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[Parigi, Francia]: Attacco contro i complici dell’ICE
> Da Indymedia Nantes, 20.05.26 Tra l’8 e il 15 maggio abbiamo condotto diverse azioni a Parigi (graffiti, scritte con l’acido e vetri rotti) contro i complici dell’ICE: Capgemini, Palantir e Parrot Drones. Dalla sua creazione nel 2003 per mano di George W. Bush, l’ICE (l’agenzia federale responsabile del controllo dell’immigrazione e delle dogane) terrorizza le persone immigrate negli Stati Uniti, braccandole nei luoghi di lavoro, per strada e a casa, sequestrandole, rinchiudendole, torturandole, uccidendole e deportandole in massa. Con ogni nuovo governo, sia esso democratico o repubblicano, il budget e la gamma di strumenti a sua disposizione sono aumentati costantemente fino a raggiungere diverse decine di miliardi di dollari durante il secondo mandato di Trump. Solo nel 2025, l’ICE ha espulso oltre mezzo milione di persone dal territorio statunitense. Di fronte alla caccia quotidiana, ai sequestri in strada, agli scandali dei bambini rinchiusi in gabbie e delle famiglie separate e a molte altre violenze istituzionalizzate e quotidiane, le pratiche di autodifesa e resistenza si sono moltiplicate negli Stati in cui opera l’ICE. Gli/le abitanti dei quartieri presi di mira si organizzano per avvertire i/le vicini/e dell’arrivo delle pattuglie e delle retate, si aiutano a vicenda per evitare che le persone più vulnerabili escano di casa, si oppongono fisicamente agli arresti, manifestano davanti ai centri di detenzione e attaccano i veicoli e gli agenti. Questo movimento di resistenza si è ampliato quando, lo scorso gennaio, gli agenti dell’ICE hanno ucciso Renee Nicole Good e Alex Pretti in Minnesota. Da allora, si sono moltiplicate le azioni anche contro le aziende che traggono profitto dalla fascistizzazione in atto, fornendo all’agenzia veicoli, edifici, armi, software e tutti gli altri strumenti indispensabili per il suo operato. Questi appelli all’azione vanno oltre i soli Stati Uniti, poiché le aziende collaborazioniste sono presenti in tutto il mondo. Da un lato, aziende americane di sorveglianza come Palantir aprono i loro uffici in Europa per lavorare a stretto contatto con i servizi di intelligence locali. Dall’altro lato, multinazionali francesi come Capgemini, da oltre dieci anni, accumulano decine di milioni di euro grazie alla loro collaborazione con l’ICE. Mentre i media sembrano perdere progressivamente interesse per queste mobilitazioni, nove persone, coinvolte in una manifestazione contro il centro di detenzione dell’ICE a Prairieland e dichiarate colpevoli in un caso di terrorismo montato ad arte, attendono ancora la sentenza che stabilirà la durata delle pene detentive che dovranno scontare. Qui a Parigi, in molti/e ci siamo ritrovati/e spinti/e dal desiderio di dimostrare solidarietà a chi resiste all’ICE in modo concreto e pertinente: attaccando i complici dell’ICE ovunque si trovino. Siamo anche preoccupati/e per l’ascesa del fascismo intorno a noi e non abbiamo dubbi sul fatto che le tecnologie attualmente al servizio dell’ICE saranno utilizzate anche dai fascisti francesi, dato che sono già impiegate dal potere in carica (ad esempio, in Francia, Palantir rinnova il suo contratto con la DGSI e Capgemini aiuta a rintracciare i disoccupati). Agire contro i complici di Trump significa quindi anche agire contro la fascistizzazione in Francia. Per tutti questi motivi, tra l’8 e il 15 maggio, abbiamo colpito tre aziende presenti a Parigi: Capgemini, Palantir e Parrot Drones. * Palantir Technologies: oltre a fornire all’ICE software per rintracciare gli immigrati, questa azienda, specializzata in strumenti di sorveglianza basati sull’intelligenza artificiale, sta attualmente collaborando con lo Stato israeliano nella sua guerra genocida. Palantir ha diverse sedi registrate a Parigi. Ci siamo diretti/e all’edificio degli uffici «F-hive» (5, rue Charlot, 3° arrondissement), uno degli indirizzi associati all’azienda, e abbiamo inciso con l’acido sulle loro vetrate: «Palantir collaborazionista, Fuck ICE» e altri slogan. * Capgemini: al centro dello scandalo della complicità francese con l’ICE, questo altro gigante della tecnologia ha stipulato, dal 2007, contratti per decine di milioni di euro con l’agenzia. Da gennaio, i suoi dirigenti promettono di vendere la filiale «Capgemini Government Solutions» coinvolta, ma ad oggi non abbiamo alcuna notizia di questa vendita e non abbiamo alcuna intenzione di aspettare che l’azienda si arricchisca ancora di più sulle spalle dei deportati. Nel cuore del 13° arrondissement, in rue Jean-Antoine de Baïf 6-8, abbiamo visitato “Future4Care”, un acceleratore di start-up nel campo della digitalizzazione della sanità (ovvero la sorveglianza digitale dei pazienti), co-gestito da Capgemini, Orange, Sanofi e Generali. Inizialmente abbiamo imbrattato le vetrine dell’edificio, ma, poiché i nostri messaggi venivano cancellati rapidamente, qualche giorno dopo siamo tornati/e con dei martelli e abbiamo rotto diverse finestre vicino all’ingresso. * Parrot Drones: quest’altra azienda, come suggerisce il nome, produce i droni utilizzati dall’ICE al confine con il Messico e ha sede al terzo piano dell’edificio al 174-178 di Quai de Jemmapes, nel X arrondissement. Abbiamo imbrattato la sua facciata sia in alto che al piano terra con le scritte: “Fuck Drones, Fuck ICE, Parrot collaborazionista, fuoco alle frontiere”. Per questa serie di azioni, abbiamo privilegiato le aziende che operano nel campo delle tecnologie di sorveglianza, in particolare i software basati sull’IA e i droni, un settore chiave coinvolto nel controllo delle frontiere, nella repressione statale e nelle guerre genocidarie. In realtà, sono molti gli attori che collaborano con l’ICE: pensiamo a Thales, Deloitte, Enterprise, ecc. Gioiamo nel vedere iniziative simili in altre parti della Francia, come a Lione lo scorso aprile. Con l’avvicinarsi dell’estate, invitiamo i nostri compagni e le nostre compagne a moltiplicare e intensificare le azioni contro i complici della sorveglianza, dell’ascesa del fascismo e del razzismo di Stato. Dimostriamo loro che non li dimentichiamo. Impediamo ovunque il loro lavoro mortale e roviniamo la loro partenza per le vacanze, per preparare un caloroso rientro! Vendetta per Renee Nicole Good, Alex Pretti, le decine di morti in detenzione e tutti/e coloro che sono stati/e deportati/e dall’ICE. Libertà per i 9 di Prairieland e per tutti/e! ICE out of everywhere! P.S. Ecco il link per informarsi sul caso Prairieland e sostenere gli/le imputati/e: https://prairielanddefendants.com/
[DANIMARCA ]: CHIAMATA ALL’AZIONE CONTRO LA FIERA INTERNAZIONALE DEL DRONE IN DANIMARCA, AD ODENSE!
> Da Duk Dig, 27.04.26 Il 3 e 4 giugno 2026 all’aeroporto Hans Christian Andersen, i cosiddetti “attori globali” e le startup locali si incontreranno per mettere in mostra i loro ultimi giocattoli mortali. Queste persone che “fanno solo il loro lavoro” stanno realizzando macchine basate su “tecnologie dual use”. Questa tecnologia ti rende dipendente dal suo utilizzo nella vita quotidiana, ma può anche distruggere quella stessa vita a discrezione di chi la controlla. Possono provare a far finta di tenere un incontro confortevole nel cuore della Fortezza Europa, ma siamo in tanti a vivere all’interno delle mura e a prendere di mira le torri di guardia! I droni non sono giocattoli, sono proprio le macchine che terrorizzano e uccidono innumerevoli persone nelle guerre imperiali che affliggono i nostri tempi. Le persone che hanno vissuto sotto la presenza dei droni diventano caute e addirittura spaventate dai cieli azzurri e limpidi, le condizioni perfette per gli attacchi dei droni. I droni volano attraverso la Palestina occupata trasportando armamenti assistiti dall’IA mentre riproducono suoni di bambini che piangono, solo per sparare ai soccorritori in arrivo. Lo stesso data center che fornisce fidanzate virtuali e pornografia deepfake può fornire informazioni critiche a militari lontani. Le nostre gioie e paure umane più semplici diventano campi di battaglia. La tecnologia dell’intelligenza artificiale affonda le sue radici nell’eugenetica, considerando il corpo umano e l’esperienza umana come una macchina complessa che può essere compresa, classificata, migliorata e, in ultima analisi, dominata (in attesa dello sterminio). Il sistema perfetto diventa l’immagine speculare dell’uomo perfetto: un uomo bianco. Basta dare un’occhiata all’elenco dei relatori del Drone Show per vedere questi Super-uomini! Un fatto poco noto è che Odense ha grandi aspirazioni di diventare la capitale europea dei droni. Invitando aziende militari e tecnologiche e ricercatori, offre ai nostri nemici la possibilità di rafforzare le loro reti di distruzione e bellicismo. Nel parco giochi danese dei droni, vogliono mettersi in mostra e gioire di questi giocattoli ronzanti e sfreccianti che sono i sogni bagnati dei tech-bros e delle élite patriarcali. Chiamiamo una settimana internazionale di azione a partire dal 1° giugno per ostacolare e prendere di mira le aziende e le istituzioni coinvolte nella tecnologia dei droni, nella sorveglianza e nello sviluppo dell’IA! Vi invitiamo ad attaccare gli ingegneri di questi disastri! Molte delle aziende danesi hanno sedi in diverse parti del Paese, tre università danesi sono fortemente coinvolte e ci sono forniture fondamentali necessarie per ospitare un evento così imponente a Odense. Siamo convinti che la semplice protesta abbia ormai fatto il suo tempo e che l’azione diretta sia necessariaper fermare questa macchina! Traiamo ispirazione da tutti i piccoli gruppi di azione in tutto il mondo che illuminano la notte e si riprendono il cielo! Ci sono due eventi sociali che speriamo qualcuno rovini a questi colletti bianchi: l’incontro di networking presso il birrificio capitalista Anarkist: 2 giugno, dalle 18:30 alle 22:00, Albanigade 20, 5000 Odense C E la cena di IDS After Hours networking. Unitevi a loro per un’esclusiva cena di networking al G.A.S.A., Middelfartvej 9M, 5000 Odense C, il 3 giugno 2026, dalle 19:00 alle 22:00. Qui abbiamo raccolto gli attori locali della Danimarca, ma ci sono molti altri obiettivi in tutto il mondo. Con oltre 100 espositori e 1000 operatori del settore presenti alla fiera, potrete scegliere con piacere la vostra avventura locale. Organizzatori: Odense Robotics [Odense Robotics è una rete di aziende e organizzazioni danesi che promuovono l’innovazione e la crescita nel settore della robotica, dell’automazione e dei droni.] UAS Denmark Testcenter [UAS Denmark Test Center è un centro internazionale di test per droni con sede all’aeroporto Hans Christian Andersen di Odense. 1900 km² di spazio aereo sopra terra e mare, accesso a laboratori e officine, in particolare all’SDU Dronetestcenter] Partner, sponsor ed espositori: Ministero della Difesa danese [maddai!] Ministero degli Affari Esteri [chi l’avrebbe mai detto?] Invest in Odense [Mette in contatto le imprese locali con gli investitori. Dalla robotica, droni, automazione, alle scienze della vita e delle biotecnologie.] BlueTech Center [Centro di sviluppo e innovazione marittima gestito da C.C. Jensen, SIMAC, Svendborg Kommune ed Erhvervshus Fyn, a Svendborg, Fyn.] CenSec [Centro danese di innovazione per la difesa, lo spazio e la sicurezza.] SDU UAS Center [L’SDU UAS Test Center è stato fondato dall’Università della Danimarca Meridionale e conduce ricerche sulle tecnologie dei droni e sulle loro future applicazioni.] DTU [Durante l’evento parlerà della propria ricerca sulla macchina killer. L’Università Tecnica della Danimarca, spesso indicata semplicemente come DTU, è un’università politecnica e una scuola di ingegneria, specializzata nella ricerca sull’intelligenza artificiale, la sorveglianza ed altro.] Università di Aarhus [Anch’essa parlerà del proprio coinvolgimento durante l’evento. L’Università di Aarhus è un’università pubblica di ricerca.] Trafikstyrelsen [L’agenzia governativa danese responsabile della regolamentazione, della pianificazione e della sicurezza relative al trasporto pubblico in Danimarca.] Alcuni relatori locali Sapient Perception ApS, precedentemente nota come Apex Imaging ApS Relatore: Lau Nørgaard Indirizzo: Trekronergade 17, 2500 Copenaghen MyDefence A/S Relatore: Nicolai Søndergaard Laugesen Sede centrale: Bouet Møllevej 5, Nørresundy Skypuzzler ApS Relatore: Sebastian Babiarz Indirizzo: Østergade 16, 4°, 1100 Copenaghen Dansk Erhverv Forsvar Indirizzo: Børsgade 4, 1215 Copenaghen EIFO [Export- and Investment Fond Denmark] Indirizzo: Haifagade 3, 2150 Copenaghen Danish Defence ApS Indirizzo: Carlsensvej 4, 4600 Køge Svendborg Søfartskole Relatore: Thomas Gulløv Longhi Indirizzo: Overgade 6A, 5700 Svendborg Trasporti: Nessun trasporto pubblico per l’aeroporto, bus navetta per i partecipanti al mattino e alla sera. Operatore sconosciuto. Hotel convenzionati: Hotel Knudsens Gaard Milling Hotel Ansgar First Hotel Grand Odense Comwell H.C. Andersen Odense Hotel Odeon
Una spina nel fianco
> Riceviamo e diffondiamo Manifesto apparso nella notte a Cremona. Una spina nel fianco. Il silenzio è pericolo, il buio inebria il rischio. È l’angoscia a generare il vuoto, la sensazione di trovarsi sul ponte dove si guarda giù e si nota l’abisso, dove non si distoglie lo sguardo dal baratro che si apre davanti al mondo: ma è proprio in momenti come questi che si tende a sentirsi vivi, senza mediatori di ogni risma. Strepiti di industrie o stillicidio di dispositivi, come il chiacchiericcio democratico, sono insopportabili perché l’immaginazione, la sedizione, la sensibilità, la riflessione e il sogno ad occhi aperti vengono appiattiti e sostituiti dal continuo bombardamento di informazioni, messaggi, suoni da notifica, imposizioni a consumare e richiami all’ordine della guerra. La megamacchina fagocita, la schiavitù dormiente indossa invisibili catene e la sentita impotenza asseconda continui massacri e genocidi. La catena di comando può esistere solo grazie alla gerarchia. La gerarchia si basa sulla netta distinzione e separazione tra chi esegue e chi ordina. L’anello debole di questa catena è la comunicazione fra di essi, materializzata da sinistri strateghi e armatissimi soldati. Interrompendo questa, nulla più potrebbe continuare. Disertare lo scontro frontale e colpire ai fianchi permette di sottrarsi alle logiche simmetriche della guerra, sempre svantaggiose per chi insorge. Quando si batte il passo con gli ordini è sempre un corpo sociale o una massa di persone che obbedisce, quando invece subentra il desiderio di rottura con il potere, i piccoli gruppi e gli individui possono agire in maniera libera, colpendo dove più li aggrada, rispondendo soltanto alla loro coscienza e alle loro idee. Pensare al potere e alla sua tracotanza come qualcosa di monolitico e inesorabile non permette agli individui di concepire degli attacchi che possono aprire brecce e crepe nel tempo dell’oppressione, ma esse potrebbero fare immaginare ciò che pare impossibile ora. E se un blackout ponesse le basi per esprimere le proprie tensioni ribelli? E se il silenzio del potere facesse sentire solo il rumore del caos? E se una vetrina sfondata generasse l’idea di bruciare tutti i soldi di questo mondo? E se un traliccio di alta tensione cadesse e il buio delle necropoli rendesse possibile l’aura dei sogni reconditi mai espressi? Il decadimento e la morte di questa società possono far nascere qualcosa di tutt’altro. Pensiamo ad un cancro, un insieme di cellule informi e non codificabili dal sistema stesso, le quali non collaborano e si oppongono al suo regolare funzionamento. Il carcinoma trova sulla sua strada i linfonodi, i quali lo bloccano e come servi, uniti nell’organicità e comunicanti fra loro proteggono il sistema. Talvolta, per via di un malfunzionamento, il cancro si diffonde come disordine e non permette più al Leviatano di mantenersi. E se si immaginasse il linfonodo come un’antenna, una telecamera, uno smartphone, un registratore, un datacenter o un traliccio che raccoglie, controlla e scambia una quantità enorme di dati e informazioni, le cellule cancerose, anonime e anomale, incarnerebbero ciò che porta morte al sistema. Se la notte prendesse le sembianze dello stupore e la solitudine della luna incendiasse le idee chiare, per infliggere il silenzio a questa società dell’orrore basterebbero solo qualche conoscenza, strumenti alla portata di chiunque e tante meravigliose collere senza capi né servi. anonime e anomale.
Per Sara e Sandrone
> Da Il Rovescio, 23.03.26 Riportiamo la traduzione di un manifesto dall’Europa del Nord. Perché la morte in azione di due compagni non smetta mai di spronarci ad agire ora per l’anarchia… Fino all’ultimo istante. > “che mille mani impugnino le armi, anche soltanto per ricordarli…” -------------------------------------------------------------------------------- “Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non abituarsi mai alla violenza indicibile e alla volgare disparità della vita che ci circonda. Cercare la gioia nei luoghi più tristi, inseguire la bellezza là dove si nasconde. Non semplificare mai quello che è complicato e non complicare quello che è semplice. Rispettare la forza, mai il potere. Soprattutto osservare. Sforzarsi di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare.” Arundhati Roy Il 20 marzo 2026 abbiamo ricevuto la terribile notizia che due compagni anarchici, Sara e Sandrone, sono rimasti uccisi in un’esplosione vicino a Roma. In questo momento di dolore pensiamo ai nostri compagni, a chi era loro vicino, a chi li conosceva e mandiamo un abbraccio dal Nord. Non ci sarà nessuna ricetta, nessuna soluzione, nessuna cura facile, e non ne vogliamo. Vogliamo che questo mondo smetta di girare e di pretendere che la sua miseria chiamata normalità sia accettabile. Così com’era inaccettabile per i nostri compagni vivere in pace con un mondo pieno di guerre ed oppressione. Le cicatrici che lascerà questo momento rimarranno. Facciamo sì che i momenti di bellezza e di gioia che abbiamo condiviso fianco a fianco nelle nostre lotte non siano dimenticati. Cerchiamo di concepire la nostra esistenza in quanto anarchici come una forma di vendetta sovversiva contro questo mondo. Con tutto ciò di cui abbiamo bisogno per continuare ad attaccare ancora ed ancora lungo il nostro viaggio: solidarietà, amore, mutuo aiuto e violenza rivoluzionaria. Per Sara e Sandrone Per l’anarchia Anarchic* dal Nord