Israele: i sionisti si mobilitano per ri-colonizzare la Striscia di Gaza
Ieri, domenica 19 luglio, “migliaia di coloni israeliani si sono mobilitati
verso il confine settentrionale della Striscia di Gaza con un obiettivo
esplicito – riferisce L’Espresso divulgando il video-reportage di Lidia Ginestra
Giuffrida – ricolonizzare l’enclave palestinese e ricostruire gli insediamenti
smantellati nel 2005″.
Laureata in cooperazione internazionale e sviluppo e una reporter formata alla
Scuola di Giornalismo ‘Lelio Basso’ Lidia Ginestra Giuffrida collabora con Al
Jazeera English e, oltre che con L’Espresso, anche con Il Manifesto,
Altreconomia, Fanpage e altre testate e fa parte del FADA Collective.
Nel testo del post pubblicato da L’Espresso sui social media in cui, mediante il
video, riferisce la notizia della manifestazione sionista svolta ieri, la
giornalista italiana precisa:
> Caravan in sosta, autobus pieni e migliaia di persone ammassate a un passo
> dalla Striscia di Gaza.
>
> Ma dietro i canti religiosi, i richiami messianici e le rivendicazioni di chi
> chiede “vendetta” in nome della sicurezza, si nasconde un calcolo politico
> estremamente pragmatico: i coloni hanno fretta e vogliono creare fatti
> compiuti sul terreno prima delle prossime elezioni che si terranno a ottobre.
>
> La mobilitazione, la più grande dal 7 ottobre 2023 ad oggi, è stata dettata da
> una precisa urgenza strategica, l’attuale esecutivo garantisce ai coloni una
> copertura istituzionale e un margine di manovra senza precedenti, un sostegno
> totale che temono di perdere in caso di un cambio di leadership.
>
> Per questo la spinta ad agire è ora: occupare la Striscia e piantare le tende
> significa blindare il progetto di ricolonizzazione prima che le urne possano
> rimescolare le carte e portare al potere un governo meno incline ad
> assecondarli.
>
> Tra le migliaia di coloni in marcia verso Gaza, anche decine di parlamentari e
> ministri della coalizione di Benjamin Netanyahu. Tra loro il Ministro della
> Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e quello delle Finanze Bezalel Smotrich.
>
> “Questa è la nostra terra, vogliamo costruirla, e questa sarà la nostra
> vendetta. È solo l’inizio”, dichiara uno dei manifestanti. Parole che, coperte
> dall’avallo dei ministri in carica, smettono di essere la provocazione di una
> minoranza estremista per trasformarsi nel programma politico, imminente, di
> una parte rilevante del governo israeliano.
Nella notizia diffusa ieri, 19 luglio, Al Jazeera spiega che l’iniziativa svolta
all’insegna dello striscione con scritto “Ritorno a casa dopo 21 anni” era
finalizzata a rivendicare la ricostruzione degli insediamenti – Elei Sinai,
Dugit e Nisanit – evacuati nel 2005, è stata promossa dal movimento sionista
Nachala, fondato nel 2007 dalla sua leader, Daniella Weiss (nella foto) per
promuovere le attività di hassbara e per incentivare l’espansione delle comunità
ebraiche in Giudea e Samaria.
Al Jazeera riferisce che, “sebbene i media israeliani abbiano stimato la folla a
poche centinaia di partecipanti”, nei propri comunicati gli organizzatori hanno
dichiarato la presenza di oltre 10 mila persone.
Inoltre Al Jazeera riporta che, in previsione della manifestazione, “l’esercito
israeliano aveva designato l’area circostante come zona militare chiusa per 24
ore, affermando che lo scopo era impedire ai manifestanti di entrare a Gaza”,
avvero di “oltrepassare la recinzione ed entrare nel territorio palestinese
assediato”, come hanno tentato di fare alcuni che “hanno aggirato i posti di
blocco attraversando le colline circostanti per raggiungere il confine con
Gaza”.
Pubblicando la fotografia divulgata dall’AFP che mostra il dispiegamento di
mezzi militari posizionati a impedire l’accesso dei manifestanti nell’area
interdetta, il quotidiano Inquirer precisa che le forze armate israeliane
“attualmente controllano oltre il 60% della Striscia di Gaza, dove la violenza
quotidiana continua nonostante il cessate il fuoco tra Israele e il gruppo
palestinese Hamas”.
Inoltre l’Inquirer riferisce che alla manifestazione di domenica scorsa ha
partecipato un esponente di spicco del sionismo, Yechiel Greenblum,
nell’occasione affermando che questa fosse la prima di altre iniziative
pianificate con la “campagna per il ripristino delle comunità israeliane nel
territorio costiero”: «Stiamo organizzando una grande marcia di ritorno verso la
Striscia di Gaza, verso i luoghi in cui gli ebrei hanno vissuto per centinaia,
migliaia di anni. Stiamo tornando».
Maddalena Brunasti