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Rintracciate le due barche disperse della Flotilla Nuestra América
Le due imbarcazioni della Flotilla Nuestra América che si stavano dirigendo verso Cuba, date per disperse nel Mar dei Caraibi, sono state rintracciate, riferisce la Reuters. Erano partite lo scorso fine settimana dalla Isla Mujeres, nello Stato messicano di Quintana Ro e sono state fortunatamente rintracciate a circa 80 miglia a nord-ovest  dalle coste cubane dalla Marina messicana, che ha inviato una nave per prestare gli aiuti necessari. “Le barche continuano il viaggio verso L’Avana per completare la loro missione: consegnare aiuti umanitari urgenti al popolo cubano,” ha dichiarato un portavoce della Flotilla Nuestra América. Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info Redazione Italia
March 28, 2026
Pressenza
Scomparse due imbarcazioni che portavano aiuti a Cuba
Due imbarcazioni partite dal Messico con destinazione L’Avana, parte della Flotilla Nuestra América, che trasportavano aiuti umanitari all’isola, risultano disperse nel Mar dei Caraibi. Entrambe le barche a vela sono salpate lo scorso fine settimana da Isla Mujeres, nello Stato messicano di Quintana Roo. L’obiettivo era quello di portare aiuti umanitari alla nazione delle Antille dopo l’inasprimento delle sanzioni statunitensi nei suoi confronti. Le piccole imbarcazioni trasportavano cibo, oggetti, medicinali e pannelli solari, per cercare di alleviare le gravi difficoltà energetiche sull’isola, che da tre mesi soffre di un blocco dei carburanti da parte di Washington, oltre al sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario Secondo i rapporti preliminari, le barche a vela non erano della Marina del Messico, ma facevano parte del convoglio civile della cosiddetta Flotilla Nuestra América, che è arrivata questa settimana sull’isola per portare alimenti, generi di prima necessità, pannelli solari e altri materiali alla popolazione cubana. La Marina messicana ha comunicato che entrambe le imbarcazioni dovevano arrivare a Cuba tra il 24 e il 25 marzo. Di fronte alla loro assenza, è stato attivato il protocollo di emergenza corrispondente e in conformità con la responsabilità dello Stato messicano di salvaguardare la vita in mare. Al momento sono state dispiegate unità di superficie e aerei del tipo Persuader lungo la rotta percorsa dalle due imbarcazioni dal Messico a Cuba. Inoltre, viene mantenuto il coordinamento internazionale con Polonia, Francia, Cuba e Stati Uniti, nonché con le rappresentanze diplomatiche dei Paesi di origine delle persone a bordo. Sulle due piccole imbarcazioni viaggiavano nove persone – sei uomini, due donne e un bambino di tre anni. Altre imbarcazioni hanno subito ritardi nel loro arrivo all’Avana a causa delle condizioni meteorologiche. Tuttavia, finora non si sa quando o cosa abbia causato la perdita di comunicazione con le barche a vela scomparse. “E’ stata lanciata l’allerta dei Comandi Navali della Quinta Regione Navale, con sede a Isla Mujeres e Yucalpetén, così come delle Stazioni Navali di Ricerca, Salvataggio e Sorveglianza Marittima (ENSAR,) oltre a emettere avvisi alla comunità marittima, allo scopo di espandere le capacità di localizzazione”, ha spiegato la Marina messicana. Il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha espresso “particolare preoccupazione” per la scomparsa delle due imbarcazioni. “Dal nostro Paese facciamo tutto il possibile nella ricerca e nel salvataggio di questi fratelli di lotta”, ha dichiarato. (RT) Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info Redazione Italia
March 27, 2026
Pressenza
La Flotilla Nuestra America sbarca a Cuba accolta da una folla festante
Cuba non è sola: questo è il messaggio che ha portato con sé la piccola ma importantissima imbarcazione finalmente giunta all’Avana e ribattezzata Granma 2.0, in onore di quella che nel 1956 portò a Cuba gli 82 iniziatori della rivoluzione. Non è un semplice slogan, ma il motivo trainante di tutte le iniziative che accompagnano il sostegno e la solidarietà a Cuba, è l’impegno che i popoli del mondo si sono assunti nei suoi confronti. L’arrivo della Flotilla Nuestra America era previsto alle prime luci dell’alba del 24 marzo e una grande folla di attivisti, giornalisti, esponenti politici e sociali e gente comune si è assiepata lungo le transenne che delimitano lo specchio d’acqua del porto, scrutando l’ingresso della baia. Il molo di attracco non è grandissimo e pertanto è stato consentito solo a un ristretto numero di persone di avvicinarsi il più possibile; per non rischiare di perdere questa irrinunciabile evento quindi mi sono presentato a notte fonda insieme al mio inseparabile compagno cubano Héctor. L’imbarcazione avrebbe dovuto arrivare nei giorni scorsi, ma a causa del mare mosso e di un successivo guasto i tempi si sono dilatati fino al 24 marzo, quando l’emozione alla vista di quella piccola nave ha sovrastato qualunque altro sentimento. A causa dei lunghi black-out, sono riuscito a scrivere solo ora questo emozionante resoconto. Il molo si è riempito di musica, di urla di gioia, di benvenuto, di speranza e di sostegno per questo incredibile gesto di solidarietà che arriva in un momento difficilissimo per l’isola; ma non sono solo i materiali, i farmaci e gli alimenti che riempiono la stiva del Granma 2.0 a essere importanti; la cosa più importante è la dimostrazione tangibile che i popoli di mezzo mondo sono al fianco di Cuba. I popoli… non la stragrande maggioranza dei governi, pavidi, che non hanno mai adottato la benché minima azione concreta a sostegno di questa piccola ma importantissima nazione. La potenza di questa iniziativa, alla quale hanno aderito 120 associazioni di solidarietà con Cuba, dimostra ancora una volta che la rivoluzione cubana è radicata nel cuore di milioni di persone rappresentate qui oggi da questa moltitudine festante; gli eventi degli ultimi giorni, con il recente arrivo di centinaia di attivisti del Convoy europeo, ne sono la prova tangibile. E’ stata una giornata indimenticabile: gli attivisti a bordo della flotilla sono stati letteralmente assorbiti dalla folla che li aspettava, mentre felicità e commozione si mescolavano a baci e abbracci. I giornalisti e le loro troupe giunti da ogni angolo del mondo hanno dovuto attendere pazientemente il proprio turno per ottenere le tanto agognate interviste, tanto erano ambiti i partecipanti. Molti degli attivisti a bordo del Granma 2.0 facevano parte anche della Global Sumud Flotilla che l’estate scorsa ha tentato di rompere l’assedio di Gaza, a dimostrazione dell’internazionalismo del movimento di solidarietà verso i popoli oppressi. Faccio ritorno in Italia con un nuovo enorme bagaglio di conoscenze, di esperienze, di rinnovati vigore ed impegno per aiutare questa piccola ma indomita isola che combatte da tanto, tantissimo tempo, una guerra che non ha mai voluto e che non merita.     Redazione Italia
March 25, 2026
Pressenza