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Repressione in Turchia: solidarietà a chi si organizza contro il vertice NATO di Ankara!
Alle prime ore del mattino del 1° luglio, la polizia turca ha fatto irruzione nel campeggio giovanile della Piattaforma Antimperialista Mondiale, in una località costiera a circa sette ore da Istanbul, fermando giovani compagne e compagni impegnati in dibattiti e conferenze. L’attacco ai giovani della Piattaforma arriva dentro un’ondata repressiva più ampia. Il 23 giugno, con raid all’alba in decine di abitazioni e sedi, le forze di sicurezza turche hanno colpito accademici, giornalisti, avvocati, sindacalisti, militanti politici, attivisti sociali, femministe, ambientalisti e rappresentanti di organizzazioni popolari. Centinaia di persone sono state fermate, molte sono state arrestate, altre sottoposte a misure di controllo giudiziario. Le accuse vengono costruite attorno alla formula dell’“appartenenza a organizzazione terroristica”, usata come clava politica per colpire settori diversi della società che hanno in comune l’opposizione alla guerra, alla NATO e ai governi complici. Questo è il quadro che accompagna la preparazione del vertice NATO di Ankara. Mentre la città viene militarizzata, mentre vengono vietate manifestazioni, comunicati pubblici, sit-in, raduni, assemblee e iniziative pubbliche, le autorità turche preparano il terreno politico per il vertice dei guerrafondai USA-NATO colpendo preventivamente tutto ciò che può alimentare opposizione, denuncia e organizzazione. Il Coordinamento Nazionale No Nato avrebbe dovuto partecipare all’11ª Conferenza Antimperialista Mondiale promossa dalla Piattaforma Antimperialista Mondiale in presenza a Istanbul, iniziativa che voleva fungere da “contro-vertice” NATO. A seguito dell’attacco repressivo contro i giovani della Piattaforma e contro le forze antimperialiste, la conferenza si svolgerà online per tutelare da possibili arresti gli avventori che si sarebbero recati in presenza a Istanbul. Questa scelta conferma la necessità di sviluppare la lotta contro la NATO sapendo affrontare la repressione, usando ogni attacco per allargare la denuncia, rafforzare i legami internazionali e dare continuità all’organizzazione antimperialista. Quanto avviene in Turchia riguarda direttamente anche l’Italia. Il nostro paese è un avamposto della NATO e degli USA nel Mediterraneo, occupato da basi, comandi, porti, aeroporti e infrastrutture militari al servizio delle da questi promosse. Da Aviano a Sigonella, da Camp Darby a Ghedi, il territorio italiano viene usato come retrovia e piattaforma logistica per colpire quei paesi e popoli che scelgono la via dell’autodeterminazione a quella della sottomissione alla comunità internazionale dei guerrafondai capitanati dagli USA. I governi italiani, di centrodestra e di centrosinistra, che si sono susseguiti nel corso degli ultimi 40 anni hanno portato avanti la stessa linea di fedeltà alla NATO, subordinazione agli USA, sostegno al riarmo, complicità con lo Stato sionista d’Israele, partecipazione diretta e indiretta alle guerre contro le ex colonie e i popoli ribelli del mondo e le ultime dichiarazioni di Rutte riguardo le centinaia di voli partiti dalle basi USA e NATO in Italia in supporto dell’operazione USA “Epic Fury” contro la Repubblica Islamica dell’Iran non lasciano dubbi. In Italia la partecipazione alla guerra cammina di pari passo con l’attacco alle condizioni di vita e di lotta delle masse popolari. Il governo trova miliardi per armi, missioni militari, basi NATO, sostegno a Israele e apparati repressivi, mentre salari, sanità, scuola, casa e servizi vengono spolpati giorno dopo giorno. Chi paga sono i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, i giovani, le famiglie popolari; chi prova a organizzarsi e a ribellarsi viene colpito con denunce, fogli di via, cariche, processi, campagne di criminalizzazione. Dagli operai in sciopero agli studenti in mobilitazione, da chi denuncia il genocidio del popolo palestinese a chi si oppone alle basi militari e al riarmo, il messaggio del governo è chiaro: lavoratori e lavoratrici devono pagare la guerra e tacere. Il nostro compito è organizzare la risposta, legare la lotta contro la NATO alla lotta contro il governo Meloni e contro il sistema di interessi e di guerra che esso serve, prostituendosi agli USA e ai sionisti. La solidarietà con i colpiti dalla repressione in Turchia deve diventare iniziativa politica nel nostro paese. Esprimiamo piena solidarietà agli arrestati, alla Piattaforma Antimperialista Mondiale, alle organizzazioni turche colpite dal regime di Erdogan e a tutte le realtà popolari finite nel mirino della repressione in vista del vertice NATO di Ankara. Allo stesso tempo chiamiamo i comitati e i movimenti, gli studenti, i giovani, i lavoratori, i collettivi antimperialisti e tutti coloro che lottanoper fermare la guerra mondiale a esprimere la propria solidarietà e a usarla per alimentare la mobilitazione contro la NATO, contro le basi USA-NATO nel nostro paese, contro il riarmo, contro la partecipazione dell’Italia alle guerre imperialiste e contro la repressione delle lotte. Ogni arresto, ogni divieto, ogni intimidazione va trasformato in denuncia pubblica, in legame politico, in organizzazione che scongiura paura e isolamento. In questo quadro l’Assemblea nazionale del CNNN del 4 luglio a Roma, allo Spin Time, alle ore 14.30, assume un’importanza ancora maggiore. Deve diventare un momento per elevare il dibattito e l’azione della lotta contro la NATO nel nostro paese, per legare la denuncia della repressione in Turchia alla battaglia contro il ruolo dell’Italia nella guerra mondiale, per rafforzare il coordinamento tra organismi, collettivi, lavoratori, studenti e realtà popolari che vogliono rompere la subordinazione del nostro paese alla NATO, agli USA e ai loro complici. Redazione Romagna
July 3, 2026
Pressenza
Coordinamento Nazionale No NATO: Verso l’assemblea del 4 luglio a Roma – alcune riflessioni e alcuni degli interventi che ospiteremo
L’assemblea dal titolo “Articolo 11 della Costituzione, violazione da parte del governo Meloni e delle sue autorità…applichiamolo dal basso con la mobilitazione!” che si terrà il prossimo 4 luglio a Roma, presso gli spazi dello Spin Time, è di particolare importanza alla luce degli ultimi avvenimenti. In particolare a seguito della notizia che oltre 500 sono i voli partiti dalle basi USA e NATO in Italia a sostegno degli attacchi (che possiamo definire terroristici) degli USA e dello Stato sionista d’Israele contro la Repubblica Islamica dell’Iran, iniziati lo scorso 28 febbraio. 500 voli in nome degli “accordi USA-Italia” del 1954 e il cui contenuto è ancora secretato dopo 72 anni: nonostante il Ministro della Difesa Crosetto si affretti a dire che “nessun governo italiano li ha mai messi in discussione”, resta il fatto che nessun cittadino italiano hai mai saputo realmente cosa i governi DC hanno sottoscritto, bypassando il Parlamento italiano e ogni tipo di discussione pubblica, con gli imperialisti USA nel 1954. E’ ora di farla finita con questo teatrino. I 500 voli dichiarati dal segretario della NATO Mark Rutte partiti dall’Italia a sostegno dei bombardamenti contro la Repubblica Islamica dell’Iran violano apertamente l’articolo 11 della Costituzione del 1948. Se questi voli sono partiti per ossequio agli accordi segreti USA-Italia del 1954, allora significa che anche questi accordi violano apertamente l’articolo 11 della Costituzione. È ora di desecretarli e poi di farne carta straccia, così come bisogna fare carta straccia di ogni accordo che offre copertura e legittima il traffico di armi e ogni tentativo di istituzionalizzare il progetto della nuova leva obbligatoria, in tutte le forme in cui cercano di farne propaganda! Interverranno all’assemblea: – Stefania Ascari, parlamentare del M5S; – Gianni Lannes, giornalista d’inchiesta; – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; – Confederazione Unitaria di Base; – Sindacato Sociale di Base; – Coordinamento per l’Unità dei Comunisti; – CRED – Centro di Ricerca ed Elaborazione per la Democrazia; – Partito Comunista di Unità Popolare; – Partito dei CARC; – La Città Futura; – Tavolo “uniti contro la guerra” Napoli; – Antudo Palermo. Altri in attesa di conferma.   Telegram: https://t.me/CoordNazNoNATO Contatto mail: coordinamentonazionalenonato@proton.me Facebook: Coordinamento Nazionale No Nato Redazione Romagna
June 29, 2026
Pressenza
Nel 77° anniversario della fondazione della NATO, presidio alla base di Ghedi
FACCIAMO DEL 4 APRILE UNA GIORNATA DI LOTTA E MOBILITAZIONE CONTRO L’OLOCAUSTO NUCLEARE ! 77 anni di guerre, saccheggi, soprusi e provocazioni militari di ogni tipo, 77 anni di militarizzazione dei territori, di abusi, depistaggi, operazioni sporche, inquinamento ambientale e terrorismo nel nostro paese L’esistenza stessa della NATO e delle sue basi in giro per il mondo è un problema di sopravvivenza dell’umanità: l’aggressione di USA e Israele contro l’Iran ne è una dimostrazione, come il genocidio ancora in corso in Palestina, il rapimento illegale del presidente del Venezuela Nicolas Maduro, la corsa al riarmo e l’invio di armi in Ucraina, il criminale strangolamento di Cuba. L’Italia è complice! Da qui partono armi, droni, aerei che contribuiscono a massacrare popolazioni intere. La base di Ghedi, a pochi chilometri da Brescia, è una base strategica per le operazioni della NATO: ad esempio è stata usata per i bombardamenti su Belgrado nel 1999. Quindi in caso di coinvolgimento più esplicito del nostro paese nella Terza guerra mondiale, è un obiettivo militare primario. Per questo motivo da più di tre anni è in corso una battaglia per avere i piani di emergenza in caso di incidente o attacco nucleare. Questi piani non sono mai stati forniti dalle autorità competenti e ad oggi risultano inesistenti. La loro è negligenza consapevole e colpevole nei confronti della popolazione civile! È necessario organizzarsi, fare rete e coordinare tutte le realtà che già oggi lottano contro la guerra, il riarmo dell’UE e della NATO. Spezziamo insieme le catene della collaborazione e partecipazione del nostro paese alle guerre di aggressione USA e NATO. Facciamo del 4 aprile una giornata di mobilitazione generale a partire dalla base di militare di Ghedi. Fermiamo la spirale della Terza guerra mondiale! Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia! INVITIAMO TUTTE E TUTTI: SINGOLI, REALTÀ ASSOCIATIVE, PARTITI, SINDACATI, COMITATI, CENTRI SOCIALI A PARTECIPARE E DARE L’ADESIONE PER UN GRANDE PRESIDIO DAVANTI ALLA BASE DI GHEDI SABATO 4 APRILE DALLE ORE 15:00 Prime adesioni: Donne e Uomini Contro la Guerra – CS28MAGGIO – PCI – PRC – Potere al Popolo – USB – P.CARC Lombardia – Partito Comunista di Unità Popolare – Comitato spontaneo contro le nocività – Insieme Sinistra Ghedi – Rete per la Pace della Franciacorta – Italia Nicaragua – Comitato bresciano per la pace e il disarmo – Patria Socialista Milano Per info e adesioni: * coordinamentonazionalenonato@proton.me * 3394166753 Redazione Italia
March 24, 2026
Pressenza