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[Houdan (Yvelines), Francia]: Il maiale dell’Île-de-France ha giorni difficili davanti a sé!
> Da Paris Luttes, 09.04.26 Nella notte tra il 4 e il 5 aprile 2026, un’associazione di benefattori/rici antispecisti/e ha incendiato una quindicina di camion frigoriferi del macello Paris Terroirs (ex Guy Harang) a Houdan. Attaccando la logistica dello sfruttamento animale, essi/e colpiscono gli ingranaggi dello specismo e del capitalismo. I maiali, come tutti gli altri animali, non vogliono far parte di questa società mortifera! Fuoco ai macelli, fine alle oppressioni! ALF (Anarchici/che Lanciafiamme) [P.S.: organizzazioni riformiste, non cadete nella trappola dell’accettabilità. Queste azioni salvano le vite che voi difendete.]
[Meuse (Bure), Francia]: Azione diretta contro Cigéo e il suo mondo di merda!
> Da Indymedia Lille, 30.03.26 Nella notte tra il 28 e il 29 marzo, degli atti di resistenza hanno infiammato il territorio della Meuse, da decenni preda degli avvoltoi del nucleare, in risposta alla chiamata per una “primavera nera” e a un’offensiva contro Cigéo. Con le nostre azioni, esprimiamo anche la nostra solidarietà a/lle nostri/e compas in Germania, che stanno attualmente subendo un’importante ondata repressiva a seguito di coraggiosi attacchi contro l’industria nucleare nel loro territorio. I nostri pensieri e le nostre azioni sono rivolti anche ai/lle compas della Greci prigionieri/e per il caso di Ambelókipi e in memoria del combattente anarchico armato Kyriakos Xymitiris. Quella notte, a Demange-aux-Eaux, sono apparsi messaggi di rabbia e di avvertimento: “Treni nucleari: valle minacciata!”; mentre delle civette dispettose hanno sabotato l’alimentazione elettrica della stazione atmosferica di Houdelaincourt, vicino a Bure, con il fuoco: un impianto dell’ANDRA, tra i più moderni di Francia, definito “di eccellenza”, che lo scorso autunno ha aderito al Global Atmospheric Watch, un progetto scientifico internazionale di monitoraggio che mira a farci credere che i nucleocrati si preoccupino dell’evoluzione del clima e che la scienza ci salverà. Ai camici bianchi piace osservare e misurare le catastrofi che essi stessi provocano. Queste azioni si inseriscono quindi nella lotta contro il progetto di smaltimento sotterraneo delle scorie nucleari denominato Cigéo, una gigantesca discarica sotterranea destinata a seppellire, sotto strati di negazione, i rifiuti più pericolosi della storia umana. Ma, contrariamente a quanto i suoi promotori disonesti cercano di farci credere, Cigéo non è una proposta scientifica per la “gestione” delle scorie atomiche, bensì un’impresa di propaganda per giustificare e legittimare il proseguimento di quest’industria particolarmente letale. Dopo averli gettati nell’Oceano Atlantico e aver pensato di lanciarli nel cuore del Sole, i nucleocrati continuano a venderci il sogno marcio di un’energia “verde” la cui produzione sarebbe controllata dall’inizio alla fine. Ma il loro sogno è sempre stato un incubo e ora è il momento di svegliarsi. La lotta contro il progetto Cigéo rappresenta un punto importante, seppur non l’unico, nella resistenza alla nuclearizzazione della Francia e del mondo. È davvero necessario ricordare ancora una volta le devastazioni passate e presenti di questa follia? Oppure dobbiamo continuare a mettere in guardia sulle catastrofi che la bomba atomica e le centrali nucleari non mancheranno di provocare? Ma se scegliamo di lottare, o almeno di opporci, contro il regime dell’Atomo, non significa che siamo favorevoli alle pseudo-alternative proposte dai tecnocrati della stessa specie: eolico, solare, idrogeno, idroelettrico o altre calamità tecnologiche. Nessuna forma di produzione energetica industriale può essere compatibile con una vita dignitosa e in armonia con la natura se l’estrazione mineraria ne costituisce il cuore pulsante. Esprimiamo quindi la nostra solidarietà a tutte le persone che si oppongono a uno o più aspetti della società industriale. Se scegliamo di lottare contro il nucleare, questa volta nella Meuse e a valle della catena, è perché pensiamo che esso incarni la forma più avanzata e esemplare della catastrofe che stiamo vivendo. Che racchiuda nel suo funzionamento la maggior parte dei problemi della società moderna, portandoli all’estremo: estrattivismo, colonialismo, corsa al potere, specializzazione e regime degli esperti, centralizzazione, dipendenza tecnologica, distruzione dei territori e così via. Nonostante ciò, ci saranno sempre quelli che ci considereranno dei teppisti e inviteranno alla democrazia e all’impegno civico. Eppure, abbiamo deciso di attaccare ancora una volta le infrastrutture nucleari per affermare che questo modo di agire non solo è necessario per sperare di potercene un giorno sbarazzare, ma soprattutto che è possibile farlo, anche in un territorio militarizzato e sotto stretta sorveglianza. Non si tratta di pretendere di poter smantellare qui e ora la società industriale nel suo insieme, ma di continuare a far esistere una critica radicale, di perpetuare una cultura di resistenza e di condividere conoscenze pratiche offensive nel cuore della notte, allo stesso modo in cui ci trasmettiamo le conoscenze necessarie per una vita di sussistenza inscindibile da un futuro desiderabile. Voi avete il potere, noi abbiamo la notte!
[Bourges, Francia]: Attacchi incendiari coordinati contro la rete elettrica del distretto militare
> Da Attaque, 07.04.26 Aggiornamento dell’8 aprile: è uscita la rivendicazione (a seguire, estratti degli articoli della stampa di regime) DI FRONTE ALLE GUERRE TRA STATI: INSUBORDINAZIONE E SABOTAGGIO! da Indymedia Lille, 08.04.26 Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, abbiamo sabotato la rete elettrica che alimenta la “roccaforte della difesa terrestre nazionale” di Bourges e dintorni, dove scuole militari, la Direzione Generale dell’Armamento Tecnico Terrestre e centri di formazione tecnica convivono con il “primo polo di concentrazione di industriali della difesa in Europa”: l’azienda produttrice di missili MBDA, quella produttrice di cannoni KNDS (Nexter), i fornitori di equipaggiamenti Roxel, Michelin, Mécachrome, Auxitrol, Weston, ASB Aerospatiale e le loro decine di subappaltatori. Le guerre sono l’atto di nascita degli Stati, i loro arsenali e i loro eserciti sono la loro carta d’identità e il loro biglietto da visita. Per gli Stati, la corsa al potere militare è una questione di sopravvivenza, in cui attacco e difesa si confondono, e dove sono sempre le popolazioni a pagarne il prezzo. Le armi non vengono prodotte per le parate del 14 luglio, ma per essere vendute e utilizzate. Questo paese di merda è comunque il secondo esportatore mondiale di tecnologie di morte che fornisce a una sessantina di Stati. Questa militarizzazione genera ovunque obbedienza, conquiste, massacri, stupri, reclusioni e distruzioni. Guerra e Pace sono le false alternative di una strategia di continuità di tutti i poteri: asservire e appropriarsi di tutto ciò che possono ridurre a risorse. Questa cruda realtà viene quotidianamente velata da una propaganda tanto sottile quanto grossolana. Ogni campo manipola gli stessi fili: “l’altro è una minaccia”, “l’altro è un mostro”, “i nostri valori e la nostra causa sono gli unici giusti”, “stiamo solo rispondendo a un’aggressione”. Noi siamo tra coloro che vogliono smantellare i miti che legano gli oppressi ai loro oppressori. Dal fronte alle retrovie, lo sforzo bellico si basa sulla nostra adesione e sulla nostra mobilitazione di massa, proprio come in questo complesso militare-industriale. Qui e altrove, ognuno, attivamente o passivamente, ha la propria parte di responsabilità nel fatto che questa macchina da guerra continui a funzionare. Eppure, lontani dalle gerarchie virili e dal loro fetore disciplinare, cosa ci impedisce di lanciarci, un bel mattino, in una lotta di logoramento contro tutte le guerre e le loro cause, le dominazioni? Opporsi ai fautori di guerra è sempre possibile e assolutamente necessario, quindi disertiamo tutti i ranghi e avanziamo! -------------------------------------------------------------------------------- Estratto da Ici (ex France Bleu) / martedì 7 aprile 2026 […] Un’azione coordinata che, a quanto pare, mirava all’industria della difesa, molto presente a Bourges. Tre siti sono stati colpiti da questi incendi intorno alle 4 del mattino. Si tratta di una stazione di trasformazione a La Chapelle Saint-Ursin, a poche centinaia di metri dal produttore di munizioni KNDS, di un trasformatore a Saint-Florent sur Cher, non lontano da Subdray, dove ha sede il costruttore di missili MBDA, e di un traliccio a Bourges, vicino all’altro stabilimento MBDA. È lì che è stata scoperta la scritta “Azioni contro la guerra”. […] -------------------------------------------------------------------------------- Estratto da France Info, martedì 7 aprile 2026 «Fatti coordinati e di particolare gravità». Rimane l’incomprensione [mah? Più chiaro di così… NdAtt.] nel dipartimento del Cher, questo martedì 7 aprile, dopo la scoperta di danni molto ingenti alle infrastrutture elettriche. Durante la notte, diversi incendi hanno colpito le infrastrutture a Bourges, La Chapelle-Saint-Ursin e Saint-Florent-sur-Cher, come riferito dalla prefettura in un comunicato. A La Chapelle-Saint-Ursin è stata incendiata una sottostazione dell’alta tensione, un sito strategico poiché alimenta le fabbriche dell’industria degli armamenti situate nelle vicinanze. Secondo una fonte della polizia citata dall’AFP, su uno dei siti vandalizzati è stato ritrovato uno striscione con la scritta “Azioni contro la guerra”. […] -------------------------------------------------------------------------------- L’éveil de la Haute-Loire, martedì 7 aprile 2026 Martedì 7 aprile 2026, diversi incendi dolosi hanno colpito impianti elettrici a Bourges, in Chemin de Villeneuve, e a La Chapelle-Saint-Ursin, in Avenue de l’Europe. Secondo le nostre informazioni, si tratterebbe di trasformatori elettrici. Diversi testimoni hanno riferito di aver notato «archi elettrici» intorno alle 4 di martedì mattina. È stata rinvenuta una scritta: “Azioni contro la guerra”. Da notare che gli stabilimenti delle aziende produttrici di missili KNDS (ex Nexter Munitions) e MBDA si trovano nelle vicinanze. Secondo quanto comunicato martedì mattina dalla prefettura del Cher, il costo dei danni ammonterebbe a diversi milioni di euro. La durata prevista dei lavori di ripristino «potrebbe essere di diversi mesi». […] Si stima che 3.000 abitazioni hanno subito interruzioni di corrente in diversi comuni, in particolare a Bourges, Trouy, Marmagne e La Chapelle-Saint-Ursin. Enedis ha ripristinato provvisoriamente l’alimentazione. […]
[SALONICCO, GRECIA]: RIVENDICAZIONE DELL’ATTACCO INCENDIARIO CONTRO UN’AZIENDA ISRAELIANA
> Da Indymedia, 22/03/2026 Rivendichiamo l’attacco incendiario a bassa potenza del 12 febbraio agli uffici dell’azienda israeliana NILIE LUXURY APARTMENTS MG in via Ermou 1 nel centro della città. L’azienda in questione che è stata fondata nel 2021 si occupa di costruzione, ristrutturazione, studio e gestione immobiliare. Ha acquistato almeno 16 edifici ed è di proprietà di due israeliani. Da anni molte zone di Salonicco si trovano nell’epicentro di una politica di gentrificazione incentivata dallo stato greco in buona collaborazione con i fondi di investimento stranieri. Si tratta di una riprogettazione che trasforma la città da un terreno di vita e memoria collettiva in un terreno di investimenti, consumi ed esclusione. Riqualificazioni, Airbnb, hotel di lusso, attività edilizia. Tutto ciò si collega con una politica “anticriminalità” che comprende pogrom contro immigrati, rom, tossicodipendenti, contro coloro che sono considerati infetti e marginali, che rovinano l’immagine della zona. Questa è un’attività violenta ed espansionistica poiché in nome dello sviluppo e dello sfruttamento turistico, interi quartieri perdono la loro identità mentre contemporaneamente i loro residenti vengono sfollati perché non riescono a far fronte all’aumento del costo della vita. Tali zone sono da tempo nel mirino della strategia di investimento israeliana, che è direttamente facilitata dallo Stato greco. La cooperazione tra gli stati greco e israeliano è di lunga durata mentre si è intensificata con il sostegno e la partecipazione dei primi al genocidio che si sta svolgendo nel territorio palestinese. Lo stato greco è allineato a quello israeliano politicamente, militarmente ed economicamente. Ricerche congiunte nella difesa, nella tecnologia e nell’istruzione, esercitazioni congiunte delle forze aeree dei due stati, fregate greche in Medio Oriente, basi militari a Souda, Larissa, Alessandropoli. Questa collaborazione ovviamente, ha un altro, più discreto volto. Negli ultimi anni, la Grecia si è convertita in una località turistica per israeliani, che vengono a godersi momenti di relax, nel mezzo di un genocidio in corso. Infatti, alcune zone sono state scelte da organizzazioni israeliane che sostengono l’IDF come destinazioni ideali per il “recupero” dai genocidi del popolo palestinese. La loro presenza non può essere descritta di sicuro come discreta, poiché lanciano attacchi contro chiunque osi parlare a favore della Palestina. Questa forte presenza turistica è direttamente collegata agli accordi tra i due stati che consentono la penetrazione del capitale israeliano nel territorio tramite il settore immobiliare. Gli israeliani hanno acquistato migliaia di immobili, essendo tra i migliori investitori del paese nell’ultimo decennio. A questo ha contributo anche il programma Golden Visa, che fornisce un permesso di soggiorno a investitori facoltosi e acquirenti di immobili superiori a €250.000. La massiccia esportazione di capitale israeliano verso la Grecia è direttamente collegata alle esigenze belliche del regime sionista, poiché i profitti tornano a Israele finanziando concretamente l’economia genocida. “Non aspettate che il mondo vi dia ragione perché ho vissuto e ho visto come il mondo taccia di fronte al nostro dolore. Non aspettate la giustizia ma divenite la giustizia. Portate il sogno della Palestina nei vostri cuori e rendete ogni ferita un’arma e ogni lacrima una fonte di speranza.” Yahya Sinwar Il 7 ottobre ha costituito una svolta storica nel movimento multiforme della resistenza palestinese che mira a liberare il popolo palestinese dall’entità sionista. Non è stato fatto in un tempo vuoto, ma in pieno coordinamento di tutte le organizzazioni armate palestinesi con la prospettiva di liberazione nazionale. La successiva ampia partecipazione del popolo per almeno due anni alla lotta armata, nonostante il pesante bilancio di decine di migliaia di morti, ma anche il completo livellamento di Gaza, ha dimostrato il grande sostegno popolare che ha avuto l’atto armato di resistenza dell’operazione “Tempesta di Al Aqsa”. Parallelamente, è servita da trampolino di lancio per la resistenza storica e le mobilitazioni in diversi paesi del mondo occidentale, con scioperi di massa, scontri e migliaia di azioni di solidarietà con il popolo non schiavizzato della Palestina. Con questa azione, rendiamo omaggio ai migliaia di martiri del popolo palestinese che da 78 anni dimostrano che arrendersi all’occupante non è un’opzione. Volendo contribuire a questa lotta scioccante, mettendo una piccola pietra nel movimento anti-sionista creato negli ultimi anni. La Palestina non schiavizzata è fonte di ispirazione e guida per tutti i movimenti rivoluzionari e anti-imperialisti del mondo. Riteniamo più che necessario continuare e intensificare le azioni multiformi di solidarietà con la Palestina, nonostante il cessate il fuoco firmato che, tra le altre cose, include la continuazione dei bombardamenti e degli omicidi della popolazione civile. Trasformiamo le nostre strade e città in luoghi inospitali per investitori e turisti sionisti. DAL FIUME AL MARE LA PALESTINA SARA’ LIBERA ONORE PER SEMPRE AL COMPAGNO KYRIAKOS XYMITIRIS LIBERTA’ A TUTTI/E I/LE PRIGIONIERI/E POLITICI/HE Cellula Rivoluzionaria Al Aqsa
[Pardubice, Repubblica Ceca]: attacco incendiario contro Elbit Systems e Archer-LPP, fabbricanti di armi per Israele e Ucraina: due comunicati di Earthquake Faction
> Da Earthquake Faction, 20.03.26 e 24.03.26 All’alba del 20 marzo ignoti sono riusciti a introdursi in una fabbrica appartenente ad Archer, filiale di LPP-Holding che collabora con il colosso israeliano Elbit Systems, notoriamente tra i principali fornitori di armamenti usati dall’esercito israeliano nel genocidio a Gaza e nella guerra contro Iran e Libano, provocando un incendio che ha distrutto un capannone, propagandosi anche agli uffici amministrativi. L’attacco è stato poco dopo rivendicato da Earthquake Faction, che si definisce “una rete clandestina internazionalista che prende di mira siti chiave, fondamentali per l’entità sionista. Il nostro obiettivo è distruggere dall’interno ogni ramo dell’impero, con qualsiasi mezzo efficace“. Qui il video dell’azione: Di seguito la traduzione dei due comunicati di rivendicazione. -------------------------------------------------------------------------------- COMUNICATO #1 20/03/26 Finché la terra continuerà a sanguinare sotto le bombe israeliane in Palestina e in tutta l’Asia occidentale, il suolo dovrà continuare a tremare sotto i piedi di chi sostiene l’occupazione. Noi siamo The Earthquake Faction, una rete clandestina internazionalista che prende di mira siti chiave fondamentali per l’entità sionista. Il nostro obiettivo è distruggere dall’interno tutti i rami dell’impero, con qualsiasi mezzo efficace. Il 20 marzo 2026 abbiamo colpito l’epicentro dell’industria bellica israeliana in Europa. A Pardubice, in Repubblica Ceca, il “Centro di Eccellenza” di Elbit Systems, costruito in collaborazione con LPP per supportare l’espansione globale del più grande produttore di armi israeliano, era stato appena inaugurato. Mentre il centro di sviluppo, produzione e addestramento era vuoto, la Earthquake Faction è intervenuta per distruggere le sue attrezzature e dare fuoco alla fabbrica. Nessuno è rimasto ferito. Durante il genocidio di Gaza del 2024, l’amministratore delegato di LPP ha dichiarato: “Uno dei progetti che stiamo preparando con Elbit riguarda l’esercito israeliano”. Il loro “Centro di Eccellenza” viene utilizzato per sviluppare le armi impiegate dall’entità sionista per massacrare quotidianamente la popolazione in Palestina, Libano, Iran e in tutta l’Asia occidentale. Ogni arma sviluppata da Elbit Systems viene prima “testata” sui palestinesi, prima di essere venduta ai governi internazionali, espandendo così l’impero costruito sulla distruzione della Palestina. Ovunque Elbit Systems e i suoi complici cerchino di occultare e nascondere i loro affari grondanti sangue in tutto il mondo, noi li raggiungeremo. Siamo nel ventre della bestia, circondati dal fetore del male. La tecnologia, le armi e il capitale necessari per sostenere la violenza imperiale e sionista sono tutti alla nostra portata. La Earthquake Faction farà tremare il terreno sotto gli stivali dei colonizzatori e finché rimarrà anche solo un briciolo del loro male, lo elimineremo. Non c’è tempo per supplicare i governi internazionali complici. Non sprecheremo il nostro fiato a chiedere gentilmente. Al contrario, intraprenderemo le azioni necessarie per annientare i loro strumenti di morte. -------------------------------------------------------------------------------- COMUNICATO #2 24/03/26 Con il crollo del tetto dello stabilimento di Elbit, è crollata anche la loro partnership. LPP Holding ha trascorso l’intera durata di un genocidio trasmesso in diretta televisiva vantandosi della propria collaborazione e del proprio sostegno. Hanno collaborato con Elbit Systems mentre i nostri compagni in Palestina venivano assassinati e mutilati e i bambini venivano annientati in frazioni di secondo da tecnologie di precisione prodotte in fabbriche come questa di Pardubice, gestite da vili codardi in uffici climatizzati. A sottolineare la loro meschina vigliaccheria, c’è l’improvviso passo indietro pubblico, le giustificazioni e il panico, solo quando si rendono conto che il loro potere di togliere la vita può essere distrutto da poche persone dotate di coscienza. Il vostro panico e imbarazzo sventolano al vento sotto gli occhi del mondo: dopotutto, che razza di azienda della “difesa” non ha un allarme? Sanno che non c’è angolo sicuro su questa terra per i complici del genocidio dei nostri compagni in Palestina. Noi viviamo nel ventre di questa miserabile bestia, attraverso i continenti, i paesi e le città in cui queste aziende operano. Ogni azienda che collabora con Elbit Systems è un bersaglio e colpiremo dove e quando vorremo. A LPP Holding: abbiamo preso i vostri documenti riservati e abbiamo bruciato il resto. Avete tempo fino alle 07:00 UTC del 20 aprile per tagliare pubblicamente ogni legame con Elbit Systems e denunciare l’occupazione barbarica della Palestina, altrimenti renderemo pubblici questi documenti. Per tutti gli altri che collaborano con Elbit, avete due opzioni: aspettare la nostra visita o rilasciare una dichiarazione pubblica in cui si attesti l’interruzione dei rapporti con Elbit Systems.