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Giornata dell’Obiezione di Coscienza: oltre 6.000 firme per la Difesa nonviolenta
Nella ricorrenza internazionale dedicata a chi ha scelto strade non armate per la difesa, esprimendo la propria obiezione a strumenti militari, la campagna “Un’altra difesa è possibile” supera il 12% del traguardo di firme necessarie a depositare la proposta di Legge di Iniziativa popolare. Oggi, nella Giornata Internazionale dell’Obiezione di Coscienza al Servizio Militare, la campagna “Un’altra difesa è possibile” festeggia un nuovo traguardo: oltre 6.000 firme raccolte, più del 12% delle 50.000 necessarie per portare la proposta di legge di iniziativa popolare all’esame del Parlamento. Un segnale concreto di come la società civile sappia ancora alzare la voce contro la logica del riarmo. In occasione di questa ricorrenza, la CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile) una delle promotrici della campagna ha deciso di promuove un Action Day nazionale: una giornata di mobilitazione per dare voce e forza alla proposta, invitando tutte le organizzazioni aderenti e i cittadini a firmare, condividere e far firmare. Partecipare a questa iniziativa, sostenuta anche da Rete Italiana Pace Disarmo, significa riaffermare che crediamo in un mondo più equo, più pacifico e più giusto per tutte e per tutti. Perché la ricorrenza del 15 maggio ricorda chi, in tutto il mondo, ha avuto il coraggio di dire “no” alle armi per iniziare a costruire alternative nonviolente. È la data giusta per ricordare che la difesa della Patria (come sancisce l’articolo 52 della nostra Costituzione e come ha riconosciuto la stessa Corte Costituzionale) può e deve potersi esprimere anche attraverso strumenti civili, non armati, pacifici e solidali. La proposta di legge elaborata da “Un’altra difesa è possibile” mira all’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta, collocato presso la Presidenza del Consiglio, con ruolo di coordinamento dei Corpi civili di pace e di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo, operando in sinergia con il Servizio Civile universale e la Protezione civile. Il finanziamento sarà garantito anche attraverso la possibilità per ogni contribuente di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a questa struttura — senza alcun onere aggiuntivo. In un contesto in cui la risposta europea e italiana alle crisi internazionali sembra ridursi sempre più all’equazione “più sicurezza = più armi”, e mentre la spesa militare cresce a ritmi senza precedenti, questa campagna afferma con chiarezza l’opposto: la vera sicurezza si costruisce con prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale. Non con il riarmo. Oltre 6.000 firme in meno di due mesi sono un risultato incoraggiante, ma mancano ancora quasi 44.000 sottoscrizioni. Abbiamo davvero bisogno dell’aiuto di tutte e tutti: delle organizzazioni aderenti alle Reti promotrici, dei gruppi locali, e di ogni cittadina e cittadino che ha a cuore la pace. Ognuno può fare la propria parte: firmando, diffondendo la notizia sui propri canali e social, e facendo firmare amici, colleghi e conoscenti.   Come partecipare all’Action Day e sostenere la campagna:   ✦ Firma online con SPID o CIE → https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 ✦ Diffondi la notizia nei tuoi canali pubblici e social oggi, 15 maggio ✦ Fai firmare amici, familiari e conoscenti ✦ Scopri la campagna → difesacivilenonviolenta.org ✦ Promuovi l’Action Day della CNESC → https://www.cnesc.it/7-notizie/590-15-maggio-action-day.html Rete Italiana Pace e Disarmo
May 15, 2026
Pressenza
Un’altra difesa è possibile
Di fronte alla drammatica crisi globale, con un Mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, l’intenzione dei promotori di questa azione è quella di compiere un “passo in avanti” promuovendo congiuntamente una Campagna per il disarmo e la difesa civile. L’obiettivo è quello della costituzione di Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta” La proposta che avanziamo mira a trovare uno spazio istituzionale per una forma di Difesa, prevista già dal nostro ordinamento legislativo, che non sia quella legata alle Forze Armate e allo strumento militare. Se il percorso della Legge di iniziativa popolare arriverà a compimento il Dipartimento che ne scaturirà sarà il luogo in cui sperimentare nuovi approcci e in cui rendere concreta l’idea di un modo più intelligente e meno cruento di proteggere la vita di tutti i cittadini. La proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta — promossa dalla Campagna “Un’altra difesa è possibile” (CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci) — muove da un presupposto costituzionale preciso: il dovere di difesa della Patria sancito dall’articolo 52 della Costituzione può essere adempiuto anche attraverso strumenti civili, come già riconosciuto dalla Corte costituzionale nel 1985. Gli articoli 2 e 11 della Costituzione – solidarietà e ripudio della guerra – disegnano un concetto di sicurezza fondato sulla protezione delle persone e delle istituzioni democratiche, non sulla forza militare. Il Dipartimento, collocato presso la Presidenza del Consiglio, andrà a coordinare i Corpi civili di pace, un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo operando in sinergia con protezione civile e servizio civile universale. Il finanziamento avverrà anche tramite un Fondo nazionale, alimentato dalla Legge di Bilancio e dalla facoltà dei contribuenti di destinare il 6 per mille dell’IRPEF senza oneri aggiuntivi. In un momento in cui il dibattito pubblico europeo sembra aver capitolato all’equazione “più sicurezza = più armi” questa proposta afferma con chiarezza l’opposto: la vera sicurezza si costruisce con prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale. Difesa civile nonviolenta qui per leggere il testo della proposta di legge e firmare http://www.difesacivilenonviolenta.org/wp-content/uploads/2026/03/PdL_DCNANV_2026-AltraDifesaPossibile-depositato.pdf Redazione Italia
March 28, 2026
Pressenza