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Il ‘colpo di spugna’ di Trump per arraffare i terreni della riserva in cui c’è l’uranio
Con il proclama promulgato il 13 luglio scorso, il 47° presidente degli USA ha ‘messo le mani’ su una vasta area di Bear Ears, uno dei parchi in cui la protezione dei patrimoni naturali e archeologici coincide con il riconoscimento dei diritti dei nativi americani alla loro conservazione. Giornalista, scrittrice e direttore editoriale del Gruppo Mauna, Raffaella Milandri ha lanciato un allarme: > Donald Trump ha cancellato la protezione da oltre il 90% di Bears Ears e Grand > Staircase-Escalante: quasi tre milioni di acri, circa 11.850 chilometri > quadrati. > Per capire l’enormità: è un territorio più grande dell’intero Abruzzo > sottratto alla tutela e nuovamente esposto a miniere, trivellazioni e > sfruttamento industriale. > > Bears Ears è terra ancestrale e sacra per Navajo Nation, Hopi Tribe, Ute > Mountain – Ute Tribe, Ute Indian Tribe e Pueblo of Zuni. > > Non è un giacimento. Non è merce. Non è una proprietà da amministrare > ignorando i Popoli che la custodiscono da millenni. > > Le chiamano terre pubbliche quando devono decidere senza i Nativi. Le chiamano > risorse strategiche quando scoprono che sotto ci sono uranio, rame e vanadio. > Poi parlano di «restituire la terra al popolo». A quale popolo, signor Trump? > > E potrebbe non finire qui. Altri quattro monumenti nazionali indicati nei > piani dell’amministrazione restano a rischio: Baaj Nwaavjo I’tah Kukveni – > Ancestral Footprints of the Grand Canyon, Ironwood Forest, Chuckwalla e Organ > Mountains – Desert Peaks. Luoghi naturali, culturali e sacri che potrebbero > essere i prossimi a finire sotto attacco. Non basta indignarsi dopo. Bisogna > mobilitarsi adesso. Condividete questa notizia. Parlatene. Scrivete. Fate > pressione. Rompiamo il silenzio prima che altre terre ancestrali vengano > trasformate in concessioni minerarie. Per “rompere il silenzio”, Raffaella Milandri sollecita a unirsi al coro di proteste inviando una lettera email al Governatore dello Utah, all’Utah Office of Tourism, all’US Department of the Interior e all’US Bureau of Land Management (i recapiti e la proposta del testo del messaggio sono riportati in calce). Il proclama di Trump è intitolato MODIFYING THE BEARS EARS NATIONAL MONUMENT. Il testo comincia facendo riferimento al Proclama 9558 emanato nel 2016 da Obama “che nello Stato dello Utah ha istituito il Parco monumentale nazionale di Bears Ears, a cui ha riservato circa 1,35 milioni di acri di terreno federale e ha disposto che fosse gestito congiuntamente dal Bureau of Land Management (BLM) del Dipartimento degli Interni e dallo United States Forest Service (USFS) del Dipartimento dell’Agricoltura”. Poi ricorda che lo scrivente, Trump, “esercitando la mia autorità ai sensi della sezione 320301 del titolo 54 del Codice degli Stati Uniti (l’Antiquities Act)” nel 2017 era intervenuto a “modificare i confini del Parco monumentale”, cioè a ridurne l’area di circa 1,15 milioni di acri, e nel ottobre 2021 il presidente Biden a sua volta aveva decretato l’inclusione di “tutti i terreni precedentemente esclusi, espandendo il sito fino a comprendere circa 1,36 milioni di acri”. Affermando che “l’area minima compatibile con la corretta cura e gestione dei beni di interesse scientifico o storico ivi identificati” sia inferiore a quella ‘calcolata’ dai suoi predecessori, nel proclama del 13 luglio 2026 “a mia discrezione” Trump stabilisce che l’estensione da lui ‘misurata’ in “circa 121.096 acri” sia sufficiente e annuncia le disposizioni con cui saranno amministrati il sito e i terreni espropriati specificando i provvedimenti riguardo a “ingresso, localizzazione, selezione, vendita” e, contestualmente, “concessione di licenze minerarie e geotermiche” e “ubicazione, ingresso e brevetto ai sensi delle leggi minerarie”. La legittimità dei pretesti da lui addotti citando numerose leggi (*) verrà vagliata dai giudici a cui sarà chiesto di pronunciarsi, come già avvenuto riguardo a tanti altri atti deliberati da Trump perseguendo gli obiettivi che si era prefisso e che realizza con la strategia della ‘politica dei fatti compiuti’. * principalmente: Antiquities Act del 1906, Migratory Bird Treaty Act del 1918, Bald and Golden Eagle Protection Act del 1940, Wilderness Act del 1964 – e Utah Wilderness Act del 1984 -,  National Historic Preservation Act del 1966, Endangered Species Act del 1973, Federal Land Policy and Management Act e National Forest Management Act inoltre Native American Graves Protection and Repatriation Act del 1976, Archaeological Resources Protection Act del 1979, Federal Cave Resources Protection Act del 1988 e Paleontological Resources Preservation Act del 2009 In merito al motivo della propria decisione, Trump esplicita: “La regione di Bears Ears contiene diverse risorse vitali per l’indipendenza energetica ed economica e, di conseguenza, fondamentali per la sicurezza nazionale. Queste risorse, che includono minerali preziosi come argento, rame, molibdeno, piombo, uranio, vanadio e zinco, creano posti di lavoro che alimentano la prosperità e sono essenziali per importanti settori dell’economia degli Stati Uniti, tra cui la difesa, l’industria manifatturiera e i trasporti. È imperativo che gli Stati Uniti non dipendano da fonti estere per queste risorse. La modifica dei confini del Parco monumentale contribuirà a garantire un approvvigionamento interno adeguato, riducendo così la minaccia rappresentata dalla dipendenza della nostra nazione da fonti estere”. > LETTERA DI PROTESTA E SOLLECITO ALLE AUTORITÀ > > recapiti email: info@visitutah.com, travel@utah.gov, BLM_UT_SL_Mail@blm.gov, > business@utah.gov, exsec_exsec@ios.doi.gov, utmtmail@blm.gov > > To the Governor of Utah, the Utah Office of Tourism, the United States > Department of the Interior and the Bureau of Land Management. > > I am writing from Italy as an international traveller deeply concerned about > the reduction of protections for Bears Ears and Grand Staircase – Escalante > National Monuments. > Removing protection from almost three million acres – approximately 11,850 > square kilometres – is not a minor boundary adjustment. It exposes an immense > natural and cultural landscape to mining claims, extraction and industrial > exploitation. > Bears Ears is an ancestral and sacred landscape for the Navajo Nation, Hopi > Tribe, Ute Mountain Ute Tribe, Ute Indian Tribe and Pueblo of Zuni. > These Nations cannot be ignored while their lands are treated merely as > deposits of uranium, copper, vanadium and other exploitable resources. > Utah promotes itself internationally through the beauty of its landscapes, > responsible tourism and respect for local cultures. Those promises lose > credibility when sacred Indigenous lands are opened to mining and industrial > exploitation. > International visitors do not travel thousands of kilometres to witness the > destruction of the landscapes used to attract them. > As long as this decision remains in force, I cannot consider Utah a > responsible cultural and natural tourism destination, nor can I recommend it > to others. > I therefore urge the relevant authorities to: > – reverse the reductions of Bears Ears and Grand Staircase–Escalante; > – suspend new mining claims, leases and extraction permits on the excluded > lands; > – restore a meaningful role for the five Tribal Nations in the protection and > management of Bears Ears; > – guarantee that no other national monument will be sacrificed to mineral > exploitation; > – respect Tribal sovereignty, cultural heritage and the rights of future > generations. > Public land cannot mean land administered without the Indigenous Peoples whose > history, spirituality and ancestors remain rooted within it. > This is not responsible land management. > It is extractive colonialism carried out by presidential signature. > I request a written reply explaining what concrete action your office intends > to take. > Sincerely, > Nome e Cognome > Città, Nazione Maddalena Brunasti
July 17, 2026
Pressenza
Il diritto contro la forza: Fatou Bensouda e la difesa della giustizia internazionale
di Bruno Lai 15 giugno 2012: Fatou Bensouda, giurista gambiana, diventa Procuratrice capo della Corte Penale Internazionale, CPI. Resterà in carica nove anni, fino al 15 giugno 2021. Premessa storico-filosofica Il filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel, nei suoi importanti Lineamenti di filosofia del diritto, scrive: «[…] poiché il rapporto tra gli Stati ha per principio la loro sovranità, […]
Campagna Let Cuba live, raccolti oltre 700.000 dollari per pannelli solari destinati a ospedali e cliniche
Grazie all’ incredibile generosità e alla solidarietà di migliaia di persone, la campagna Let Cuba Live e il People’s Forum hanno raccolto negli Stati Uniti oltre 700.000 dollari per inviare pannelli solari e batterie a ospedali e cliniche in tutta Cuba. Volevamo condividere con voi alcuni aggiornamenti entusiasmanti sullo stato di avanzamento della spedizione dei pannelli e della campagna. Da dicembre 2025, il blocco imposto dall’amministrazione Trump ha consentito l’arrivo a Cuba di un solo carico di carburante. Il risultato? Interruzioni di corrente paralizzanti stanno devastando il sistema sanitario pubblico del Paese. Nonostante gli sforzi eroici del personale medico cubano, oltre 96.000 pazienti sono in attesa di interventi chirurgici importanti, tra cui 11.000 bambini. La mancanza di un’alimentazione elettrica affidabile, dovuta alla carenza di carburante, ne è la causa diretta. Ma noi (e migliaia di donatori) ci siamo rifiutati di accettare questa conclusione dopo aver superato enormi ostacoli creati dal governo statunitense per bloccare gli aiuti a Cuba, abbiamo acquistato: 10 kit solari autonomi (65 kW ciascuno) – da distribuire in 10 ospedali, sufficienti ad alimentare sale operatorie, unità di terapia intensiva e altre aree ospedaliere vitali. 33 kit solari più piccoli (fino a 6 kW ciascuno) – per 33 cliniche rurali nella parte orientale di Cuba. Queste forniture, di cui c’è urgente bisogno, saranno presto in viaggio verso Cuba, contribuendo alla transizione del sistema sanitario dell’isola verso le energie rinnovabili, in modo che milioni di cubani possano accedere all’assistenza sanitaria gratuita e di qualità che meritano. Ma non vogliamo fermarci qui. Potete aiutarci a portare avanti questa campagna? La generosità e l’energia messe in campo finora hanno dimostrato che le persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo comprendono l’urgenza di schierarsi al fianco del popolo cubano contro le politiche genocidarie degli Stati Uniti. Vogliamo procurarci altri pannelli solari per un numero ancora maggiore di ospedali e cliniche. Trump non può fermare il sole e non può fermare la nostra solidarietà. Donate  ora per inviare altri kit solari agli ospedali cubani! Per chi ha l’opportunità di recarsi negli States, o non teme le spese di spedizione, c’è anche la possibilità di acquistare una splendida T-shirt “Let Cuba Live”, il cui ricavato verrà interamente devoluto alla campagna per l’invio di generatori e pannelli solari agli ospedali di Cuba. Acquistatela subito! Comprate ora In solidarietà, The People’s Forum   Redazione Italia
May 14, 2026
Pressenza
Giudice USA sospende le sanzioni contro Francesca Albanese
Richard Leon, giudice del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le sanzioni imposte nel luglio 2025 dall’amministrazione Trump a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi, con la motivazione che tali sanzioni costituivano una violazione del Primo Emendamento della Costituzione americana per lei e la sua famiglia. Il Primo Emendamento, approvato nel 1791, garantisce infatti libertà fondamentali tra cui culto, espressione, stampa, riunione e petizione. Il giudice ha ritenuto che l’intento delle sanzioni fosse quello di punire e reprimere espressioni sgradite, come quelle espresse dalla relatrice speciale nei suoi rapporti sul genocidio in atto a Gaza a opera di Israele e la complicità di governi e aziende occidentali. “Come ha detto il giudice, proteggere la libertà di espressione è sempre nell’interesse pubblico. Grazie a mia figlia e a mio marito per essersi fatti avanti per difendermi e a tutti coloro che hanno aiutato finora. Insieme siamo Uno” ha commentato Francesca Albanese su X. Nella causa depositata a febbraio presso il tribunale distrettuale a Washington, il marito e la figlia minorenne di Francesca Albanese, nata negli Stati Uniti e pertanto cittadina americana, avevano descritto il pesante impatto delle sanzioni sulla vita quotidiana della famiglia, tra cui l’impossibilità di vivere nella loro abitazione nella capitale, di aprire un conto bancario e di usare una carta di credito. Anna Polo
May 14, 2026
Pressenza
Destino dei migranti haitiani: la Corte Suprema USA al bivio…
… tra potere esecutivo e diritti umani. di Domenico Maceri (*) Foto ripresa da https://www.collettiva.it/ “La vera ragione per l’eliminazione del TPS è l’animosità del presidente verso i migranti di colore e il suo ovvio disgusto per gli haitiani in particolare”. Così l’avvocato Geoffrey Pipoly davanti ai giudici della Corte Suprema nella recente audizione sul tentativo dell’amministrazione Trump di eliminare
Il triangolo della guerra: Difesa, Università, Industria – di Rossana De Simone
Dalla razionalizzazione della guerra… Era il 2015 quando Roberta Pinotti, ministro della Difesa del governo Renzi, presentava il suo Libro Bianco definito necessario per rafforzare e riformare lo strumento militare. Un testo fortemente politico che avrebbe dovuto farla finita con il potere delle lobby militari e industriali: compito della politica è definire le scelte [...]
March 28, 2026
Effimera