FLOP DELLA PIAZZA SÌ TAV A TORINO, MENTRE IN VAL DI SUSA IL MOVIMENTO NO TAV PREPARA LA MARCIA DEL 3 OTTOBRE
Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav, quella andata in scena domenica 27
settembre a Torino. Nonostante i proclami e la presenza di mezza elitè politica
regionale ieri davanti alla sede del Comune, però, erano presenti forse 200
persone. “Dalla piazza dei (quasi) 40mila al presidio di poche centinaia di
persone”, ironizzano sul web a 8 anni dalla manifestazione delle “Madamine” nel
2018.
“Siamo molto inteneriti dalla narrazione di questo grande flop, su cui davvero
neanche ci sentiamo di infierire troppo data la sua insignificanza” scrive il
Movimento No Tav dalla Val di Susa. “È questo il dato da evidenziare. Non il
numero di persone ma che il presidio di ieri non fosse per nulla incisivo.
Sicuramente servito per fare un bel bagno di realtà, anche se, così come l’ormai
obsolescenza dell’opera, non lo ammetteranno mai”.
Lo storico movimento valsusino di opposizione alla maxi opera, comunque, ha già
rimboccato le maniche e si prepara alla marcia di sabato 3 ottobre mentre sul
fronte della repressione arriva – una volta tanto – una buona notizia: è tornato
in Val di Susa Giorgio Rossetto, storico compagno No Tav e di Askatasuna, uscito
dal carcere di Torino dove ha scontato gli ultimi 40 giorni per una condanna
dopo la revoca delle misure alternative.
Rossetto è tornato così a casa, a Bussoleno. “Purtroppo però non possiamo dire
che Giorgio sia tornato libero: il 28 febbraio 2023 la Procura di Torino aveva
chiesto e ottenuto tre anni di sorveglianza speciale, sospesa con il carcere e
ora ripartita”, dice il movimento No Tav.
Gli aggiornamenti dalla Val di Susa con Guido Fissore, storico attivista No Tav.
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