ForlaGreen dalla cura del quartiere alla costruzione di comunità
Sabato 28 marzo il quartiere Forlanini (periferia sud-est di Milano) ha vissuto
una mattinata di forte partecipazione civica. La giornata di pulizia, promossa
da numerose realtà del territorio, ha coinvolto adulti e bambini in un lavoro
condiviso di cura degli spazi comuni: strade, giardini e aree del quartiere sono
stati ripuliti grazie a un impegno diffuso che ha saputo unire generazioni e
sensibilità diverse.
L’iniziativa ha segnato anche l’avvio pubblico di ForlaGreen, un coordinamento
nato per promuovere il decoro urbano e rafforzare una cultura della
responsabilità condivisa. La mattinata si è conclusa con un momento conviviale
presso l’Oratorio di San Nicolao della Flüe, restituendo il senso di una
comunità che non solo interviene sui problemi, ma costruisce occasioni di
incontro.
ForlaGreen prende forma da un percorso avviato nei mesi precedenti, mettendo in
rete esperienze già attive nel quartiere e orientandole in una direzione comune.
L’obiettivo non è soltanto migliorare l’aspetto degli spazi, ma incidere sui
comportamenti e sulla consapevolezza collettiva, coinvolgendo anche scuole e
realtà educative in iniziative future.
In questo quadro, la giornata del 28 marzo assume un significato che va oltre il
semplice intervento sul decoro. Il degrado che attraversa i quartieri – fatto di
incuria, rifiuti e abbandono – non è solo una questione materiale: è il segno di
una distanza crescente tra le persone e i luoghi che abitano, di una perdita di
attenzione verso ciò che è comune. Agire insieme per ripulire questi spazi
significa allora scegliere una direzione diversa. Non limitarsi a segnalare o a
lamentarsi, ma intervenire in prima persona, costruendo relazioni mentre si
risolvono problemi. In questo senso, il gesto concreto della pulizia diventa
anche un gesto culturale: introduce cura dove c’è abbandono, responsabilità dove
c’è indifferenza, collaborazione dove c’è distanza.
Il coinvolgimento di adulti e bambini rende ancora più evidente questo
passaggio: il decoro urbano diventa occasione educativa, trasmissione di valori,
esperienza condivisa di cittadinanza attiva. Non è solo “fare qualcosa”, ma
imparare insieme un modo diverso di stare nello spazio pubblico.
Da qui emerge un significato più profondo: contrastare il degrado senza
alimentare contrapposizioni, senza cercare colpevoli, ma costruendo risposte
collettive. È una pratica che, nei fatti, traduce la nonviolenza in azione
concreta: non aggiunge tensione, ma la trasforma; non divide, ma connette.
È proprio in questa prospettiva che questa esperienza trova il suo senso più
pieno. Perché lega ciò che accade nel quotidiano – la cura di una strada, di un
giardino, di un quartiere – a un orizzonte più ampio: quello della costruzione
di relazioni più giuste, consapevoli e pacifiche. La pace, in questo contesto,
non è un concetto astratto né un obiettivo lontano. È qualcosa che prende forma
dentro pratiche come questa: quando le persone tornano a riconoscersi parte di
una comunità, quando si riattiva fiducia, quando gli spazi condivisi diventano
luoghi vissuti e non trascurati.
Il successo della giornata è stato possibile grazie all’impegno di molte realtà
del quartiere, tra cui:
Comitato Forlanini, Associazione Sportiva Francesco D’Assisi, Comitato Genitori
Francesco D’Assisi, Cooperativa Lo Specchio, Associazione La Nostra Comunità,
Ottava Nota, Oratorio Comunità Pastorale Charles de Foucauld, Cinema Teatro
Delfino, Mondo Senza Guerre e Senza Violenza.
Con il supporto del Municipio e la collaborazione di AMSA, questa esperienza
rappresenta il primo passo di un percorso più ampio. Un percorso in cui la cura
degli spazi diventa anche cura delle relazioni, e in cui il contrasto al degrado
può trasformarsi, concretamente, in costruzione di comunità e di pace,
coltivando la bellezza dentro le persone e negli ambienti di vita che
condividono.
Tiziana Volta