Tag - uncategorized

La Newsletter di Carteinregola del 28 maggio 2026
Sembra una fake, ma non lo è: vogliono costruire un edificio accanto alla Galleria Borghese Leggi Vai alla registrazione della Conferenza stampa delle Associazioni Bianchi Bandinelli e Italia Nostra Roma del 22 maggio 2026 Villa Borghese è dei cittadini Romani   Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità) Leggi   Villini storici  a rischio: la lettera dell’Assessore Veloccia a Carteinregola (e la nostra replica) Leggi Modifiche al PRG cronologia materiali La Lettera/appello della società civile alle istituzioni affinchè non sia approvata la modifica costituzionale in materia di Roma Capitale 36 associazioni e comitati, insieme a più di 60 esponenti del mondo civico, accademico,culturale, hanno inviato un appello ai parlamentari e a tutte le istituzioni coinvolte Leggi  Per aderire scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com con oggetto: appello Roma Capitale Il testo del DDL costituzionale Leggi vedi Roma Capitale, Roma Città Metropolitana, Decentramento  cronologia e materiali Legge elettorale: l’ Appello di 140 costituzionalisti  Leggi l’Audizione di Carteinregola in Commissione Affari Costituzionali Leggi vedi Legge elettorale 2026- cronologia e materiali ­ SEGNALAZIONI Venerdì 29 maggio ore 9.00 – Commissione Congiunta V Cultura e VI Ambiente del II Municipio con ODG Discussione in merito a progetto lavori di ampliamento Villa Borghese Link per collegarsi (dal sito istituzionale) https://teams.microsoft.com/dl/launcher/launcher.html?url=%2F_%23%2Fmeet%2F356188130576369%3Fp%3Dzi1O60O4dDQL2Ug233%26anon%3Dtrue&type=meet&deeplinkId=0c740c22-4205-4c14-916b-b014cf8544d8&directDl=true&msLaunch=true&enableMobilePage=true&suppressPrompt=true sabato 6 giugno 2026 Napoli Biblioteca della società napoletana di storia patria via Vittorio Emanuele III, 310 Castel Nuovo (Maschio Angioino) Assemblea pubblica nazionale dei Comitati per ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti  Tavolo No Ad “LA NOSTRA LOTTA LE NOSTRE LOTTE” dalle 9:30 con Emiliano  Brancaccio, Antonella  Bundu, Marco Esposito, Pietro Spirito, Massimo  Villone  – introduce Marina Boscaino coordina Franco Russo; dalle 13 la parola i movimenti aprono i lavori   M. Raiola e A. Mazzeo –  interverranno esponenti del mondo sindacale associativo di Comitati e lotte  (tra i quali Carteinregola)  per Informazioni noaogniad@gmail.com ROMA CAPITALE RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale presso librerie di Roma CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina – Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   CARTEINREGOLA Carteinregola – tutte le nostre iniziative  Iscriviti alla Newsletter Carteinregola ringrazia chi vorrà sostenere l’attività dell’associazione anche tramite un’erogazione liberale  vai alla pagina con le istruzioni ­ Associazione CARTEinREGOLA www.carteinregola.it laboratoriocarteinregola@gmail.com info@carteinregola.itCell. 3356930035carteinregola@casellapec.com  Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 28 5 2026
May 28, 2026
carteinregola
Newsletter del 26.05.2026 – Yoga e Thai Chi in giardino. CinematinéBimbi. Cineforum. BioOsteria. Biblioteca.
Maggiori info e andamento delle sottoscrizioni Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 26.maggio.2026 Martedì 2 giugno il Casale è chiuso, …ma non parteciperemo alle celebrazioni militari per la festa della Repubblica! Se vuoi la pace, prepara la pace! A tal proposto vi invitiamo alla lettura di Verso il 2 giugno e la parata. … Leggi tutto "Newsletter del 26.05.2026 – Yoga e Thai Chi in giardino. CinematinéBimbi. Cineforum. BioOsteria. Biblioteca."
May 26, 2026
Casale Podere Rosa
Cineforum in saletta venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026
venerdì 29 maggio ore 18,00 per la rassegna Non è mai troppo tardi ARRUGAS- RUGHE di Ignacio Ferreras Spagna 2011 87′ animazione Film d’animazione spagnolo del 2011 tratto dall’omonima graphic novel del 2007 scritta e disegnata da Paco Roca. ore 21,00 per la rassegna SocialCinema THE LIFE OF CHUCK di Mike Flanagan Stati Uniti 2024 … Leggi tutto "Cineforum in saletta venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026"
May 25, 2026
Casale Podere Rosa
Villini storici a rischio: la lettera dell’Assessore Veloccia a Carteinregola (e la nostra replica)
Villino Viale Carso foto AMBM L’assessore all’urbanistica Veloccia ha risposto alla lettera da noi inviata il 2 maggio con oggetto: Richiesta modifica nuovo inserimento paragrafo “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II  dell’elaborato G2 Guida per la qualità degli interventi, e all’articolo da noi pubblicato il 20 maggio, che ne rilanciava i contenuti con una mail del 22 maggio. Qui l’articolo di Carteinregola del 20 maggio 2026 Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità) Pubblichiamo la lettera dell’Assessore con un nostro commento. Gentile Associazione Carteinregola, ho letto con attenzione la nota inviata riguardante i Villini storici di Roma, ed il paventato rischio di demolizione di questi villini per far fronte a progetti speculativi. Per la stima e la sensibilità che Carteinregola ha dimostrato su tante questioni a difesa degli interessi pubblici, in tante battaglie di cui spesso ho condiviso il merito, ed in altre di cui pur non condividendo il merito (ad esempio la paura e l’opposizione contro i parcheggi interrati) ho comunque rispettato l’approccio di analisi, mi permetto di dissentire profondamente da questo ennesimo grido di allarme. Mi viene in mente la favola di “al lupo al lupo”: se per qualsiasi iniziativa intrapresa si paventano sempre conseguenze apocalittiche, il rischio è che quando davvero arrivano iniziative pericolose, la voce sia più flebile e la forza di contrasto meno efficace. Ricorderete ad esempio proprio sulle vostre pagine il grido che lanciaste alla liberalizzazione degli affitti brevi con la modifica delle Norme tecniche quando semplicemente, come atto dovuto, fu adeguata la normativa esistente con poi l’impegno, tutt’ora in corso, per circoscrivere il fenomeno dell’iper turismo in alcune zone della città. Invito dunque a partire da alcuni fatti. In primo luogo, con questa Amministrazione non è stato demolito alcun villino, né mai è stato dato il permesso di demolirne uno. Con questa Amministrazione sono stati inseriti in Carta per la Qualità quasi 1000 villini. Immobili che prima erano assenti da qualsiasi forma di tutela. Già questi fatti dovrebbero chiarire l’approccio che abbiamo al tema. Ma andiamo avanti. L’Amministrazione Capitolina, con una recente delibera e con le nuove NTA, ha impedito l’applicazione di premialità nelle operazioni di rigenerazione urbana nella Città Storica, di fatto eliminando quello che poteva essere un incentivo ad operazioni immobiliari volte a privilegiare la “quantità” delle cubature alla “qualità” delle architetture. Mentre a livello regionale si raddoppiavano le premialità della legge, a Roma si azzeravano nelle aree più pregiate e vulnerabili demandando qualsiasi intervento “potenzialmente invasivo” al controllo di uno strumento attuativo come il Piano di Recupero. Anche questo è un fatto. Tutto ciò dovrebbe almeno condurre a ragionare sul perché di fronte a politiche chiare e coraggiose, dovrebbe poi esserci una “backdoor” così facile per “mettere a rischio il patrimonio storico-architettonico della Capitale”, per usare le vostre parole. Ovviamente non è così. Si è stabilito un semplice concetto e cioè che sono le norme di Piano a definire le categorie d’intervento ammissibili sugli immobili inseriti nel Piano Regolatore e che le categorie “potenzialmente” applicabili su tutti gli immobili sono le stesse a meno che non vi sia un vincolo statuale che prevede, per legge , percorsi e tutele autonome. Per gli immobili inseriti in Carta per la Qualità, tuttavia, quelle categorie d’intervento poi sono “modulate” e cioè applicabili secondo le indicazioni e le modalità definite dalla guida G2, indicazioni e modalità che possono portare anche all’opzione zero e cioè all’inammissibilità di alcuni interventi, che però sarebbe sbagliato ed improprio definire a priori per tutti gli immobili di CxQ. La previsione, nel nuovo testo del G2, (aggiornamento 2025) della necessità di “attente analisi e letture storico-critiche” per gli interventi di RE, inclusa la demolizione e ricostruzione ove consentita dalla disciplina di tessuto, non costituisce dunque una liberalizzazione indiscriminata della demolizione dei villini storici. Al contrario, ribadisce che tali interventi restano subordinati alla disciplina di Tessuto prevista dalle NTA del PRG, ai pareri previsti dall’art. 16 delle NTA, alla verifica puntuale del valore storico-tipologico dell’immobile e alla conservazione dei caratteri strutturanti, morfologici e paesaggistici. Il villino romano ha subito nel tempo numerose trasformazioni, tra cambi di destinazione d’uso e modifiche interne anche profonde, che hanno alterato l’assetto originario degli edifici. Il suo panorama è inoltre molto variegato, con una forte eterogeneità tipologica e qualitativa: si va da costruzioni semplici e quasi popolari fino a esempi di elevato pregio, assimilabili a piccole ville urbane. Pertanto, proprio per queste caratteristiche, che restituiscono un quadro troppo eterogeneo per poter essere generalizzato, risulta difficile applicare divieti o norme uniformi, riconoscendo la necessità di un’analisi per sottendere alla qualità dei singoli casi . Il testo proposto precisa che le categorie di intervento “non sono applicabili in modo automatico” e che ogni trasformazione deve essere valutata caso per caso rispetto ai valori documentali e identitari dell’edificio. Questo passaggio è incompatibile con la rappresentazione allarmistica di una presunta “demolizione libera”. Inoltre, sostenere che la semplice ammissibilità teorica della categoria “Ristrutturazione edilizia” equivalga automaticamente alla possibilità di demolizione e sostituzione integrale significa ignorare la struttura del diritto urbanistico vigente. La ristrutturazione edilizia è una categoria ampia e graduata, il cui concreto contenuto dipende: * dalla disciplina di zona; * dalle prescrizioni morfologiche; * dai pareri delle autorità competenti; * dalla compatibilità con i caratteri storico-tipologici del bene. È quindi errato affermare che l’inserimento di tale categoria nel G2 e nelle nuove norme “azzera” la tutela della Carta per la Qualità. La Carta continua a svolgere la propria funzione fondamentale di riconoscimento del valore urbano, storico e morfologico degli immobili censiti e di parametro valutativo per l’istruttoria tecnica. Paradossalmente, proprio il nuovo testo rafforza il livello di approfondimento tecnico richiesto, imponendo: * analisi storico-critiche; * verifica dei caratteri tipologici; * studio delle trasformazioni stratificate nel tempo; * valutazione del rapporto tra edificio e spazio urbano. Si tratta quindi di una disciplina che aumenta il livello di motivazione e controllo sugli interventi, non che lo elimina. Anche il richiamo al lavoro di censimento svolto dalla Sovrintendenza e dall’Università La Sapienza appare improprio. In primo luogo tale imponente lavoro è stato portato a termine con le delibere di approvazione, e finanziato nella sua componente esterna all’amministrazione, proprio dal Dipartimento Urbanistica con l’obiettivo proprio di censire il patrimonio in oggetto con  funzione conoscitiva e classificatoria, finalizzata a orientare la qualità delle trasformazioni urbane. Non attribuisce automaticamente un regime di intangibilità assoluta agli immobili censiti. Diversamente, si trasformerebbe impropriamente uno strumento urbanistico gestionale in un sistema para-vincolistico generalizzato, senza le garanzie e le procedure previste dal Codice dei beni culturali, e che per di più, a quel punto, dovrebbe limitare fortemente l’inserimento in Carta solo a quelle eccellenze architettoniche intangibili, lasciando fuori tutto il resto, privo di qualsiasi forma di tutela ed indirizzo alla trasformazione. L’obiettivo di Carta per la qualità non è costruire un elenco parallelo alla Soprintendenza di Stato di immobili “para” vincolati, ma è al contrario di censire immobili, morfologie, parti di città che possono essere più o meno pregiate (ed anche più o meno trasformabili) ma che hanno una riconoscibilità tale da essere preservata nei suoi caratteri strutturanti. La posizione espressa nell’articolo sembra trascurare un principio fondamentale della pianificazione, ossia la tutela del patrimonio urbano non coincide necessariamente con l’integrale cristallizzazione fisica dell’esistente. La rigenerazione, l’adeguamento sismico, energetico e funzionale degli edifici storici può richiedere, in casi specifici e rigorosamente controllati, anche interventi complessi, purché coerenti con i caratteri morfologici e identitari riconosciuti dal PRG. La questione centrale, dunque, non è la mera previsione della demolizione e ricostruzione nel G2, ma la definizione dei relativi presupposti applicativi: i limiti sostanziali, ossia le condizioni derivanti dalla disciplina di tessuto delle NTA, dai caratteri morfologici e tipologici degli edifici, dal valore storico-documentale degli immobili censiti e dalla compatibilità complessiva dell’intervento con il contesto urbano di riferimento, insieme ai criteri valutativi e alle garanzie procedimentali attraverso cui tali interventi possono essere autorizzati. Ed è proprio su questo terreno che il nuovo testo rafforza — e non indebolisce — il ruolo della Sovrintendenza Capitolina e dell’istruttoria tecnico-urbanistica. Cordialmente, Maurizio Veloccia LA RISPOSTA DI CARTEINREGOLA Villino per la Cooperativa Ars a viale Carso altra numer. foto AMBM Gentile Assessore Veloccia, rispondiamo con piacere alla sua lettera, ringraziandola per la sua argomentata risposta che ci permette di illustrare ancora più chiaramente le nostre obiezioni, sempre con i fatti. E’ molto importante per la nostra associazione esprimersi nel merito delle scelte dell’Amministrazione con imparzialità, avanzando critiche documentate, ma anche evidenziando le iniziative di cui condividiamo gli obiettivi e lo spirito. Abbiamo rilanciato sul nostro sito la virtuosa attività di questa Amministrazione nell’aggiornamento della Carta per la Qualità, segnalando ai cittadini la possibilità di mandare osservazioni[i] e abbiamo pubblicato il nostro apprezzamento per l’iniziativa della Giunta e dell’Assemblea capitolina, peraltro sostenuta e sollecitata dalla  nostra  associazione[ii], che ha posto i limiti consentiti a un  provvedimento della Regione Lazio, contro cui  Carteinregola ha portato avanti con determinazione una lunga battaglia. Battaglia  che purtroppo si è rivelata inutile per la volontà della maggioranza del Consiglio  regionale, che ha approvato la sciagurata manovra urbanistica a oggi vigente[iii]. Tuttavia, come abbiamo evidenziato  durante tutto il percorso della Proposta di Delibera con le modifiche alle NTA del PRG e nelle osservazioni inviate dopo l’adozione delle  modifiche[iv], riteniamo inaccettabile che le categorie di intervento ammissibili su tutti  gli immobili inseriti nel Piano Regolatore, compresa la demolizione e ricostruzione, diventino sovraordinate alle tutele indicate dall’elaborato G2, Guida per la Qualità degli interventi per gli edifici inseriti nella  Carta per la qualità,  Elaborato G1 del Piano Regolatore. E si tratterebbe proprio di quegli edifici oggetto dei virtuosi aggiornamenti operati dagli uffici di Roma Capitale, per includere nella Carta gli immobili meritevoli di tutela – e cautela – rispetto alle trasformazioni edilizie, oltre che  per escludere quelli che negli anni avevano perso le caratteristiche di interesse storico e culturale.  Con il PRG del 2008 era proprio il continuo richiamo nelle NTA dell’allegato G2  e delle sue indicazioni a rendere cogenti i pareri della Sovraintendenza Capitolina, che basava ogni suo parere in primis sulle NTA, sommando tali prescrizioni alle indicazioni del G2. E proprio in questa sommatoria (NTA + G2) prendevano consistenza e valore i pareri della Sovrintendenza. Ci teniamo a precisare che Carteinregola non ha mai sostenuto l’”intangibilità” degli immobili censiti nella Carta per Qualità, che infatti già oggi possono essere oggetto di trasformazioni edilizie, seppure subordinate al parere della Sovrintendenza Capitolina e alle indicazioni della Guida per la Qualità degli interventi – G2. Pareri che, come più volte dichiarato della stessa Sovrintendenza Capitolina, da quando è in vigore la CpQ sono stati negativi, in media, per meno del 9% dei casi. Quello che ci sembra intuitivo, e persino  banale dover ancora una volta sottolineare, è che inserire nella stessa Guida G2 la possibilità di demolizione e ricostruzione, pur  collegandola ad  analisi storico – critiche, verifiche di caratteri tipologici, studi delle trasformazioni nel tempo, e sottomettendola  a una nuova commissione valutatrice, è un controsenso, in quanto proprio le stesse analisi, verifiche, studi e valutazioni sono già stati fatti a monte, quando gli esperti incaricati hanno proposto di inserire nella Carta per la Qualità gli immobili, o, al contrario, di stralciarli,  in quanto non possedevano più le necessarie  caratteristiche (ferma restando comunque la possibilità per ogni proprietario di richiedere lo stralcio del proprio immobile dalla carta per la qualità per giustificati motivi). Tanto più che, contrariamente al passato, oggi la Categoria di intervento di demolizione e ricostruzione è ammessa in tutti i Tessuti della Città. Nel testo della Proposta di Deliberazione della Giunta  che contiene la  modifica proposta  al G2. Guida per la qualità degli interventi – paragrafo “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II, che  abbiamo doverosamente pubblicato,  non c’è solo scritto “ristrutturazione”  (che peraltro prevede anche la DR) ma proprio, esplicitamente,  “demolizione e ricostruzione”[v] : (…) La redazione dei progetti relativi ad interventi di Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione  nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna, qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, deve essere preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili (…) Paradossale ci sembra quindi l’affermazione che “ il nuovo testo rafforzi il livello di approfondimento tecnico richiesto” a cui segue il citato elenco di analisi, verifiche, studi ecc. che sono da sempre alla base di qualunque inserimento o stralcio nella/dalla Carta per la Qualità, e riteniamo che tale lavoro di tutela del patrimonio collettivo, svolto da anni con impegno e serietà,  meriterebbe  un maggiore riconoscimento. Quindi da parte di Carteinregola nessuna “intangibilità”, nessun sistema “paravincolistico”, nessuna “cristallizzazione integrale dell’esistente”, solo la richiesta di coerenza (e di logica): se un immobile merita la conservazione, resta nella Carta per la qualità e può essere trasformato, secondo i criteri stabiliti dalla Guida G2 e secondo il parere della Sovrintendenza.  Se può essere distrutto, lo si stralci dalla Carta per la Qualità. Del resto se “l’obiettivo di Carta per la qualità… è … di censire immobili, morfologie, parti di città che possono essere più o meno pregiate (ed anche più o meno trasformabili) ma che hanno una riconoscibilità tale da essere preservata nei suoi caratteri strutturanti”, cosa si preserva se gli immobili stessi vengono demoliti? Cordialmente Carteinregola Qui il dettaglio della modifica alla G2 nell’articolo del 20 maggio 2026 Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità) Vedi anche *  Modifiche al PRG cronologia materiali * Il video del webinar – Modifiche al Piano regolatore: quale interesse pubblico? 2 dicembre 2024 al comma 3 dell’articolo 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore  è aggiunto al testo vigente: “Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”. * Modifiche PRG: il video del webinar sulla Carta per la Qualità 24 gennaio 2024 *  Piano Casa e legge di rigenerazione urbana- cronologia e materiali  25 maggio 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE [i] Vedi Carta per la Qualità: pubblicati gli aggiornamenti (e ci sono 30 giorni per mandare osservazioni) 6 luglio 2023 https://www.carteinregola.it/carta-per-la-qualita-pubblicati-gli-aggiornamenti-e-ci-sono-30-giorni-per-mandare-osservazioni/ La proposta di Delibera aggiornamento Carta per la Qualità 14 aprile 2024 https://www.carteinregola.it/la-proposta-di-delibera-aggiornamento-carta-per-la-qualita/ con aggiornamento approvazione dDelibera n. 60 del 27 giugno 2024 Carta per la Qualità, nuovo aggiornamento del Comune 6 ottobre 2025 https://www.carteinregola.it/carta-per-la-qualita-nuovo-aggiornamento-del-comune/ [ii] Vedi da La Delibera in Assemblea Capitolina che fissa limiti per l’applicazione della Legge regionale della Rigenerazione urbana 1 dicembre 2025 con aggiornamenti sull’approvazione il 12 dicembre(…il 20 novembre La Giunta capitolina ha approvato la 230a Proposta (D.G.C. n. 163 ) “Disposizioni attuative per interventi di rigenerazione urbana e per il recupero edilizio ai sensi dell’art. 1 comma 2 bis della legge Regionale n. 7/2017, come modificata dalla legge Regionale n. 12/2025” (con unelenco di limiti da porre all’attuazione della legge regionaleche riportiamo in calce (rimandando alla lettura integrale del documento). Una Proposta condivisibile, che intende riportare il governo del territorio nel giusto ambito della pianificazione pubblica e del contemperamento degli interventi privati con l’interesse pubblico e la sostenibilità per l’ambiente, il paesaggio e la vita dei cittadini… vai alle Osservazioni di Carteinregola al testo approvato della LR 12/20225 – Modifiche alla LR della rigenerazione urbana 7/2017 Vedi Modifiche alla LR della rigenerazione urbana: le osservazioni di Carteinregola al testo approvato vedi Nell’indifferenza generale il centrodestra del Lazio cambia – in molto peggio – le regole dell’urbanistica (ma salva i cinema chiusi) [iii] Vedi Legge 12/2025 Art. 1    Modifiche alla legge regionale 18 luglio 2017, n. 7 “Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio” e successive modifiche vedi Legge Regione Lazio 12/2025, le modifiche alle Legge 7/2017 (Rigenerazione Urbana) Vai a Le osservazioni di Carteinregola alla PL del Lazio “Semplificazioni e Misure Incentivanti il Governo del Territorio” – prima parte –Governo del territorio (26 settembre 2024) vedi:Regione Lazio: un’altra legge a favore della rendita Vai a Le osservazioni di Carteinregola alla PL del Lazio “Semplificazioni e Misure Incentivanti il Governo del Territorio” – seconda parte, il Paesaggio 14 ottobre 2024 Vai alle Osservazioni di Carteinregola al testo approvato della LR 12/20225 – Modifiche alla LR della rigenerazione urbana 7/2017 (pubblicate il 2 dicembre 2025) Vedi Urbanaistica del Lazio, cronologia e materiali https://www.carteinregola.it/lurbanistica-del-centrodestra-in-lazio-meno-regole-piu-cemento/ [iv] Vedi 7 gennaio 2024 Carteinregola invia il dossier con le sue osservazioni alla 102a Proposta (D.G.C. n. 53 del 13 giugno 2023) Adozione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n. 1150/42 e L.R. n. 19/2022, della variante parziale alle Norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale vigente, esposte alla Commissione urbanistica il 28 novembre 2023 (> Vai a Modifiche al Piano Regolatore, le osservazioni di Carteinregola) Vedi anche I 7 punti principali delle nostre osservazioni alle NTA del PRG adottate dall’Assemblea Capitolina l’11 dicembre 2024 > Modifiche alle Norme Tecniche del PRG: una città – e una maggioranza – che > continua a galleggiare sugli interessi di turismo e mattone punto 1) LA CARTA PER LA QUALITA’ DIVENTA CARTA STRACCIA Gli edifici storici di Roma devono essere mantenuti nella loro integrità Art. 16 Beni segnalati nella Carta per la Qualità La Carta per la Qualità, con la planimetria dell’elaborato G1 e la “Guida per la Qualità degli interventi” dell’ elaborato G2 , è  lo strumento inserito nelle NTA con la finalità di salvaguardare la qualità architettonica e urbanistica del patrimonio storico di Roma. La nuova formulazione adottata annulla e svuota  ogni riferimento, contenuto ed efficacia delle indicazioni della Qualità, attribuendo valore esclusivo e prevalente alle norme di Tessuto, che consentono  interventi anche  molto incongrui, fino alla demolizione e ricostruzione di edifici non tutelati da un vincolo puntuale della Soprintendenza statale. Nei tessuti medievali, rinascimentali, dell’800 e di inizio novecento, edifici come conventi seicenteschi, “villini” anni ’20, archeologia industriale  e opere dei grandi autori dell’architettura moderna potranno essere modificati o distrutti a discrezione delle esigenze del profitto immobiliare. Persino alcune  restrizioni  che erano ancora presenti  nella Proposta di delibera della Giunta del 13 giugno 2023  sono state cancellate da emendamenti approvati in Assemblea Capitolina. Spicca l’esempio che si trova nell’”Art. 26 Tessuti di origine medievale” ma che è ripetuto in molti altri tessuti  storici:  nella versione della Giunta prevedeva che  “la ristrutturazione edilizia  con demolizione e ricostruzione  di edifici realizzati successivamente al piano regolatore del 1983” fosse ammessa solo  su edifici  “che hanno impropriamente alterato, attraverso sostituzioni e completamenti, le regole tipomorfologiche e compositive del tessuto storico”. Quella limitazione è scomparsa nella versione adottata in Assemblea, aprendo quindi a abbattimenti e trasformazioni indiscriminate nel centro storico e nella Città storica. E   per gli edifici in Carta per la qualità nella Città consolidata e nella Città da ristrutturare  non sono nemmeno previste la “verifica dell’interesse storico-architettonico degli edifici esistenti” e il parere della Sovrintendenza capitolina. Anche Art. 6  – Art.21 bis – Art.24 – Art. 25 – Art. 26- Art. 27- Art. 28 – Art. 29- Art. 30- Art. 31- Art. 45 – Art. 52 Sulla funzione  e i pareri della Soprintendenza statale:Art.16. Beni segnalati in Carta per la qualità –  comma 8 – Art.24. Norme Generali  Comma 19 – 20 Vedi anche Modifiche alle NTA del PRG cronologia e materiali https://www.carteinregola.it/idossier-2/modifiche-al-piano-regolatore-di-roma-cronologia-materiali/ [v] Vedi nella Decisione di Giunta 19/2026) la parte G2. Guida per la qualità degli interventi – paragrafo “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II
May 25, 2026
carteinregola
PROMEMORIA: 5 x mille al Casale Podere Rosa
Sostieni la libera cultura e un’altra economia. Un indispensabile forma di supporto per gli enti non profit è 5 x mille. Ogni persona che compila la dichiarazione dei redditi può scegliere a chi destinare il 5 x mille; questa quota in mancanza di scelta, viene comunque trattenuta dallo Stato. Il 5 x mille è una … Leggi tutto "PROMEMORIA: 5 x mille al Casale Podere Rosa"
May 23, 2026
Casale Podere Rosa
MercatoBIO sabato 6 e 20 giugno 2026
Il MercatoBIO, agricoltura biologica a km Zero si svolge nel giardino del Casale Podere Rosa il primo e terzo sabato di ogni mese. Nel mese di maggio le date del MercatoBIO slittano di un finesettimana. Pertanto le prossime date sono: GIUGNO: sabato 6 e sabato 20 Orario: dalle 9,00 alle 13,00 (anche in caso di … Leggi tutto "MercatoBIO sabato 6 e 20 giugno 2026"
May 23, 2026
Casale Podere Rosa
Proposta di legge elettorale: l’Audizione di Carteinregola in Commissione Affari Costituzionali
Il 19 maggio 2026 l’Associazione elettorale è stata audita nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 157 Magi, C. 2236 Pavanelli, limitatamente all’articolo 5, e C. 2822 Bignami, recanti «Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica», nel gruppo delle associazioni di cui facevano parte anche ARCI nazionale e ACLI nazionale. Riportiamo il testo dell’intervento di Carteinregola e i link per scaricare gli interventi delle altre associazioni e quelle dei costituzionalisti che spesso hanno partecipato alle nostre iniziative: Gaetano Azzariti, professore di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Roma «Sapienza», Enrico Grosso, professore di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Torino, Francesco Pallante, professore di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Torino, Massimo Villone, professore emerito di diritto costituzionale presso l’Università di Napoli «Federico II». Nella sezione Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali sono presenti i materiali di tutte le audizioni. SCARICA Atto Camera: 2822 La registrazione dell’audizione sulla web tv della Camera Legge elettorale – Azzariti, Clementi, Caruso, Grasso, Violini, professori; Carte in Regola, ACLI, ARCI, associazioni Intervento Carteinregola a 1h 43′ ca da inizio Scarica Memoria ACLI, Memoria ARCI Memoria Azzariti Memoria Villone, Memoria Pallante, Memoria Grosso scarica Memoria The Good Lobby per il voto ai fuori sede TESTO INTERVENTO ASSOCIAZIONE CARTEINREGOLA ALL’AUDIZIONE INFORMALE DEL 19 MAGGIO 2026 PRESSO LA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI NELL’AMBITO DELL’ESAME DELLE PROPOSTE DI LEGGE C. 157 MAGI, C. 2236 PAVANELLI, LIMITATAMENTE ALL’ARTICOLO 5, E C. 2822 BIGNAMI, RECANTI «DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ELEZIONI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA» Egregio Presidente, Illustri Onorevoli, desidero ringraziarvi per aver invitato l’Associazione di cui sono Presidente, Carteinregola, all’Audizione informale nell’ambito dell’esame dei progetti di legge riguardanti  “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, un tema molto importante per la cittadinanza e per la nostra democrazia. Carteinregola è un’associazione di cittadini attivi senza connotazioni partitiche, nata 13 anni fa principalmente con l’obiettivo della  promozione della trasparenza e della partecipazione, e per il monitoraggio delle norme che riguardano  la tutela del patrimonio collettivo, i diritti e la qualità della vita dei cittadini. Il nostro intervento non tratterà aspetti tecnici e giuridici,  che altri relatori hanno già affrontato e affronteranno con competenza e profondità, ma intende osservare la proposta di legge dal punto di vista della trasparenza e della partecipazione dei cittadini e delle cittadine, che  sono chiamati a  eleggere i propri rappresentanti, un  punto di vista che in democrazia deve essere ostinatamente preservato.   Il progressivo aumento dell’astensionismo  è un dato allarmante, che dovrebbe far preoccupare chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia in Italia,  di cui il voto della cittadinanza  è il fondamento e la condizione essenziale. I dati sull’affluenza ci dicono che siamo passati dal 92% nel 1948, all’83% nel 2006, al 73% nel 2018 e al 64% nel 2022. Una flessione assai  preoccupante. Per quanto questa tendenza sia la conseguenza di più fattori, resta  indiscutibile che il  dato rifletta un progressivo allontanamento delle persone dalla politica, soprattutto dai partiti,  una manifestazione della sfiducia di una grossa fetta dell’elettorato nella possibilità che il proprio voto possa contribuire alla costruzione di una società che rispecchi le sue aspirazioni. Da anni in Italia si motivano le  numerose modifiche delle leggi elettorali, così come  anche questo Disegno di legge 2822 di cui oggi parliamo, con l’esigenza di “governabilità”, di “stabilità”.   Come già osservato anche in questa sede  da voci autorevoli di cui condividiamo molti punti di vista, la “stabilità”, ammesso che questo disegno di legge possa assicurarla, non può essere a discapito della rappresentanza, fondamento della nostra democrazia e della Costituzione italiana. Privare le cittadine e i cittadini della possibilità di dare la propria preferenza a chi si   candida,  imponendo scelte calate dall’alto dai vertici dei partiti;  moltiplicare  candidature che  spesso non hanno alcun rapporto con i territori; mandare in Parlamento percentuali di eletti  che non rispecchiano le percentuali dei voti  espressi dall’elettorato; ridimensionare  il ruolo del parlamento  con il continuo ricorso ai  decreti-legge  spesso convertiti attraverso la  fiducia;  sono tutti aspetti  che fanno sì che la cittadinanza percepisca il parlamento come  un  consesso di personaggi che poco hanno  a che fare non solo con le loro scelte elettorali, ma anche con le loro vite e con i loro problemi. La sorprendente  partecipazione  al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura, un referendum su un tema assai complesso, con connotazioni tecniche incomprensibili ai più  e che fino a meno di tre mesi dalla data della consultazione era  rimasto fuori dai radar dell’informazione,  ha dimostrato che la crescita dell’ astensionismo non è  un ineluttabile fenomeno del nostro tempo, ma che al contrario, quando sono in ballo valori costituzionali assai sentiti dall’elettorato, anche da quello più giovane, le persone  rispondono e si mobilitano. Come Carteinregola ad ogni appuntamento elettorale,  con il nostro gruppo di lavoro, Laboratorio per una politica trasparente  e democratica,   cerchiamo di promuovere una approfondita informazione sulle modalità del voto,  sui programmi elettorali di ogni partito –  mettendo a confronto le proposte sui temi di cui ci occupiamo -, sulle liste e sui  profili di chi si candida (nel Lazio), sollecitando candidati e partiti a impegnarsi  a loro volta per la partecipazione dei cittadini, non solo in occasione del voto ma sempre, con una presenza costante  sui territori,  rendendo le  campagne  elettorali  solo  il  passaggio di un percorso. Ci stiamo impegnando per far conoscere anche questo  Disegno di legge elettorale 2822, perché  solleva temi  che a nostro avviso meriterebbero  un dibattito assai più importante e diffuso, mentre  finora sono rimasti in un ambito strettamente parlamentare o partitico. Le principali  fonti di informazione, se ne parlano,   si soffermano soprattutto sulle contrapposizioni  tra maggioranza e  opposizione, senza spiegare i contenuti del provvedimento. Ma senza un adeguato dibattito pubblico sui provvedimenti che si adottano, non si avranno elettrici ed elettori  consapevoli, capaci di comprendere  le ricadute per la nostra democrazia di quanto si sta apparecchiando. Venendo alla proposta di legge, il nostro primo rilievo  riguarda il momento  scelto per l’approvazione di una legge elettorale. Come altri hanno già osservato, non si può approvare una legge elettorale   che cambia le regole, a meno di un anno dalle consultazioni elettorali. E’ una prassi irrispettosa delle istituzioni e degli elettori. Entrando nel merito, ponendoci dal  punto di vista della cittadinanza  condividiamo anche molte delle obiezioni mosse al DDL da altre autorevoli persone audite. Quale  rappresentanza  Come ricordato da alcuni interventi che ci hanno preceduto,   il valore primario della legge elettorale in un sistema parlamentare è l’effettiva rappresentatività dell’assemblea rappresentativa, non la stabilità governativa. Questo disegno di legge a nostro avviso comprime ulteriormente la rappresentanza, con il “premio di governabilità,   definito giustamente “abnorme”, dato che può produrre artificialmente  maggioranze che non riflettono  le scelte  dell’elettorato, creando  un evidente squilibrio tra i voti raccolti  da partiti e schieramenti nelle urne e i seggi attribuiti alla Camera e al Senato. Il diritto  di scegliere i propri rappresentanti Suscita in noi grande preoccupazione la scelta, che continua ad essere operata anche in questa proposta di legge, delle liste bloccate.  “L’elettore può  esprimere  il proprio voto solo in favore di una lista di partito”, da sola o incoalizione con altre, “su una scheda dove sono già prestampati  i nomi dei candidati delle liste” di collegio, con  il blocco dei candidati sulle liste circoscrizionali per l’attribuzione del premio.  Persone candidate  scelte dai partiti e imposte all’elettorato, facendo venir meno il rapporto, che dovrebbe essere necessario,  tra elettore ed eletto. Distorsioni accentuate dalla possibilità per chi si candida di presentarsi in più collegi. Infatti la proposta prevede che “sono confermate le pluricandidature: il medesimo candidato può presentarsi nelle liste circoscrizionali per l’assegnazione del premio e, contemporaneamente, in fino a cinque liste di collegio plurinominale”. Ciò significa che il seggio, al quale l’elettore  pensa di aver contribuito con il suo voto, potrà essere assegnato a una figura  diversa da quella indicata nella scheda. Il “premierato mascherato” Altro elemento di preoccupazione è la richiesta di indicare nel programma elettorale il nome del candidato proposto come Presidente del Consiglio. Concordiamo con chi  l’ha definito “premierato mascherato” e con chi ha giustamente osservato  che “le elezioni servono a eleggere il Parlamento, non il Governo”. Non bisogna temere il  pluralismo In questi anni abbiamo assistito all’approvazione di leggi che a nostro avviso scardinano principi costituzionali,  come l’Autonomia Regionale Differenziata, contro cui  la nostra associazione si batte da tempo, ma anche come la riforma costituzionale della magistratura, fallita grazie al referendum, riforme  blindate dalla maggioranza, senza alcun confronto con le opposizioni.  Vediamo in questa proposta di  legge elettorale  un ulteriore slittamento verso un sistema  che, oltre a  comprimere  una effettiva rappresentanza, annulla il necessario pluralismo: il parlamento dovrebbe riflettere l’articolazione delle opinioni politiche del corpo elettorale ed essere sede di dialogo e di confronto tra tutte le forze politiche, nella misura in cui rappresentano parti dell’elettorato, non un agone dove prevale una maggioranza creata artificialmente. Questa proposta di legge quindi, a nostro parere,  non è migliorativa di nessuno degli aspetti critici che riguardano i diritti dei cittadini e il rapporto fra chi vota e chi viene eletto o eletta. Sarebbe auspicabile che le forze politiche ne fermassero l’iter  e avviassero una riflessione ampia e condivisa. Chiediamo di restituire alle cittadine e ai cittadini la possibilità di scegliere chi li rappresenterà  e di sapere a chi danno il voto. Chiediamo di riaprire le porte del confronto  politico, non solo  nei consessi ristretti dei partiti, o nei salotti televisivi, o negli happening elettorali,  ma  di riportarlo  nei territori, tra le persone,  con  uno scambio che non teme critiche.   Chiediamo di favorire la partecipazione al voto, con un’informazione trasparente e facilmente accessibile sui programmi  e sulle persone candidate, abbandonando  la narrazione che mette al centro della scena solo i  leader e i ping pong  sul fatto del giorno. Infine ci uniamo alle associazioni che da anni portano avanti proposte  sul tema, per chiedere  un impegno  per rendere effettivo il diritto di voto anche per i cosiddetti “fuori sede”,   un diritto che riguarda molte categorie che per lavoro o per esigenze personali vivono lontani dal luogo di residenza, ma che riguarda  soprattutto i giovani,  cui spetta farsi parte attiva  nelle scelte per il  futuro del nostro Paese e raccogliere il testimone dei valori che ci sono stati tramandati, a cominciare da quelli  della nostra Costituzione. Associazione Carteinregola Anna Maria Bianchi, Presidente con Isabella Pierantoni Roma, 19 maggio 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
May 21, 2026
carteinregola
Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità)
Dall’elaborato G2 vigente Non c’è pace per il patrimonio storico architettonico della Capitale. Palazzi e villini privati che fanno parte del Paesaggio, della storia e dell’identità di Roma, offrendo un contributo di bellezza che rende unica al mondo la nostra città, se hanno la disgrazia di trovarsi in zone molto appetibili dal punto di vista immobiliare rischiano la demolizione, per permettere una ricostruzione con una maggiore provvista di cubature e una migliore distribuzione degli spazi.  Finora sono state una minima difesa da demolizioni indiscriminate le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore vigente, e soprattutto la Carta per la Qualità, che fa parte del PRG, con gli elaborati G1 e G2 – Guida per la qualità degli interventi– [1], che garantivano che le trasformazioni edilizie di immobili di particolare pregio, non soggetti al vincolo della Soprintendenza statale, fossero sottoposti al parere e alle indicazioni della Sovrintendenza capitolina, per evitare che le caratteristiche che rendevano necessario preservarli non fossero stravolte e, a maggior ragione, che gli edifici non potessero essere distrutti. Via Ticino dopo la demolizione e ricostruzione Si erano già verificati dei casi di “villini” demoliti – Via Ticino [2]– o a rischio demolizione – Villa Paolina [3]– che avevano fatto insorgere associazioni e opinione pubblica e che avevano evidenziato la necessità di una normativa più stringente per tutelare singoli edifici e le “morfologie”, insieme di edifici e spazi (come giardini, strade e piazze): un paesaggio da preservare da interventi incongrui. Una prima crepa si è insinuata in queste buone intenzioni in occasione delle modifiche delle NTA del PRG adottate dall’Assemblea capitolina l’11 dicembre 2024, quando un maldestro inserimento, su cui Carteinregola e altre associazioni si sono immediatamente mobilitate, ha cancellato – per ora non ancora definitivamente – l’eccezione prevista per gli elementi in Carta per la Qualità, rispetto agli interventi edilizi più impattanti, fino alla demolizione e ricostruzione [4]. Villino Pizzamiglio Via dei Ramni- Foto AMBM Ci avevano rassicurato le parole dell’Assessore in occasione di un incontro pubblico del febbraio scorso [5] che assicuravano  un ripensamento rispetto a quella modifica controversa, ma ci duole constatare che evidentemente la volontà di restringere le tutele della Carta per la Qualità non sembra essere  venuta meno. Infatti una recente proposta di Delibera approvata dalla Giunta [6] che andrà al voto dell’Assemblea Capitolina, nell’aggiornamento dell’elaborato G2 (Guida alla Qualità degli Interventi) ha inserito una modifica che può sfuggire ai più, con la quale rientra dalla porta la demolizione e ricostruzione di “villini storici”, rimandando a una costituenda Commissione la valutazione degli interventi edilizi sugli immobili nella Carta. Villino per la Coperativa Ars – Viale Carso Foto AMBM Il 2 maggio scorso l’Associazione Carteinregola ha inviato la lettera in calce al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, al Presidente della Commissione Urbanistica Tommaso Amodeo e alle Consigliere e ai Consiglieri della Commissione Urbanistica, che riportiamo in calce, chiedendo “di voler escludere dalle modifiche adottate alle NTA del PRG, una categoria di intervento impattante come la demolizione e ricostruzione per quanto riguarda  gli immobili inseriti nella Carta per Qualità“. Lettera che a oggi non ha ancora avuto alcuna risposta. LA LETTERA INVIATA IL 2 MAGGIO 2026 CON OGGETTO: RICHIESTA MODIFICA NUOVO INSERIMENTO PARAGRAFO “VILLINI STORICI” A INTEGRAZIONE DEL CAPITOLO 4D DELLA PARTE II  DELL’ELABORATO G2 GUIDA PER LA QUALITÀ DEGLI INTERVENTI Il 12 marzo 2026 la Giunta capitolina ha approvato la 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini” da sottoporre al voto dell’Assemblea Capitolina. All’interno dell’allegato 2 “segnalazioni d’ufficio” è inserita una nuova scheda: G2. Guida per la qualità degli interventi – “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II, che si riporta  integralmente di  seguito, nel quale, al paragrafo “Indicazioni per la conservazione e la trasformazione” sono inserite le “Categorie di intervento applicabili: Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria, Restauro e Risanamento Conservativo, Ristrutturazione Edilizia”. Quest’ultima, come è noto, comprende anche la “demolizione e ricostruzione”, e infatti più oltre, si legge: “La redazione dei progetti relativi ad interventi di Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione  nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna, qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, deve essere preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili (…)”. L’Associazione Carteinregola, già in occasione dell’adozione delle modifiche alle NTA del PRG nel 2024, ha ripetutamente fatto presente i rischi in merito alla demolizione e ricostruzione (DR) degli immobili censiti nella Carta per la Qualità. In particolare ha segnalato le conseguenze della previsione di modifica dell’ Art. 16 comma 3 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG adottate dalla  Delibera 102/2024 che introduce che  “ Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”. Poiché in ogni tessuto è ammessa la DR, appare evidente che tale prevalenza consentirebbe un indiscriminato ricorso alla demolizione di edifici storici censiti nella Carta per la qualità per effettuare remunerative operazioni immobiliari, azzerando l’impegno pluridecennale dell’amministrazione capitolina per la salvaguardia degli elementi storici e identitari di Roma. Un impegno per preservare immobili e morfologie che non sono oggetto di tutela della Soprintendenza statale ma che – per usare le stesse parole dell’allegato in oggetto – hanno “un valore architettonico, tipologico e culturale, in quanto testimonianze superstiti del processo edilizio, del gusto e del modo di vivere di un’epoca e contributo essenziale alla formazione di tessuti urbani di elevata omogeneità e qualità urbana”. La modifica che si intende introdurre nell’elaborato G2 (Guida alla qualità degli interventi) prevede la possibilità della Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, seppure “preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili”. Da G2 vigente, sezione 4D Facciamo presente che i cosiddetti “villini” attualmente sono inseriti nel capitolo 4d della parte II dell’ Elaborato G2 alla  voce 2) “opere di rilevante interesse architettonico e urbano”, che “comprende oggetti di varia natura” a partire da “edifici residenziali”, categoria nella quale, come specificato nelle relative  “indicazioni per la conservazione e la trasformazione”, “sono consentiti solo gli interventi della gamma compresa tra la Manutenzione ordinaria e il Restauro risanamento conservativo, ma possono essere permessi anche interventi di ristrutturazione edilizia di tipo RE1 [Ristrutturazione edilizia finalizzata alla preservazione, ripristino e valorizzazione NDR] senza variazioni di tipologia e di sagoma ma con modifiche esterne quando una specifica indagine sullo stato di manutenzione e sulle modalità d’uso del manufatto, mostri la necessità di questo genere di operazione. In qualche caso, ad esempio, quando fosse necessario adeguare edifici pubblici a nuove esigenze, riconvertirli a nuove funzioni e consentita anche la R1 con variazione di tipologie di sagoma, ma con grande cautela per giustificati motivi”.  Quindi  l’inserimento che ora si propone  renderebbe, di fatto, l’imponente e oneroso lavoro di censimento che è stato realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina e dall’Università “La Sapienza” un mero esercizio retorico privo di efficacia in termini di salvaguardia. Non riusciamo a comprendere la necessità e le motivazioni di tale inserimento nell’elaborato G2, dato che gli aggiornamenti periodici della Carta per la Qualità consentono già di stralciare quegli immobili che hanno perso le caratteristiche originali o che sono stati “demoliti o riconosciuti come errori materiali o privi dei requisiti relativi alla specifica classe e tipologia”; in caso contrario, perché inserire o mantenere tali elementi nella Carta per la Qualità, se poi possono essere distrutti? Chiediamo alle più alte istituzioni capitoline, a cui spetta anche la responsabilità di istituire e applicare regole per la tutela del patrimonio collettivo e per l’identità storica e culturale della città, di non introdurre tale integrazione nell’ Elaborato G2, e di voler escludere dalle modifiche adottate alle NTA del PRG, una categoria di intervento impattante come la demolizione e ricostruzione per quanto riguarda  gli immobili inseriti nella Carta per Qualità. E vogliamo fare presente che non rassicura la sottoposizione di interventi irreversibili a Commissioni e Tavoli, inevitabilmente soggetti alla discrezionalità personale, alle pressioni, e al contenzioso in sede giudiziaria, se possono prendere decisioni che annullano l’importantissimo e accurato lavoro svolto dagli uffici preposti nelle istruttorie per individuare quegli immobili di particolare pregio che meritano di essere tramandati alle generazioni che verranno. (in calce una osservazione del Presidente Caudo e la nostra risposta) (dalla Decisione di Giunta 19/2026) G2. Guida per la qualità degli interventi – paragrafo “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II Descrizione degli elementi In questa classe sono compresi gli edifici puntiformi individuati nell’arco temporale 1870- 1945, a cui è stato riconosciuto, ad esito di uno studio di selezione basato su ricerche bibliografiche e d’archivio, un valore architettonico, tipologico e culturale, in quanto testimonianze superstiti del processo edilizio, del gusto e del modo di vivere di un’epoca e contributo essenziale alla formazione di tessuti urbani di elevata omogeneità e qualità urbana. Il villino è una tipologia edilizia introdotta nella seconda metà dell’Ottocento per rispondere alle esigenze delle nuove classi sociali in ascesa; concepito come casa mono o plurifamiliari, comprende edifici isolati all’interno del proprio lotto di pertinenza e circondati da giardini privati più o meno estesi. La tipologia edilizia del villino compare ufficialmente nel Piano Regolatore del 1909 di Sanjust che prevedeva che venissero costruiti tutti intorno alla città tre tipi di abitazioni denominati “fabbricati”, “villini” e “giardini”. La differenziazione tipologica serviva ad evitare un’espansione a “macchia d’olio” della città alternando zone ad alta densità con altre a bassa intensità e diveniva pertanto uno strumento di pianificazione urbanistica. Il controllo della densità abitativa dei nuovi quartieri si fondava proprio sull’alternanza di edilizia intensiva ed edilizia estensiva. Pertanto, il villino, a Roma non è solo una tipologia costruttiva singolare a servizio della borghesia, come accade in tutte le città italiane, ma rappresenta uno strumento di pianificazione che caratterizza la scala urbana di intere aree della città. Negli anni ’20 del secolo scorso, questa tipologia, soprattutto nella sua variante di “casetta economica” viene ampiamente usata, al punto da caratterizzare interi quartieri di espansione, e da divenire la tipologia adottata in prevalenza nelle cosiddette Borgate-città Giardino, per la realizzazione della “città dei lavoro e dei lavoratori” Il panorama del villino appare quindi piuttosto variegato, sia in rapporto alla dimensione delle opere che alla ricchezza della loro architettura, e propone una gamma di esempi di qualità variabile: l’edilizia povera ma dignitosa di edifici quasi popolari e quella al contrario di lusso elevato negli  esempi in cui il villino si avvicina a essere una piccola villa urbana. Sebbene li villino sia adeguatamente rappresentato anche da esempi autoriali di alto livello architettonico, il panorama di questo tipo edilizio a Roma annovera centinaia di edifici che hanno valore sistemico piuttosto che singolare, in quanto  all’origine di intere parti di città da questi caratterizzate. L’edificio ha un’altezza generalmente compresa tra i due e i cinque piani fuori terra, così da mantenere una scala umana e domestica lontana dalla monumentalità dei palazzi nobiliari, ed è circondato da giardini di profondità non inferiore a quattro metri. Quanto alla tipologia del villino essa è estremamente varia tanto da comprendere vari stili  architettonici (neoclassico, neogotico, eclettico, razionalista) In questi progetti la capacità di qualificare a livello costruttivo e decorativo sia l’architettura che la scena urbana rappresenta anche la testimonianza dello stretto rapporto che legava le maestranze edili e i collaboratori artistici, il mondo professionale e quello dell’arte decorativa. L’obiettivo principale dell’identificazione della classe “Villini storici” all’interno dell’elaborato gestionale G1. Carta per la Qualità è di assicurare la salvaguardia delle  testimonianze del passato, in cui si riflette l’evoluzione e la stratificazione dell’insediamento urbano, consentendo sia l’adeguamento alle esigenze dell’abitare contemporaneo mediante opere di manutenzione, restauro e ristrutturazione edilizia compatibili, sia il rinnovo del patrimonio edilizio corrente meno qualificato, finalizzato, ad esempio, ad un miglioramento delle prestazioni ambientali ed energetiche. Pertanto, si definiscono i criteri e le modalità operative in considerazione dell’analisi delle caratteristiche specifiche delle tipologie edilizie e del tessuto urbano, attribuendo a ciascuna parte livelli differenziati di tutela e trasformabilità, proporzionati al valore e alle caratteristiche storico-tipologiche riscontrate. La tutela dei caratteri tipologici è finalizzata al riconoscimento degli elementi strutturanti, quali il rapporto tra edificio, spazi aperti/giardino e strada pubblica, nonché le altezze e le articolazioni volumetriche. Tali aspetti costituiscono infatti l’espressione di un vero e proprio “sistema urbanistico”, la cui conservazione e analisi risultano utili per la riprogettazione, a diverse scale, del contesto circostante e dello spazio urbano, in una prospettiva di salvaguardia più evoluta e complessa. Indicazioni per la conservazione e la trasformazione Fermo restando l’obbligo di acquisire i pareri di cui all’art. 16, commi 9 e 10, delle NTA del PRG vigente, le categorie di intervento consentite si intendono, di norma, coincidenti con quelle previste per i tessuti urbani nei quali gli edifici risultano localizzati. Categorie di intervento applicabili: Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria, Restauro e Risanamento Conservativo, Ristrutturazione Edilizia. Le categorie di intervento non son applicabili in modo automatico: la loro ammissibilità deve essere accertata mediante un processo di verifica che tenga conto non soltanto degli aspetti tecnici, ma anche, e soprattutto, del valore documentale e testimoniale del bene. Tale valutazione riguarda, in particolare, il grado di trasformabilità dell’edificio rispetto ai suoi caratteri tipologici, architettonici e stilistico-decorativi, quali fattori che ne determinano il valore storico e identitario. In questo senso, ogni intervento deve porsi l’obiettivo prioritario di preservare gli elementi qualificanti degli edifici e delle relative aree di pertinenza, salvaguardando la coerenza formale e materica e garantendo la continuità del rapporto con il contesto urbano e paesaggistico. La redazione del progetto deve essere, dunque, preceduta e accompagnata da un’analisi storico-critica approfondita dell’edificio oggetto di intervento, finalizzata a verificare e documentare tutti i valori che lo caratterizzano: urbanistici, morfologici, architettonici, ambientali, tipologici, costruttivi, decorativi e artistici. Tale analisi deve estendersi non soltanto al nucleo originario dell’edificio, ma anche alle eventuali aggiunte e modifiche intervenute nel tempo, in modo da restituire un quadro complessivo della sua evoluzione. È necessario evidenziare, da un lato, gli elementi tipologici, architettonici, stilistici e decorativi che ne costituiscono i caratteri distintivi, e, dall’altro, le manomissioni o alterazioni che hanno compromesso l’organismo originario. Sulla base di questo processo conoscitivo sono definiti, caso per caso, in maniera puntuale il livello di trasformabilità dell’immobile e le modalità di intervento più adeguate, nel rispetto della sua identità storica e formale, ma anche in coerenza con le esigenze di adeguamento funzionale e abitativo contemporaneo; gli interventi possono essere soggetti a limitazioni o prescrizioni puntuali, che orientano le modalità operative  verso soluzioni rispettose delle caratteristiche originarie dell’edificio. In particolare, gli interventi sull’organismo edilizio, sulle sue Componenti e sulle relative pertinenze devono attenersi agli obiettivi specifici , alle prescrizioni e alle limitazioni d1 seguito riportate: – Conservazione dei caratteri strutturanti, quali il rapporto tra edificio, spazi aperti/giardino e strada, l’altezza massima e la configurazione volumetrica. – Conservazione dei caratteri architettonici e costruttivi originari delle unità edilizie, qualora ne sia verificata la permanenza, nonché della composizione dei prospetti; – Conservazione delle facciate, comprensive delle superfici di finitura e del disegno degli infissi, con particolare attenzione agli elementi di valore formale e ai dettagli architettonici e decorativi se presenti – Conservazione/manutenzione degli spazi aperti, eventualmente ripristinando e/o aumentando la permeabilità dei suoli mediante l’eliminazione/sostituzione delle pavimentazioni bituminose o incongrue; – Conservazione/recupero/ripristino dei giardini storici/storicizzati, mantenendo gli elementi caratteristici, anche se aggiunti all’impianto originario in epoca successiva, quali passaggi esterni coperti o gazebi ottocento-primonovecenteschi; – Conservazione/manutenzione delle recinzioni, cancellate e muri perimetrali originari, se presenti, in quanto parti costitutive di un insieme unitario con le costruzioni; – Conservazione della sagoma degli edifici, fatta eccezione per l’eliminazione delle superfetazioni e per le modeste modifiche funzionali alle coperture, oltre agli adeguamenti strettamente necessari all’inserimento di impianti di sollevamento destinati al superamento delle barriere architettoniche. Nel rispetto delle limitazioni sopra indicate, sono consentiti: – Accorpamenti e frazionamenti delle unità immobiliari, in conformità alla normativa di settore nonché ai requisiti per l’edilizia residenziale riguardanti l’articolazione e il dimensionamento dei vani; -Eliminazione delle barriere architettoniche, previa verifica delle soluzioni tecniche e con l’adozione dei dispositivi maggiormente compatibili con le caratteristiche tipologiche e architettoniche dell’edificio; – Interventi finalizzati al risparmio energetico tali da garantire la compatibilità con i caratteri tipologici e architettonici dell’edificio e con gli elementi decorativi esistenti; Adeguamenti sismici e tecnologici tali da garantire la compatibilità con i caratteri tipologici e architettonici dell’edificio e con gli elementi decorativi esistenti. La redazione dei progetti relativi ad interventi di Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione  nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna, qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, deve essere preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili: • categoria di intervento: descrizione dettagliata delle opere previste (demolizione, ricostruzione, ampliamento, ecc.) nell’ambito delle categorie d’intervento definite dalle NTA del PRG e dalle norme vigenti; • caratteri distintivi e stilistici dell’edificio: nell’ambito della classe “villini storici” che include una gamma di esempi molto ampia e con caratteristiche differenti, identificazione della variante di appartenenza (numero di piani, articolazione degli ambienti, presenza di elementi decorativi, ecc); • caratteri strutturanti e caratteri architettonici e costruttivi originari: individuazione di tutti gli elementi originari preesistenti e permanenti che concorrono alla definizione della tipologia e del “sistema urbanistico” di riferimento; • parti dell’immobile interessate dall’intervento: descrizione analitica delle componenti edilizie, degli spazi aperti di pertinenza e degli eventuali altri elementi oggetto dell’intervento. Inoltre, gli studi devono riguardare l’edificio originario e le eventuali aggiunte o modifiche ed evidenziare sia gli elementi tipologici, architettonici, stilistici, decorativi distintivi dell’edificio, che le manomissioni o alterazioni intervenute rispetto all’organismo originale. Villino Via di Villa Sacchetti G2 FOTO AMBM (a corredo dell’articolo alcune immagini di edifici inseriti nella Carta per la Qualità) Riceviamo e pubblichiamo una risposta di Giovanni Caudo, capogruppo di Roma Futura,  Presidente della Commissione PNRR e Assessore all’Urbanistica della Giunta Marino (21 maggio 2026): In merito al post sul rischio della demolizione e ricostruzione degli edifici in Carta per la Qualità mi preme segnalare che nella variazione delle NTA si è realizzato un vulnus che come dichiarato anche dall’Assessore è destinato ad essere corretto nella fase di controdeduzioni alle osservazioni alle NTA. Infatti, la variazione delle NTA prevederebbe che nel caso di edifici vincolati dallo Stato la demolizione e ricostruzione sia soggetta al parere della Soprintendenza Statale, per gli edifici senza alcun vincolo la demolizione e ricostruzione sia sottoposta al parere del COQUE, mentre per gli edifici in Carta per la Qualità non sarebbe previsto nessun parere. Si tratta, come è evidente, di un esito illogico e non voluto di modifiche non coerenti e che sarà oggetto di correzione nel prossimo passaggio in Aula Giulio Cesare. Per gli edifici in Carta per la Qualità nel caso di demolizione e ricostruzione la correzione prevederà l’obbligo preventivo del parere della Sovrintendenza. In questo senso le modifiche apportate alla tavola G2 non comportano alcun abbassamento del livello di tutela.” Il  commento di Carteinregola Apprendiamo con soddisfazione che un aspetto delle modifiche alle  NTA adottate l’11 dicembre 2024  che ci aveva visto fortemente contrari proprio per i rischi per il nostro patrimonio storico architettonico sia oggetto di ripensamento. Tuttavia non concordiamo con il Presidente Caudo  sul fatto che le modifiche introdotte dalla Proposta di Delibera  nel G2 Guida per la qualità degli interventi, oggetto del nostro articolo e del nostro allarme, “non comportino alcun abbassamento del livello di tutela”. La vera domanda è : se un edificio in Carta per la qualità può essere abbattuto e ricostruito, che senso ha inserirlo nella Carta per la qualità? Tanto più che gli edifici che non hanno più le caratteristiche di interesse storico e culturale possono, da sempre, essere stralciati dalla Carta e a quel punto vengono trattati come tutti gli altri edifici. E’ estremamente pericoloso inserire nel G2 “Guida alla Qualità degli Interventi” la possibilità che edifici in Carta per la Qualità vengano demoliti e ricostruiti, o anche pesantemente ristrutturati. Peraltro tutto il censimento della CpQ (allegato G1) è stato verificato, emendato, e aggiornato due volte negli ultimi quattro anni. Che senso ha mettere ora in dubbio la validità del lavoro fatto dai tecnici e dagli universitari? Sta all’Amministrazione proseguire sulla meritevole strada intrapresa di aggiornamento biennale del censimento.  E c’è un altro aspetto da segnalare: il parere della sovrintendenza Capitolina è  previsto per la “Ristrutturazione Edilizia” con modifica di sagoma, sedime, prospetto e delle caratteristiche tipologiche e plano-volumetriche. Un edificio di grande qualità architettonica, quali sono tutti quelli censiti in Carta per la Qualità,  non solo non deve essere demolito e sostituito, ma non deve neanche essere stravolto nelle sue caratteristiche tipologiche e formali. Infine una delle “invenzioni” più importanti del PRG del 2008 sono le “Morfologie”, il primo elemento tra quelli elencati all’art. 16 delle NTA, che rischia, se non verrà emendato il testo adottato, di perdere ogni capacità di tutela del paesaggio urbano di pregio. Continuiamo quindi a non comprendere la necessità di inserire nelle regole pensate per salvaguardare immobili di pregio la possibilità della loro distruzione.Anche se sottoposta al parere dell’ennesima costituenda Commissione. (Susanna Le Pera e Anna Maria Bianchi) Il 22 maggio è pervenuta anche una risposta dell’Assessore Veloccia, vedi Villini storici a rischio: la lettera dell’Assessore Veloccia a Carteinregola (e la nostra replica) del 25 maggio 2026 Vedi anche *  Modifiche al PRG cronologia materiali * Il video del webinar – Modifiche al Piano regolatore: quale interesse pubblico? 2 dicembre 2024 al comma 3 dell’articolo 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore  è aggiunto al testo vigente: “Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”. * Modifiche PRG: il video del webinar sulla Carta per la Qualità 24 gennaio 2024 *  Piano Casa e legge di rigenerazione urbana- cronologia e materiali  20 maggio 2026 (ultima modifica 26 maggio 2026) Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE [1] vedi La Carta per la Qualità La Carta per la Qualità è un elaborato gestionale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 18 del 12 febbraio 2008 e divenuto vigente con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 14 marzo 2008. È costituita da 34 fogli in scala 1:10.000 (allegato G1) e dalla “Guida per la Qualità degli interventi” (allegato G2). È possibile consultare gli elaborati al link www.urbanistica.comune.roma.it scarica G2. Guida per la qualità degli interventi 2008 vedi il sito del Dipartimento Urbanistica Elaborato gestionale G1. “Carta per la Qualità” – II fase – Aggiornamento 2025 [2] Vedi Via Ticino non è che l’inizio: arrivano gli effetti del Piano casa della Regione Lazio di Paolo Gelsomini 12 gennaio 2018 [3] vedi Villa Paolina è (quasi) salva 21 giugno 2019 vedi anche l’lniziativa di Carteinregola 10 parole per l’urbanistica del 1 luglio 2019 “Conoscere il PTPR per tutelare il Paesaggio” con un focus su tutela del Paesaggio urbano e in particolare del centro storico e della città storica, sala della Parrocchia di San Saturnino  (> vai al programma) [4] Scarica 102a Proposta (Dec. G.C. n. 53 del 13 giugno 2023) Adozione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n. 1150/1942 e L.R. n. 19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del PianoRegolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008. Vedi Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità 8 febbraio 2025 vedi Modifiche NTA Modifiche Piano Regolatore: la Carta per la qualità diventa Carta straccia 25 marzo 2025  Vai al confronto tra il testo del PRG vigente, le modifiche adottate dalla Giunta nel giugno 2023 e le modifiche della Delibera adottata dall’Assemblea l’11 dicembre 2024 Vai alle Osservazioni di Carteinregola alle NTA del PRG adottate – inviate il 3 aprile 2025 [5] vedi l’intervento dell’Assessore Veloccia al convegno di AVS del 18 febbraio scorso sulle modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano regolatore  Modifiche alle NTA del PRG, a che punto siamo (con un intervento dell’Assessore Veloccia) [6] vedi Decisione di Giunta del 12 marzo 2026 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini”  [SCARICATA DAL SITO ISTITUZIONALE SEZIONE ODG E PROPOSTE ASSEMBLEA CAPITOLINA]
May 20, 2026
carteinregola
Newsletter del 19.05.26 – MercatoBIO. Circolo Lettura. CinematinéBimbi. Cineforum. Yoga e Thai Chi in giardino. etc…
Maggiori info e andamento delle sottoscrizioni Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 19.maggio.2026 Appuntamenti della settimana: MercatoBIO sabato 23 maggio dalle 9 alle 13. Novità: l’azienda Pedecò (Mentana) con miele, sciroppo di petali di glicine e la delizia di mele e petali di glicine. YOGA e THAI CHI lezioni in giardino: Salvo imprevisti, … Leggi tutto "Newsletter del 19.05.26 – MercatoBIO. Circolo Lettura. CinematinéBimbi. Cineforum. Yoga e Thai Chi in giardino. etc…"
May 19, 2026
Casale Podere Rosa
MercatoBIO sabato 9 e 23 maggio 2026
Il MercatoBIO, agricoltura biologica a km Zero si svolge nel giardino del Casale Podere Rosa il primo e terzo sabato di ogni mese. Nel mese di maggio le date del MercatoBIO slittano di un finesettimana. Pertanto le prossime date sono: MAGGIO: sabato 9 e sabato 23 Orario: dalle 9,00 alle 13,00 (anche in caso di … Leggi tutto "MercatoBIO sabato 9 e 23 maggio 2026"
May 19, 2026
Casale Podere Rosa