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Il 17° Premio Internazionale ‘Stefano Chiarini’ a Gideon Levy
L’editorialista e membro del comitato editoriale del quotidiano israeliano Haaretz, nel 2021 vincitore del Premio ‘Sokolov’, il più alto riconoscimento giornalistico israeliano, e acclamato autore di numerosi libri verrà insignito del riconoscimento il prossimo sabato, 24 ottobre, a Modena, dove venerdì 23 parteciperà alla proiezione pubblica dei corti da Nazra 2026 e domenica 25 terrà una Lezione Magistrale insieme a Flavio Novara, direttore del periodico online AlkemiaNews.it e presidente di “Per non dimenticare – OdV”, associazione organizzatrice del premio che opera e collabora col National Institution of Social Care & Vocational Training “Beit Atfal Assumoud” nei campi profughi palestinesi in Libano. 17° PREMIO INTERNAZIONALE STEFANO CHIARINI “SUMUD STRADE DELLA RESISTENZA” MODENA, 23 – 24 – 25 OTTOBRE 2026 Il 17° Premio Internazionale Stefano Chiarini sarà consegnato quest’anno a Gideon Levy, editorialista e membro del comitato editoriale di Haaretz (quotidiano israeliano), acclamato autore di numerosi libri e vincitore del Premio Sokolov 2021, il più alto riconoscimento giornalistico israeliano. Il premio è dedicato da oltre 17 anni ad onorare la memoria del giornalista de Il Manifesto, Stefano Chiarini, valorizzando l’impegno di chi si batte per i diritti del popolo palestinese e per un Medio Oriente di pace. Per questo, la Giuria del Premio Chiarini ha ritenuto importante consegnare il premio al giornalista Gideon Levy, come riconoscimento del lavoro, svolto in questi anni, di denuncia e difesa non solo del popolo palestinese, ma anche del diritto internazionale e della fratellanza tra i popoli. “La grave crisi umanitaria – dichiara Mirca Garuti, Presidente del Premio – e il protrarsi del genocidio israeliano, attuato nei confronti del popolo palestinese nonostante la dichiarazione unilaterale di un cessate il fuoco, necessitano oggi di un maggior impegno a denunciare l’ideologia sionista e la politica d’Israele in Palestina, un progetto colonialista e razzista volto ad impossessarsi della terra palestinese, senza consentire una pacifica convivenza ma l’espulsione dei palestinesi. Un tentativo non riuscito in oltre 78 anni, che ha condotto l’attuale classe politica israeliana ad agire, non solo con la deportazione forzata e il genocidio del popolo palestinese, ma anche con l’invasione di Libano e Siria, nonché il bombardamento di Iran e Iraq”. La premiazione ufficiale, alla presenza delle autorità cittadine, avverrà il 24 ottobre a partire dalle ore 10.00 presso la Sala dell’Oratorio, palazzo dei Musei – Largo Porta Sant’Agostino 337 – Modena. Il giornalista Gideon Levy sarà inoltre presente durante tutti i giorni (23 – 24 – 25 ottobre) dello svolgimento del premio e concluderà l’evento con una Lezione Magistrale il 25 ottobre alle ore 10.30 presso Teatro delle Passioni, via Antonio Peretti 9, Modena, dove dialogherà con Flavio Novara, direttore del periodico online AlkemiaNews.it e presidente di “Per non dimenticare – OdV”, associazione organizzatrice del premio, che opera e collabora col National Institution of Social Care & Vocational Training “Beit Atfal Assumoud” nei campi profughi palestinesi in Libano. L’evento sarà caratterizzato dalla presenza di: * Gideon Levy – giornalista e membro del comitato editoriale di Haaretz; * un rappresentante dei CALP USB (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali), premio Musolino 2026; * Andrea Bortolamasi – Ass. Cultura, Politiche giovanili, Città universitaria; * Stefania Ascari – Deputata e Presidente Commissione parlamentare per Gaza; * Kassem Aina – Direttore National Institution of Social Care & Vocational Training “Beit Atfal Assumoud” – Libano; * Bassam Saleh – giornalista palestinese; * Tony La Piccirella – GAZA SUMUD FLOTILLA. Il Premio, dedicato alla figura del giornalista del Manifesto Stefano Chiarini prematuramente scomparso, si propone di istituire un riconoscimento all’impegno sul tema del Medio Oriente e in particolare della Palestina, con una speciale attenzione per il mondo dei media e della cultura. La premiazione, alla presenza di numerosi ospiti internazionali in ambito letterario e giornalistico, è attribuita al giornalista o artista che ha contributo a far conoscere, a livello nazionale e internazionale, la realtà della vita nei territori occupati, senza rimuovere le responsabilità della politica internazionale nei riguardi della questione israelo-palestinese e sulla situazione umanitaria in Palestina. Gli eventi correlati al premio sono: – venerdì 23 ottobre, alle 20.45, la proiezione di corti da Nazra 2026, Palestine short film festival (ingresso libero). – sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 15.00 sino alle 19.30, l’iniziativa pubblica, caratterizzata, oltre che dalla presenza di entrambi i premiati, dalla proiezione di documentari, da riflessioni sul mondo del volontariato nei campi profughi palestinesi in Libano e nei territori occupati, e anche dagli interventi di giornalisti ed intellettuali esperti di Medio Oriente. Presso “La Tenda”, viale Monte Kosica, Modena. Durante questo incontro verrà assegnato il Premio dedicato a Maurizio Musolino al gruppo organizzato dei CALP USB (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali). A seguire, alle ore 20.00, cena sociale di solidarietà e raccolta fondi per il popolo palestinese, presso la Sala Parrocchiale di San Faustino, via Giardini 231, Modena. Il pomeriggio sarà intervallato da momenti musicali eseguiti dal gruppo AERAS TRIO. Il trio propone brani della tradizione musicale greca, fondendo ritmi e melodie della cultura ellenica con il linguaggio improvvisato di matrice jazz. Il particolare “interplay” del trio si presta anche a dare interpretazioni originali a brani della cultura pop occidentale.     Redazione Italia
October 20, 2026
Pressenza
Modena 23/25 ottobre. 17° Premio Internazionale Stefano Chiarini
“SUMUD STRADE DELLA RESISTENZA” Premiato Gideon Levy Modena 23 – 24 – 25 ottobre 2026 Il 17° Premio Internazionale Stefano Chiarini, sarà consegnato quest’anno a Gideon Levy, editorialista e membro del comitato editoriale di Haaretz (quotidiano israeliano), acclamato autore di numerosi libri e vincitore del Premio Sokolov 2021, il più alto riconoscimento giornalistico israeliano. Il premio è dedicato da oltre
October 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Palestina e autodeterminazione
articoli di Sami Abu Omar, Robert Inlakesh, Susan Abulhawa, Jonathan Cook e tante altre voci. Il premio Stefano Chiarini, due libri (“Spermopolitica” e “Eppure noi resteremo”). Lo sciopero del 30 ottobre nei porti e aggiornamenti. Ricordiamoli affinchè non passino sotto silenzio: Mohammad Hannoun, Rayed Dad, Yaser Elasaly, Ryiad Albustanji sono palestinesi perseguitati in Italia. Genocidio a Gaza – 17 ottobre
October 17, 2026
La Bottega del Barbieri
Nandino Capovilla: “Non il permesso di poter denunciare, bensì il dovere di farlo”
Oggi a Marghera tre palestinesi appena arrivate  dai villaggi devastati dai coloni e dall’esercito israeliani presenziano al ‘memoriale del genocidio’, il presidio svolto ogni mese in una piazza della città. In procinto di partecipare all’iniziativa, don Nandino Capovilla ha proclamato: > Non avevo bisogno di vedere Naza per convincermi non solo che è giusto poter > criticare lo stato d’Israele, ma che è sempre più necessario denunciare chi > sta portando avanti il piano di cancellazione del popolo palestinese. > > Se venisse approvato questo decreto bavaglio, il previsto organo di controllo > sul territorio sappia che dovrà interrogare più di 60.000 cittadini ritenuti > antisemiti per decreto, che in un solo giorno hanno riempito i cinema di tutta > Italia, uscendo muti e sconvolti dalle sale. Le loro lacrime erano esaurite ma > la loro coscienza era ancora più convinta: non possiamo tacere. > > Non avevo bisogno di tornare in Israele per constatare quello che l’ebreo > israeliano Gideon Levy ha denunciato in questi giorni, cioè che: “Israele è > lanciato verso il baratro e si fermerà solo se costretto. Spetta alla comunità > internazionale imporre sanzioni per fermare il delirio criminale di Israele”. > > Se approveranno la legge antidissenso chiederò ai miei numerosi amici e amiche > ebree israeliani che da anni frequento, di denunciare con più forza il loro > Paese, visto che in Italia verrebbe scambiato per antisemita chi, come lo > stesso Levy, dichiara che “è impossibile sfuggire alla responsabilità del > Genocidio. Chiedetelo ai turchi. Questo senso di colpa non ci darà mai pace. > Sarà per noi israeliani una vergogna eterna”. > > Non avevo bisogno di andare a vedere il documentario, proibito in Israele, The > Bibi Files, impressionante prova del sistema di corruzione che dal primo > ministro si allarga alla famiglia e a mezzo paese. È la descrizione di uno dei > principali motori delle sanguinarie scelte politiche che Netanyahu ha fatto > per rimanere al potere ed evitare la prigione al prezzo di un genocidio. > > Se approveranno il famigerato Decreto 1004, riposterò le foto delle > manifestazioni che ho scattato, attonito, nell’estate del 2024 lungo le strade > strapiene di Tel Aviv. Evidentemente, nella logica di questa legge, quei > milioni di israeliani sarebbero tutti antisemiti e se fossimo in Italia > andrebbero denunciati e fermati tutti. > > Non avevo bisogno di leggere tanti articoli e approfondimenti per comprendere > che il progetto sionista di “eliminazione del popolo palestinese” – come > definito dall’Ong israeliana B’TSelem – non può più essere confuso con > l’ebraismo. Sono qui perché sono persone che conosco da tempo, a chiedermi di > non tacere. > > Amina, Bassima e Daneen sono arrivate proprio ieri a Venezia dai villaggi > palestinesi devastati da coloni ed esercito israeliani. Al memoriale del > genocidio che ogni mese porta in una piazza di Marghera il dolore del mondo le > loro parole rimbomberanno in città come un drammatico SOS. > > Se questa legge passerà, con il divieto di usare le parole ‘apartheid’, > ‘pulizia etnica’ e ‘genocidio’, diffonderò con i megafoni i racconti di > Daneen, Bassima e Amina, che il significato racchiuso in quei termini portano > inciso nella loro carne e sui volti dei familiari feriti e uccisi. > > Non avevo bisogno di guardare le mappe aggiornate di Google Earth, che danno a > chiunque la prova tangibile della desertificazione realizzata da Israele a > Gaza, per avere le prove della responsabilità del governo israeliano in questa > alterazione definitiva della topografia della Striscia, che riduce in macerie > un popolo. > > Se approveranno la censura di stato del DDL 1004, rispolvereremo il dovere di > obiezione di coscienza, visto che chi riesce perfino ad oscurare la legittima, > democratica protesta, non riuscirà mai ad oscurare la coscienza di un > cittadino e di un cristiano. A proposito, > > Non avevo bisogno di rileggere tutti i testi ecclesiali composti da decenni > nelle comunità palestinesi, da battezzati, preti e vescovi che, dal giorno in > cui sono nati, subiscono uno dei più crudeli e longevi sistemi di apartheid e > controllo totale della vita. Le loro limpide accuse ed esplicite denunce non > potranno certo essere censurate come antisemite. > > Se la legge tenterà di cancellare perfino la voce dei cristiani di terra > santa, quelle riflessioni e preghiere che riceviamo da Gerusalemme ogni > giorno, noi faremo nuove pubblicazioni, le diffonderemo nei foglietti > parrocchiali, senza cambiare una sola parola di quelle suppliche che nascono > sul baratro del genocidio in atto. Diffonderemo i loro pronunciamenti > ufficiali perché dopo la pulizia etnica dell’intera Palestina, non vengano > fatti sparire dalla faccia della terra. > > Per questo dò lettura del recente appello dei cristiani palestinesi (Kairos > Palestina, Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio, 3 agosto > 2025): > > Condanniamo tutti coloro che sfruttano e sostengono l’accusa di antisemitismo > per mettere a tacere la voce palestinese della verità. > Respingiamo ogni tentativo di confondere l’antisemitismo con l’opposizione > all’apartheid e con la pressione esercitata affinché Israele sia chiamato a > rispondere delle proprie responsabilità ai sensi del diritto internazionale, > in particolare, attraverso l’uso di definizioni e documenti concepiti per > servire le ideologie e gli interessi sionisti con il pretesto di combattere > l’antisemitismo. > L’uso improprio del termine antisemitismo distorce e oscura la realtà del vero > antisemitismo che ancora esiste nel nostro mondo e che condanniamo con forza > insieme a tutte le forme di razzismo, esclusione e pregiudizio, compresa > l’islamofobia. > L’ideologia sionista sostiene di rappresentare e proteggere il popolo ebraico, > ma così facendo ha confuso “ebreo” e “sionista” come se fossero la stessa > cosa. > > Per questo non chiediamo il permesso di poter criticare lo stato di Israele, > ma sentiamo di doverlo fare, nelle scuole e nelle chiese, nelle università, > nei media e ovunque, come un dovere di umanità, usando il virgolettato delle > centinaia di rapporti delle Nazioni Unite, delle sentenze della Corte > internazionale di giustizia, della Corte penale internazionale e di tutti quei > baluardi di democrazia che, secondo questo mostruoso DDL sarebbero tutti da > condannare come antisemiti. Maddalena Brunasti
October 2, 2026
Pressenza
“Dopo Netanyahu non cambierà nulla”. Intervista a Gideon Levy:
“Israele vive in una negazione totale di ciò che sta accadendo a Gaza, non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che si era prefissato in abito regionale e anche se le elezioni del prossimo autunno vedessero l’uscita di scena di Netanyahu, le cose non cambieranno in alcun modo”. Gideon Levy, editorialista […] L'articolo “Dopo Netanyahu non cambierà nulla”. Intervista a Gideon Levy: su Contropiano.
July 18, 2026
Contropiano
Tre interviste di Chris Hedges
tre interviste di Chris Hedges, a Max Blumenthal, Gideon Levy e John Mearsheimer (riprese da lantidiplomatico.it) Con l’intensificarsi della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, le giustificazioni del suo scoppio si fanno sempre più ambigue, oscillando tra timori nucleari, regime change e preoccupazioni per la sicurezza regionale. In questa intervista, il giornalista israeliano Gideon Levy si unisce a Chris