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[ATENE, GRECIA]: ATTACCO CON MOLOTOV AL TRIBUNALE DI EVELPIDON IN SOLIDARIETÀ CON COLORO SOTTO ACCUSA PER LA RAPINA IN BANCA DI KATO TITHOREA
> Da Dark Nights, 06.06.26 “L’avvenire è la maschera della paura. Il coraggio e la forza non hanno avvenire per il semplice fatto che sono essi stessi l’avvenire che si rivolta sul passato e lo distrugge. “La purezza della vita procede soltanto con la nobiltà del coraggio che è la filosofia dell’azione.” Osservai: “La purezza di questa tua vita mi sembra rasentare il delitto!” Rispose: “il delitto è sintesi suprema di libertà e di vita.” Estratto da L’Espropriatore di Renzo Novatore La mattina dell’11 maggio, un gruppo di compagni ha fatto irruzione in una banca a Karo Tithorea. Poche ore dopo, otto compagni sono stati arrestati; dopo le udienze preliminari, sei sono stati rinviati a giudizio e trasferiti in diverse carceri. Come ci si può sentire umani negando quella caratteristica fondamentale dell’essere umano che è prendere l’iniziativa invece di aspettare che ci venga dato qualcosa? Soprattutto quando si tratta di rivendicare ciò che ci spetta di diritto. Come si può accettare il sistema esistente quando ci infligge violenza ogni giorno? Con l’orribile realtà dei sequestri dei conti bancari, con i poliziotti che abusano della forza legittima e fabbricano accuse inventate, gli squallidi giornalisti e le spie che gettano fango sui nostri compagni, e infine il marcio sistema giudiziario che manda i rivoluzionari nelle celle della democrazia. In tali circostanze, gli atti di resistenza sono necessari per riprendere fiato e alimentare un clima insurrezionale. Non sono da considerarsi reati. Con questi pensieri in mente, abbiamo scelto la serata di lunedì 25 maggio per attaccare il tribunale di Evelpidon con bottiglie molotov. Questo episodio è stato completamente insabbiato dalla Direzione Generale della Polizia di Atene (GADA) e non è stato riportato da nessun organo di stampa, un modello che si è ripetuto con gli attacchi a questi specifici tribunali in passato. Questa azione è stata condotta con l’obiettivo di fungere da primo, minimo – basilare – gesto di solidarietà con gli 8 compagni anarchici sotto processo. In una variazione sul tema “Nil Luce Obscurius”1, potremmo dire che a volte non c’è nulla di più luminoso dell’oscurità – che sgorga dalle profondità dei nostri impulsi liberatori più primitivi. Facciamo quindi spazio alla spontaneità istintiva. In quest’epoca di tiepidezza riformista, le parole “facili” cancellano altrettanto facilmente l’immaginazione sovversiva. Questo è qualcosa di cui dobbiamo renderci conto e su cui riflettere. Lanciamo un appello all’azione in ogni direzione, utilizzando modi diversi e creativi per lottare per la vita. Esprimendo la lotta in modo unico, attraverso l’individualità del sé, ognuno di noi smette di essere un prigioniero quotidiano degli eventi correnti nella metropoli. Facendo spazio alla propria individualità, il soggetto inquadra anche i processi collettivi in modo più fruttuoso. Lungi dall’intorpidimento e dall’offuscamento del nostro ingegno, portiamo la nostra inquietudine alle porte dell’autorità. INDIETRO SPIE — la solidarietà non è solo una questione di slogan… vi scuoterà nel profondo. Finché esisterà l’oppressione, la resistenza continuerà a mettere radici. FORZA AGLI/ALLE 8 COMPAGNX IN PRIGIONE LE MANI DEI LAVORATORI SONO MACCHIATE DI SANGUE È ORA DI VEDERE LE BANCHE SACCHEGGIATE SOLIDARIETÀ CON I RIFUGIATI E CHI È IN SCIOPERO DELLA FAME A. HANTZI E S. DOPPAGNE FORZA AGLI OCCUPANTI DI MATROZOU KYRIAKOS X., SARA A. E SANDRO M. AL NOSTRO FIANCO IN OGNI RISCHIO DELLA LOTTA LIBERTÀ PER MARIANNA M. E DIMITRA Z. LA GUERRA INFURIA, LA LOTTA CONTINUA! – Solidarietà Incendiaria 1«Nil Luce Obscurius» è una locuzione latina che significa «nulla è più buio» o «nulla è più oscuro». Viene spesso utilizzata per esprimere l’idea che qualcosa sia particolarmente poco chiaro o difficile da comprendere.
[Santiago, Cile]: Sabotaggio contro l’azienda di autobus RED in memoria dex compagnx cadutx
> Da Contra info, 22.05.26 22 MAGGIO GIORNO DEL CAOS PROCURA KE VIVA LA ANARQUÍA PUNKI MAURI PRESENTE «Brucia la merce, rompi le gabbie che ti rinchiudono giorno dopo giorno». – Mauricio Morales – Questa notte, sotto la luce della luna, abbiamo deciso di agire individualmente e di ricordare i nostri compagni con un’azione. Oggi, 22 maggio, a 17 anni dalla tua scomparsa, rivendichiamo il tuo nome. Mauricio Morales, il compagno morto in seguito all’attivazione anticipata dell’ordigno esplosivo che aveva come obiettivo la scuola della gendarmeria [corpo militare che gestisce le carceri cilene, NdT]. Maggio si tinge di nero e ricordiamo anche Vicente Nicosia, anarchico a cui l’11 maggio un autobus della RED [Red Metropolitana de Movilidad, ex Transantiago, il trasporto pubblico della metropoli di Santiago, NdT] ha strappato la vita; il responsabile del fatto ha reagito immediatamente dandosi alla fuga. Irrompiamo nella quotidianità di questa fredda mattina con rispetto per i familiari e gli amici, per agire in rappresaglia contro la (STU), l’azienda che gestisce la linea dell’autobus 107. Abbiamo sabotato un mezzo che effettuava lo stesso percorso che ha causato la morte del nostro compagno. Con questo vogliamo chiarire che l’impunità del responsabile avrà le sue conseguenze. Non ci sarà riposo senza vendetta e non ci sarà azione senza risposta. “Javier Recabarren, compagnx anarchico e antispecista, muore il 18 marzo 2015 dopo essere stato investito da un autobus della compagnia Transantiago. Lo stesso caso si verifica l’11 maggio 2025, quando il compagno Vicente Nicosia perde la vita per mano di un maledetto autista che si dà alla fuga. Mauri, Vicente e Javier ci accompagnano nella nostra azione contro i vostri macchinari. I/le miex mortx vivono nel fuoco che brucia i vostri prodotti”. -CHE L’ANARCHIA NON MUOIA IN BOCCA, MA PRENDA FORMA NELLE MANI ATTIVE- -------------------------------------------------------------------------------- ATTACCO INCENDIARIO CONTRO UN AUTOBUS DELLA RED NEI PRESSI DELL’USACH IN MEMORIA DI MAURI > Da Informativo Anarquista, 28.05.26 Martedì scorso, 26 maggio, un gruppo di compagnx anarchicx, uscitx bardatx dall’Università di Santiago (USACH), ha eretto delle barricate e ha dato fuoco a un autobus della linea RED intercettato in via Matucana, nell’ambito del Maggio Nero in memoria di Mauricio Morales.
[Verona, Italia]: Sabotaggio della linea ferroviaria del Brennero in concomitanza con la manifestazione che ha bloccato il valico autostradale
> Da l’Espresso, 30.05.26 Riportiamo di seguito degli estratti dalla stampa di regime. BRENNERO BLOCCATO TRA PROTESTA E SABOTAGGIO: AUTOSTRADA CHIUSA E TRENI NEL CAOS Doppio stop al valico: cinquecento ambientalisti occupano l’A13 in Tirolo contro il traffico pesante mentre nella notte un rogo doloso ha danneggiato la linea ferroviaria a nord di Verona: gli investigatori seguono la pista anarchica ed eco-radicale Doppio stop al Brennero. Per una protesta programmata e per un sabotaggio ora indagato come possibile gesto legato all’ambientalismo radicale o all’area anarco-insurrezionalista. Alle 10.30 è scattato il blocco totale del valico sul versante austriaco, organizzato dagli ambientalisti di Gries am Brenner per denunciare l’impatto del traffico pesantelungo uno dei principali corridoi europei di collegamento tra Nord e Sud del continente. Fino alle 20 il traffico sarà interrotto completamente: chiusa l’autostrada A13 e la statale B182 in Austria, mentre sul lato italiano l’A22 è stata bloccata in direzione nord a partire dal casello di Vipiteno. […] Le autorità avevano invitato gli automobilisti a evitare la direttrice del Brennero e a utilizzare i mezzi pubblici. Ma proprio mentre il traffico stradale veniva fermato dalla protesta, anche la linea ferroviaria ha subito un pesante stop. All’alba un incendio ha danneggiato due centraline elettriche nei pressi della stazione di Domegliara, a nord di Verona, causando forti rallentamenti sulla linea ferroviaria del Brennero tra Peri e Dolcé. Trenitalia ha parlato esplicitamente di “atto doloso da parte di ignoti”. Le conseguenze sul traffico ferroviario sono state immediate: treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 100 minuti, mentre diversi convogli regionali hanno subito cancellazioni o limitazioni di percorso. Attivati anche bus sostitutivi. Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il sabotaggio sia collegato alla mobilitazione ambientalista che aveva paralizzato il valico poche ore dopo. L’ipotesi privilegiata, secondo quanto emerge dalle indagini, è quella di un gesto riconducibile ad ambienti dell’ecologismo radicale o dell’orbita anarco-insurrezionalista. […] -------------------------------------------------------------------------------- GLI «ECO-ANAR­CHICI» INCEN­DIANO IL BREN­NERO > Da La Verità, 31.05.26 Una pic­cola cabina tec­nica anne­rita dal fuoco, le pareti defor­mate dal calore, il tetto pie­gato come un foglio di lamiera. Dai basa­menti esce ancora del fumo bian­ca­stro. Intorno, cavi car­bo­niz­zati e mate­riale elet­trico ridotto a una massa indi­stinta. All’interno, ciò che resta degli impianti appare come un ammasso nero, sciolto dalle tem­pe­ra­ture svi­lup­pate dall’incen­dio inne­scato, valu­tano gli inve­sti­ga­tori, da «liquido infiam­ma­bile». È la scena lasciata dal rogo che la scorsa notte ha col­pito due cen­tra­line elet­tri­che lungo la linea fer­ro­via­ria Bren­nero-Verona Porta Nuova, nel tratto com­preso tra Peri e Dolcè, al con­fine tra le pro­vince di Verona e Trento. Un incen­dio che i tec­nici hanno subito defi­nito come «di ori­gine dolosa» e che ha para­liz­zato la cir­co­la­zione fer­ro­via­ria. Per que­sto motivo il gesto, fino a ieri sera non riven­di­cato, viene letto dagli inve­sti­ga­tori come un pos­si­bile tas­sello di una gior­nata molto più ampia di mobi­li­ta­zione sull’asse del Bren­nero. Le inda­gini, dopo i rilievi della poli­zia scien­ti­fica, sono state affi­date alla Digos della Que­stura di Verona. La pista pri­vi­le­giata porta verso gli ambienti dell’ambien­ta­li­smo radi­cale o dell’orbita anarco-insur­re­zio­na­li­sta (che in pas­sato sulla linea del Bren­nero ha col­pito più volte). L’ele­mento che orienta gli inve­sti­ga­tori è soprat­tutto la coin­ci­denza tem­po­rale. Il sabo­tag­gio è stato infatti com­piuto poche ore prima della mani­fe­sta­zione ambien­ta­li­sta orga­niz­zata in Austria con­tro il traf­fico pesante e il tran­sito dei tir attra­verso il cor­ri­doio del Bren­nero (un valico stra­te­gico per il com­mer­cio). Una pro­te­sta annun­ciata da tempo e cul­mi­nata con il blocco dell’auto­strada del Bren­nero sul ver­sante tiro­lese. Secondo la rico­stru­zione degli inve­sti­ga­tori, il rogo avrebbe col­pito pro­prio l’unico sistema di col­le­ga­mento nei tra­sporti rima­sto ope­ra­tivo men­tre l’atten­zione era con­cen­trata sulla pro­te­sta stra­dale. Dal punto di vista inve­sti­ga­tivo, quindi, la tem­pi­stica sem­bra rap­pre­sen­tare al momento uno degli ele­menti più signi­fi­ca­tivi. Chi ha agito cono­sceva con pre­ci­sione il calen­da­rio della pro­te­sta e ha scelto una fine­stra tem­po­rale in grado di ampli­fi­care l’impatto dell’azione. Un secondo ele­mento che gli inve­sti­ga­tori sta­reb­bero valu­tando riguarda la scelta dell’obiet­tivo. Le cen­tra­line elet­tri­che non sono un ber­sa­glio scelto a caso: col­pire strut­ture essen­ziali con­sente di inter­rom­pere la cir­co­la­zione senza inter­ve­nire diret­ta­mente sui binari. Una moda­lità che pre­sup­pone la cono­scenza del fun­zio­na­mento della linea fer­ro­via­ria e dei suoi punti più vul­ne­ra­bili. E infatti il risul­tato è stato imme­diato. La cir­co­la­zione dei treni è stata subito inter­rotta, con ritardi e can­cel­la­zioni che si sono tra­sci­nati per ore. […]
[Coutances, Francia]: Mezzo da cantiere in fiamme per la primavera di lotte
> Da Trognon, 29.05.26 Creare crepe nel cemento Nella notte tra il 25 e il 26 maggio, un mezzo da cantiere è stato dato alle fiamme nel comune di Coutances, nella zona industriale della Mare. Questa azione fa parte della campagna nazionale “Primavera di lotta”, per la quale i collettivi di tutta la Francia erano stati chiamati a mobilitarsi contro l’artificializzazione del suolo. Ecco il comunicato che ci è stato inviato: [nell’originale è in rima, NdT] Non è saggio! È perché hanno solo l’economia come adagio, hanno fatto del nostro patrimonio un massacro, il selvaggio è senza sosta un naufragio, su acciaio e cemento, foglie e piumiaggio non sono che un maquillage. Poiché l’incessante rosicchiamento del nostro paesaggio boschivo uccide i nostri villaggi e saccheggia le nostre spiagge, è ai pascoli che non possiamo fare altro che rendere omaggio. Poiché così va il l’ingranaggio, usciamo dalle nostre gabbie, rispondiamo alle devastazioni, non cambiamo rotta per andare all’arrembaggio del grande Santo Spreco. Il nostro passaggio avviene al rumore dei sabotaggi, illimitata è la nostra rabbia, ci illuminiamo col fuoco degli ingranaggi.
[Atene, Grecia]: Nuclei di Azione Diretta – Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’OPEKEPE
> Da Indymedia Atene, 22.05.26 I Nuclei di Azione Diretta rivendicano l’attacco incendiario all’edificio dell’OPEKEPE* in via Domokou. Il nucleo che ha eseguito l’attacco si è mosso in una zona piuttosto sorvegliata e ha agito in un edificio protetto da una pattuglia della polizia, eppure il piano è stato portato a termine con successo. L’attacco è dedicato a chi soffoca nella tetra situazione del Paese, a chi è oppresso dall’ansia di arrivare a fine mese, a chi sogna lampi di vendetta contro la barbarie di una quotidianità ingiusta e sorride al pensiero di un atto di resistenza politica. Ma soprattutto a coloro che, con le loro azioni, cercano di plasmare il grande mosaico della resistenza radicale al capitalismo e ai rapporti che esso riproduce nel corpo sociale. A coloro che, con o senza motivo, attaccano le strutture e il potenziale umano del nemico. Faro e guida di tutti i nostri attacchi è e sarà sempre il combattente armato Kyriakos Xymitiris. Chiediamo ancora una volta a chi lotta di organizzare subito la resistenza contro il totalitarismo moderno. Di utilizzare lo strumento dell’azione diretta contro le strutture del sistema che ci opprime e passare all’attacco. Che l’esempio di altruismo di Kyriakos sia per tutti noi una fonte di energia per combattere la battaglia per la sopravvivenza contro la tirannia del cappio economico e la mannaia dell’assimilazione e dell’indifferenza. Del resto, in questi giorni bui che stiamo vivendo, la vittoria consiste semplicemente nel rimanere umani. La vittoria consiste semplicemente nel lottare per la libertà. Questa volta non abbiamo scelto come obiettivo uno dei tanti rappresentanti del sistema. Abbiamo colpito questo organismo specifico perché riteniamo che racchiuda in sé tutto il marciume contro cui lottiamo in ogni aspetto della nostra vita. Ma è anche un modo per attaccare simbolicamente uno dei tanti pilastri del regime di Mitsotakis che ha devastato la scena politica nazionale negli ultimi sette anni. Per evitare equivoci, precisiamo che la definizione di “regime” che attribuiamo al governo di Nea Democratia degli ultimi anni tiene conto dei limiti esistenti in un sistema politico democratico-borghese di uno Stato membro dell’Unione Europea, come la Grecia. Tuttavia, la concentrazione di un grande potere politico ai vertici del governo, il controllo dei media, l’assegnazione diretta di incarichi a persone di fiducia e amici, l’aumento della repressione e la limitazione dei diritti democratici fondamentali, il controllo delle carceri da parte della polizia, il controllo assoluto della giustizia civile e il modo generale di esercitare il potere, insieme alle forti somiglianze con altri politici che la pensano allo stesso modo (come Orbán in Ungheria), ci portano a ritenere che, al di là di un governo formale che opera nell’ambito del sistema capitalistico, nel nostro Paese ci siano segni di degenerazione verso un regime completamente corrotto, rigido e repressivo, pur rimanendo nel contesto occidentale. Ma come funziona questo regime e quali sono i suoi pilastri? Una delle prime mosse di Nea Democratia, appena un mese dopo la sua vittoria alle elezioni nell’agosto del 2019, è stata l’approvazione della legge 4622 sul cosiddetto “Stato Esecutivo”. Questa legge, tra le altre cose, ha istituito la cosiddetta Presidenza del Governo, che risponde direttamente al primo ministro. Si tratta di un organismo extra-istituzionale che opera al di sopra di tutti e che, oltre ad accontentare centinaia di funzionari di nomina conservatrice, concentra un grande potere nelle mani del primo ministro e del suo gruppo (le cosiddette segreterie di governo). Con lo stesso atto legislativo, l’EYP, l’ERT** e l’Agenzia di stampa Atene-Macedonia sono passati sotto il controllo della Presidenza del Governo, ovvero del primo ministro. Come è facile intuire, questa legge e la struttura di esercizio del potere statale che ha creato hanno concentrato un’enorme potenza politica nelle mani di pochi, svolgendo un ruolo catalizzatore nel funzionamento del regime descritto sopra. I segretariati istituiti costituiscono i pilastri di questo sistema. Un esempio emblematico è il controllo dell’EYP e di altri meccanismi parastatali che toccano anche la criminalità organizzata, esercitato tramite il nipote del primo ministro, Grigoris Dimitriadis. Dimitriadis ha ricoperto la carica di Segretario Generale del Primo Ministro per i primi tre anni. Era, cioè, a capo di tutte le segreterie che abbiamo descritto come pilastri dello Stato Esecutivo. Le intercettazioni illegali di esponenti istituzionali del Paese, giornalisti o nemici del regime a scopo di ricatto, il controllo di circuiti illegali, gli appalti diretti di opere pubbliche di piccola o grande entità a specifiche società che sono in buoni rapporti con i vertici del governo (come la GEK TERNA del testimone di nozze di Gerapetritis), l’influenza sulla “giustizia”, l’“acquisizione” di gran parte dei media tradizionali tramite la lista di Petsas e la creazione di meccanismi parastatali con denaro pubblico come Ομάδα Αλήθειας*** [Squadra della Verità] hanno un unico e comune obiettivo. Il controllo assoluto della vita politica ed economica del Paese. La sua trasformazione in un feudo per pochi eletti. La repressione ha un ruolo fondamentale per il consolidamento di queste formazioni. La repressione, infatti, può essere un fattore fondamentale per il consolidamento di ogni potere politico, ma in un sistema in cui la politica praticata ha una visione autoritaria, essa occupa una posizione centrale nel suo nucleo. Possiamo avere un ministro che ha fallito completamente nel garantire la presunta “sicurezza” dei cittadini, con un aumento della “criminalità” interna, dei “contratti di morte”, dei morti per violenza tra tifosi, dei decessi in carcere, della “criminalità” minorile, del consumo di droga, e così via; eppure, rimane al suo posto come “uomo di successo”, perché svolge fedelmente il suo ruolo di ingranaggio fondamentale nella protezione del regime. L’unica cosa che interessa a qualsiasi governo capitalista, e tanto più a Nea Democratia con la sua concezione autoritaria del potere, è blindare il sistema da qualsiasi minaccia. In questo contesto si inseriscono il divieto di manifestazioni, l’occupazione militare di zone del centro di Atene da parte della polizia, la repressione nelle università, i numerosi posti di blocco quotidiani nelle strade delle grandi città, gli omicidi dei rom, il nuovo codice penale, i cimiteri di rifugiati alle frontiere e i campi di concentramento per immigrati, e l’elenco non finisce qui. In poche parole, il dogma “Legge e Ordine” del regime non ha nulla a che vedere con la “sicurezza” dei cittadini, come invece viene spacciato; al contrario, costituisce il suo scudo protettivo contro chiunque, uomo o donna, si senta soffocare al suo interno e lotti per rovesciarlo. Un altro pilastro è l’OPEKEPE, un’organizzazione corrotta. Non ci dilungheremo in descrizioni dettagliate della parte “tecnica” di questo enorme scandalo. Del resto, sono cose note a tutti. È però scandaloso il modo in cui questi farabutti agivano. In un Paese in cui i segni della crisi economica sono ancora visibili. Con l’inflazione e il caro vita che strangolano una parte significativa della popolazione. Con le bollette, il fisco e i beni di prima necessità che sembrano inaccessibili, mentre allo stesso tempo un esercito di ministri, parlamentari, dirigenti e anche elettori si arricchisce con il denaro pubblico, che altrimenti odiano così tanto e per il quale gridano alla privatizzazione di tutto. È esasperante constatare che, dalle dichiarazioni patrimoniali dei politici e dei dirigenti di Nea Democratia, risulta che il loro patrimonio si sia raddoppiato, triplicato o quadruplicato negli ultimi 7 anni. È scandaloso che ogni appalto, piccolo o grande che sia, venga assegnato direttamente ai membri di Nea Democratia a prezzi anche dieci volte superiori a quelli di mercato. È scandaloso che tutti questi approfittatori abbiano accesso al catasto per dichiarare appezzamenti inesistenti e incassare migliaia di euro. È scandaloso che tanti agricoltori, allevatori, vittime di incendi e gente comune siano stati esclusi dai sussidi, così che potessero essere incassati “a mani piene” da chi aveva accesso al “sistema blu” [blu è il colore di ND, Ndt]. È scandaloso che, nonostante si supponesse che il sistema fosse stato smantellato, secondo le denunce la spartizione dei sussidi illegali continui come se nulla fosse. È scandaloso che, a seguito dello scandalo dell’OPEKEPE, in cui è già coinvolto il 20% della maggioranza di governo, Mitsotakis tenga un discorso in cui dichiara che continuerà la battaglia contro lo Stato profondo senza che si muova una foglia. Il re è morto… Viva il re. Lui e la sua famiglia, che sono la definizione stessa dello Stato profondo, ripuliranno il Paese. L’arcivescovo della corruzione e capo del regime sporco che abbiamo descritto punta il dito, mentre in questo specifico scandalo sono coinvolti non solo deputati e ministri del suo partito, ma anche membri della sua cerchia ristretta. Per noi, il modo in cui funzionano tutte queste organizzazioni, come l’OPEKEPE e il Fondo di Rilancio [corrispettivo greco del PNRR, NdT], gli appalti diretti a specifici amici e persone di fiducia, al di là dei fenomeni di marciume e corruzione evidente, sono in un certo senso pilastri di stabilizzazione e perpetuazione del regime. Non è certo un caso che la maggior parte dei sussidi venga destinata alle regioni in cui il partito di governo ha bisogno di rafforzare i propri consensi e a persone influenti, attraverso le quali una parte di quel denaro sporco verrà distribuita a vari destinatari. Come è facile intuire, questo meccanismo non solo crea condizioni di disparità nelle competizioni elettorali, ma genera anche interessi particolari “di classe” o, meglio, interessi economici in una parte dell’elettorato che, con la logica del “io sto bene e chi se ne frega del mio vicino”, compie le proprie scelte. Non siamo qui per dire cose piacevoli. Non crediamo in alcun ruolo storico di alcun soggetto, specialmente nel mondo contemporaneo. Riteniamo che ognuno di noi venga giudicato in base alle scelte che compie nella vita di tutti i giorni. La maggior parte degli elettori di ND non vota il partito nonostante gli scandali, ma proprio a causa di essi. Sanno molto bene, con il passare degli anni, che, che si tratti di briciole o di una buona fetta, anche loro hanno qualcosa da aspettarsi dalla “torta”. Il voto a Nea Democratia è un compromesso. Che si tratti di un vantaggio individuale o familiare, non si tratta mai di un processo che mira a un profitto o a un interesse collettivo. Chi acquista il pacchetto economico “governo ND” vuole ardentemente che lui – e magari anche i suoi cari – godano dei frutti della fetta di torta, non una collettività più ampia; e se accadesse qualcosa di diverso, si sentirebbe tradito, persino un imbecille. Da qui le risate che dovrebbero suscitare le analisi di sinistra sul costo elettorale che gli scandali comportano per il governo. Puri desideri. Anche in questo caso, l’unico vantaggio verrà dal grande zoccolo duro di opportunisti che invade il Paese, con tutta la destra e la frangia apolitica che desiderano ardentemente una nuova elezione di Mitsotakis, per rinnovare il “contratto” di profitto. Anche coloro che si atteggiano a puri e immacolati e sostengono di volere uno Stato affrancato dagli scandali e pulito dal letame dell’Augea clientelare, in realtà o vogliono entrare anche loro nel gioco, o insistono nella purezza del loro inganno per l'”europeizzazione” dell’apparato statale. L’unica cosa certa è che non abbandoneranno il gregge per amore della stabilità della loro vita. Per questa stabilità, per la sopravvivenza dei privilegi di cui godono, venderebbero anche la madre. Non si tratta di una critica moralista. Non ci interessa dividere il mondo in buoni e cattivi, onesti e disonesti. Una grande fetta di greci ci campa, e alcuni di loro si arricchiscono grazie alla riscossione di affitti o altri redditi passivi, mentre il fiore all’occhiello dell’economia nazionale riguarda le attività legate al turismo (compresa la ristorazione) e al settore immobiliare che guardano costantemente ai fondi europei, agli accordi e ai contratti con lo Stato e gli enti locali. Lo sviluppo e lo sfruttamento capitalistico sfrenato, finalizzato al profitto di determinate caste, richiede arbitri e amministratori politici che, naturalmente, a loro volta, talvolta entrano nella danza del denaro. Ma, soprattutto, come le mafie, creano i famosi rapporti clientelari per acquistare influenza politica e voti. Gli elettori accettano volentieri questo patto e tutti insieme formano un rapporto di scambio che la gente comune, ormai assuefatta, non è affatto disposta a perdere, insieme alle briciole che le vengono offerte dai servizi governativi in nome di una società di pari opportunità e trasparenza. Naturalmente, tutto questo non comporta responsabilità orizzontali, né benefici orizzontali, siano essi economici o politici. L’intero sistema è regolato da una verticalità e da una gerarchia che, ovviamente, avvantaggiano pochi eletti, in questo caso il governo Mitsotakis. Nel 2010, con i memorandum, questo “patto” tra l’apparato statale e gli elettori si è infranto, poiché alla crisi economica generale si è aggiunta l’incapacità di attuare politiche “di sviluppo” opportunistiche e predatorie, insieme alla perdita, in larga misura, delle relazioni clientelari e delle relative aspettative. Naturalmente, l’intero sistema non è scomparso né ha smesso di funzionare, ma si è semplicemente ridotto e ha continuato a esistere in misura più limitata. Ora, però, si è completamente ripreso e sta vivendo giorni di gloria con il regime di Mitsotakis. Lo scandalo dell’OPEKEPE è un esempio lampante e clamoroso di questa situazione, essendo uno degli strumenti più efficaci del governo per ridefinire la propria politica di influenza nelle province non tradizionalmente blu (come Creta) e per rafforzare la propria base elettorale tra gli elettori più tradizionali. Il risultato sono stati due mandati consecutivi di quattro anni senza un vero avversario e ora, matematicamente, ci stiamo dirigendo verso il terzo. Ribadiamo che gli scandali costituiscono il trampolino di lancio per la nuova vittoria elettorale di ND e non un peso morto per il nucleo indissolubile dell’ala destra nella popolazione generale, che ne costituisce la maggioranza. Le illusioni e le favole su un popolo stanco degli scandali lasciamole ai bambini, che hanno sempre bisogno di belle storie per addormentarsi la sera. Ci sono sicuramente parti del tessuto sociale che ribollono sotto la superficie e che hanno bisogno solo di una scintilla per esplodere. Ma nulla arriverà da sé, nulla cadrà come un frutto maturo. Al diavolo gli auguri e le fanfare per il popolo innocente in generale e in modo vago. La santificazione di un soggetto confuso come questo sacco nebuloso chiamato “popolo” ci ha stancato. Lì dentro incontreremo tanti utili idioti e fanatici di una vita appariscente e immortalata in ogni momento su social media soffocanti e privi di ossigeno, ovvero il nulla assoluto. Il regno della distrazione e della bolla del denaro facile e veloce. Per molti, il valore della crescita economica e del successo, spesso a spese degli altri, costituisce la loro Terra Promessa, e la loro indifferenza per la morsa della vita costosissima e insopportabile del prossimo è una ricompensa e una dolce pacca sulla spalla in una quotidianità spietatamente competitiva. Mors tua, vita mea. La tua infelicità, la mia elevazione. I rifiuti possono essere paragonati con zelo per creare un valore distorto, ma rimangono sempre nella discarica. Leggere la realtà con occhio lucido non significa arrendersi o accettare la sconfitta. Creare schemi immaginari e soggetti collettivi, al giorno d’oggi, oltre a essere una concezione incapace di comprendere il modo in cui si evolve la vita e il funzionamento del sistema, riteniamo contribuisca alla delusione che tutti noi proviamo. Perché quando ti aggrappi a modelli del passato e a situazioni inesistenti, prima o poi la realtà busserà alla tua porta. Agire nel presente è fondamentale perché riteniamo che la dignità umana e il modo in cui si attraversa la propria epoca siano i valori supremi della vita. Se con le nostre poche forze cerchiamo di mantenere viva la fiamma in tempi difficili, è perché crediamo profondamente che, affinché i movimenti rivoluzionari abbiano un presente e soprattutto un futuro, sia dovere di tutti noi alimentare la resistenza combattiva nel presente. Manteniamo sempre viva la sfida della lotta radicale e sovversiva. Se ci rivolgiamo a qualcuno al di là dei nostri compagni e delle nostre compagne, ci rivolgiamo a chiunque abbia occhi e orecchie aperte. A chiunque si senta soffocato da questo sistema, ma che non ha ancora trovato un modo per combatterlo. A chiunque non si preoccupi del proprio tornaconto personale, ma riconosca l’ingiustizia, le discriminazioni, lo sfruttamento e l’offesa alla dignità umana che stanno diventando un rullo compressore ai nostri giorni. Contro la putrefazione che abbiamo descritto poco fa, staremo al fianco di chiunque desideri assaporare un po’ di giustizia individuale di fronte allo spauracchio di questa vita soffocante. Al fianco di chi, in modo spontaneo e viscerale, sogna di riprendersi ciò che gli spetta di diritto, di escogitare piani di vendetta irrealizzabili e audaci contro il padrone che li ha rovinati, contro il banchiere che ha ordinato il pignoramento della casa di uno di loro, contro il Delta o il Matatzis che vivono nel loro quartiere, contro i mercanti di sogni che, in qualità di deputati o ministri, si divertono a rovinare le vite delle persone. Molti arrivano a un punto di svolta estremo, in cui credono di non avere più nulla da perdere, e compiono la loro personale esplosione di ribellione. Il passaggio alla prospettiva rivoluzionaria avverrà solo da parte di chi comprende di avere molto da perdere e rischierà tutto per una fiamma che non riuscirà a vedere. P.S. Dedichiamo la nostra energia agli anarchici arrestati per la rapina in banca a Kato Tithorea. FORZA E CONVINZIONE FINO ALLA FINE. Solidarietà alle compagne Marianna Manoura e Dimitra Zaraveta. Onore al combattente armato Kyriakos Xymitiris. Vittoria alla lotta della comunità di Prosfygika! Forza ad Aristotelis Hantzis e Suzanne Doppagne in sciopero della fame! COMPLICITÀ CON TUTTI I GRUPPI DI AZIONE DIRETTA CHE HANNO MANTENUTO VIVA LA SCOMMESSA DELLA SOVVERSIONE Nuclei di Azione Diretta -------------------------------------------------------------------------------- *L’OPEKEPE è l’organismo statale incaricato della distribuzione degli aiuti UE agli agricoltori greci, in altre parole si tratta dell’ente che gestisce e distribuisce in Grecia i fondi della Politica agricola comune (PAC) dell’Unione europea. Curiosamente, solo tre giorni dopo l’uscita di questa rivendicazione è esploso un nuovo scandalo intorno alle frodi milioniarie sui fondi UE da parte dell’OPEKEPE, con decine di arresti tra Creta, Salonicco e Atene. ** EYP e ERT sono rispettivamente il servizio di intelligence nazionale e il servizio radiotelevisivo pubblico in Grecia. *** Omada Alithias, è una piattaforma di social media creata per influenzare l’opinione pubblica greca con disinformazione e fake news per fare propaganda per il governo di Mitsotakis e screditare le voci dissidenti. Questa ossimorica “Squadra-Verità” sembra del resto ricalcare in modo inquietante la meglio nota “Truth” di Trump.
[Nantes, Francia] : Rivendicazione del sabotaggio di betoniere – Primavera di lotte locali
> Da Indymedia Nantes, 25.05.26 Nella notte tra sabato e domenica, insieme ai miei peluche del cuore, abbiamo dato fuoco a quattro betoniere a nord di Nantes. Lottiamo contro il cemento e il mondo che rappresenta. Distruggiamo le industrie ecocidi. È stato fantastico! Vi consigliamo vivamente di riprodurlo a casa vostra! -------------------------------------------------------------------------------- Nonostante gli impegni presi a favore della “zero artificializzazione” e della conservazione della vita, la realtà è sconcertante: la Francia continua a cementificare massicciamente i propri terreni agricoli e naturali. Ogni anno, più di 24.000 ettari vengono cementificati, ovvero cinque campi da calcio all’ora, e questa distruzione su larga scala non accenna a diminuire. La cementificazione rende i suoli impermeabili, mentre l’estrazione degli inerti cementifica i terreni agricoli e distrugge le falde acquifere, spesso in modo irreversibile. Il cemento, ingrediente indispensabile per la produzione del calcestruzzo, è responsabile dell’8% delle emissioni mondiali di CO2 e della scomparsa degli habitat naturali, la principale causa dell’estinzione della biodiversità.
[Mühldorf, germania]: sabotaggio della ferrovia monaco-freilassing
> Da Act for freedom now!, 14.05.2026 Martedì pomeriggio, alcuni sconosciuti hanno appiccato il fuoco a dei cavi in diversi punti della linea ferroviaria che collega Mühldorf a Freilassing. Il traffico ferroviario sulla linea è stato quindi sospeso. La polizia ritiene che l’atto abbia motivazioni politiche e sta cercando possibili collegamenti con altri casi di incendio doloso. Sospesi i treni passeggeri tra Mühldorf e Freilassing Secondo la questura della Bassa Baviera meridionale, inizialmente era stato rilevato un guasto elettrico. Quando la polizia federale ha controllato l’impianto di segnalamento, ha scoperto cavi bruciati e fusi all’interno dei canali di scolo lungo vari punti del tracciato ferroviario. Il danno era stato chiaramente causato intenzionalmente. A seguito dell’incendio doloso, gli impianti di segnalamento avevano smesso di funzionare. Tutti i treni passeggeri tra Mühldorf e Freilassing sono stati quindi sospesi. Il servizio dovrebbe essere ripristinato rapidamente Secondo un portavoce delle ferrovie, la polizia giudiziaria ha concluso le indagini sul posto. I lavori di riparazione stanno per iniziare. I cavi di ricambio sono già stati procurati. Le ferrovie prevedono che il servizio possa riprendere completamente questa sera. Al momento la linea Mühldorf-Burghausen è ancora fuori servizio. È stato istituito un servizio di emergenza con autobus e treni. Si registrano ritardi anche sulle linee Mühldorf-Freilassing e Mühldorf-Traunstein. Non sono ancora disponibili informazioni sull’entità dei danni. Il commissario di polizia dello Stato, competente per i reati di natura presumibilmente politica, assumerà la direzione delle indagini. Esiste un collegamento con altri attacchi incendiari alle ferrovie? La polizia sta indagando anche su possibili collegamenti con altri attacchi incendiari alle ferrovie. Nel mese di ottobre 2023 sono stati appiccati incendi ai cavi lungo la linea ferroviaria Tüßling-Mühldorf. Contemporaneamente, in un cantiere per la realizzazione di un impianto geotermico nella vicina Polling, sono state bruciate diverse macchine edili. All’epoca, il danno era stato stimato in circa 2,5 milioni di euro. Poco dopo, le indagini sono state affidate all’Ufficio centrale bavarese per la lotta all’estremismo e al terrorismo (ZET) sotto l’autorità del procuratore generale di Monaco e al gruppo investigativo “Raute” della questura di Monaco. Finora non sono stati identificati sospetti.
[New orleans, usa]: bottiglia molotov contro un ufficio vendite tesla
> Da The Dirty South, 24.04.2026 14 aprile 2026 Qualcuno ha lanciato quello che sembra essere un cocktail Molotov contro un ufficio vendite Tesla a New Orleans, provocando un incendio che ha danneggiato la facciata dell’edificio, secondo quanto riferito dalle autorità. L’incidente è avvenuto nelle prime ore del mattino del 14 aprile, secondo l’ufficio dell’ATF di New Orleans. Il Dipartimento di Polizia di New Orleans ha dichiarato di essere intervenuto intorno alle 7:52 del mattino, quando il proprietario dell’attività ha scoperto i danni causati dall’incendio. Non sono stati segnalati feriti né danni oltre alla porta d’ingresso
[Le Vigen, Haute-Vienne, Francia]: La guerra non è un evento accidentale
> Da Indymedia Nantes, 8.05.26 Giovedì 7 maggio, all’alba, un ripetitore dell’operatore Bouygues e un trasformatore TDF per la radio digitale che trasmetteva BFM sono andati a fuoco a sud di Limoges, nella località denominata “la croix de l’arbre”. Questa infrastruttura mediatica e di telecomunicazione è stata presa di mira perché fa parte integrante dell’industria militare e del digitale imposto in ogni aspetto delle nostre vite. Per Bouygues, le guerre in corso sono un’opportunità di guadagno come un’altra. Attraverso una delle sue società, INEO Defense, garantisce l’infrastruttura di comunicazione dell’esercito francese. Quanto a BFM o RMC, le loro reti contribuiscono a renderci spettatori dei massacri in Palestina, in Libano e altrove. La guerra inizia con la pacificazione sociale e la nostra assuefazione alla narrazione egemonica diffusa dai media. Non ci soffermeremo a presentare BFM, ben nota per essere uno dei portavoce reazionari degli interessi industriali. Le loro narrazioni ci abituano anche alla nostra impotenza e definiscono al posto nostro quale sia il nemico da combattere, sia esso interno o esterno. Rifiutiamo lo sforzo bellico che vuole farci accettare l’austerità sociale come fosse una fatalità. Eppure, la spoliazione e la militarizzazione del mondo continuano a incontrare resistenza. Come dimostrato dalle persone che a milioni sono scese in piazza per la Palestina e da tutte le azioni di solidarietà. La tecnologia digitale è considerata uno dei pilastri dello sviluppo del pilotaggio da remoto tramite intelligenza artificiale nelle operazioni militari, così come Israele ne fa ampiamente uso contro il popolo palestinese. Inoltre, nei prossimi giorni, si svolgeranno nella regione delle esercitazioni militari. Non dimentichiamo che quando l’esercito si schiera, non si tratta mai solo di un’esercitazione, ma sempre di un’operazione di guerra psicologica volta ad abituare alla loro presenza e a far accettare lo stato di guerra permanente. Non restiamo indifferenti.
[quebec, canada]: monta la tensione alla Grandbois Lakes Forest a seguito di un incendio che ha distrutto due macchine forestali
> Da Act for freedom now!, 05.04.26 La Sûreté du Québec (SQ) sta indagando su un incendio che domenica ha distrutto due macchine forestali in una zona vicina alla Grandbois Lakes Forest, nella regione della Mauricie. Al momento dell’incendio, le macchine si trovavano su una strada forestale al di fuori del perimetro della Grandbois Lakes Forest. La Grandbois Lakes Forest è stata spesso al centro dell’attenzione nelle ultime settimane perché l’area è oggetto di una proposta di area protetta e perché il governo del Québec ha autorizzato il disboscamento per costruire una strada forestale invernale. C’è stato un forte movimento di opposizione al taglio degli alberi bicentenari e ora, domenica, due delle macchine dell’operatore sono state date alle fiamme. “Quando sono arrivato, il fuoco stava ancora bruciando […]”, ha detto un operaio forestale intervistato da Noovo Info nella foresta. La Sûreté du Québec1 è stata informata dei fatti intorno alle 10:15 di domenica mattina. Un esperto di incendi della SQ è stato inviato sul posto. Secondo gli investigatori, si tratterebbe molto probabilmente di casi di incendio doloso. Le due macchine bruciate hanno un valore compreso tra 600.000 e 1 milione di dollari. Il proprietario ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni davanti alle telecamere di Noovo Info, ma ha affermato che sta diventando sempre più difficile lavorare nel settore forestale. Il gruppo di cittadini che si batte per la protezione della foresta di Grands Bois sostiene di non avere alcun collegamento con gli incendi e condanna queste azioni, che definisce “violente”. Dai mass media https://www.noovo.info/resizer/v2/ISEUOUIUF5BFLFS3Z4XYBJYKWU.png?auth=51993b7f8e54cc95179aeb8ed049e1d2 1. La polizia provinciale del Quebec ↩︎