LA RIPRESA DELLA GUERRA USA ALL’IRAN SPINGE UNA NUOVA IMPENNATA DEI PREZZI
L’aggressione imperialista Usa all’Iran, ormai, è ripresa a tutti gli effetti.
Il presidente Usa Trump lo ha annunciato anche al Congresso di Washington:
“Colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con Hormuz” e presto
anche “l’impianto nucleare di Pickaxe Mountain”, ha detto davanti ai deputati.
Il tycoon ha annunciato poi che giovedì sera, 16 luglio, terrà un discorso alla
nazione.
Dal Golfo, intanto, da Abu Dhabi comunicano che missili iraniani hanno colpito
due petroliere emiratine nello Stretto, causando un morto e 8 feriti. Teheran,
invece, afferma di aver colpito strutture militari statunitensi in Bahrein e
Giordania. Amman afferma di aver abbattuto 4 missili iraniani nel propri spazio
aereo.
Il commento di Siamak, attivista iraniano e parte del Collettivo Rivoluzionario
Jina. Ascolta o scarica.
La ripresa della guerra imperialista sta già causando una nuova impennata dei
prezzi che avrà, un’altra volta, pesanti ripercussioni sulle tasche di
lavoratori e lavoratrici. Il future sul gas naturale scambiato ad Amsterdam sale
del 3,16%, 52,9 euro al Megawattora, sui massimi degli ultimi tre mesi. Il
metano è ai massimi da maggio. Sale di nuovo anche il petrolio. Nella serata di
lunedì 13 luglio il greggio ha superato i 75 dollari al barile.
Su Radio Onda d’Urto ne abbiamo parlato con l’economista Francesco Schettino,
docente all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Ascolta o
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