Tag - scelta_internazionali

LEVANTE: L’INCONTRO TRA TRUMP E XI JINPING A WASHINGTON E LA “TRAPPOLA DI TUCIDIDE”
Il lascito della visita di Stato di Xi Jinping negli Usa (settembre 2026) con il faccia a faccia con Trump. Questo il macrotema della prima puntata per l’autunno 2026 di Levante, approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto dedicato all’Asia orientale, tra Cina e dintorni. Chiudendo la visita con un discorso nel Grand Foyer della Casa Bianca, Xi Jinping ha sostenuto che Cina e Usa devono “evitare la trappola di Tucidide“, storico greco che ai tempi della Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta ammoniva rischio di guerra devastante quando una potenza “nuova” sfida con la propria ascesa gli interessi diretti di quella ancora oggi dominante. “Dobbiamo coesistere e cooperare come principali potenze globali”, ha aggiunto Xi Jinping, presidente (dal 2013) della Repubblica Popolare Cinese, già proiettato verso un possibile quarto mandato, a fine 2027, quando è già in programma il 21esimo congresso nazionale del Partito Comunista Cinese. La centralità della relazioni con gli Usa, per Pechino, si mostra anche con l’annuncio di altri incontri (almeno due) con gli omologhi Usa da qui a fine 2026: un ritmo inusuale per la diplomazia cinese, che lascia  intendere come la Cina consideri la stabilizzazione dei rapporti con gli Usa una priorità strategica, almeno nel medio periodo. Su Radio Onda d’Urto ragioniamo di Cina, Usa (e Taiwan, ovviamente alla finestra) intervista a due con il nostro collaboratore Dario Di Conzo – co-curatore di Levante, docente a contratto di Riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli – e Lorenzo Lamperti, in collegamento da Taipei (Taiwan). Lamperti, giornalista, è direttore editoriale di China Files, collettivo di giornalisti, sinologi ed esperti di comunicazione specializzati in affari asiatici. Nata nel 2008 a Pechino come agenzia focalizzata sulla Cina, ora China Files copre l’intera area asiatica. Lamperti, dal 2021, vive a Taipei, capitale di Taiwan, da dove segue la politica cinese e taiwanese, le relazioni nello Stretto e le dinamiche politiche dell’Asia orientale. Collabora con diverse testate italiane e internazionali, tra cui Il Manifesto, La Stampa, Rsi e con l’Ispi. La conversazione con Di Conzo e Lamperti in “Levante”, andata in onda venerdì 2 ottobre 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
October 3, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: ELEZIONI PRESIDENZIALI IN BRASILE. LA PUNTATA DI LUNEDI’ 28 SETTEMBRE 2026
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro la “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 28 settembre 2026 ci porta in Brasile. Domenica 4 ottobre primo turno delle elezioni presidenziali, politiche e locali in Brasile, il Paese più popoloso del SudAmerica. L’eventuale – e probabile – ballottaggio è in calendario il 25 ottobre. Luiz Inácio Lula da Silva, meglio conosciuto come Lula, candidato progressista del Partido dos Trabalhadores, punta a un quarto mandato alla presidenza, dopo i due consecutivi tra il 2003 e il 2010 e il ritorno al Palácio do Planalto nel 2023, nonostante il tentato colpo di Stato di Jair Bolsonaro, condannato per questo a 27 anni e 3 mesi di carcere (attualmente si trova ai domiciliari). L’estrema destra brasiliana punta su Flávio Bolsonaro, senatore del Partido Liberal e figlio dell’ex presidente Jair. Gli ultimi sondaggi danno Lula al 40% al primo turno contro il 36% di Flávio Bolsonaro. In un eventuale secondo turno, il presidente attuale arriverebbe al 47% contro il 45% del rivale di estrema destra: una differenza che rientra nel margine di errore di due punti percentuali stimati dagli istituti dei sondaggi. Oltre che per le presidenziali, si vota in Brasile anche per la Camera, due terzi del Senato e per il governatorato di 26 Stati e del Distretto federale, relativo alla capitale Brasilia. Delle elezioni in Brasile, dei temi politici sul piatto, delle posizioni dei movimenti sociali e delle fortissime pressioni esercitate dagli Usa e degli epigoni regionali di Trump (dall’argentino Milei al colombiano De La Espriella) parliamo su Radio Onda d’Urto con Samuele, cittadino italiano che da decenni vive e lavora a Porto Alegre, nostro collaboratore. Ascolta la puntata di “LatinoAmerica” di lunedì 28 settembre 2026 su Radio Onda d’Urto dedicata alle elezioni presidenziali in Brasile. Ascolta o scarica.  
September 29, 2026
Radio Onda d`Urto
LATINOAMERICA: A VERONA DIBATTITO SULLE PRATICHE DI RESISTENZA NEL CONTINENTE CONTRO IL NEOCOLONIALISMO
LatinoAmerica è la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. Ogni due settimane, di lunedì pomeriggio, 30 minuti in volo libero e ribelle…tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia. 30 minuti su Radio Onda d’Urto, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”: appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 14 settembre, la prima della stagione 2026 – 2027, ci porta in LatinoAmerica, passando però…da Verona dove, a luglio 2026, il Festival Paratod@s ha ospitato il dibattito “Pratiche di resistenza in Latinoamerica. Dall’inganno imperialista alla nuova strategia colonialista della dottrina Monroe”. Tra gli ospiti David, attivista ed educatore; Celmira Orozco, attivista del colectivo Colombia Paz y Justicia e difensora dei diritti umani; Federico Carazzolo di Cospe (Cooperativa sviluppo nei paesi emergenti) e Fabio Laurenzi, che per Cospe si trova a Cuba. “La nuova strategia di politica estera del governo Trump – si legge nella presentazione del dibatitto – è sempre più aggressiva. Dopo l’attacco alla sovranità della repubblica bolivariana del Venezuela e le minacce ai governi di sinistra, gli Stati Uniti vogliono riprendere il controllo delle risorse del continente e dei paesi che li sono sfuggiti di mano, rispolverando una vecchia dottrina che considera i paesi latinoamericani come cortile di casa. In questo momento attuale, l’estrema destra sta prendendo sempre di più consensi grazie al supporto gringo e a una narrazione propagandistica chiara e diretta che promette di risolvere tutti i problemi di violenza e insicurezza con il pugno duro e per sempre, come dicono in molti in stile Bukele (presidente di El Salvador). Una deriva autoritaria questa, legittimata da un sentimento nazionalista e di protezionismo contro i narcotrafficanti e chiunque si opponga al modello neoliberista che sta devastando i territori, saccheggiando le risorse e lasciando in miseria la popolazione. Questa continua emergenza sociale, sta creando nel dibattito pubblico una netta polarizzazione che sta mettendo in difficoltà la stabilità politica ed economica dei paesi. Il dibattito vuole fare un’analisi della situazione attuale attraverso le testimonianze di compagni-e che hanno un legame vicino con latinoamerica, portando come focus le forme di resistenza che esistono e che, in qualche modo, possono essere sia di ispirazione ma anche di futuri legami per i nostri movimenti”. Nella puntata di LatinoAmerica, abbiamo ripreso stralci del dibattito di Verona. Ascolta LatinoAmerica di lunedì 14 settembre 2026. Ascolta o scarica Cliccando qui, invece, l’audio integrale del dibattito.  
September 18, 2026
Radio Onda d`Urto
SIRIA: L’INTEGRAZIONE DELLE SDF “È L’ALTERNATIVA AL GENOCIDIO DEI CURDI SIRIANI. ORA DECISIVA LA LOTTA POLITICA”
Le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno annunciato la completa integrazione nell’esercito siriano. Dal palazzo presidenziale di Damasco, il comandante in capo delle Sdf, Mazlum Abdi, ha confermato così l’implementazione di uno dei punti centrali dell’accordo siglato il 29 gennaio 2026, dopo alcune settimane di scontri armati, dal governo di transizione siriano retto dall'”ex”-jihadista Ahmed al-Sharaa e dall’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est. Prosegue anche l’integrazione nello stato siriano delle istituzioni politiche del Rojava. Sul piano militare, i combattenti delle forze militari del confederalismo democratico entreranno nell’esercito siriano “in blocco”, formeranno quattro brigate incaricate di difendere le aree a maggioranza curda, cioè il Rojava, e manterranno la propria catena di comando. Sul piano politico, Mazlum Abdi è stato nominato da al-Sharaa “consigliere presidenziale per gli affari curdi”, mentre Ilham Ahmed, di fatto la co-ministra degli esteri dell’Amministrazione autonoma a guida curda, avrà un ruolo nel comitato che elaborerà la nuova costituzione siriana. “I curdi, in Siria, non sono più un blocco politico marginale, l’integrazione apre alla possibilità (ovviamente sarà una lotta dura) di diventare un attore politico attivo su tutto il territorio siriano, con i propri partiti, le proprie associazioni e la propria proposta ideologica”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Mattia Berera, esponente dell’Accademia della modernità democratica. “Questo processo di integrazione, gemello del processo di integrazione in Turchia con lo scioglimento del Pkk, va visto, dal punto di vista storico, come una necessità“, aggiunge Berera. “Oggi – spiega l’esponente di Adm – la ristrutturazione del Medio Oriente portata avanti dagli Usa e dalle forze della Nato ha messo in chiaro che combatterà con qualsiasi mezzo necessario i soggetti politici non-statali armati. Le potenze regionali e mondiali sono disposte ad arrivare al genocidio. La scelta per le Sdf, quindi, era tra il martirio del proprio popolo, opzione possibile dal momento che questo era pronto a combattere fino all’ultima goccia di sangue, e quello che invece è accaduto con la resistenza armata sul terreno e con l’intervento di Abdullah Öcalan dall’isola di Imrali. Il leader del movimento curdo ha detto ad Ankara che se non fosse stata interrotta la linea del genocidio del popolo curdo in Siria sarebbe saltato il processo di pace in Turchia”. Il processo di integrazione non riguarda solo le Sdf. Sempre per quanto riguarda il piano militare, sembrerebbe ancora oggetto di negoziati il futuro delle Ypj, le Unità di protezione delle donne, struttura autonoma rispetto alle Sdf e invisa al governo islamista di al-Sharaa. Secondo alcune indiscrezioni, 1.500 combattenti donne dovrebbero essere integrate nell’esercito siriano come unità speciale anti-terrorismo operativa nelle aree a maggioranza curda. Nelle trattative tra Damasco e Daanes è stato poi stabilito che i funzionari pubblici del Rojava manterranno i loro posti nelle strutture burocratiche e amministrative. Il loro stipendio, però, sarà ora pagato dal governo centrale. Un decreto presidenziale di al-Sharaa, infine, ha riconosciuto il curdo come una delle lingue ufficiali dello stato siriano e il Newroz (capodanno curdo e persiano) come festa nazionale siriana. Questi aspetti, però, sono assenti, al momento, dalla bozza di nuova costituzione dello stato siriano. Il ruolo istituzionale affidato a Ilham Ahmed dovrebbe servire da contrappeso proprio in questo senso. In ogni caso, l’accordo rappresenta una mediazione che, in quanto tale, non accontenta del tutto nessuna delle due parti. Oltre all’autonomia istituzionale e militare, infatti, con questa intesa la rivoluzione confederale del Rojava – che a gennaio ha perso una parte consistente dei territori sotto il proprio controllo – cede il controllo dei giacimenti petroliferi della Siria nordorientale e la gestione dei valichi di frontiera con l’Iraq. “Il movimento curdo afferma che grazie a decenni di guerriglia sulle montagne, di resistenza e lotta in Rojava, l’esistenza del popolo curdo è stata dimostrata e oggi gli stati del Medio Oriente, così come le potenze internazionali, devono fare i conti col fatto che il popolo curdo ha le sue forme politiche e la sua volontà”, continua Mattia Berera su Radio Onda d’Urto. “Lo stesso movimento di liberazione curdo – spiega il nostro ospite – si rende conto che oggi non può andare più in là di così con la lotta armata, che non riesce a costruire il socialismo con la guerra di guerriglia e decide, in questa fase, di adottare altri metodi, quelli che Ocalan chiama ‘politica democratica’, facendo esplicito riferimento a scioperi, mobilitazioni di massa e lotta culturale, non solo alla politica parlamentare”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Mattia Berera, esponente dell’Accademia della Modernità Democratica. Ascolta o scarica.
September 1, 2026
Radio Onda d`Urto
XXXIV FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: GRAZIE PER LA STRAORDINARIA EDIZIONE 2026. ORA AIUTACI A MIGLIORARE ANCORA!
La XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto (5-22 agosto 2026) è finita! È stata un’altra edizione dalla partecipazione straordinaria. La nostra e vostra Festa di autofinanziamento per Radio Onda d’Urto si conferma così come uno degli appuntamenti autogestiti e autorganizzati tra i più attesi, partecipati e vissuti dell’estate in Italia. Ancora una volta, quindi…GRAZIE! GRAZIE a compagne e compagni, volontarie e volontari, il motore primo della Festa, parte integrante e decisiva del progetto di informazione libera e antagonista di Radio Onda d’Urto. GRAZIE ad artiste-i, a chi lavora con loro sopra e sotto il palco, ai tecnici, a chi ha partecipato a un dibattito o alla presentazione di un libro. GRAZIE a ogni singola persona che ha varcato i cancelli di via Serenissima, per aver contribuito a sostenere Radio Onda d’Urto e a rendere la Festa un “mondo che contiene molti mondi”. Una Festa che, ogni sera, ha provato a mettere in pratica un modello fondato su collaborazione e consapevolezza collettiva sia di volontarie-i che di chi la frequenta. Lo stesso modello che, ogni giorno, proviamo a raccontare e fare vivere sulle frequenze antagoniste di Radio Onda d’Urto. Nei prossimi giorni, in Radio, inizieremo a trasmettere le centinaia di interviste raccolte in Festa. Abbiamo chiesto a chi è passato in via Serenissima cosa apprezza della Radio e della Festa, ma pure in cosa potremmo migliorare ancora. Su questi temi, puoi lasciare un tuo commento e contributo, nelle prossime ore, con un messaggio WhatsApp al numero 3351220759.  
August 23, 2026
Radio Onda d`Urto
XXXIV FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: IL PROGRAMMA DELL’EDIZIONE 2026. 5-22 AGOSTO A BRESCIA!
XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto, da mercoledì 5 a sabato 22 agosto 2026, nell’area feste di via Serenissima a Brescia! Ad agosto 2026 Brescia ospita 18 serate di socialità libera e liberata, dibattiti, incontri, grande musica live con diversi palchi, libri, autoproduzioni, enogastronomia, confronto e scambio reciproco. La Festa sostiene Radio Onda d’Urto, emittente antagonista nata il 18 dicembre 1985 e che trasmette tutti i giorni senza un secondo di pubblicità, padrini né padroni. Siamo in via Serenissima, a 150 metri dal capolinea sud della metropolitana, Sant’Eufemia – Buffalora. Per arrivare: clicca qui I CONCERTI 2026 (apertura cancelli ore 19): MERCOLEDì 5 AGOSTO – SICK TAMBURO + CARA CALMA. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 6 AGOSTO – NOYZ NARCOS + MARTE + CUTA. Sottoscrizione: 20 euro dalle ore 19 VENERDì 7 AGOSTO – SARAFINE + FUCKSIA. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. SABATO 8 AGOSTO – 99 POSSE + ASIAN DUB FOUNDATION. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19 DOMENICA 9 AGOSTO – CASINO ROYALE + ELLIE COTTINO & SISTA SOFY. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. LUNEDì 10 AGOSTO – MARLENE KUNTZ + DELTA V. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. MARTEDì 11 AGOSTO – ERNIA + BEBA. Sottoscrizione: 20 euro dalle ore 19. MERCOLEDI 12 AGOSTO – GOOD RIDDANCE + ADOLESCENTS + RICCOBELLIS. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 13 AGOSTO – CAPAREZZA CON “ORBIT ORBIT TOUR”. Biglietto Siae: 33 euro. Direttamente ai cancelli della Festa la sera stessa! [Prevendite online chiuse] VENERDì 14 AGOSTO – DISCHARGE + SPEEDGOAT + OH DiE!. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. SABATO 15 AGOSTO – ERIC SARDINAS + WAYLOZ. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. DOMENICA 16 AGOSTO – CISCO + GIANGILBERTO MONTI. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. LUNEDì 17 AGOSTO – DISS GACHA + LATRELLE + AYO MICH + DMOHA + OT FLAME. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19. MARTEDì 18 AGOSTO – MINISTRI + BEE BEE SEA.  Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. MERCOLEDì 19 AGOSTO – ENSI + NERONE + DANI FAIV + LIFFE + ARCOBALEDO + BARRA 1. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 20 AGOSTO – SUBSONICA CON “TERRE RARE TOUR” + TÄRA. Biglietto Siae: 25 euro. Prevendite su: Mailticket – Ticketmaster – Ticketone o direttamente ai cancelli della Festa la sera stessa! VENERDì 21 AGOSTO – THE ZEN CIRCUS + VIADELLIRONIA + AYMARA. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19. SABATO 22 AGOSTO – ALBOROSIE & SHENGEN CLAN. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20.   Oltre al palco principale, clicca di seguito per: PROGRAMMA DIBATTITI PROGRAMMA LIBRERIA DEL GATTO NERO   PROGRAMMA TENDA BLU   PROGRAMMA PATCHANKA   PROGRAMMA CHIRINGUITO
July 28, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: IL RICORDO DI BERTA CACERES IN HONDURAS E IL DEVASTANTE SISMA IN VENEZUELA
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 ci porta in Honduras e in Venezuela. HONDURAS – A 10 anni dal vile assassinio politico in Honduras di Berta Cáceres, la sua voce continua a risuonare nelle lotte dei popoli indigeni, dei movimenti femministi e di chi difende la terra e i beni comuni. Di questo si è parlato il 19 giugno 2026 al Cs Cantiere di Milano, in un incontro con Bertita (Berta Zúniga Cáceres) – figlia di Berta e oggi tra le principali figure del Copinh – e Camilo Bermúdez, consigliere politico e responsabile del lavoro di giustizia e difesa dei diritti dell’organizzazione. Il nostro collaboratore Andrea Cegna, curatore della newsletter Il Finestrino, ha intervistato Bertita Caceres e Camilo Bermúdez prima dell’incontro: nella puntata vi proponiamo la doppia intervista, tradotta in italiano. VENEZUELA – Andremo poi in Venezuela, devastato dal terremoto di magnitudo 7.5, il 24 giugno 2026. Continuano le scosse di assestamento, con un bilancio di vittime in crescita continua – a ora, siamo a circa 1.700 corpi ritrovati – e decine di migliaia di dispersi. Il punto, di cronaca e politico, con Marco Consolo, analista di questioni internazionali ed esperto di Latinoamerica, ai nostri microfoni. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 di LatinoAmerica su Radio Onda d’Urto.  Ascolta o scarica
June 30, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: TRA CUBA E COLOMBIA, SPERANZE E RESISTENZA
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 15 giugno 2026 ci porta a Cuba e in Colombia. Dall’isola socialista la corrispondenza con un compagno italiano, che da anni vive a Cuba, sulla guerra psicologica e mediatica Usa che si accompagna a quella economica, scatenata contro l’intera popolazione cubana, oltre alle strategie di resistenza messe in campo a L’Avana. In Colombia, invece, fiato sospeso per il ballottaggio delle elezioni presidenziali del 21 giugno (anche se il voto all’estero è già iniziato). Si sfidano Ivan Cepeda, candidato progressista dell’Alleanza per la vita, e il fascista e trumpiano Abelardo de la Espriella, avanti di un paio di punti percentuali al primo turno. Su questo, uno stralcio dell’intervista di Radio Blackout Torino con Alioscia Castronovo, ricercatore universitario, redattore di DinamoPress e autore dell’articolo “Elezioni in Colombia, al ballottaggio l’estrema destra contro il progressismo”. La puntata di lunedì 15 giugno 2026 di LatinoAmerica su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
June 16, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: COSA E’ SUCCESSO AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN COLOMBIA? L’ANALISI DI RODRIGO ANDREA RIVAS
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti assieme tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 1 giugno 2026 ci porta in Colombia. Con Rodrigo Andrea Rivas – giornalista, scrittore, analista di questioni sudamericane e nostro collaboratore – cerchiamo di leggere il primo turno delle elezioni presidenziali in Colombia, tenutesi il 31 maggio 2026; Alle urne il 57,9% degli aventi diritto, un dato in crescita rispetto al 2022 di quasi 3 punti percentuali. Sarà ballottaggio, il 21 giugno, come previsto, ma con numeri ben distanti rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia. In testa è arrivato infatti Abelardo de la Espriella, candidato dell’ultradestra trumpiana e fascista, epigono dei vari Milei e Bukele. A lui un inaspettato 43,7% dei voti, pari a 10milioni e 362mila consensi. Al secondo posto invece Iván Cepeda, candidato della coalizione progressista Pacto Historico, con il 40,9%, pari a 9milioni e 688mila voti. Lo scarto tra i due è quindi piuttosto significativo: 674mila voti. Lontanissima invece la candidata uribista, Paloma Valencia, sotto il 7%. Il candidato dell’estrema destra, De la Espriella, ha ottenuto i migliori risultati nello storico Eje Cafetero, tra Cali e Medellin, nella zona di Santander e nelle pianure dei Llanos, Iván Cepeda, invece, è andato meglio nel Sud-Ovest, nei Caraibi e nella capitale, Bogotà. Ascolta l’analisi sul voto in Colombia, sulle sue implicazioni sociali e politiche verso il ballottaggio del 21 giugno 2026 con Rodrigo Andrea Rivas, dentro “Latinoamerica” di lunedì 1 giugno 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
June 2, 2026
Radio Onda d`Urto
NAKBA: LO SPECIALE DI RADIO ONDA D’URTO A 78 ANNI DALLA “CATASTROFE” DEL POPOLO DI PALESTINA
15 maggio 2026: 78esimo anniversario della Nabka, la “catastrofe” per milioni di palestinesi, che coincide con la proclamazione di Israele. Uno Stato nato al termine di un trentennio – quello tra le due Guerra Mondiali – di violenze e terrore, fino all’attacco militare esteso, quello del 1948, con almeno 500 villaggi palestinesi letteralmente rasi al suolo, 15mila vittime, 750mila persone cacciate dalle loro terre per evitare i massacri da parte delle bande sioniste, architrave di quello che diventerà il futuro Stato – ed esercito – sionista. 78 anni dopo, la storia non è cambiata. Anzi, se possibile, è peggiorata, a partire dalla martoriata Striscia di Gaza, il 60% della quale è stata inglobata manu militari da Tel Aviv, tra “linea gialla” e “linea arancione”, con la finta tregua in vigore dall’ottobre 2025, durante la quale sono svariate centinaia le vittime palestinesi, arrivate alla soglia delle 75mila considerato quanto accaduto dall’ottobre 2023, oltre a 175mila feriti e migliaia di dispersi tutt’ora sotto le macerie. Da Gaza alla Cisgiordania Occupata, dove coloni ed esercito perpetrano con sempre più ferocia assalti e violenze. Il 14 maggio, migliaia di coloni fascisti hanno preso parte alla provocatoria “Marcia delle bandiere” che ha preso d’assalto la Porta di Damasco, principale ingresso est della Città Vecchia di Gerusalemme occupata, sotto la protezione della polizia. Decine le aggressioni a giornalisti e residenti palestinesi di Gerusalemme Est, mentre il ministro-colono Smotrich è tornato a rivendicare l’annessione di tutta la West Bank, sostenendo che “è ora di abolire la divisione tra aree A, B e C”, cacciando quindi l’intera popolazione palestinese per fare spazio a nuove colonie. In occasione del 78esimo anniversario della Nakba, Radio Onda d’Urto ha tradotto in italiano (qui il testo) il comunicato integrale diffuso dall’Fplp, il Fronte popolare di liberazione della Palestina, principale organizzazione della sinistra palestinese. Ascolta o scarica Dagli archivi di Radio Onda d’Urto, una trasmissione di ricostruzione storico-politica della Nakba realizzata nel 2018, 70esimo anniversario, con Diego Siragusa, studioso di colonizzazione della Palestina. Ascolta o scarica   Per la Palestina e contro il sionismo, manifestazioni in tutto il mondo nei giorni della Nakba. A Milano, sabato 16 maggio 2026, manifestazione nazionale – “Ricorda la Nakba, combatti il sionismo” – con le principali organizzazioni palestinesi e decine e decine di adesioni. Concentramento alle ore 14.30 in piazza XXIV Maggio. Sempre sabato 16 maggio, ma a Roma, manifestazione con ritrovo dalle ore 15, da piazza dei Cinquecento. L’intervento ai nostri microfoni di Eyas Awad, Associazione di Amicizia Italia Palestina di Bergamo. Ascolta o scarica Delle manifestazioni di Milano e Roma, sabato 16 maggio, Radio Onda d’Urto ha parlato a questo link, con Milano Youssef, dei Giovani Palestinesi d’Italia, sul corteo di Milano, mentre da Roma c’è Vincenzo Miliucci, storico compagno capitolino e della Confederazione Cobas. Anche a Brescia è stato lanciato un’iniziativa in ricordo della Nakba. L’appuntamento sarà in piazza del Duomo, sotto la Prefettura, alle ore 18 di lunedì 18 maggio con il Coordinamento Palestina. Per il cartello di realtà solidali, mobilitate fin dall’autunno 2023,  “la lotta della Palestina è la lotta di tutti i popoli oppressi. Non può esserci giustizia sociale senza la liberazione del popolo palestinese, non può esserci libertà per nessuna persona finché esisterà uno “Stato” che fonda la sua esistenza su annientamento e oppressione di un popolo. Sempre a fianco della lotta del popolo palestinese e di chi, per mare e per terra, vuole rompere l’assedio e l’occupazione israeliana”. Radio Onda d’Urto ha presentato la mobilitazione di Brescia (a questo link) con Alfredo Barcella, esponente dell’Associazione di Amicizia Italia – Palestina, una della realtà che fa parte del Coordinamento Palestina di Brescia.
May 15, 2026
Radio Onda d`Urto