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SIRIA: L’INTEGRAZIONE DELLE SDF “È L’ALTERNATIVA AL GENOCIDIO DEI CURDI SIRIANI. ORA DECISIVA LA LOTTA POLITICA”
Le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno annunciato la completa integrazione nell’esercito siriano. Dal palazzo presidenziale di Damasco, il comandante in capo delle Sdf, Mazlum Abdi, ha confermato così l’implementazione di uno dei punti centrali dell’accordo siglato il 29 gennaio 2026, dopo alcune settimane di scontri armati, dal governo di transizione siriano retto dall'”ex”-jihadista Ahmed al-Sharaa e dall’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est. Prosegue anche l’integrazione nello stato siriano delle istituzioni politiche del Rojava. Sul piano militare, i combattenti delle forze militari del confederalismo democratico entreranno nell’esercito siriano “in blocco”, formeranno quattro brigate incaricate di difendere le aree a maggioranza curda, cioè il Rojava, e manterranno la propria catena di comando. Sul piano politico, Mazlum Abdi è stato nominato da al-Sharaa “consigliere presidenziale per gli affari curdi”, mentre Ilham Ahmed, di fatto la co-ministra degli esteri dell’Amministrazione autonoma a guida curda, avrà un ruolo nel comitato che elaborerà la nuova costituzione siriana. “I curdi, in Siria, non sono più un blocco politico marginale, l’integrazione apre alla possibilità (ovviamente sarà una lotta dura) di diventare un attore politico attivo su tutto il territorio siriano, con i propri partiti, le proprie associazioni e la propria proposta ideologica”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Mattia Berera, esponente dell’Accademia della modernità democratica. “Questo processo di integrazione, gemello del processo di integrazione in Turchia con lo scioglimento del Pkk, va visto, dal punto di vista storico, come una necessità“, aggiunge Berera. “Oggi – spiega l’esponente di Adm – la ristrutturazione del Medio Oriente portata avanti dagli Usa e dalle forze della Nato ha messo in chiaro che combatterà con qualsiasi mezzo necessario i soggetti politici non-statali armati. Le potenze regionali e mondiali sono disposte ad arrivare al genocidio. La scelta per le Sdf, quindi, era tra il martirio del proprio popolo, opzione possibile dal momento che questo era pronto a combattere fino all’ultima goccia di sangue, e quello che invece è accaduto con la resistenza armata sul terreno e con l’intervento di Abdullah Öcalan dall’isola di Imrali. Il leader del movimento curdo ha detto ad Ankara che se non fosse stata interrotta la linea del genocidio del popolo curdo in Siria sarebbe saltato il processo di pace in Turchia”. Il processo di integrazione non riguarda solo le Sdf. Sempre per quanto riguarda il piano militare, sembrerebbe ancora oggetto di negoziati il futuro delle Ypj, le Unità di protezione delle donne, struttura autonoma rispetto alle Sdf e invisa al governo islamista di al-Sharaa. Secondo alcune indiscrezioni, 1.500 combattenti donne dovrebbero essere integrate nell’esercito siriano come unità speciale anti-terrorismo operativa nelle aree a maggioranza curda. Nelle trattative tra Damasco e Daanes è stato poi stabilito che i funzionari pubblici del Rojava manterranno i loro posti nelle strutture burocratiche e amministrative. Il loro stipendio, però, sarà ora pagato dal governo centrale. Un decreto presidenziale di al-Sharaa, infine, ha riconosciuto il curdo come una delle lingue ufficiali dello stato siriano e il Newroz (capodanno curdo e persiano) come festa nazionale siriana. Questi aspetti, però, sono assenti, al momento, dalla bozza di nuova costituzione dello stato siriano. Il ruolo istituzionale affidato a Ilham Ahmed dovrebbe servire da contrappeso proprio in questo senso. In ogni caso, l’accordo rappresenta una mediazione che, in quanto tale, non accontenta del tutto nessuna delle due parti. Oltre all’autonomia istituzionale e militare, infatti, con questa intesa la rivoluzione confederale del Rojava – che a gennaio ha perso una parte consistente dei territori sotto il proprio controllo – cede il controllo dei giacimenti petroliferi della Siria nordorientale e la gestione dei valichi di frontiera con l’Iraq. “Il movimento curdo afferma che grazie a decenni di guerriglia sulle montagne, di resistenza e lotta in Rojava, l’esistenza del popolo curdo è stata dimostrata e oggi gli stati del Medio Oriente, così come le potenze internazionali, devono fare i conti col fatto che il popolo curdo ha le sue forme politiche e la sua volontà”, continua Mattia Berera su Radio Onda d’Urto. “Lo stesso movimento di liberazione curdo – spiega il nostro ospite – si rende conto che oggi non può andare più in là di così con la lotta armata, che non riesce a costruire il socialismo con la guerra di guerriglia e decide, in questa fase, di adottare altri metodi, quelli che Ocalan chiama ‘politica democratica’, facendo esplicito riferimento a scioperi, mobilitazioni di massa e lotta culturale, non solo alla politica parlamentare”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Mattia Berera, esponente dell’Accademia della Modernità Democratica. Ascolta o scarica.
September 1, 2026
Radio Onda d`Urto
XXXIV FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: GRAZIE PER LA STRAORDINARIA EDIZIONE 2026. ORA AIUTACI A MIGLIORARE ANCORA!
La XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto (5-22 agosto 2026) è finita! È stata un’altra edizione dalla partecipazione straordinaria. La nostra e vostra Festa di autofinanziamento per Radio Onda d’Urto si conferma così come uno degli appuntamenti autogestiti e autorganizzati tra i più attesi, partecipati e vissuti dell’estate in Italia. Ancora una volta, quindi…GRAZIE! GRAZIE a compagne e compagni, volontarie e volontari, il motore primo della Festa, parte integrante e decisiva del progetto di informazione libera e antagonista di Radio Onda d’Urto. GRAZIE ad artiste-i, a chi lavora con loro sopra e sotto il palco, ai tecnici, a chi ha partecipato a un dibattito o alla presentazione di un libro. GRAZIE a ogni singola persona che ha varcato i cancelli di via Serenissima, per aver contribuito a sostenere Radio Onda d’Urto e a rendere la Festa un “mondo che contiene molti mondi”. Una Festa che, ogni sera, ha provato a mettere in pratica un modello fondato su collaborazione e consapevolezza collettiva sia di volontarie-i che di chi la frequenta. Lo stesso modello che, ogni giorno, proviamo a raccontare e fare vivere sulle frequenze antagoniste di Radio Onda d’Urto. Nei prossimi giorni, in Radio, inizieremo a trasmettere le centinaia di interviste raccolte in Festa. Abbiamo chiesto a chi è passato in via Serenissima cosa apprezza della Radio e della Festa, ma pure in cosa potremmo migliorare ancora. Su questi temi, puoi lasciare un tuo commento e contributo, nelle prossime ore, con un messaggio WhatsApp al numero 3351220759.  
August 23, 2026
Radio Onda d`Urto
XXXIV FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: IL PROGRAMMA DELL’EDIZIONE 2026. 5-22 AGOSTO A BRESCIA!
XXXIV Festa di Radio Onda d’Urto, da mercoledì 5 a sabato 22 agosto 2026, nell’area feste di via Serenissima a Brescia! Ad agosto 2026 Brescia ospita 18 serate di socialità libera e liberata, dibattiti, incontri, grande musica live con diversi palchi, libri, autoproduzioni, enogastronomia, confronto e scambio reciproco. La Festa sostiene Radio Onda d’Urto, emittente antagonista nata il 18 dicembre 1985 e che trasmette tutti i giorni senza un secondo di pubblicità, padrini né padroni. Siamo in via Serenissima, a 150 metri dal capolinea sud della metropolitana, Sant’Eufemia – Buffalora. Per arrivare: clicca qui I CONCERTI 2026 (apertura cancelli ore 19): MERCOLEDì 5 AGOSTO – SICK TAMBURO + CARA CALMA. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 6 AGOSTO – NOYZ NARCOS + MARTE + CUTA. Sottoscrizione: 20 euro dalle ore 19 VENERDì 7 AGOSTO – SARAFINE + FUCKSIA. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. SABATO 8 AGOSTO – 99 POSSE + ASIAN DUB FOUNDATION. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19 DOMENICA 9 AGOSTO – CASINO ROYALE + ELLIE COTTINO & SISTA SOFY. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. LUNEDì 10 AGOSTO – MARLENE KUNTZ + DELTA V. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. MARTEDì 11 AGOSTO – ERNIA + BEBA. Sottoscrizione: 20 euro dalle ore 19. MERCOLEDI 12 AGOSTO – GOOD RIDDANCE + ADOLESCENTS + RICCOBELLIS. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 13 AGOSTO – CAPAREZZA CON “ORBIT ORBIT TOUR”. Biglietto Siae: 33 euro. Direttamente ai cancelli della Festa la sera stessa! [Prevendite online chiuse] VENERDì 14 AGOSTO – DISCHARGE + SPEEDGOAT + OH DiE!. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. SABATO 15 AGOSTO – ERIC SARDINAS + WAYLOZ. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. DOMENICA 16 AGOSTO – CISCO + GIANGILBERTO MONTI. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20. LUNEDì 17 AGOSTO – DISS GACHA + LATRELLE + AYO MICH + DMOHA + OT FLAME. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19. MARTEDì 18 AGOSTO – MINISTRI + BEE BEE SEA.  Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20. MERCOLEDì 19 AGOSTO – ENSI + NERONE + DANI FAIV + LIFFE + ARCOBALEDO + BARRA 1. Sottoscrizione: 5 euro dalle ore 20 GIOVEDì 20 AGOSTO – SUBSONICA CON “TERRE RARE TOUR” + TÄRA. Biglietto Siae: 25 euro. Prevendite su: Mailticket – Ticketmaster – Ticketone o direttamente ai cancelli della Festa la sera stessa! VENERDì 21 AGOSTO – THE ZEN CIRCUS + VIADELLIRONIA + AYMARA. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 19. SABATO 22 AGOSTO – ALBOROSIE & SHENGEN CLAN. Sottoscrizione: 10 euro dalle ore 20.   Oltre al palco principale, clicca di seguito per: PROGRAMMA DIBATTITI PROGRAMMA LIBRERIA DEL GATTO NERO   PROGRAMMA TENDA BLU   PROGRAMMA PATCHANKA   PROGRAMMA CHIRINGUITO
July 28, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: IL RICORDO DI BERTA CACERES IN HONDURAS E IL DEVASTANTE SISMA IN VENEZUELA
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 ci porta in Honduras e in Venezuela. HONDURAS – A 10 anni dal vile assassinio politico in Honduras di Berta Cáceres, la sua voce continua a risuonare nelle lotte dei popoli indigeni, dei movimenti femministi e di chi difende la terra e i beni comuni. Di questo si è parlato il 19 giugno 2026 al Cs Cantiere di Milano, in un incontro con Bertita (Berta Zúniga Cáceres) – figlia di Berta e oggi tra le principali figure del Copinh – e Camilo Bermúdez, consigliere politico e responsabile del lavoro di giustizia e difesa dei diritti dell’organizzazione. Il nostro collaboratore Andrea Cegna, curatore della newsletter Il Finestrino, ha intervistato Bertita Caceres e Camilo Bermúdez prima dell’incontro: nella puntata vi proponiamo la doppia intervista, tradotta in italiano. VENEZUELA – Andremo poi in Venezuela, devastato dal terremoto di magnitudo 7.5, il 24 giugno 2026. Continuano le scosse di assestamento, con un bilancio di vittime in crescita continua – a ora, siamo a circa 1.700 corpi ritrovati – e decine di migliaia di dispersi. Il punto, di cronaca e politico, con Marco Consolo, analista di questioni internazionali ed esperto di Latinoamerica, ai nostri microfoni. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 di LatinoAmerica su Radio Onda d’Urto.  Ascolta o scarica
June 30, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: TRA CUBA E COLOMBIA, SPERANZE E RESISTENZA
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 15 giugno 2026 ci porta a Cuba e in Colombia. Dall’isola socialista la corrispondenza con un compagno italiano, che da anni vive a Cuba, sulla guerra psicologica e mediatica Usa che si accompagna a quella economica, scatenata contro l’intera popolazione cubana, oltre alle strategie di resistenza messe in campo a L’Avana. In Colombia, invece, fiato sospeso per il ballottaggio delle elezioni presidenziali del 21 giugno (anche se il voto all’estero è già iniziato). Si sfidano Ivan Cepeda, candidato progressista dell’Alleanza per la vita, e il fascista e trumpiano Abelardo de la Espriella, avanti di un paio di punti percentuali al primo turno. Su questo, uno stralcio dell’intervista di Radio Blackout Torino con Alioscia Castronovo, ricercatore universitario, redattore di DinamoPress e autore dell’articolo “Elezioni in Colombia, al ballottaggio l’estrema destra contro il progressismo”. La puntata di lunedì 15 giugno 2026 di LatinoAmerica su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
June 16, 2026
Radio Onda d`Urto
“LATINOAMERICA”: COSA E’ SUCCESSO AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN COLOMBIA? L’ANALISI DI RODRIGO ANDREA RIVAS
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti assieme tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 1 giugno 2026 ci porta in Colombia. Con Rodrigo Andrea Rivas – giornalista, scrittore, analista di questioni sudamericane e nostro collaboratore – cerchiamo di leggere il primo turno delle elezioni presidenziali in Colombia, tenutesi il 31 maggio 2026; Alle urne il 57,9% degli aventi diritto, un dato in crescita rispetto al 2022 di quasi 3 punti percentuali. Sarà ballottaggio, il 21 giugno, come previsto, ma con numeri ben distanti rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia. In testa è arrivato infatti Abelardo de la Espriella, candidato dell’ultradestra trumpiana e fascista, epigono dei vari Milei e Bukele. A lui un inaspettato 43,7% dei voti, pari a 10milioni e 362mila consensi. Al secondo posto invece Iván Cepeda, candidato della coalizione progressista Pacto Historico, con il 40,9%, pari a 9milioni e 688mila voti. Lo scarto tra i due è quindi piuttosto significativo: 674mila voti. Lontanissima invece la candidata uribista, Paloma Valencia, sotto il 7%. Il candidato dell’estrema destra, De la Espriella, ha ottenuto i migliori risultati nello storico Eje Cafetero, tra Cali e Medellin, nella zona di Santander e nelle pianure dei Llanos, Iván Cepeda, invece, è andato meglio nel Sud-Ovest, nei Caraibi e nella capitale, Bogotà. Ascolta l’analisi sul voto in Colombia, sulle sue implicazioni sociali e politiche verso il ballottaggio del 21 giugno 2026 con Rodrigo Andrea Rivas, dentro “Latinoamerica” di lunedì 1 giugno 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
June 2, 2026
Radio Onda d`Urto
NAKBA: LO SPECIALE DI RADIO ONDA D’URTO A 78 ANNI DALLA “CATASTROFE” DEL POPOLO DI PALESTINA
15 maggio 2026: 78esimo anniversario della Nabka, la “catastrofe” per milioni di palestinesi, che coincide con la proclamazione di Israele. Uno Stato nato al termine di un trentennio – quello tra le due Guerra Mondiali – di violenze e terrore, fino all’attacco militare esteso, quello del 1948, con almeno 500 villaggi palestinesi letteralmente rasi al suolo, 15mila vittime, 750mila persone cacciate dalle loro terre per evitare i massacri da parte delle bande sioniste, architrave di quello che diventerà il futuro Stato – ed esercito – sionista. 78 anni dopo, la storia non è cambiata. Anzi, se possibile, è peggiorata, a partire dalla martoriata Striscia di Gaza, il 60% della quale è stata inglobata manu militari da Tel Aviv, tra “linea gialla” e “linea arancione”, con la finta tregua in vigore dall’ottobre 2025, durante la quale sono svariate centinaia le vittime palestinesi, arrivate alla soglia delle 75mila considerato quanto accaduto dall’ottobre 2023, oltre a 175mila feriti e migliaia di dispersi tutt’ora sotto le macerie. Da Gaza alla Cisgiordania Occupata, dove coloni ed esercito perpetrano con sempre più ferocia assalti e violenze. Il 14 maggio, migliaia di coloni fascisti hanno preso parte alla provocatoria “Marcia delle bandiere” che ha preso d’assalto la Porta di Damasco, principale ingresso est della Città Vecchia di Gerusalemme occupata, sotto la protezione della polizia. Decine le aggressioni a giornalisti e residenti palestinesi di Gerusalemme Est, mentre il ministro-colono Smotrich è tornato a rivendicare l’annessione di tutta la West Bank, sostenendo che “è ora di abolire la divisione tra aree A, B e C”, cacciando quindi l’intera popolazione palestinese per fare spazio a nuove colonie. In occasione del 78esimo anniversario della Nakba, Radio Onda d’Urto ha tradotto in italiano (qui il testo) il comunicato integrale diffuso dall’Fplp, il Fronte popolare di liberazione della Palestina, principale organizzazione della sinistra palestinese. Ascolta o scarica Dagli archivi di Radio Onda d’Urto, una trasmissione di ricostruzione storico-politica della Nakba realizzata nel 2018, 70esimo anniversario, con Diego Siragusa, studioso di colonizzazione della Palestina. Ascolta o scarica   Per la Palestina e contro il sionismo, manifestazioni in tutto il mondo nei giorni della Nakba. A Milano, sabato 16 maggio 2026, manifestazione nazionale – “Ricorda la Nakba, combatti il sionismo” – con le principali organizzazioni palestinesi e decine e decine di adesioni. Concentramento alle ore 14.30 in piazza XXIV Maggio. Sempre sabato 16 maggio, ma a Roma, manifestazione con ritrovo dalle ore 15, da piazza dei Cinquecento. L’intervento ai nostri microfoni di Eyas Awad, Associazione di Amicizia Italia Palestina di Bergamo. Ascolta o scarica Delle manifestazioni di Milano e Roma, sabato 16 maggio, Radio Onda d’Urto ha parlato a questo link, con Milano Youssef, dei Giovani Palestinesi d’Italia, sul corteo di Milano, mentre da Roma c’è Vincenzo Miliucci, storico compagno capitolino e della Confederazione Cobas. Anche a Brescia è stato lanciato un’iniziativa in ricordo della Nakba. L’appuntamento sarà in piazza del Duomo, sotto la Prefettura, alle ore 18 di lunedì 18 maggio con il Coordinamento Palestina. Per il cartello di realtà solidali, mobilitate fin dall’autunno 2023,  “la lotta della Palestina è la lotta di tutti i popoli oppressi. Non può esserci giustizia sociale senza la liberazione del popolo palestinese, non può esserci libertà per nessuna persona finché esisterà uno “Stato” che fonda la sua esistenza su annientamento e oppressione di un popolo. Sempre a fianco della lotta del popolo palestinese e di chi, per mare e per terra, vuole rompere l’assedio e l’occupazione israeliana”. Radio Onda d’Urto ha presentato la mobilitazione di Brescia (a questo link) con Alfredo Barcella, esponente dell’Associazione di Amicizia Italia – Palestina, una della realtà che fa parte del Coordinamento Palestina di Brescia.
May 15, 2026
Radio Onda d`Urto
VITTORIO “VIK” ARRIGONI: A 15 ANNI DALLA MORTE, TANTE VOCI PER RICORDARCI DI “RESTARE UMANI”
Il ritratto di Vittorio realizzato da Abdullah M., un giovane che frequentava il centro Vik a Gaza e che vorrebbe, nonostante genocidio e occupazione in Palestina, ‘restare umano’ Il 15 aprile 2011, 15 anni fa, veniva ritrovato morto Vittorio ‘Vik’ Arrigoni, volontario italiano dell’International Solidarity Movement. 2 giorni prima Vittorio era stato sequestrato da un gruppo salafita, guidato da un cittadino giordano, Abdel Rahman Breizat, poi ucciso un paio di giorni dopo assieme a un altro suo sodale a Nuseirat, durante un blitz delle Brigate Ezzedin Al Qassam e dei corpi di polizia, entrambi legati ad Hamas. Altri responsabili furono arrestati e condannati in primo grado a pesanti pene detentive, poi ampiamente ridotte in appello. Nessuno dei sequestratori è ancora in carcere: si tratta di Abu Ghoul, Khader Jram, Mohammed Salfi e Hasanah Tarek. Un anno fa, nel 2025, abbiamo pubblicato sul sito di Radio Onda d’Urto un lungo articolo con la biografia di Vittorio e i link a diverso del materiale che aveva realizzato mentre si trovava in Palestina, anche dalle frequenze antagoniste della Radio, assieme a una trasmissione storico-politica ad hoc, realizzata nel 2020. Oggi, martedì 15 aprile 2026, Radio Onda d’Urto ricorda Vittorio Arrigoni con un’altra trasmissione speciale, con le voci di chi ha conosciuto e amato Vik da vicino. In questa trasmissione ci sono i ricordi di Meri Calvelli, cooperante che ha vissuto a Gaza buona parte della sua vita dal 2000 in poi e si trovava a Gaza nel periodo dell’uccisione di Vittorio, con cui ripercorriamo i momenti del ritrovamento del corpo  ma anche quello che resta di lui ancora oggi nella memoria dei palestinesi. La foto che apre questo articolo,  “il ritratto di Vittorio realizzato da un giovane che frequentava il centro Vik a Gaza e che vorrebbe ‘rimanere umano”, ci è arrivata proprio da Meri Calvelli in queste ore. Sempre su Radio Onda d’Urto c’è il ricordo di Sami Abu Omar, cooperante da Gaza di numerosi progetti tra cui il centro di scambio culturale che a Vittorio è stato dedicato dopo la sua morte. Sami ci ricorda quanto “è vivo il ricordo di Vik nella Striscia, di come tutti gli anni venisse commemorato il suo ricordo ma di come non sia stato possibile farlo negli ultimi 3 anni”, a causa del genocidio israeliano. Ecco il ricordo di Sami Abu Omar. Ascolta o scarica C’è anche il ricordo di Manolo Luppichini, compagno e attivista per la Palestina di lungo corso, che conobbe Vittorio a Gaza e che ci racconta di un momento di interposizione a difesa del popolo palestinese: “tra i proiettili dell’esercito sparati ad altezza d’uomo, noi strisciavamo a terra, mentre Vittorio era in piedi come se volesse dire non mi piegherete“. Vi riproponiamo inoltre uno stralcio di una corrispondenza che Vittorio Arrigoni fece a Radio Onda d’Urto negli ultimi giorni di dicembre 2008, durante l’operazione Piombo Fuso. Qui la versione integrale.  Abbiamo poi il ricordo di Samuele Sciarrillo, autore del podcast Le Ali di Vik realizzato nel decennale della scomparsa. In chiusura, la voce della madre di Vittorio, Egidia Beretta, a cui abbiamo chiesto che significato ha avuto per lei vedere la frase con cui Vittorio chiudeva le sue corrispondenze dalla Striscia di Gaza, Restiamo Umani, scritta sugli striscioni delle piazze di tutta Italia nell’autunno 2025, quando sono esplose, soprattutto in Italia, le manifestazioni a sostegno della popolazione palestinese. Ascolta la trasmissione realizzata in occasione del 15esimo anniversario della morte di Vittorio “Vik” Arrigoni sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
“CARO VIK TI SCRIVO”: IL LIBRO DI ANNA MARIA SELINI A 15 ANNI DALLA MORTE DI VITTORIO ARRIGONI IN PALESTINA
Nella notte tra il 14 e 15 aprile 2011 Vittorio “Vik” Arrigoni, attivista dell’International Solidarity Movement in Palestina, veniva ritrovato morto nella Striscia di Gaza. Poche ore prima, Vittorio – tra le tante cose, collaboratore anche di Radio Onda d’Urto – era stato rapito da una sedicente cellula salafita. Il corpo di Arrigoni fu rinvenuto da esponenti di Hamas, che pochi giorni dopo, il 19 aprile 2011, a Nuseirat, uccisero in uno scontro a fuoco 2 dei presunti rapitori. A processo altre 4 persone, condannate, nel 2012, a pene dall’ergastolo (la famiglia di Vik si oppose da subito all’ipotesi della condanna a morte) ai 10 anni di reclusione. A Vittorio è dedicato ora il libro “Caro Vik ti scrivo”, uscito nel 2026 per Altreconomia. A scriverlo Anna Maria Selini,  giornalista professionista freelance specializzata in aree di crisi, con reportage e pubblicazioni in particolare dalla e sulla Palestina, oltre che amica di Vittorio Arrigoni. Il libro, con la prefazione di Maria Elena Delia (portavoce della Global Sumud Flotilla 2025) e le illustrazioni di Fogliazza, sceglie la forma delle lettere scritte a Vittorio, riflettendo ad alta voce con lui su quanto accade oggi in Palestina, in Medio Oriente e più in generale nel resto del mondo. “In un’epoca – spiega la Selini, intervista da Radio Onda d’Urto – dominata da algoritmi e velocità, rivendichiamo umanità e approfondimento, riscoprendo il senso del motto, oggi diventato dovere civile: Restiamo umani”, come lo stesso Arrigoni chiudeva i suoi articoli e le sue corrispondenze dalla Striscia di Gaza, dove aveva scelto di vivere, a fianco del popolo palestinese. L’intervista di Radio Onda d’Urto ad Anna Maria Selini, autrice del libro “Caro Vik ti scrivo”.Ascolta o scarica.
April 12, 2026
Radio Onda d`Urto
“CUBA NON E’ UNA MINACCIA”: A ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL BLOQUEO USA
Manifestazione nazionale oggi pomeriggio, sabato 11 aprile a Roma, al fianco di Cuba, strangolata da fine gennaio 2026 dall’embargo totale energetico degli Usa, che si va ad aggiungere all”infame bloqueo in vigore fin dagli anni ’60. L’appuntamento, con l’associazione di amicizia Italia – Cuba è dal Colosseo fino Porta San Paolo, con decine di adesioni di sindacati, partiti, realtà politiche, sociali e singole persone, solidali con l’isola socialista, piegata ma non spezzata da Trump. Per cercare di ovviare alla crisi, intanto, a Cuba il commercio dei prodotti agricoli sarà aperto parzialmente al settore privato. Il nuovo regolamento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di L’Avana, autorizza agricoltori indipendenti, cooperative, piccole e medie imprese private e lavoratori autonomi a commercializzare i loro prodotti direttamente. Le autorità dell’Avana continueranno comunque a controllare prezzi ed esportazioni. Cercando strade nuove, Cuba quindi resiste, nonostante lo strangolamento imposto dagli Usa, sostenuta anche dalle 5mila persone arrivate a Roma per il corteo “Cuba non è sola. Contro il bloqueo, Cuba non è una minaccia”. Dal corteo di Roma per Cuba la corrispondenza con Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione per il Partito della Rifondazione Comunista, tra le realtà in piazza nella Capitale a fianco dell’isola socialista. Ascolta o scarica  
April 11, 2026
Radio Onda d`Urto