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“Scudo delle Americhe”: la retroguardia servile…
… in quello che Trump vuole tornare a usare come “cortile di casa”. di Marco Consolo (*) Ulteriore passo avanti nella concretizzazione della “dottrina di sicurezza nazionale” pubblicata da Washington lo scorso dicembre, in cui si annunciava che gli Stati Uniti avrebbero cercato di “ristabilire la loro preminenza nell’emisfero occidentale”   Mentre nello scacchiere medio-orientale ed asiatico la ribattezzata “coalizione
Venezuela, Trump: “Il ritorno di María Machado non è una priorità”
Dopo la cattura arbitraria e illegale del Presidente venezuelano Nicolas Maduro – in violazione del diritto internazionale e dell’immunità personale assoluta (ratione personae) di cui godono i capi di Stato in carica dalla giurisdizione penale di altri Stati – subito la Premio Nobel per le guarimbas, la fascista Maria Corina Machado, si è proposta a Trump come nuova “Presidente del Venezuela”. Giovedì sera 15 gennaio 2026, la leader fascista dell’opposizione venezuelana María Corina Machado ha regalato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump la medaglia del suo Premio Nobel per la Pace (1) con il fine di supplicarne un ritorno politico in Venezuela contro il legittimo governo socialista bolivariano e nel tentativo di influenzare i suoi sforzi per plasmare il futuro politico del suo Paese. Trump, al posto di accondiscendere alla mira golpista della Machado, ha declinato la richiesta dichiarando che ‘non ha il sostegno necessario’ per governare. La Machado ne è uscita totalmente squalificata, non ricevendo gratitudine dal suo alleato USA dopo che la stessa Machado e l’estrema destra venezuelana si sono prestati a collaborare attivamente per l’aggressione imperialista al Venezuela e per il sequestro del Presidente costituzionale Maduro il 3 gennaio 2026, come dichiara un memorandum segreto del governo degli Stati Uniti reso pubblico dal Wall Street Journal. Il diniego a Machado da parte di Trump è stata una grande ammissione dell’Amministrazione USA, che di fatto ha riconosciuto l’assoluta assenza di consenso verso la Machado e dell’opposizione venezuelana in generale, riconoscendo  – in qualche modo – anche che la Machado sia un personaggio divisivo nella società venezuelana e che non avrebbe mai potuto vincere le elezioni presidenziali del 2024, nemmeno con il suo delfino Edmundo González Urrutia, senza consenso elettorale. E le elezioni frodate? E la presunta “mancanza di libertà”? E la presunta “mancanza di democrazia”? Soltanto i falsi pretesti per scatenare l’aggressione contro il Venezuela e provocare disordini, morti e distruzioni e il rapimento di Maduro. Come in un film, fatto sulla pelle dei venezuelani che sostengono il chavismo e – in questo caso – sulla pelle dei venezuelani che si sono prestati ad imbastire le provocazioni contro il loro Paese. Ora non servono più e, dopo essere stati usati come utili idioti, ora possono rimanere dove sono mentre tra Stati Uniti e Venezuela riprende il dialogo. In una recente dichiarazione, il presidente Donald Trump ha ribadito la sua posizione sul Venezuela, stabilendo una tabella di marcia che sospende il ritorno di figure dell’opposizione come María Machado e altri. Alla domanda se avrebbe richiesto queste condizioni al governo venezuelano, il presidente ha sottolineato che “non siamo ancora arrivati a quel punto”. A metà febbraio 2026, riguardo al possibile ritorno della politica di estrema destra María Corina Machado, a cui si è rivolta durante l’intervista Kristen Welker (moderatrice di Meet the Press della NBC News) la Presidente vicaria Delcy Rodríguez ha sottolineato che la Machado dovrà “rispondere al Venezuela” per aver richiesto interventi militari e sanzioni e per aver celebrato l’aggressione imperialista statunitense del 3 gennaio 2026. In Italia, per questi reati, ci sarebbe una condanna dai 10 ai 15 anni di reclusione. Se ci mettiamo il reato di associazione a delinquere ed eversione gli anni aumentano. Nel caso di attentato che porti a una effettiva compromissione dell’integrità dello Stato, come in Venezuela con il sequestro del presidente legittimo, si arriva anche all’ergastolo. Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “le cose più importanti” in Venezuela sono: * la “stabilizzazione dell’industria petrolifera”, cosa che comunque dovrà vedere con la Repubblica Bolivariana del Venezuela, la quale nella sua Costituzione afferma che il petrolio, come le risorse naturali, sono di proprietà del popolo, della nazione e solo lo Stato può gestirle; * e la “ripresa economica del Paese”, cosa che in realtà sono proprio gli USA di Trump a voler osteggiare. Si ricorda che, prima che l’aggressione USA del 3 gennaio scombussolasse i piani del governo bolivariano, per 18 trimestri consecutivi il Venezuela, guidato dal governo socialista bolivariano di Nicolas Maduro è stato in crescita economica (2), diventando il primo Paese in crescita in Sudamerica nel 2025, e che la Legge di Bilancio 2026 (presentata dalla stessa Delcy Rodriguez, in qualità di vicepresidente) aveva già previsto un futuro investimento del 77,8% del bilancio in piani sociali.   (1) Trump, che si era pubblicamente battuto per il premio prima che Machado lo vincesse il mese scorso, si è lamentato aspramente di non averlo ricevuto. Lei stessa ha dichiarato che meritava il premio dopo averlo ricevuto, e poi gliel’ha “dato”, nonostante la commissione avesse chiarito che il Premio Nobel non è trasferibile nè revocabile. https://people.com/trump-refused-to-back-venezuela-s-opposition-leader-as-new-president-because-she-accepted-nobel-peace-prize-which-he-wanted-report-11879109 (2) https://avn.info.ve/sector-agricola-crecio-86-en-2025-senala-ministro-leon-heredia/ https://avn.info.ve/exportaciones-de-cacao-venezolano-aumentaron-un-111-en-2025-2/   Per info: > Machado regala Nobel a Trump. Estrema destra venezuelana collaborò > nell’aggressione USA al Venezuela > Venezuela, Delcy Rodriguez: “Machado dovrà rendere conto della sua complicità > nell’aggressione imperialista USA”   Lorenzo Poli
March 12, 2026
Pressenza
Fede popolare e costruzione politica nella lettera di Maduro dal carcere
Il messaggio del presidente Maduro (vedi sotto) non può essere letto come una semplice dichiarazione celebrativa per l’8 marzo. Esso si colloca dentro una tradizione storica e culturale che appartiene profondamente all’America Latina: quella che unisce fede popolare, liberazione nazionale e partecipazione democratica dei popoli. Il riferimento evangelico alla fede […] L'articolo Fede popolare e costruzione politica nella lettera di Maduro dal carcere su Contropiano.
March 10, 2026
Contropiano
L’impatto della guerra sui prezzi dell’energia
Ultim’ora. Sulle piazze asiatiche, alla riapertura dei mercati, il prezzo del petrolio è arrivato a sfiorare i 120 dollari al barile. Di fatto il doppio di dieci giorni fa, prima che iniziasse l’aggressione sionista e statunitense. ***** La guerra Stati Uniti-Israele contro l’Iran potrebbe far sì che consumatori e imprese […] L'articolo L’impatto della guerra sui prezzi dell’energia su Contropiano.
March 9, 2026
Contropiano
Ritirate tattiche. Perché la Rivoluzione Venezuelana resiste ancora
Le prime ore del mattino del 3 gennaio 2026 hanno segnato un punto di svolta nella lotta secolare del Venezuela e dell’America Latina per l’autodeterminazione e l’indipendenza. L’Operazione “Risoluzione Assoluta”, ordinata dall’amministrazione Trump, ha costituito l’assalto militare più brutale e diretto a uno stato sovrano nella regione degli ultimi tempi. […] L'articolo Ritirate tattiche. Perché la Rivoluzione Venezuelana resiste ancora su Contropiano.
March 9, 2026
Contropiano
Terni. Con il Venezuela contro la guerra
Pienamente riuscita l’iniziativa che, come Potere al Popolo e USB, abbiamo organizzato ieri presso il CAOS (Centro Arti Opificio Siri) di Terni. Il professor Luciano Vasapollo, direttore del CESTES-USB, e Alfredo Patallo, coordinatore del Capitolo britannico dell’Internazionale Antifascista, ci hanno accompagnato in un vero e proprio viaggio nelle tappe cruciali […] L'articolo Terni. Con il Venezuela contro la guerra su Contropiano.
March 7, 2026
Contropiano
Venezuela, 3 marzo 2026: massiccia mobilitazione a Caracas per la pace in sostegno al presidente Maduro e Cilia Flores
In una giornata caratterizzata da fervore patriottico e richieste di giustizia, migliaia di venezuelani hanno invaso le strade di Caracas questo martedì per partecipare alla “Grande Marcia per la Pace, la Libertà e la Sovranità “. La mobilitazione ha avuto luogo esattamente due mesi dopo gli eventi del 3 gennaio e a darne notizia è stato il sito Laiguana.tv. La marcia, lunga oltre 2 chilometri, è partita dal Parco Alí Primera e ha proseguito lungo l’emblematica Avenida Sucre. Il fiume umano si è mosso con determinazione attraverso l’Angolo dei Taxisti e Plaza 4F, punti di grande importanza simbolica per il chavismo, culminando in un’assemblea popolare in Plaza Bolívar, nel Blocco 7, nella parrocchia 23 de Enero. La mobilitazione ha rappresentato anche un clamoroso sostegno all’amministrazione della Presidente vicaria del Venezuela, Delcy Rodríguez. “Il Venezuela è una nazione pacifica; il nostro presidente ad interim mantiene la sovranità di questa patria di Bolívar” – ha affermato uno dei manifestanti. Nel corso dell’evento è stato sottolineato che la mobilitazione popolare è un preludio alla Consultazione Popolare Nazionale prevista per domenica 8 marzo 2026. Lorenzo Poli
March 4, 2026
Pressenza
La biografia di un rivoluzionario: Nicolàs Maduro
Il 3 gennaio di quest’anno, con un’operazione militare statunitense nominata Absolute Resolve, il legittimo presidente del Venezuela Nicolás Maduro, e la “prima combattente” Cilia Flores, sono stati rapiti e portati in carcere negli USA dove saranno posti sotto processo da una Corte distrettuale di New York. L’intervento militare statunitense, che […] L'articolo La biografia di un rivoluzionario: Nicolàs Maduro su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Venezuela: una rivoluzione che non è mai stata una rivoluzione
Adriana López Murillo Nella nostra America soffriamo le sanguinose dittature dei decenni passati, che ci hanno disciplinato. La feroce repressione che fu subita, ha completamente raffreddato le lotte popolari, disarticolando ogni espressione di protesta e mettendo a tacere la sinistra. Sulla pioggia: il bagnato, perché dopo quella mostruosa ondata di omicidi e rapimenti ci furono […]
Accendiamo la luce su Cuba
Cgil, Anpi, Arci, Nexus e Italia Cuba, rilanciano la campagna “Energia per la vita” che era partita nel settembre dello scorso anno. Articoli di Andrea Mulas, Geraldina Colotti ed una Cronologia del blocco e degli attacchi degli Stati Uniti a Cuba (1961-2025) tradotta in italiano dal Comitato Carlos Fonseca. “L’assalto al cielo” 67 anni dopo. Contro l’assedio Usa di Cuba
February 25, 2026
La Bottega del Barbieri