A Cuba soffocata dall’embargo si tratta ,in Cile gli studenti in piazza contro il neo pinochetismo di Kast
A Cuba soffocata dall’embargo petrolifero si parla di trattative in corso e
sembrerebbe che Diaz Canel ,il presidente, sia destinato ad essere sacrificato
;la figura emergente potrebbe essere Raulito Castro detto ” el Cangrejo” ,nipote
di Raul, figlio del direttore del GAESA, il Grupo de Administración Empresarial
S.A., un conglomerato gestito dalle forze armate che secondo le stime controlla
tra il 40 e il 70 per cento dell’economia cubana. GAESA domina il settore
alberghiero, la distribuzione di carburante, le catene di supermercati, i cambi
di valuta e il porto principale dell’isola. La trattativa ha indispettito gran
parte della popolazione che subisce le continue interruzioni di energia
elettrica, perchè in un primo momento era stata negata dal governo distintosi
per un sostanziale immobilismo di fronte alla crisi .
Nonostante le timide liberalizzazioni l’economia cubana è rimasta
sostanzialmente dipendente dall’estero ,non possedendo materie prime e legata al
settore turistico e alla produzione di canna da zucchero (anche la “zafra” il
raccolto del 2026 è stato deludente a causa della mancanza di combustibile). Al
netto dell’embargo criminale che assilla l’isola da decenni sono sfuggite
occasioni di riforme economiche a causa della mancanza di visione di lungo
periodo e di ricambio generazionale .
Dalla parte opposta del continente in Cile gli studenti si sono mobilitati
contro i tagli all’istruzione e alle spese sociali del governo del neopresidente
Kast ammiratore del cupo periodo pinochetista .
Il neopresidente pensa di realizzare la crescita economica con una drastica
riduzione della spesa pubblica, una riforma fiscale a favore del mondo
imprenditoriale, la deregolamentazione delle norme di tutela ambientale e di
restrizione all’espansione immobiliare. Kast ha firmato una serie di decreti che
abilitano la costruzione di muri di frontiera e il rafforzamento della presenza
militare sui confini. Ha inoltre già ritirato 43 regolamenti di protezione
ambientale, ha firmato decreti per accelerare le valutazioni d’impatto
ambientale di 51 progetti per un valore di circa 16 miliardi di dollari, e ha
approvato un accordo con gli Stati Uniti per lo sfruttamento di terre rare e
minerali critici come litio e rame.
Non si è limitato a questi provvedimenti di stampo neoliberale ma ha anche
concesso l’indulto a Carabineros e militari condannati per la repressione delle
rivolte del 2019 il cosidetto “estallido social” che aveva portato Boric alla
presidenza .
La radicale svolta a destra in Cile si spiega anche come la conseguenza di una
fallimentare strategia del progressismo rappresentato da Gabriel Boric che aveva
inizialmente incanalato la crisi sociale esplosa nel paese verso una soluzione
istituzionale, l’Accordo per la Pace e la Nuova Costituzione firmato il 15
novembre 2019 mentre in tutto il paese continuavano le mobilitazioni e le
violazioni dei diritti umani.
Ne parliamo con Andrea Cegna giornalista esperto di America Latina