Tag - narrativa sudamericana

Flor Canosa / Sovversione impossibile
“Il Potere non ha mai esitato a divorare i suoi figli”. Questa frase, una delle più terribili pronunciate da uno dei protagonisti di Salò, o le 120 giornate di Sodoma di Pasolini, racchiude in sé il mistero della perversione di una società del fascismo realizzato e del capitalismo avanzato in cui oramai si può fare tutto, purché il tutto sia opportunamente registrato, filmato, sterilizzato e silenziato, purché lo sguardo della telecamera sia rivolto in una sola direzione. Possiamo guardare tutto, ma non possiamo girare la telecamera e filmare l’occhio del Potere. Ecco, l’attività sessuale frenetica che si sviluppa tra i due protagonisti di Polpa, opera della scrittrice argentina Flor Canosa, che insegna Scienze Sociali presso l’Università di Buenos Aires, Irma e Lunes, che si abbandonano a pratiche sessuali estreme, dovrebbe rappresentare il massimo della trasgressione, il massimo della libertà. Eppure, fin dall’inizio il lettore si accorge che questa libertà estrema, queste pratiche sessuali che superano qualsiasi immaginazione e qualsiasi limite del consentito, non sono che un disperato tentativo di sfuggire a un potere che controlla qualsiasi cosa, che ha occhi dappertutto. Come nella Storia dell’occhio di Georges Bataille, il sesso diventa il disperato tentativo di esaurire il possibile, il legittimo, il pensabile, in una sperimentazione che ben presto diventa estremamente meccanica e puramente fine a se stessa. Se all’inizio della storia Irma scopre il dolore, la trasgressione del dolore, successivamente incontra un altro soggetto desiderante, Lunes, che trasforma il suo corpo femminile in un puro e semplice oggetto del piacere sessuale, dimostrando in questo modo che, nonostante tutti i nostri sforzi, non si riesce mai a sfuggire a una relazione di potere, a un rapporto in cui c’è un dominatore e una schiava sessuale, anche se questa schiava è pienamente consenziente. Poi c’è il terzo soggetto, Enero – un impiegato governativo – che si illude, osservando gli atti sessuali estremi di Irma e Lunes, di poter sfuggire al potere, quello stesso che spia giorno e notte i due partner sfrenati, l’occhio che tutto vede. Per capire cosa c’è di inquietante nei files di Jeffrey Epstein, basta guardare Salò o le 120 giornate di Sodoma, o leggere Polpa. Gli uomini di potere godono del loro dominio totale sui corpi, godono delle sofferenze che a questi corpi riescono ad infliggere. I sistemi autoritari funzionano così, da sempre. Il terzo personaggio del romanzo, Enero, colui che guarda i due protagonisti mentre vivono fino in fondo la loro passione sfrenata, ci fa capire che è tutto filmato, tutto registrato, che non si può uscire dal potere. La scrittrice Canosa aggiunge a questa amara constatazione dell’onnipresenza del potere (Michel Foucault è citato più volte, e non a caso), la consapevolezza tutta femminile delle proprie ferite sanguinanti, dei propri orifizi violati dalla verga implacabile di Lunes, la consapevolezza che c’è una soglia del dolore oltre la quale si attinge l’indicibile, l’inscrivibile, il dolore che nessuno conosce. Eppure, nonostante tutto, il potere, il nuovo fascismo totalitario, ci obbliga a dire, a confessare, a nominare questo dolore. La pulsione di morte di Freud è in ognuno di noi, le perversioni sono in ognuno di noi, ma in qualcuno che si considera al di sopra degli altri c’è una volontà di godere delle sofferenze proprie o altrui. Il sadomasochismo è in ognuno di noi, ma soltanto in alcuni individui particolari questa forma di sessualità estrema, che nasce dal dolore inflitto o subito, si trasforma in una pratica di manipolazione degli altri, in una pratica di potere. Quando raggiunge un certo livello, quando si possiedono talmente tanti soldi da pensare che si possano manipolare impunemente le persone e i loro corpi, che si possa comprare ogni cosa, si comincia a pensare di essere al di sopra delle leggi e delle convenzioni della società. Ha iniziato un certo Charles Manson negli anni ’60 a manipolare le persone trasformandole in una specie di robot capaci di fare qualsiasi cosa, di trasformare delle semplici ragazzine in schiave sessuali e in killer spietati agli ordini assoluti del loro capo; negli anni 90-2000 ha continuato un certo Jeffrey Epstein, il grande manipolatore e ricattatore, ed entrambi si sono lasciati dietro una lunga scia di cadaveri. Irma e Lunes si illudono di stare combattendo il sistema sperimentando l’estremo, ma il potere li sta guardando, li sta filmando, e sarà sempre più perverso di loro.   L'articolo Flor Canosa / Sovversione impossibile proviene da Pulp Magazine.
March 23, 2026
Pulp Magazine