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Le prospettive per il monitoraggio dei traffici di armi nel porto di Genova
ALL’INCONTRO PUBBLICO IN SVOLGIMENTO NELLA SERATA DI MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE PROSSIMO PARTECIPA LA CONSIGLIERA COMUNALE PROMOTRICE DELL’ISTITUZIONE DELL’ENTE CITTADINO PREPOSTO ALLA VIGILANZA. L’INIZIATIVA È COORDINATA DA THE WEAPON WATCH E CALP DI GENOVA IN COLLABORAZIONE CON LA IV MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA. Nell’occasione saranno illustrate le prospettive per la creazione dell’Osservatorio Consiliare permanente per la Trasparenza, la Sostenibilità Etica e la Sicurezza dei Lavoratori del Porto di Genova, ovvero del centro cittadino preposto alla sorveglianza dei trasporti e traffici d’armi, un ente di cui Genova sarebbe la prima città italiana a disporre. La sua realizzazione è stata pianificata accogliendo le istanze di molte associazioni cittadine, in particolare delle rappresentanze sindacali dei camalli, cioè degli addetti alla movimentazione delle merci dalle e sulle navi che approdano alle banchine della città ligure, da tanti anni impegnati al monitoraggio dei transiti di armi, materiali bellici e dual-use nel porto di Genova. Il 27 ottobre 2025 la consigliera comunale capogruppo di AVS, Francesca Ghio, eletta nel 2022 nella lista Europa Verde con Sansa e Linea Condivisa, aveva presentato una mozione per l’attuazione del progetto spiegando: “È doveroso che le istituzioni diano risposte concrete a tutti i cittadini scesi in piazza chiedendo di interrompere la deriva bellicista che ha infettato anche il porto di Genova, diventato protagonista di un’economia di guerra che va ripudiata, come ordina la Costituzione”. La proposta aveva raccolto molti consensi, tra cui del sindaco di Genova, Silvia Salis, e la commissione formata per istituire l’avanguardistico Osservatorio si è riunita per la prima volta il 15 luglio scorso. Si prevedeva che, dopo aver ascoltato i pareri degli esperti e dei referenti delle associazioni, tra cui Emergency, CALP e The Weapon Watch, i membri della commissione avrebbe deliberato sull’approvazione del testo elaborato allo scopo e nell’occasione presentato da Francesca Ghio precisando: “L’attacco normativo sono l’articolo 11 della Costituzione e le leggi vigenti in materia, ovvero in merito alla produzione, all’esportazione e al transito di armi nel territorio nazionale”. Carlo Tombola di The Weapon Watch aveva specificato i riferimenti giuridici, la Legge 185/1990, il Trattato internazionale sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty – ATT) del 2013 e un precedente giuridico: “Una recente sentenza del TAR relativamente ai traffici nel porto di Ravenna ha sancito che cittadini e residenti hanno il right to know, il ‘diritto a sapere’, cosa transita e sbarca dove loro abitano. L’Osservatorio premetterà ai genovesi di disporre delle informazioni in mano agli enti competenti, ovvero autorità portuale, capitaneria e dogane, su queste questioni che li riguardano, ovvero su caratteristiche e destinazione dei materiali bellici che gli armatori trasportano e gli operatori del porto caricano sulle e scaricano dalle navi che attraccano a Genova”. Invece, i rappresentanti dei partiti di centro-destra (Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati) hanno ostacolato la delibera chiedendo, e ottenendo, la sospensione anzi tempo della seduta poiché un rappresentante del CALP aveva protestato contro il loro ostruzionismo attuato accampando una serie di pretesti sull’iter procedurale della votazione. * 16.07.2026 – Il CALP reagisce alle tergiversazioni e viene accusato Dopo questa vicenda, l’attuazione del progetto dipende da molte questioni, che Francesca Ghio e i referenti di CALP e The Weapon Watch spiegheranno ai partecipanti dell’incontro pubblico in svolgimento nella serata di martedì 8 settembre, alle h 21, nel Circolo ARCI Barabini di Trasta (salita Ca’ dei Trenta 3 – cancello 5). Maddalena Brunasti
September 6, 2026
Pressenza
Sottocosto
di   Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole, quando smettono di raccontare …
September 4, 2026
Osservatorio Repressione
Sì a un osservatorio per la trasparenza, senza eludere le domande di cittadinanza e lavoratori
Con il proprio comunicato divulgato il 12 giugno scorso, The Weapon Watch, l’osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei che ha sede nella città, si è espresso in merito alle “parole pronunciate dal vicesindaco Alessandro Terrile alla conferenza stampa dell’11 giugno, che ha annunciato l’istituzione di un osservatorio sui traffici di armi nel porto di Genova“. Dichiarando di “felicitarsi che sia stato finalmente compiuto un primo passo verso una maggiore trasparenza”, The Weapon Watch precisa: “Questa iniziativa meritoria della giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis ha avuto una lunga gestazione. È stata inizialmente sollecitata da una mozione presentata in Consiglio comunale (prima firma Francesca Ghio, co-firmata dagli altri capigruppo di maggioranza) il 26 ottobre 2025, a cui da parte degli stessi firmatari ha fatto seguito il 6 febbraio 2026 il deposito di una proposta di deliberazione riguardante, come cita il titolo che riproduciamo integralmente, l’ISTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO CONSILIARE PERMANENTE PER LA TRASPARENZA, LA SOSTENIBILITÀ ETICA E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI DEL PORTO DI GENOVA. APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO E CONFERIMENTO DEL MANDATO PROGETTUALE GENOVA PORTO DI PACE. A questo punto dell’iter crediamo che manchi la delibera finale fissata per il prossimo 30 giugno“. “Quello qualificante sarà, però, il passo successivo – rileva The Weapon Watch – Ovvero come si metteranno in pratica gli strumenti per garantire la trasparenza intorno alle merci che passano in porto, e di come se ne darà informazione tempestiva ai cittadini e ai lavoratori genovesi, per soddisfare la loro domanda di non rendersi complici con traffici che, sebbene già vietati da leggi e trattati, continuano ad alimentare conflitti armati sempre più violenti e sanguinosi. Sottolineiamo che il diritto di obiezione che sta alla base della domanda di trasparenza riflette la coscienza della città che ha voluto la nuova amministrazione. Senza dati trasparenti e veritieri non è possibile alimentare alcun dibattito pubblico reale, partecipato e capace di incidere”. “Al momento ci sembra che l’iniziativa del Consiglio comunale genovese sia tanto benemerita quanto insufficiente – dichiara The Weapon Watch – Ed è insufficiente perché non raccoglie l’esigenza dei lavoratori del porto di NON lavorare per alimentare le guerre, di non essere complici del sangue versato dalle popolazioni civili che delle guerre sono le vittime maggiori. È assai probabile che se armi e munizioni destinate ai paesi in guerra venissero escluse dal porto di Genova, il movimento portuale complessivo non ne risentirebbe: è questa possibilità che deve essere esplorata, attraverso la pubblicità dei dati di traffico, di quantità e tipologia di merci, di origine e destinazione. “Ricordiamo che the Weapon Watch ha avanzato una proposta di osservatorio indipendente sin dallo scorso settembre – conclude il gruppo genovese – Che al proposito il 19 ottobre ha rivolto un appello ai sindaci delle città portuali e che il 4 dicembre 2025 nella Sala Grande del Circolo CAP ha presentato pubblicamente il proprio Progetto di osservatorio sui traffici di armamenti nel porto di Genova. Redazione Genova
June 17, 2026
Pressenza
Come l’Italia continua a rifornire la macchina di guerra israeliana
Il dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio” documenta la complicità dell’Italia nel genocidio dei palestinesi portato avanti da Israele; una complicità strutturale e materiale. di Marianna Lentini (*) Mentre il governo assicura di aver “fermato” o “limitato” le esportazioni di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, dal nostro Paese sono partite almeno 416 spedizioni legate a