lebra, Elisabetta Lenta, Giuseppe Lesca, Enrica Lisciani Petrini, Elisabetta Lisa, Danilo Lillia, Anna Li Veli, Stefania Lombardo, Carmela Lombardo, Laura Lombardi, Maria Rosa Loreto, Agnese Lorenzini, Aldo Lotta, Andrea Lotta, Corrado Lotta, Rosaria Lotta, Camilla Lucamarini, Thomas Lussi, Stefano Macaluso, Simona Mana, Franco Manina, Luigi Manconi, Sandro Mancini, Mariasole Mainenti, Rina Mallus, Antonio Marchina, Marianna Marcovei, Francesca Marinaro, Colette Mariani, Mari Mariani, Eva Mariani, Giuseppe Marino, Federico Mariotti, Maria Rosa Giovanna Masoero, Maria Regina Mascia, Manuela Massa, Franca Massa, Viola Mazzoleni, Annika Mazzucco, Lorenzo Mazzotti, Silvia Mazzuca, Gerardo Mele, Rosa Alba Meloni, Nicola Melis, Angela Meroni, Mariarita Mercurio, Graziella Miccoli, Maria Migliorati, Cristina Minolfi, Maurizio Momo, Sebastiano Molineri, Antonello Murgia, Nicoletta Murdaca, Tiziana Mulas, Anna Musini. Patrizia Nardo, Luisella Nardo, Elisabetta Negro, Giancarlo Nonis, Anna Maria Oberto, Grazia Oliva, Lauretta Ottolenghi, Giulia Orecchia, Maria Eleonora Ortoleva, Fiorella Orlandi. Gesuina Pala, Cristiano Palmieri, Lara Palmieri, Vincenzo Infantino Palmi, Emanuele Pieve, Maria Gaetana Paolino, Maria Maddalena Paolino, Ferdinando Pappalardo, Marialetizia Parise, Lidia Parma, Salvatore Passari, Marcosebastiano Patanè, Francesca Pavese, Roberto Penna, Rosa Anna Pellerino, Rebecca Pelle, Ezio Perno, Luciana Petrolo, Adria Petani, Marcello Pettiti, Enrico Peyretti, Lanfranco Peyretti, Stefano Piazzese, Daniela Picotto, Federico Piovano, Maria Pisano, Raffaele Pisano, Clara Pistorino, Maria Teresa Piumatti, Marinella Poggi, Francesca Pola, Lucia Pologruto, Maria Teresa Ponzio, Maria Donatella Ponti, Carlo Franco Porrati, Marina Prandi, Anna Procacci, Gaetano Proto, Petra Probst, Chiara Maria Aynur Puccio, Anna Maria Quintieri, Adriana Rabezzana, Anna Maria Rabezzana, Anna Maria Rabufo, Patrizia Rickler, Graziella Rondano, Grazia Roncaglia, Liliana Rodriguez, Silvana Rolando, Elisa Romano, Liliana Rosso, Francesco Rossi, Tiziana Rotundo, Giuseppe Ruzza. Giuseppe Sacco, Maria Teresa Sacco, Marco Sabatini, Mariagrazia Sala, Raffaella Salerno, Luigi Saladini, Matteo Saladini, Antonella Salvalaggio, Fabrizio Salmoni, Valeria Sammartino-Milano, Anna Simbula, Enrico Sanna, Tommy Sanna, Sara Santoro, Francesca Santoro, Erika Scarfone, Emilio Scalzo, Vanessa Scalzo, Laura Schina, Maria Pia Sciascia, Angelo Secci, Michele Angelo Sereno, Ornella Serra, Claudio Serra, Spartaco Serra, Alice Serra, Luigi Maria Sicca, Daniele Simeoni, Franco Simone, Eugenio Simonelli, Anna Irene Sordellini, Laura Sozzi, Maria Spinoglio, Erica Squeo, Vincenzo Squadrone, Laura Squadrone, Adriana Stancati, Rosa Stara, Giuseppe Stocco, Daniela Sterpone, Barbara Strambaci, Alessia Strambaci, Angela Suppo, Isabella Susa, Angelo Tacconi, Anna Tamburini Torre, Marcello Tamburini, Generoso Tarallo, Giulia Tarallo, Anna Totaro, Giuseppe Trematore, Matteo Trematore, Massimo Trombi, Teresa Torrero, Mario Titli. Giuseppe Vacca, Marisa Vadori, Laura Valcauda, Ida Vagli, Sara Vargiu, Georgia Vargiu, Giancarlo Varcelli, Aldo Vayr, Piera Maria Vicari, Maria Luisa Vicentini, Anna Viacava, Chiara Maria Vigliano, Elena Vigna, Cristina Villa, Maria Adriana Vindigni, Stefano Zamagni, Agnese Zago, Omar Zaher, Carmelo Zarbo, Irene Zaccheo, Luisa Zampini, Francesca Zelli, Michela Ziccardi, Giorgio Zurrida. Antonella Mariani – Da diversi anni ad Avvenire, ha lavorato agli Esteri, coordinato un inserto sulla famiglia, le attività sul digitale e ora è al desk centrale. Scrive di donne e di diritti umani, con altre colleghe ha coordinato le campagne Noi afghane e Donne per la pace e cura la rubrica Protagoniste, che le ha permesso di conoscere donne che in tutto il mondo fanno la differenza, ed è coautrice di DONNE PER LA PACE. VOCI CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA.   Redazione Italia
August 11, 2026
Pressenza
64˙000 bambini orfani nella Striscia di Gaza. Un progetto di intervento concreto
A Gaza, nel quasi totale silenzio dei media mainstream, si sono intensificati gli attacchi e la situazione è peggio che mai… La destra di Smotrich, Katz e i coloni intendono impadronirsi di Gaza e ricolonizzarla al più presto espellendo (o estinguendo) i palestinesi. I messaggi che riceviamo quotidianamente dalle/i gazawi attraverso il Comitato Un Aiuto per la Palestina ci dicono che bombardamenti e spari sono costanti. Mai avevamo ricevuto così tante notizie di uccisioni come in questi giorni. Dal piccolo “osservatorio” delle 40 famiglie sostenute dal Comitato giungono immagini di bambini uccisi, bambini rimasti orfani, alcuni del tutto soli. Tanti perdono amici e vicini. Alcuni scrivono di sentirsi vivi per caso, altri non rispondono al cellulare. Le condizioni di vita sono insostenibili, con un caldo a 42°, pochissima acqua, insetti, topi, malattie. Circola voce, a Gaza, che gli israeliani hanno dichiarato sui loro media di avere individuato 2000 “target” da colpire. Le persone sono spaventate, ma cercano (ancora) di agire. Mosbah continua a distribuire acqua sotto le bombe e Yousef a curare la scuola Il futuro nelle mani dei piccoli, che ha sospeso le lezioni, ma tiene attività estive. Chiedono di parlare di loro, di diffondere le loro foto e messaggi per rompere il silenzio e pretendere giustizia (in allegato tre foto ricevute), di sostenere i loro progetti. In questo periodo le voci delle piazze si sono affievolite, ma le nostre coscienze sono lucide e vive e continuano a interrogarci su quello che possiamo fare. Accogliendo la proposta di Mosbah Al-Halabi, la Scuola per la Pace si è impegnata a sostenere il progetto del Campo Bambini Orfani nel Nord di Gaza, così presentato: > La Striscia di Gaza sta affrontando una crisi umanitaria senza precedenti a > causa del genocidio in corso, che ha provocato una distruzione diffusa delle > infrastrutture, delle case e un massiccio sfollamento delle famiglie, che > vivono in condizioni insostenibili in tende, al freddo o al caldo torrido, in > condizioni igieniche terribili. > La mortalità violenta ha colpito il 56% dei bambini, delle donne e degli > anziani (dato pubblicato sulla rivista The Lancet, febbraio 2026). > I bambini sono stati tra i gruppi più colpiti: migliaia di loro hanno perso > uno o entrambi i genitori. > I dati riportati dal Ministero dello Sviluppo Sociale palestinese ad aprile > 2026 riferiscono di oltre 64˙000 orfani nella Striscia di Gaza, di cui oltre > 55˙000 avrebbero perso entrambi i genitori o il capofamiglia (breadwinner). > Nella cultura palestinese quando la famiglia è monoreddito è quasi sempre il > padre a provvedere al sostentamento economico. > Gli operatori sanitari hanno coniato l’acronimo WCNSF (“Wounded Child, No > Surviving Family”, ovvero “Bambino ferito, senza familiari sopravvissuti”) per > descrivere i bambini che hanno perso l’intera famiglia e che spesso sono > feriti a causa degli stessi bombardamenti in cui hanno perso i familiari; > frequentissime fra i bambini le amputazioni di uno, sino a quattro arti. > Ci sono poi migliaia di bambini non accompagnati che sono stati separati dai > genitori a causa dei continui spostamenti. Spesso vengono registrati negli > ospedali come “sconosciuti” o “bambini soli” in attesa di riconoscimento. > Molti di questi minori sono stati trovati feriti, intrappolati sotto le > macerie. > Gli orfani privi di una rete familiare sono i più vulnerabili alla fame > sistemica, all’assenza di cure e ad ogni forma di protezione (compresi gli > abusi sessuali). > Lo stesso Ministero sottolinea che gli orfani in Palestina, sia in > Cisgiordania che nella Striscia di Gaza, devono affrontare, oltre alla perdita > dei genitori, o di uno dei due, altre difficoltà: il rischio di povertà, > l’abbandono scolastico, l’accesso limitato ai servizi, nonché gravi > conseguenze psicologiche derivanti dalla perdita e dai ripetuti traumi subiti. > Il tessuto sociale e le istituzioni preposte alla tutela dei minori sono stati > in gran parte distrutti, il che significa che i bambini spesso devono fare > affidamento sulla famiglia allargata, sui vicini o su estranei per > sopravvivere. Sovente i bambini orfani vengono accolti dai parenti, magari dai > nonni, che però a loro volta faticano a procurarsi cibo a sufficienza e acqua > potabile, mettendo a dura prova risorse già limitate. > Molti bambini orfani vengono raccolti in centri di accoglienza che sono > sovraffollati e dove spesso vi è una grave carenza di cibo, acqua potabile, > assistenza medica e tende adeguate. Per le strade si vedono molti orfani, > soprattutto ragazzi, che cercano cibo o cercano di trovare, vendere o > scambiare oggetti per procurarsi i beni di prima necessità. Al momento gli > aiuti umanitari disponibili nella striscia sono pochissimi in quanto bloccati > da Israele ai valichi. > > La distribuzione geografica degli orfani nella Striscia di Gaza non è > uniforme, con alcune zone più colpite di altre. > Governatorato di Gaza (Gaza City): È l’area con la più alta concentrazione di > orfani, ospitando circa il 32,7% del totale dei bambini che hanno perso i > genitori. > Gaza Nord: Questa zona segue con un’alta percentuale di orfani (circa il > 22,5%), essendo stata teatro di intensi combattimenti, prima di essere stata > evacuata. > Khan Younis: Il governatorato meridionale ospita circa il 18,3% degli orfani. > Gaza Centrale e Rafah: Queste zone presentano percentuali inferiori rispetto > al nord ma comunque critiche, rispettivamente il 13,2% e l’8,2%. > > Dall’analisi della situazione che evidenzia la mancanza di una rete > strutturata in grado di proteggere i bambini orfani presenti a Gaza sono > emerse le seguenti criticità: > Fame sistemica – Gli orfani, privi di una rete familiare che possa procurare > cibo, affrontano quotidianamente una grave insicurezza alimentare e sono i più > vulnerabili alla fame sistemica. > Sistemi di supporto comunitario in difficoltà – Nonostante gli sforzi delle > organizzazioni locali e internazionali, la risposta umanitaria è gravemente > limitata e migliaia di bambini ricevono aiuti inadeguati o nessun aiuto. > Inoltre la mancanza di luoghi sicuri, la carenza di cibo, acqua e medicinali > rende problematica la creazione di reti di protezione strutturate. > Reti familiari allo stremo – Nella cultura palestinese, la prima linea di > supporto sono i parenti. Tradizionalmente, la famiglia allargata accoglieva > gli orfani, ma l’attuale povertà estrema e la perdita di più membri dello > stesso nucleo rendono spesso non possibile per i parenti sopravvissuti > prendersi cura di altri bambini. > Traumi psicologici estremi – La quasi totalità dei bambini di Gaza necessita > di supporto per la salute mentale. Molti soffrono di disturbi da stress > post-traumatico (PTSD), mutismo selettivo e ansia grave dopo aver assistito > alla morte dei propri genitori. L’impatto sulla salute mentale è enorme: > secondo le stime, quasi tutti i bambini di Gaza necessiterebbero di assistenza > psicologica e sostegno psicosociale. Sono frequenti i sintomi di stress > estremo, quali comportamenti aggressivi, ansia, angoscia, enuresi notturna, > insonnia, desiderio di morire, isolamento, comportamenti dello spettro > autistico, blocco della crescita evolutiva. > Carenza di assistenza medica – L’80% delle strutture sanitarie è danneggiato. > Molti orfani feriti, inclusi quelli che hanno subito amputazioni, non hanno > accesso a riabilitazione o cure adeguate. > Assenza di tutele legali – Il caos degli sfollamenti impedisce spesso > l’identificazione formale dei bambini, rendendo difficile l’inserimento in > programmi di affido o adozione. > > PROGETTO di INTERVENTO > Alla luce di quanto descritto sino ad ora, in relazione al contesto > emergenziale a Gaza e al carattere di immediatezza che richiede la situazione, > il Progetto che qui si propone intende sostenere un Centro di protezione per > gli orfani, già operativo, situato nella zona a Nord di Gaza, che presenta una > grave carenza delle risorse necessarie al suo funzionamento. > Strumenti di analisi utilizzati – L’analisi situazionale è stata fatta in > collaborazione con il Partner in loco e dove necessario integrata con i dati > reperibili su documenti e siti di organizzazioni locali e internazionali > Settore di intervento prevalente – Beneficiari diretti e analisi dei bisogni > del campo bambini orfani nel nord di Gaza. > > Il campo per bambini orfani nella zona nord di Gaza, che questo progetto > intende sostenere, ospita circa 217 bambini orfani di età compresa tra 0 e 18 > anni. In base agli aspetti problematici su delineati, il progetto mira a > fornire un sostegno concreto (cibo, acqua, tende, farmaci, materiale educativo > e ricreativo). > > AREE DI INTERVENTO > > – Alloggio: la maggior parte delle tende o delle abitazioni necessita di > riparazioni, alcune rischiano di crollare e l’elettricità è intermittente. > > – Cibo e acqua: non è garantita la disponibilità quotidiana di pasti nutrienti > e di acqua potabile in quantità sufficiente. > > – Sostegno psicosociale, psicologico ed educativo: i bambini soffrono di > traumi causati dalla perdita dei genitori e da condizioni di vita difficili, > senza poter accedere a servizi di assistenza psicologica o ad attività > ricreative. > > – Educazione: i bambini non sono iscritti a scuole formali e il materiale > didattico e i programmi educativi sono in gran parte assenti. > > – Salute: non vengono effettuati controlli sanitari regolari e le forniture > mediche sono limitate. > > Il progetto è previsto per un periodo di sei mesi, rinnovabile. > > Obiettivi Specifici: > • Fornire pasti nutrienti regolari ai bambini orfani. > • Garantire l’accesso all’acqua potabile pulita all’interno del campo. > • Offrire attività di supporto psicologico e sociale per aiutare i bambini a > elaborare i traumi. > • Fornire cure mediche di base e trattamento per i bambini malati. > • Istituire una tenda educativa temporanea per supportare l’apprendimento e le > attività didattiche. > > Attività del Progetto > 1. Supporto Alimentare – Fornitura di pasti regolari ai bambini che vivono nel > campo. > 2. Fornitura di Acqua Pulita – Approvvigionamento di acqua potabile sicura per > uso quotidiano. > 3. Supporto Psicosociale – Sessioni di gruppo, attività ricreative e programmi > di supporto emotivo. > 4. Supporto Sanitario – Visite regolari effettuate da idoneo personale > sanitario, fornitura di medicinali di base e trattamento per i bambini malati > e, ove possibile, invio dei casi gravi a strutture specializzate. > 5. Tenda Educativa – Allestimento di una tenda per l’apprendimento dotata di > materiali didattici di base e organizzazione di attività educative. > > Risultati Attesi > • Miglioramento delle condizioni nutrizionali per 217 bambini orfani. > • Parziale riduzione dello stress psicologico attraverso attività psicosociali > strutturate. > • Accesso affidabile all’acqua potabile pulita nel campo. > • Garanzia di controlli sanitari e supporto medico essenziale per i bambini > malati. > • Accesso all’istruzione di base e opportunità di apprendimento tramite uno > spazio educativo temporaneo. > > Implementazione e Monitoraggio > Il progetto sarà implementato nel Nord di Gaza dal team del campo umanitario, > con il sostegno di Mosbah Al-Halabi, volontario per il Comitato Un aiuto per > la Palestina e collaboratore dell’Associazione Al Amal di Gaza. > Le attività saranno monitorate regolarmente e documentate tramite rapporti, > foto e aggiornamenti sul campo per garantire trasparenza e rendicontazione nei > confronti del Comitato proponente e di eventuali altri soggetti che aderiscano > e/o sponsor del progetto. > > Budget, valutato insieme ai gazawi coinvolti nell’attuazione del progetto > > CATEGORIA DI SPESA IMPORTO STIMATO (EURO) > Cibo e pasti 9.000 > Fornitura di acqua pulita 3.000 > Attività di supporto psicosociale 3.500 > Cure mediche e medicinali 3.500 > Tenda educativa e materiali 2.500 > Costi operativi e amministrativi 1.500 > Totale 23.000 > > Il Comitato ed il team gazawi continueranno a cercare ulteriori partnerships e > opportunità di finanziamento, sia per attivare il progetto che per mantenere > il supporto ai bambini orfani nel campo ed aumentare i servizi necessari. > > Conclusione > Questo progetto rappresenta una risposta umanitaria urgente a sostegno dei > bambini che hanno perso le loro famiglie durante la guerra a Gaza. Grazie al > generoso supporto dell’organizzazione donatrice, il progetto contribuirà a > restituire dignità, speranza e stabilità ai bambini orfani che vivono in > circostanze estremamente difficili. > > Informazioni sul progetto > Nome del progetto : Supporto per i bambini orfani del nord di Gaza > Donatore : Un aiuto per la Palestina > Team implementatore : Team umanitario Mosbah Al-Halabi > Sede : Nord di Gaza / Campo per bambini orfani (under 18) > Durata : 6 mesi > Numero di beneficiari : 217 bambini orfani > Budget totale : 23.000 euro > > Donazioni: > Satispay > – https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–19FF359D-701C-4FB9- > A522-F50008F5E53E?locale=it > Bonifico bancario – Iban IT76A0883301003000000013283; destinatario Un aiuto > per la Palestina; causale Campo orfani Gaza. La Scuola per la pace Torino e Piemonte
July 21, 2026
Pressenza
MSF: “A Gaza non c’è tregua dalla paura, 4 bambini feriti dall’IDF”
“Dal 9 luglio, i nostri team a Gaza hanno prestato soccorso a 4 bambini colpiti da proiettili vaganti sparati dalle forze israeliane – ha riferito il coordinatore di MSF nei Territori Palestinesi Occupati, Benoit Vasseur – Un ragazzo di 14 anni che è stato colpito 2 volte in un campo vicino alla linea gialla ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Gli altri 3 bambini avevano solo 8, 9 e 10 anni”. Il referente locale di Medici Senza Frontiere inoltre ha dichiarato: > Domenica è stato riportato che un altro bambino, di appena 9 anni, è stato > ucciso in uno scontro a fuoco insieme ad altre 5 persone. > > Mentre la violenza delle forze israeliane continua, chiunque può essere ucciso > o ferito in qualsiasi momento. > > I bambini che cercano di sopravvivere in condizioni già disperate vengono > regolarmente feriti, in modo grave. > > Non c’è tregua dalla paura con cui la popolazione convive. > > Continuiamo a chiedere la protezione incondizionata dei civili. Medecins sans Frontieres
July 14, 2026
Pressenza
In Gaza Pietas
Nel corto di Diego Monfredini i disegni dei bimbi di Gaza “Una delle cose più belle e delicate, oltre che poetiche e devastanti, che abbia visto su Gaza. Nove minuti di lancinante lirismo e straziante verità visti con gli occhi degli innocenti.” Scrive Paolo Fresu sulla sua pagina FB mettendo il link al corto di Diego Monfredinii Ovviamente il parere
“(d)istruzione a Gaza” in mostra a Porto Valtravaglia, Luino e Germignaga
Il racconto dello scolasticidio in Palestina si snoda e prende forma attraverso le fotografie di Dahman Eyad esposte nella mostra itinerante realizzata da Pax Christi nell’ambito della campagna “Ponti non muri” insieme alla rete Docenti per Gaza e al Movimento di cooperazione educativa, inoltre grazie alla collaborazione del gruppo locale dell’associazione ACR – Azione Cattolica dei Ragazzi, delle Parrocchie della Valtravaglia, del Tavolo per la pace dell’Alto Verbano, del Liceo Sereni di Luino e dei Comuni di Germignaga, Luino, Porto Valtravaglia. Le immagini di scuole colpite e distrutte dai bombardamenti evidenziano la frattura profonda tra il diritto all’istruzione e la realtà di uno sterminio sistematico che ha pianificato la distruzione del 90% di tutte le scuole della Striscia di Gaza e lo smantellamento dell’intero sistema educativo palestinese. Le immagini di Dahman Eyad – fotografo, video-maker ed editor palestinese di Gaza che da due anni documenta il genocidio nella Striscia di Gaza – testimoniano dunque non solo la perdita di edifici, ma anche quella di spazi di crescita, di sogni e di futuro per migliaia di bambini e ragazzi; si tratta di un viaggio visivo che invita a riflettere su quanto fragile e prezioso sia il diritto universale all’educazione. La mostra – inserita anche nelle giornate globali di azione sulle spese militari GDAMS 2026 – sostiene Fonti di Pace ODV e il progetto “Scuola Tenda” a Gaza, che dal gennaio 2025 offre supporto educativo a bambini e adolescenti prima nel campo profughi di El Shaty e Nuseirat. Grazie alla collaborazione con Social Media Club Palestine, questo spazio permette ad alcuni bambini che non hanno mai frequentato la scuola di avere un primo approccio all’insegnamento e per gli altri studenti mantenere e migliorare le conoscenze acquisite. Nelle diverse sedi espositive sarà possibile contribuire al progetto con offerte libere, che possono essere donate anche tramite bonifico bancario a Fonti di Pace IT45N0103001656000002624683. Inoltre saranno disponibili articoli e libri per poter leggere in silenzio, per informarsi e approfondire, per meditare. “(d)istruzione a Gaza” sarà in esposizione: – da mercoledì 1° aprile a domenica 5 (Pasqua), dalle 10 alle 18 nella chiesa di San Rocco a Porto Valtravaglia, dove da alcuni anni arde la lampada per la pace che invita tutti, indipendentemente dalla professione religiosa, a pregare per la pace; – da mercoledì 8 a venerdì 10 presso la Biblioteca civica di Luino (l’apertura segue gli orari della biblioteca ovvero 8:30-14 mercoledì e venerdì, anche nel pomeriggio nella giornata di giovedì); – sabato 11 e domenica 12 aprile dalle 10 alle 18 alla ex colonia elioterapica di Germignaga; – da lunedì 13 a mercoledì 15 aprile al Liceo scientifico Sereni di Luino, con un’apertura riservata agli studenti. Per informazioni: 347.2266935 – acr.valtravaglia@gmail.com Redazione Italia
March 31, 2026
Pressenza