Colombe d’Oro per la Pace: consegnato a Fatena Mohanna e Alhassan Selmi il Premio giornalistico
E’ stata consegnata oggi ai due giornalisti palestinesi Fatena Mohanna e
Alhassan Selmi la Colomba d’oro per la pace, Premio dell’Archivio Disarmo giunto
alla sua 41° edizione.
In ottobre, quando in Campidoglio a Roma si era tenuta la cerimonia di
premiazione, Fatena e Alhassan non erano stati ancora autorizzati a venire in
Italia a frequentare i corsi dell’Università per stranieri di Siena, permesso
ottenuto in dicembre anche grazie alla mobilitazione dell’opinione pubblica, dei
giornalisti e della comunità accademica.
Ai due giovani giornalisti sono stati anche consegnati i fondi raccolti in una
sottoscrizione di solidarietà cui hanno partecipato circa cento persone e che ha
raccolto in totale circa 9.000 euro.
Ricevendo la scultura opera di Pericle Fazzini Fatena ha dichiarato: “Ringrazio
infinitamente Archivio Disarmo: continuare a parlare di Gaza oggi significa non
lasciare soli i palestinesi, che vivono in una terra dove ormai non c’è più
nulla, solo sofferenza e distruzione”.
Ha aggiunto Alhassan: “Vi ringrazio a nome dei due milioni di persone di Gaza:
voi siete la voce della pace e dell’umanità. La nostra gente continua a morire,
e oggi il rischio più grande è essere dimenticati. Per questo è fondamentale
consentire l’accesso dei giornalisti internazionali nella Striscia: parlare di
Gaza è una responsabilità di tutti noi”.
Nell’occasione, il presidente di Archivio Disarmo Fabrizio Battistelli ha
sottolineato la solidarietà del mondo giornalistico: “La libertà
dell’informazione è il primo indicatore sullo stato della democrazia di un
Paese, quando viene minacciata tutto il resto appare secondario.
Perfino l’esercizio del voto, se non è consentito parlare, ascoltare, leggere ed
essere informati”.Gli attacchi ai giornalisti hanno raggiunto livelli di gravità
mai registrati prima di Gaza (almeno 270 vittime tra gli operatori dei media
durante la guerra) e continua a manifestarsi in queste ore in Libano.
Tre giorni fa a Jezzin l’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro un’auto
uccidendo tre giornalisti, uno dei quali accusato di essere un agente dei
servizi segreti di Hezbollah. La guerra e la sicurezza non possono essere un
alibi, mai.
Archivio Disarmo