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Per il rilascio immediato di Thiago Avila, Saif Abukeshek e di tutti i prigionieri palestinesi
Inoltriamo il comunicato per il rilascio immediato Riportiamo Media KIT GSF, Rassegna stampa della delegazione italiana e link al canale Whatsapp per i principali aggiornamenti CONFERENZA STAMPA E PRESIDIO D’URGENZA ALLA FARNESINA ALLE 12.00: PRESENTATO L’ESPOSTO DEL TEAM LEGALE DELLA DELEGAZIONE ITALIANA DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA PER IL RILASCIO IMMEDIATO DI THIAGO AVILA, SAIF ABUKESHEK, E PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI   Thiago Avila e Saif Abukeshek sono stati rapiti mentre navigavano su imbarcazioni battenti bandiera italiana. La responsabilità politica e legale è in capo al nostro governo. Chiediamo che il governo italiano si adoperi per l’immediato rilascio degli attivisti e di tutti i prigionieri politici palestinesi.   MEDIA KIT GSF https://drive.google.com/drive/folders/1x-Np_HiKRjGSvLvMEaG65EEmuB01em56?usp=share_link  RASSEGNA STAMPA  https://drive.proton.me/urls/BWDNPD69M0#V26JC9w51xP9  GRUPPO WHATSAPP PER AGGIORNAMENTI https://whatsapp.com/channel/0029Vb8Qv1p2UPBOpIQfKu22 Global Movement to Gaza
May 2, 2026
Pressenza
L’opera d’arte collettiva che naviga insieme alla Flotilla
Il Global Movement to Gaza riunisce organizzatori e partecipanti della Marcia Globale verso Gaza, svoltasi in Egitto nel giugno 2025. Il movimento rappresenta uno dei bracci operativi della più ampia Global Sumud Flotilla, insieme alle delegazioni della Freedom Flotilla Coalition e del Convoglio Sumud, uniti in uno sforzo comune per porre fine all’assedio israeliano di Gaza e consegnare aiuti umanitari attraverso un’azione coordinata e non violenta. L’obiettivo è chiaro: rompere pacificamente il blocco imposto a Gaza e portare cibo e aiuti medici urgentemente necessari a una popolazione stremata. Dopo la prima missione del settembre 2025, il 26 aprile 2026 è partita una seconda missione civile e non violenta via mare: più determinata e ancora più imponente, diretta a Gaza. La missione è promossa dal Global Movement to Gaza e dalla Global Sumud Flotilla e vi partecipa anche dall’Italia, con le barche partite dal porto di Augusta. Questa volta anche l’arte è parte integrante della traversata, in cui naviga con la grande opera collettiva di Giovanni Gaggia, un progetto processuale tra memoria, attivismo e resistenza, intitolata “Com’è il cielo in Palestina?”. L’iniziativa nasce dalla società civile e intende rompere il silenzio sull’assedio che da anni colpisce la popolazione palestinese, richiamando con forza il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. L’opera si compone di parole, ricamate sulle bandiere issate alle navi della flotta. “È tempo di restituire importanza e peso alle parole che utilizziamo: parole che se scelte con responsabilità e umanità, lontano da pregiudizi, da logiche di convenienza e da meri interessi di parte, hanno il potere di cambiare la storia – spiega l’autore – L’arte, in questo caso, accoglie l’invito a sostenere la missione, seguendola, raccontandola, trasformandola e contribuendo a dare visibilità ai fatti e alla mobilitazione della società civile. Un’opera d’arte, così come ogni voce, in particolare quella della stampa, può fare la differenza nel mantenere alta l’attenzione sull’urgenza di difendere i diritti umani e la dignità della popolazione palestinese”. Molteplici sono le città in cui si sono svolti momenti di ricamo collettivo: Torino, Verbania (VB), Mondovì (CN), Venezia, Milano, Varese, Sondrio, Ancona, Urbino (PU), San Benedetto del Tronto (AP), Pescara, Teramo e Roma. Le bandiere hanno iniziato a venire issate il 22 marzo ad Ancona, tra cui il vessillo realizzato dall’artista con la frase di Vittorio Arrigoni “Restiamo umani” e salpato con l’ammiraglia, e poi a Civitavecchia e alla partenza ufficiale della flotta, ad Augusta il 26 aprile. Com’è il cielo in Palestina? è un’opera processuale nata nel 2023 nell’ambito di Pesaro 2024 – Capitale Italiana della Cultura, poi sviluppatasi in una grande installazione presentata alla Casa della Memoria di Milano. Il progetto ha quindi proseguito il suo percorso in forma diffusa in diverse città italiane — Nuoro, Catania e Jesi — coinvolgendo mostre, scuole e laboratori di arte partecipata, e continua a crescere come pratica collettiva che attiva territori e comunità. L’intero percorso sarà raccontato in un saggio di prossima pubblicazione. Un cammino che non si interrompe e che contribuisce a mantenere viva l’attenzione su Gaza in un momento in cui l’interesse mediatico appare affievolito, il lavoro di Gaggia invita a una presa di posizione contro l’inerzia e la rassegnazione: ogni coperta diventa bandiera e voce collettiva, capace di portare un messaggio di solidarietà. Le frasi ricamate, mantenute nella lingua originale, raccontano dolore e assedio ma anche la speranza di un cielo condiviso oltre muri e confini. Un mantra di pace e comunanza pronto a viaggiare verso Gaza e oltre, per continuare a tessere resistenza e sostegno, il progetto si è progressivamente ampliato grazie al contributo di comunità di diverse città italiane, diventando un’opera collettiva e diffusa che può vivere anche senza la presenza diretta dell’artista: le testimonianze vengono “adottate” e ricamate dalle comunità. Questo processo partecipativo si è intrecciato con iniziative di solidarietà, tra cui il Global Movement to Gaza e la Global Sumud Flotilla. Per la nuova missione, il testo suddiviso in 100 parti e ricamato su 100 bandiere della Palestina issate sulle navi della flottiglia è una lettera ricevuta da Silvia Severini mentre si trovava a bordo della Global Sumud, una voce da Gaza che accompagnerà la missione: > Alla mia cara amica che ora naviga verso di noi attraverso il mare,so che la > distanza è grande e che non hai possibilità di comunicare con me, ma il mio > cuore ti accompagna in ogni onda e in ogni brezza che spinge la tua nave verso > le coste di Gaza. > > La tua presenza a bordo di questa flottiglia non è soltanto un viaggio: è un > grande messaggio umanitario, una testimonianza che il mondo non ha dimenticato > Gaza e i suoi bambini. Qui attendiamo il suono della sirena della tua nave > come chi, assetato, attende una goccia d’acqua. Aspettiamo il tuo arrivo con > un cuore colmo di speranza in mezzo al dolore. > > Voglio che tu sappia che il tuo coraggio ci dona a Gaza una forza raddoppiata, > e che un solo tuo sorriso al tuo arrivo vale per noi un’intera vita. Per > quanto il tuo viaggio sia difficile e pericoloso, ci basta sapere che hai > scelto di stare con noi, invece di guardarci da lontano. > > Che tu torni o rimanga, il tuo nome resterà inciso nei nostri cuori. > Racconteremo ai nostri bambini che hai attraversato il mare per noi, portando > luce in un momento di oscurità. > > Stammi bene, amica mia. Ti aspettiamo pregando, con le mani alzate al cielo > perché tu possa arrivare sana e salva. > > Khaled   COM’È IL CIELO IN PALESTINA? Global Movement to Gaza
April 28, 2026
Pressenza
Presentazioni missioni Global Sumud Flotilla 2026 a Trieste
Sono state presentate anche a Trieste le missioni Global Sumud Flotilla 2026. Sandra Palmesi e Massimo Marchetti di Global Movement to Gaza hanno introdotto l’iniziativa che si articolerà su missioni di terra (lungo il Nordafrica) e di mare (con diverse partenze nel Mar Mediterraneo, per poi confluire davanti alle coste di Gaza stessa). Entrambe le missioni saranno composte da partecipanti di diversi Paesi: è stato sottolineato il valore della partecipazione internazionale. Mentre si parla di tregua, la realtà è fatta di assedio, bombardamenti, fame e distruzione sistematica. Mentre si invoca la pace c’è la finta pace del Peace Board e si continua a sostenere un sistema di occupazione, apartheid e violazione del diritto internazionale. Di fronte a tutto questo, il silenzio non è neutralità ma complicità. Le missioni Global Sumud Flotilla 2026 saranno anche in questa occasione un’iniziativa di solidarietà con beni e viveri da portare alla città martoriata ma vogliono essere soprattutto atti concreti di rottura: dell’assedio, del blocco illegale,  dell’isolamento e della narrazione che normalizza la violenza. Gli ideatori dell’iniziativa sperano inoltre di riportare nelle strade di tutte le città le persone che sono scese in solidarietà a Gaza nel 2025, facendo capire che ora è in atto solo una finta pace. Interessante è stato il collegamento con Sara Monelli, che ha partecipato alla missione dell’anno scorso , che ha evidenziato quello che è successo in questa esperienza fino all’arresto da parte delle autorità israeliane e ha illustrato le aspettative per l’edizione di quest’anno, in una situazione internazionale in cui diversi popoli oppressi del mondo, non solo della Palestina, devono lottare per l’affermazione dei loro diritti nei confronti di una superpotenza che vuole dettare legge ovunque. Successivamente è stata presentata l’iniziativa simbolica che si terrà domenica mattina (a partire dalle ore 10.00)  a Trieste, in contemporanea con la partenza della Flotilla da Barcellona: attraccheranno al molo Audace una barca italiana e una slovena. Quella slovena partirà poi nei giorni successivi alla volta di Venezia in una sorta di ideale “staffetta” augurale verso le imbarcazioni dirette verso la Sicilia e oltre. Nella stessa mattinata sono inoltre previsti interventi di Andrea Dezan (presente l’anno scorso sulla nave Zefiro che è stata colpita da droni), Maria Elena Delia (portavoce italiana Global Sumud Flotilla) e due ospiti internazionali: lo spagnolo Rafael de la Rubia, ideatore della Marcia mondiale per la pace e la non violenza, e l’olandese Rikko Voorberg, promotore della PeaceWalk to Jerusalem. Questi ultimi due durante la loro permanenza a Trieste parteciperanno ad un iniziativa-dibattito per discutere di possibili sinergie tra i vari progetti.   Redazione Friuli Venezia Giulia
April 11, 2026
Pressenza