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BASTA COPERTURE AGLI SCISSIONISTI!
BASTA AMBIGUITÀ, BASTA COPERTURE AGLI SCISSIONISTI. CHI STA DALLA PARTE DEI LAVORATORI ORGANIZZATI DAL SI COBAS DEVE DIMOSTRARLO CON I FATTI. La posizione assunta dalla TIR e dai suoi militanti nei confronti del SI Cobas non è più una questione di divergenze politiche o di legittimo confronto interno. È una scelta politica precisa, che si manifesta attraverso prese di posizione, iniziative e comportamenti che, nei fatti, finiscono per sostenere chi ha rotto con la nostra organizzazione e ha dato vita alla FIST. Per la Tir le espulsioni di Zadra e Papis sarebbero state” arbitrarie” (ricordiamoci che sono avvenute due settimane prima che arrivassero a costituire la loro organizzazione sindacale). I militanti della TIR ricoprono anche responsabilità nei coordinamenti di Torino, Genova e Napoli. A queste realtà si aggiunge quella di Roma, dove sono state assunte posizioni e promosse iniziative che non possono essere liquidate come semplici incomprensioni. Definire «arbitrarie» le espulsioni di Zadra e Papis e il commissariamento del coordinamento milanese significa riscrivere i fatti e mettere sullo stesso piano le decisioni organizzative del SI Cobas e le scelte di chi, a un certo punto, ha deciso di rompere con l’organizzazione per costruire una propria struttura. Non siamo di fronte a una divergenza secondaria, ma a una linea politica che produce conseguenze concrete sulla tenuta e sull’attività del SI Cobas. La TIR, che pretende di presentarsi come un’organizzazione dalla parte degli operai che lottano per porsi su un terreno classista, deve spiegare perché ospita nella propria sede la struttura della FIST e perché i suoi militanti continuano ad assumere posizioni che oggettivamente favoriscono gli scissionisti. Questo nonostante siano state trasmesse personalmente a Pietro Basso informazioni relative alla posizione di Papis e ai rapporti economici che, secondo la documentazione dell’ Imps, lo avrebbero legato a due imprenditori. Su questioni di questa gravità non bastano dichiarazioni di principio, richiami generici alla democrazia o appelli all’unità. Occorre assumere una posizione chiara, verificabile e conseguente. La solidarietà di classe non può diventare uno scudo per sottrarsi alle responsabilità politiche, così come l’autonomia sindacale non può essere invocata a corrente alternata. Chi sostiene di lottare contro i padroni non può eludere la questione dei rapporti economici con gli stessi padroni quando questa viene posta all’interno della propria organizzazione. Sono questioni che devono essere chiarite sulla base dei fatti e della documentazione, non coperte da schieramenti di corrente o da operazioni di solidarietà politica opportunistica. I coordinamenti provinciali coinvolti hanno approvato mozioni che, al di là delle formule utilizzate, si configurano come veri e propri pronunciamenti a sostegno degli scissionisti. E tutto questo mentre venivano boicottate due assemblee nazionali delle filiere, due coordinamenti nazionali e gli scioperi indetti dall’organizzazione. A completare il quadro è arrivata la convocazione, da parte di questi stessi ambienti, di una propria call delle filiere della logistica, al di fuori delle sedi e dei percorsi collettivi del SI Cobas, con la partecipazione di Zadra, protagonista della costituzione della FIST. Non si può invocare l’unità quando fa comodo e, contemporaneamente, lavorare per svuotare gli organismi comuni, ignorare le decisioni collettive e costruire sedi parallele di iniziativa politica e sindacale. Non si può pretendere di appartenere a un’organizzazione e comportarsi come se le sue strutture, le sue assemblee, i suoi scioperi e le sue decisioni non esistessero. Criticare per la non riuscita degli scioperi nazionali perché non sono stati organizzati per chi li ha sabotati è indegno da parte loro. Il coordinamento nazionale di domenica ha posto un problema politico inequivocabile: la prosecuzione di iniziative dirette a denigrare o sabotare il SI Cobas non può essere considerata una normale dialettica interna. Dopo gli avvertimenti e i richiami alla responsabilità collettiva, la convocazione di una nuova riunione a Roma, ancora una volta al di fuori delle strutture formalmente e collettivamente definite, rappresenta un’ulteriore conferma della gravità della situazione. La fase in cui ciascuno pretendeva di fare ciò che voleva, ignorando deliberazioni e responsabilità comuni, deve considerarsi conclusa. Un’organizzazione sindacale di classe non può sopravvivere se i suoi organismi vengono utilizzati per ostacolarne l’attività e se le regole collettivamente stabilite valgono soltanto quando coincidono con gli interessi delle singole componenti appartenenti ad un gruppo politico. Anche la decisione di sospendere il pagamento degli stipendi ai coordinatori fino alla revisione delle loro posizioni politiche è parte di questa vicenda e deve essere affrontata con la necessaria trasparenza e nel rispetto delle procedure e degli obblighi applicabili. Ma è evidente che, di fronte a una condotta che si configura come una rottura politica con l’organizzazione, non è sufficiente continuare a lanciare avvertimenti senza affrontare fino in fondo il problema. Per questo non possiamo limitarci ad aspettare i tempi delle prossime decisioni collettive per esprimere una valutazione politica. Da militante del movimento dei lavoratori da tanti anni, considero incompatibile con una prospettiva di classe sostenere politicamente chi è accusato di aver intrattenuto rapporti economici con imprenditori in contrasto con i principi e gli interessi che dichiara di difendere, senza pretendere che tali rapporti siano chiariti fino in fondo. Questa è una questione politica e morale che nessuna formula organizzativa può cancellare. Non si tratta di negare il confronto, né di pretendere un’organizzazione fatta di obbedienza cieca. Si tratta di distinguere il confronto politico dalla costruzione di iniziative parallele, la critica interna dal sabotaggio dell’attività comune, la solidarietà tra lavoratori dalla copertura politica di scelte che devono essere sottoposte a una verifica rigorosa. La discriminante è netta: non basta dichiararsi nel campo dei lavoratori, bisogna dimostrare con i fatti da quale parte si sta. Alla TIR, dal primo all’ultimo dei suoi militanti, rivolgiamo quindi una richiesta precisa: rompere con l’ambiguità, chiarire la propria posizione sulla FIST, sui comportamenti degli scissionisti e sulle iniziative assunte contro le decisioni del SI Cobas. È una richiesta che non riguarda una questione personale e non pretende una risposta rivolta a me o ad un singolo compagno. Riguarda la responsabilità di un’organizzazione che dichiara di operare per l’affermazione di un movimento classista tra i lavoratori. La TIR deve decidere se intende contribuire alla costruzione di un sindacato di classe, fondato sulla solidarietà, sulla lotta contro lo sfruttamento e sulla responsabilità collettiva, oppure se intende continuare a mantenere una posizione che, nei fatti, alimenta la divisione e favorisce chi ha scelto di rompere con il SI Cobas. Le ambiguità hanno un costo politico. Il sabotaggio dell’attività sindacale non può essere normalizzato. La solidarietà di classe non può essere declamata nei propri documenti a copertura per qualsiasi scelta che va a sostegno di chi è pagato dai padroni. Il SI Cobas è un’organizzazione di lotta, costruita attraverso gli scioperi, i sacrifici e la partecipazione diretta di migliaia di lavoratori. Non appartiene a gruppi dirigenti, correnti politiche o singoli militanti: appartiene ai lavoratori che ogni giorno si battono contro lo sfruttamento e che si danno una struttura organizzativa pensata e definita per una migliore attività collettiva. Difenderne l’autonomia, le decisioni collettive e la capacità di organizzare la lotta significa difendere il lavoro politico e sindacale di tutti coloro che vi partecipano. Su questo terreno non sono sufficienti le dichiarazioni. Servono scelte chiare, comportamenti coerenti e assunzione di responsabilità. Chi vuole stare nel SI Cobas deve contribuire alla sua attività e rispettarne le decisioni collettive. Chi sceglie di lavorare contro l’organizzazione deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica della propria scelta. Non è una questione di appartenenza formale. È una questione di classe, di militanza perché si affermi sul piano eale dei rapporti tra le classi. L'articolo BASTA COPERTURE AGLI SCISSIONISTI! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Una città per tutt3, l’intervento di Giancarlo Storto
Pubblichiamo l’intervento del vice presidente di Carteinregola- ODV all’iniziativa Una città per tutt3 di Alleanza Verdi Sinistra Roma e Provincia del 24 ottobre 2026 La città contemporanea produce disuguaglianze. Non è sempre stato così, almeno non in queste forme e nei caratteri con cui allo stato attuale si manifesta. Quando il riformismo era una politica praticata e condivisa, i piani regolatori ricercavano una sintesi tra gli interessi delle diverse componenti della società attenuando le disparità che la rendita produceva. I piani di zona, le 167, escludevano, attraverso l’esproprio preventivo, che al profitto di impresa si aggiungesse la rendita di posizione, divenuta oggi la componente che fa lievitare i prezzi in modo talmente irragionevole da selezionare la domanda abitativa sulla base dei redditi dei nuclei familiari. I servizi erano poi garantiti in modo diffuso sull’intero territorio comunale. Tutto è cambiato con il neoliberismo, ideologia pervasiva che ha sedotto anche parte della cultura di sinistra e che nel governo delle città, più che in altri settori, ha prodotto guasti evidenti subordinando l’autonomia delle previsioni urbanistiche alle ragioni dell’economica. I proprietari degli immobili diventano interlocutori privilegiati delle amministrazioni comunali e in questi ultimi anni i proprietari non sono più i costruttori ma assumono le sembianze di fondi immobiliari e di casse professionali con enormi disponibilità di risorse finanziarie. Anche a Roma le indicazioni e le aspettative degli investitori privati nelle decisioni che riguardano le più rilevanti trasformazioni urbanistiche hanno un peso evidente e certamente il richiamo alla rigenerazione urbana, presente ormai in modo tanto generalizzato quanto ambiguo, non giustifica ogni tipo di intervento. Gli esempi sono numerosi, denunciati, riportando fatti e documenti, da Carteinregola e da altre associazioni. Sono vicende ormai note, alcune concluse e altre in via di definizione: dagli ex Mercati generali allo Stadio della Roma; dall’ex Cinema Metropolitan (trasformato nella gran parte in attività commerciali) all’ex convento in via di Sant’Ambrogio (un immobile del patrimonio indisponibile del Comune concesso per realizzare una scuola privata); dai ricoveri dei mezzi Atac non più utilizzati all’edificio dismesso dell’Ama; dagli immobili trasformati in alberghi esclusivi ricorrendo a procedure in deroga alle previsioni urbanistiche, ai parcheggi che riesumano convenzioni sottoscritte con i proponenti da un paio di decenni. Altre operazioni immobiliari sono in corso: tra tutte lo Stadio nel quartiere Flaminio (una sciagura destinata a sconvolgere la vita dei residenti, inaccettabile anche per il saccheggio all’opera di Nervi) e il “Dente cariato” (un avvio decisamente preoccupante la richiesta ai privati di avanzare proposte ma, fortunatamente, sembra ora superata). Operazioni che solo marginalmente hanno coinvolto la partecipazione dei residenti e non di rado è mancata anche l’informazione sui contenuti delle iniziative e sugli atti formali assunti dall’Amministrazione. La critica a questo modo di operare da parte dell’amministrazione non è ideologica, sarebbe demenziale non riconoscere ai privati la possibilità di agire come è sempre accaduto nella costruzione delle città. L’aspetto che più rende questi interventi inaccettabili è la sproporzione tra i benefici che ne ricavano i privati (un utile esorbitante) e quelli destinati ai residenti (qualche sistemazione nelle aree adiacenti all’intervento). Per lo Stadio a Pietralata (non entro nel merito della localizzazione) è previsto un finanziamento di 1,048 miliardi (più IVA) e secondo il Piano di Fattibilità Tecnico Economica i ricavi netti previsti partono per il primo anno (2031) da 154 milioni con una continua crescita che raggiunge nel 2116 (allo scadere della convenzione) 760,8 milioni. Quali i benefici per la collettività? Un onere concessorio di 66mila euro/anno e un parco attrezzato di modeste dimensioni (i ponti pedonali e i parcheggi sono funzionali all’impianto sportivo). La valorizzazione nelle trasformazioni edilizie, a cui il comune mostra grande disponibilità, non può considerarsi un fine che viene motivato dal rendere la città più attrattiva. Richiamare capitali in modo che investano in operazioni immobiliari non può considerarsi un obiettivo a prescindere. La valorizzazione non è da escludere, ma solo se determina un miglioramento della qualità urbana dell’ambito interessato e comunque, quando la richiesta dei privati comporta una variante urbanistica o un permesso in deroga, deve comportare, come prescrive il Testo unico dell’edilizia (art. 16, comma 4, lett. d-ter [1]), la corresponsione di un contributo straordinario pari almeno alla metà del maggiore valore generato (da destinare, tra l’altro, anche per servizi ed edilizia residenziale sociale). Ogni trasformazione che produce modifiche significative nell’uso della città, in particolare se oggetto di contrattazione pubblico-privati, deve essere valutata in relazione all’interesse pubblico: un requisito, quello dell’interesse pubblico, per Carteinregola non negoziabile e che deve essere comprovato dall’amministrazione in un confronto con i residenti. In questi giorni è tornato prepotentemente all’attenzione il problema della casa. Le maggiori responsabilità della dilagante crisi abitativa sono da attribuire a Stato e Regione: sono queste le istituzioni a cui è demandata la competenza nel campo delle politiche abitative, con responsabilità che comprendono sia lo stanziamento delle necessarie risorse finanziarie (irrilevante e per alcuni aspetti dannoso il provvedimento del ministro Salvini), sia l’approvazione di norme per regolamentare il mercato abitativo (si può: sembra impossibile ma per due decenni i canoni di locazione sono stati sottratti alla contrattazione tra le parti per essere decisi sulla base di parametri definiti con legge dello Stato e senza incorrere nei rilievi della Corte Costituzionale). A livello comunale azioni per ridurre il disagio di strati sociali sempre in maggiore sofferenza sono possibili. A Roma la variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore è stata un’occasione mancata per ampliare l’offerta di edilizia residenziale sociale: si sarebbe potuto prevedere l’obbligo di destinare al comparto una percentuale significativa di alloggi almeno nei casi in cui i privati intendano realizzare o recuperare immobili di consistenza significativa (criticabile anche che nella bozza di Regolamento sull’edilizia sociale che si è avuto modo di visionare venga attribuito ai costruttori la selezione, sulla base di alcuni requisiti, degli assegnatari degli alloggi). Del tutto non considerata è stata poi una norma nazionale che consente di individuare negli strumenti urbanistici ambiti la cui trasformazione è subordinata alla cessione gratuita di aree o immobili da destinare all’edilizia residenziale sociale (e quindi anche all’edilizia pubblica) “in rapporto al fabbisogno locale e in relazione all’entità e al valore della trasformazione” (comma 258 dell’articolo 1 della legge 244 del 2007 [2]). Il diritto alla casa, la garanzia per tutti di accedere a un bene primario a costi compatibili con i propri redditi, non deve rimanere una frase a effetto da rilanciare all’occorrenza. Deve essere un obiettivo strategico che va perseguito utilizzando ogni mezzo disponibile. Giancarlo Storto 20 ottobre 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@thaya NOTE [1] D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia  (G.U. n. 245 del 20 ottobre 2001) art. 16, comma 4, lett. d-ter Art. 16 (L) – Contributo per il rilascio del permesso di costruire 1. Salvo quanto disposto all’articolo 17, comma 3, il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione, secondo le modalità indicate nel presente articolo. 2. La quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione va corrisposta al comune all’atto del rilascio del permesso di costruire e, su richiesta dell’interessato, può essere rateizzata. A scomputo totale o parziale della quota dovuta, il titolare del permesso può obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione, nel rispetto dell’articolo 2, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, (ora art. 1, comma 2, lett. e) e art. 36, commi 3 e 4, d.lgs. n. 50 del 2016 – n.d.r.) con le modalità e le garanzie stabilite dal comune, con conseguente acquisizione delle opere realizzate al patrimonio indisponibile del comune. 2-bis. Nell’ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, l’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di cui al comma 7, di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 28, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (poi art. 35, comma 1, d.lgs. n. 50 del 2016 ora art. 14 d.lgs. n. 36 del 2023 – n.d.r.) , funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trova applicazione il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 3. La quota di contributo relativa al costo di costruzione, determinata all’atto del rilascio, è corrisposta in corso d’opera, con le modalità e le garanzie stabilite dal comune, non oltre sessanta giorni dalla ultimazione della costruzione. (per la rateizzazione si veda anche l’art. 47 della legge n. 457 del 1978) 4. L’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni in relazione: > a) all’ampiezza ed all’andamento demografico dei comuni; > b) alle caratteristiche geografiche dei comuni; > c) alle destinazioni di zona previste negli strumenti urbanistici vigenti; > d) ai limiti e rapporti minimi inderogabili fissati in applicazione > dall’articolo 41-quinquies, penultimo e ultimo comma, della legge 17 agosto > 1942, n. 1150, e successive modifiche e integrazioni, nonché delle leggi > regionali; > d-bis) alla differenziazione tra gli interventi al fine di incentivare, in > modo particolare nelle aree a maggiore densità del costruito, quelli di > ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), anziché > quelli di nuova costruzione; > (lettera aggiunta dall’art. 17, comma 1, lettera g), legge n. 164 del 2014) > d-ter) alla valutazione del maggior valore generato da interventi su aree o > immobili in variante urbanistica o in deroga. Tale maggior valore, calcolato > dall’amministrazione comunale, è suddiviso in misura non inferiore al 50 per > cento tra il comune e la parte privata ed è erogato da quest’ultima al comune > stesso sotto forma di contributo straordinario, che attesta l’interesse > pubblico, in versamento finanziario, vincolato a specifico centro di costo per > la realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in > cui ricade l’intervento, cessione di aree o immobili da destinare a servizi di > pubblica utilità, edilizia residenziale sociale od opere pubbliche. > (lettera aggiunta dall’art. 17, comma 1, lettera g), legge n. 164 del 2014, > poi così modificata dall’art. 10, comma 1, lettera g), della legge n. 120 del > 2020) [2] comma 258 dell’articolo 1 della legge 244 del 2007 LEGGE 24 dicembre 2007, n. 244 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) note: Entrata in vigore della legge: 1/1/2008, ad eccezione dell’art. 2, comma 13 e dell’art. 3, comma 36 che entrano in vigore il 28/12/2007. (Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 11/08/2026)(GU n.300 del 28-12-2007 – Suppl. Ordinario n. 285) ART. 1 Disposizioni in materia di entrata, nonché disposizioni concernenti le seguenti Missioni: Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri; Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali 258. Nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente per il programma straordinario di edilizia residenziale pubblica, una quota fino a 50 milioni di euro è destinata alla prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 1, comma 1010, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da realizzare con le modalità di cui al primo comma dell’articolo 18 della legge 7 marzo 1981, n. 64, anche rimodulando gli interventi in base alle esigenze accertate dal Ministero delle infrastrutture.
October 20, 2026
carteinregola
Newsletter del 20.10.2026 – Passeggiata in giardino: le querce. Cineforum in saletta. Circoli: lettura e maglia. Biblioteca. BioOsteria
Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 20.ottobre.2026 Letture: Suprematismo bianco e razzismo, avanti tutta contro i “maranza”, designati capro espiatorio generazionale. La criminalizzazione del dissenso e il marchio delle seconde generazioni leggi l’articolo di Laura Tussi su Faro di Roma, 20/10/2026 Orari autunno martedì e mercoledì h.9,30-19 giovedì h.15-19 venerdì e sabato h.9,30-23 … Leggi tutto "Newsletter del 20.10.2026 – Passeggiata in giardino: le querce. Cineforum in saletta. Circoli: lettura e maglia. Biblioteca. BioOsteria"
October 20, 2026
Casale Podere Rosa
Cineforum (e non solo) in saletta 23 – 24 ottobre 2026
Libri disponibili per consultazione e prestito in Biblioteca sociale Passepartout, legati ai temi affrontati negli spettacoli della settimana. venerdì 23 ottobre ore 16,00 Per la rassegna Non è mai troppo tardi …CHE DIO PERDONA A TUTTI di Pierfrancesco Diliberto Italia 2026 110′ Quarta regia di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, basato sul suo omonimo romanzo … Leggi tutto "Cineforum (e non solo) in saletta 23 – 24 ottobre 2026"
October 20, 2026
Casale Podere Rosa
MILANO: VIOLENZA …. DI CHI?
COME SEMPRE RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’ARTICOLO DEI COMPAGNI DEL CENTRO TAGARELLI PER LA PUNTUALE ANALISI RISPETTO AI FATTI DI MILANO. BUONA LETTURA. SI COBAS NAZIONALE La frase di Marx che vedete sotto è stata scritta nel 1871 (La guerra civile in Francia) ma conserva tutta la sua attualità. Stampa e Tv di regime mettono in primo piano – da sempre – le “violenze” dei giovani (che, magari, a certa finta “sinistra” vanno bene se succedono in Francia .. ma qui no eh.. – basta pensare che se i fatti fossero successi ad es. in Iran, i titoli sarebbero “brutale repressione… uso illegale della forza..” ecc. ecc.). In poche parole: . i 1.500 e passa morti di lavoro (di profitto), le centinaia di migliaia di infortuni, NON sono violenza?; la macelleria sociale nei luoghi di lavoro (grazie anche al Job Act e successive leggi e leggine) NON è violenza?; il lavoro precario e schiavo, i licenziamenti di massa, l’agonia senza fine di situazioni come l’ILVA, la Fiat, l’Elettrolux ecc., NON sono violenza? Il silenzio assordante e la complicità attiva e passiva nel genocidio del popolo palestinese NON sono violenza? Una vetrina rotta vale più di un bambino palestinese bruciato vivo? E ancora: i miliardi per gli acquisti di armi, cioè di strumenti di morte (non sappiamo quanti in Italia perchè sono dati secretati) da parte di governi di vari colori (Renzi, Gentiloni, Draghi, Conte, Meloni…) sottratti alla sanità pubblica ormai al collasso, alle scuole che cadono a pezzi, alle case che non ci sono, ai salari da fame e alle pensioni miserabili che costringono gli ultra sessantenni ad arrampicarsi sui tetti da cui poi cadono NON sono violenza? E l’elenco potrebbe continuare… Questo è il nostro presente e i giovani proletari e studenti (e smettetela di chiamarli “maranza”, perché sono i nostri figli e i nostri nipoti, non solo nella Milano svenduta ai milionari ma in tutta Europa) vedono non solo l’oggi ma ciò che questa società propone loro per il domani: una vita da schiavi salariati senza più alcun diritto con la prospettiva di diventare, in un futuro non troppo lontano, non solo carne da macello ma carne da cannone. E questa NON è violenza? A quanto pare no: quella dei padroni e dello stato che li rappresenta NON è violenza, la violenza è solo è sempre e solo quella di chi si ribella. Ai tiepidi critici del “sistema” che vogliono “capire” – dopo aver immediatamente e abbondantemente criticato la “violenza” – ricordiamo che il “sistema” ha un nome preciso: si chiama capitalismo ed è basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che, per raggiungere il massimo profitto, calpesta popoli interi e distrugge il pianeta, che ha scelto la guerra per risolvere le sue crisi e che nessuno – da destra a “sinistra” – ha intenzione di mettere in discussione. Esemplare la frase della “nuova” stella del PD, la sindaca di Genova Salis, sull’ILVA: “Genova può fare a meno di Taranto, l’acciaio lo possiamo comprare all’estero” alla faccia dei lavoratori presi per i fondelli – anche dai sindacati di regime – da 14 anni e dei cittadini della città martire che muoiono non solo nella fabbrica ma anche fuori, in casa loro, da decenni. Il vero nemico, il vero cancro delle nostre società è il capitalismo che porta miseria, fame, distruzione e morte. Il vero nemico è sempre in casa nostra: sono i padroni e tutti i loro servi. Ci servono unità, solidarietà di classe, organizzazione per distruggerlo, prima che esso distrugga noi proletari e il futuro stesso dell’umanità. L'articolo MILANO: VIOLENZA …. DI CHI? proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
La newsletter di Carteinregola del 14 ottobre 2026
Assessore Alfonsi, rispettiamo le regole e lasciamo stare la Costituzione Una  Proposta di Delibera che andrà al voto dell’Assemblea Capitolina prevede una modifica al Regolamento del Verde per consentire a chioschi e bar di mettere ombrelloni e tavolini a ridosso degli alberi. E si tira in ballo – impropriamente – addirittura la Costituzione Italiana LEGGI Galleria Borghese: si continua a portare avanti un progetto irricevibile Comunicato delle Associazioni Ranuccio Bianchi Bandinelli, Italia Nostra Roma, Gruppo dei Romanisti, Amici di Villa Borghese, Carteinregola-ODV, Amici dei Musei di Roma, ICOM Italia a proposito della Conferenza stampa del 14 ottobre 2026 – Presentazione del Concorso internazionale di architettura per la nuova struttura museale integrata alla Galleria Borghese   LEGGI Vedi anche : Enzo Borsellino: Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio LEGGI PER CHI È ROMA? Il futuro della città si decide insieme – Sabato 31 ottobre 2026 h 9.30 – 18.00 Spazio Pubblico, Via di Porta Maggiore 52, Roma“Per chi è Roma?” nasce per creare uno spazio di incontro, confronto e iniziativa sulla città pubblica e sul diritto all’abitare. Una giornata per mettere in comune le visioni, le esperienze e i saperi delle tante realtà di cittadinanza attiva che in questi anni hanno proposto alternative alle scelte di governo della città. n percorso di elaborazione comune e costruire insieme un’idea diversa di Roma.LEGGI Stadio della Roma, si chiude con parere favorevole la Conferenza decisoria. Pubblichiamo atti e pareri dal sito di Roma Capitale LEGGI   I nuovi “quartieri urbani” di Roma approvati dall’Assemblea Capitolina (con gli elaborati) LEGGI Multe a Carteinregola, la solidarietà dell’ANPI LEGGI La Riforma elettorale è stata approvata anche alla Camera vedi Riforma della legge elettorale 2026 – cronologia e materiali Segnalazioni Mercoledì 14 ottobre dalle 17:30 alle 20 alla Sala Fredda  della Cgil Roma in via Buonarroti 12 Una città per tutt3 Da Spin Time all’appello di Nonna Roma organizzato da AVS Roma e Provincia – coordinano Barbara Auleta  Consigliera II Municipio e Maristella Urru Consigliera XIII Municipio ne discutiamo con Alberto Campailla Nonna Roma, Roma Filippo Celata professore La Sapienza, Paolo Perrini presidente Aps Spin time,  Giancarlo Storto Carteinregola,  Linda Meleo M5S Roma,  Manuela droghe PD Roma. Intervengono rappresentanti di Comitati e vertenze territoriali Sabato 17 ottobre La Via Maestra –Manifestazione nazionale per lavoro pace ambiente welfare Costituzione – concentramento Piazza della Repubblica, ore 13:30, corteo fino a Piazza del Popolo,  conclusione prevista e intorno alle ore 17:00 Carteinregola aderisce alla manifestazione e  invita ai soci a partecipare vedi  Cinquant’anni di Corviale…… e nessuno ci credevavenerdì 16 ottobre Mitreo Arte Contemporanea via Marino Mazzacurati 61/63 dalle ore 16:00 sabato 17 ottobre davanti alla sala consigliare, via Marino Mazzacurati 75 dalle ore 9:00 alle ore 13:00. Tutte le iniziative sono gratuite cordialedomani@carocorviale.it Domenica 18 ottobre 2026, Parco ora subito adesso al Lago Bullicante Ex Snia – Forum Parco Energie Una festa e un  Concerto alle 15:30, corteo con il lago che combatte per l’esproprio di tutta Ex Snia 21 ottobre ore 15:00 – 18:00  Viale Manzoni 34 Urban Center metropolitano I progetti di Roma per l’adattamento climatico a cura dell’ufficio clima di Roma Capitale per informazioni sul Piano caldo e approfondire il documento da consultazione Roma per il clima.it Sabato 31 ottobre  h 9.30 – 18.00 Spazio Pubblico, Via di Porta Maggiore 52, PER CHI È ROMA? Il futuro della città si decide insieme  CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città   Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   Carteinregola – ODV istruzioni per l’uso Sostieni Carteinregola Tutte le iniziative di Carteinregola  Iscriviti alla newsletter di Carteinregola Carteinregola- ODV CARTEinREGOLA – ODV www.carteinregola.it laboratoriocarteinregola@gmail.com info@carteinregola.itCell. 3356930035carteinregola@casellapec.com  Cara amica, caro amico, alla luce del nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR), entrato in vigore a partire dal 25 maggio 2018, abbiamo aggiornato la nostra Informativa Privacy e le Condizioni Generali che regolano i servizi erogati da carteinregola.it – Clicca qui per consultare la versione aggiornata dell’Informativa Privacy 
October 14, 2026
carteinregola
Enzo Borsellino: Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio
Villa Borghese 2026-05-25 (foto AMBM) Proponiamo un contributo di Enzo Borsellino, già Professore di Museologia e storia del collezionismo e Docente presso il Master biennale di II livello “Esperti nelle attività di valutazione e di tutela del patrimonio culturale” dell’Università degli Studi Roma Tre, al dibattito sorto dall’incredibile – sciagurata – iniziativa che riguarda la Galleria Borghese e la Villa Storica. L’articolo “Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio” è stato pubblicato il 19 settembre 2026 sulla testata Siscaonline* (AMBM) Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio – Siscaonline 19 settembre 2026 (per visualizzare tutte le immagini ripotate nel testo si rimanda all’articolo originale) di Enzo Borsellino Le numerose prese di posizione e riflessioni critiche[1] sul progetto di un nuovo edificio accanto alla Galleria Borghese invitano a fare chiarezza sulla complessa vicenda. La Galleria Borghese (fig. 1) non è un normale museo, ma una straordinaria collezione artistica privata divenuta di proprietà pubblica nel 1902 per effetto di un oculato acquisto da parte dello Stato italiano. Definirla “museo” è riduttivo e ne svilisce la sua fisionomia storica, culturale e artistica di un unicum al mondo. Contenitore e contenuto convivono in un perfetto equilibrio che la storia del gusto e l’amore per la bellezza sono riusciti a mantenere nel tempo. Foto  1. Roma. Galleria Borghese, esterno. (Vedi foto in apertura) Che poi si sia riusciti a trasformare la Galleria Borghese, dal 28 giugno del 1997, dopo 14 anni di chiusura per un necessario restauro strutturale, in un museo a tempo e a ingresso limitato per ragioni di conservazione degli ambienti e delle opere, è una realtà da cui non si può più prescindere. Tanto è vero che fu stabilita allora una norma di contingentamento dei visitatori con tetto massimo di 180 persone per ciascuno dei 10 turni giornalieri di due ore, norma ancora vigente. Nel 2025 la società privata Proger Spa ha presentato una offerta di sponsorizzazione dei costi del progetto di fattibilità per un ampliamento della Galleria Borghese in cambio di poter pubblicizzare all’interno della Galleria l’attività svolta dalla Proger Spa per la realizzazione di tale progetto. La direzione della Galleria ha di conseguenza pubblicato sul suo sito web il 18 novembre 2025 un “Avviso Pubblico” di 30 giorni relativo alla possibilità di ricezione di altre offerte di sponsorizzazione finalizzate allo stesso obiettivo. [2]  L’unica offerta pervenuta è stata quella della Proger Spa. La proposta è stata accettata dalla direzione della Galleria il 7 gennaio 2026.[3] Il 18 maggio 2026 è stata presentata in una conferenza stampa la proposta di ampliamento. Ma nel documento distribuito durante l’evento non si nomina la costruzione del nuovo edificio; è scritto soltanto che il progetto dovrebbe “rendere ancora più accessibile e comprensibile il patrimonio della Galleria Borghese a chiunque desideri visitarlo, promuovendo la possibilità di effettuare una visita più estesa, con meno limiti di tempo, di spazi e di opere da guardare”.[4] Soltanto in calce al documento, dove sono citati alcuni atti amministrativi, si evince dai loro titoli che si vuole costruire “un nuovo edificio in uno spazio contermine alla sede del museo, destinato ad ampliare l’offerta espositiva, i servizi al pubblico, le aree didattiche e conferenziali e a migliorare accessibilità, sicurezza e fruizione del complesso museale”. A parte la poca chiarezza di alcune finalità del progetto (“ampliare l’offerta espositiva”, “migliorare l’accessibilità”) sorprende che nel documento sia scritto che “Galleria Borghese continuerà a condividere pubblicamente gli sviluppi di questo percorso di studio e approfondimento, nel segno della massima trasparenza e del dialogo con le istituzioni, la comunità scientifica, le realtà impegnate nella tutela del patrimonio e la cittadinanza”. Di questo progetto in realtà non è mai stata fatta alcuna condivisione pubblica né prima della accettazione da parte della direzione della Galleria dell’offerta di sponsorizzazione, né dopo la conferenza stampa del 18 maggio 2026. Il fugace “Avviso Pubblico” del 18 novembre 2025 non è stato per nulla pubblicizzato, nonostante l’interesse del tema in gioco. Se ne è avuta notizia appunto soltanto il 18 maggio 2026, dopo che già da oltre quattro mesi era stato dato l’incarico alla società Proger Spa di redigere un elaborato “per la consegna al Museo del progetto di fattibilità tecnico economica di un nuovo edificio contermine alla Galleria Borghese”. Sembra allora di capire che la scelta della costruzione di “un nuovo volume che possa rendere la Galleria un luogo più accogliente, fruibile e sicuro”[5] è già stata approvata, nonostante non siano noti i pareri favorevoli del Ministero della Cultura, né tanto meno quelli del Comitato Tecnico Scientifico e del Consiglio d’Amministrazione della Galleria Borghese. Da considerare inoltre che, essendo l’area della Villa Borghese proprietà del Comune di Roma, dopo un primo atto della Giunta Capitolina del 5 maggio 2026 favorevole all’iniziativa[6], una delibera del II Municipio (dove ha sede la Galleria Borghese) del 2 luglio 2026 ha sconfessato tale decisione.[7] Sempre nel documento del 18 maggio scorso si afferma inoltre che “L’iniziativa riguarda esclusivamente l’apertura di una fase di approfondimento e confronto, che coinvolgerà competenze scientifiche, architettoniche, paesaggistiche e tecnico-istituzionali, insieme agli organismi preposti”. Sarebbe stato più corretto coinvolgere preliminarmente tutti gli organi interessati alla tutela e alla salvaguardia del complesso monumentale e ambientale di Villa Borghese e della Galleria, ad iniziare da quelli statali e comunali, sentite anche le associazioni culturali attive sul territorio e le comunità scientifiche e, solo successivamente, valutare se e quale tipo di intervento fosse possibile fare. Nel documento della conferenza stampa si parla anche di “rafforzare le capacità di accessibilità”; significa forse volere aumentare il numero dei visitatori? È il caso di osservare a questo proposito che un secondo spazio museale non potrà consentire di aumentare il numero dei visitatori a meno che non si voglia trasferire parte delle opere di Caravaggio, Raffaello, Bernini, Tiziano e di altri artisti e metà della raccolta di sculture oggi nella Galleria Borghese nel nuovo previsto edificio. Tale soluzione sarebbe improponibile perché comporterebbe la divisione di parte della raccolta artistica storica dal suo contesto architettonico originale, atto questo contrario a qualsiasi principio filologico di storia del collezionismo. Se così fosse, il progetto sembra ricordare quello ancora più irragionevole, dal punto di vista storico collezionistico, della Soprintendenza per il Polo Museale Romano la quale nel 2006-2009 aveva deciso di trasferire la collezione Corsini, conservata nell’omonimo palazzo della Lungara dove era stata formata (fig. 2), presso la Galleria Nazionale di palazzo Barberini dove sarebbe finita quasi completamente nei depositi, a parte qualche capolavoro come il San Giovanni Battista di Caravaggio. E fu proprio Francesco Rutelli, allora ministro dei Beni Culturali e oggi presidente della Business Unit Art&Culture di Proger Spa, a sancire l’inamovibilità della collezione Corsini e non approvare il suo spostamento.[8] Foto 2. Roma. Galleria Corsini, terza sala. L’altro poco esplicito obiettivo del progetto è quello di “ampliare l’offerta espositiva”. Per aumentare il numero dei visitatori si vogliono trasferire forse nel nuovo edificio le opere attualmente in deposito? In realtà i depositi della Borghese, dopo un loro mirato restauro, sono già visitabili su richiesta, come è segnalato sul suo sito web (fig. 3) [9]. E, d’altra parte, l’interesse per le opere in deposito è in genere ristretto agli studiosi, agli specialisti o ai pochi curiosi. Foto 3. Roma. Galleria Borghese, depositi. Il Victoria&Albert East Storehouse di Londra, citato nella conferenza stampa come esempio cui ispirarsi per il nuovo edificio proposto accanto alla Galleria Borghese, non è pertinente in quanto si tratta in quel caso del “deposito aperto” del Victoria&Albert Museum, con oltre 250.00 oggetti (oltre libri e archivi), inserito in una struttura preesistente ristrutturata ad hoc, a circa un’ora di automobile dal museo principale e visitabile gratuitamente, anche con la possibilità di prenotare l’esame di un oggetto in particolare (fig. 4). Foto 4. Londra. Victoria & Albert Storehouse, interni. Il futuro edificio accanto alla Galleria Borghese non sarebbe nemmeno paragonabile a una delle famose addizioni architettoniche realizzate in grandi musei come, ad esempio, quella di Ieoh Ming Pei alla novecentesca National Gallery of Art di Washington (fig. 5), o quella di James Stirling e Michael Wilford alla ottocentesca Alte Staatsgalerie di Stoccarda (fig. 6), trattandosi di musei con opere provenienti da numerosi e differenti nuclei collezionistici e con continue nuove acquisizioni. Foto 5. Washington DC. National Gallery of Art, esterno con la East Building. Foto 6. Stoccarda. Neue Staatgalerie, esterno. La collezione Borghese di dipinti e sculture antiche e moderne è, al contrario, una raccolta “chiusa”, perché non suscettibile di nuove acquisizioni, a parte qualche deposito e un recente dono (fig. 7). Foto 7. Roma. Galleria Borghese, Busto di Clemente XII Corsini già attribuito a P. Bracci (in deposito dal 1910); Ritratto del cardinale Giulio Sacchetti di Pietro da Cortona (dono 2016). Essa, come è ben noto, fu messa insieme dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese agli inizi del 1600 nel “Casino Nobile” costruito appositamente all’interno della sua fastosa villa e i cui ambienti furono ridisegnati e decorati nel tardo Settecento (fig. 8) per volere di Marcantonio IV Borghese. Foto 8. Roma. Galleria Borghese, Sala Egizia con le decorazioni settecentesche tipiche dell’epoca (1778-82). Si creò così un prezioso contenitore di straordinari dipinti e sculture che, nonostante l’assenza dei numerosi oggetti antichi ceduti a Napoleone Bonaparte nel 1807 e in parte suppliti da successive sostituzioni (fig. 9) e nuove acquisizioni di Camillo Borghese (fig. 10-11), rappresenta uno dei più significativi allestimenti museologici neoclassici ancora in buona parte conservato. Foto 9. Roma. Galleria Borghese, Ermafrodito (copia romana con restauri di A. Bergondi che ha sostituito dopo il 1807 l’esemplare antico restaurato da G.L. Bernini ora al Louvre di Parigi). Foto 10. Roma. Galleria Borghese, Ritratto di Paolina Borghese di A. Canova (1804-1809) commissionata da Camillo Borghese. 11. Roma. Galleria Borghese, Danae del Correggio acquistata da Camillo Borghese nel 1827. Se, dunque, il poco chiaro obiettivo “rafforzare le capacità di accessibilità” (come si legge ancora nel documento della conferenza stampa), vuole significare aumentare il numero dei visitatori nella Galleria Borghese, esso è impossibile e dietro l’iniziativa sembra piuttosto di intravedere soltanto una operazione commerciale tendente a poter vendere più biglietti, senza aver trovato, tra l’altro, una soluzione agli scandalosi fenomeni di bagarinaggio dei tour operators. Per quanto riguarda la spesa di questa eventuale nuova costruzione nel documento presentato il 18 maggio 2026 non vi è alcun cenno, anche se da varie testate giornalistiche è stato riferito che durante la conferenza stampa si è parlato di circa 10 milioni di euro, senza indicare come si è giunti a quella valutazione. Anche questa poca chiarezza sui dati economici del progetto e su chi dovrebbe sostenere la spesa è a dir poco inusuale. Ci auguriamo che ci sia un totale ripensamento su quanto proposto dalla direzione della Galleria, perché, da quanto documentato, non è possibile raggiungere l’obiettivo di consentire ad altri visitatori, oltre i 1800 ora giornalmente ammissibili, di poter accedere alla Galleria Borghese. Un’altra e più realistica analisi del “progetto” presentato potrebbe essere quella che, accantonata in breve l’idea del nuovo edificio, venga proposto di utilizzare un edificio già esistente nell’area della Villa Borghese che, comunque, non potrà consentire per i motivi prima evidenziati di raggiungere l’obiettivo di aumentare il numero degli ingressi giornalieri nella Galleria Borghese. Il primo atto di questa seconda fase sembra indentificarsi con quello prima citato del Consiglio del II Municipio di Roma Capitale che ha votato il 2 luglio scorso di “chiedere soluzioni che escludano la realizzazione di un nuovo volume all’interno di Villa Borghese e che prevedano, invece, l’utilizzo del patrimonio attualmente esistente, sia pubblico, ad esclusione della scuola dell’infanzia il Giardino Incantato, che privato, come ad esempio il Villino Pincherle” (fig. 12) [10]. Foto 12. Roma. Villino Pincherle, esterno. La proposta del Villino Pincherle, come ha riportato recentemente Paolo Boccacci su “La Repubblica”, era stata già avanzata in passato da Claudio Minelli, ex assessore nelle giunte comunali di Rutelli e Veltroni e presidente dell’Associazione Visioneroma; l’edificio degli inizi del Novecento è di proprietà privata e vincolato; se acquistato, sempre secondo quel progetto, esso verrebbe collegato alla Galleria Borghese con un tunnel pedonale sotto via Pinciana, essendo distante solo 180 metri. Costo stimato: 65 milioni di euro!  Nei documenti finora citati, compreso quello della conferenza stampa, per quanto concerne gli allestimenti delle mostre temporanee organizzate nella Galleria Borghese non è stato mai fatto alcun riferimento alla ipotesi di trovare nuovi spazi. Va ricordato a questo proposito che durante le continue mostre realizzate nella Galleria è ben nota l’alterazione dell’allestimento di alcune sale con la copertura o lo spostamento di opere normalmente in esposizione per l’inserimento di altre pertinenti alla mostra di turno (figg. 13-17). Foto 13. Roma. Galleria Borghese, Salone d’ingresso nell’allestimento settecentesco con i mosaici pavimentali romani inseriti nel 1835. Foto 14. Roma. Galleria Borghese, Salone d’ingresso durante la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti (23.06.2026-11.10.2026). Foto 15. Roma. Galleria Borghese, La settecentesca Galleria degli Imperatori con i busti in porfido inseriti nel 1832. Foto 16. Roma. Galleria Borghese, Galleria degli Imperatori durante la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti (23.06.2026-11.10.2026). Foto 17. Roma. Galleria Borghese, Galleria degli Imperatori durante la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti (23.06.2026-11.10.2026). Tale deprecabile inconveniente è stato già segnalato in passato da visitatori, studiosi e critici d’arte e da chi scrive nel novembre 2017 in occasione della mostra su Bernini,[11]  ma si sono continuate a organizzare mostre sempre all’interno della Galleria.  Il reperimento e l’utilizzo di un edificio già esistente vicino alla Galleria Borghese per le future mostre temporanee e, se ci sarà spazio ulteriore, per “le aree di servizio, didattiche e sala conferenze”, sarebbe l’unico aspetto positivo della proposta di modifica dell’attuale assetto della Galleria Borghese perché renderebbe sempre fruibili gli spazi delle sale del “Casino Nobile” e tutte le opere esposte. In questo modo durante il periodo delle mostre ci sarebbero più possibilità di ingresso per chi volesse vedere solo la galleria. Il futuro edificio, piuttosto che il Villino Pincherle di proprietà privata, potrebbe essere quello delle cosiddette “Scuderie di Villa Borghese” in uso attualmente alla Polizia di Stato (fig. 18) e di proprietà comunale il quale, se ritenuto idoneo e conforme alle esigenze espositive della Galleria Borghese, una volta acquisito e ristrutturato, è ancora più vicino alla Galleria.Foto 18. Roma. Villa Borghese, Scuderie della Polizia di Stato, esterno. La proposta del riuso delle Scuderie è stata peraltro già avanzata da vari studiosi e associazioni ma mai per trasferirvi le mostre temporanee della Galleria Borghese.[12] Formalmente spetterebbe all’istituzione proprietaria della Galleria, cioè al Ministero della Cultura, accertare le reali necessità di un altro edificio esistente e, verificati gli eventuali vincoli architettonici, l’adeguatezza dei suoi spazi e, non ultima, una attenta stima dei costi effettivi dell’operazione, farsi carico di acquisire l’immobile prescelto e finanziare la sua ristrutturazione. É auspicabile perciò che al più presto la direzione della Galleria promuova un incontro con le istituzioni interessate, ad iniziare dal Ministero della Cultura e il Comune di Roma, con le associazioni culturali attive sul territorio e con le comunità scientifiche per competenza artistica, archeologica, architettonica e museologica, per definire finalità e possibili strategie di attuazione del progetto, non essendo finora esse ancora chiare. *Enzo Borsellino Già Professore di Museologia e storia del collezionismo e Docente presso il Master biennale di II livello “Esperti nelle attività di valutazione e di tutela del patrimonio culturale” dell’Università degli Studi Roma Tre. 14 ottobre 2026 (*) Per eventuali osservazioni e precisazioni riguardanti il testo pubblicato da Siscaonline scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com vedi i nostri articoli: Sembra una fake, ma non lo è: vogliono costruire un edificio accanto alla Galleria Borghese Maggio 12, 2026 Gino Famiglietti: Le radici storico-giuridiche dell’attuale status di Villa Borghese Maggio 29, 2026 Ampliamento Galleria Borghese, la risoluzione del II Municipio che chiede soluzioni che escludano un nuovo volume nella Villa storica Luglio 8, 2026 NOTE -------------------------------------------------------------------------------- [1] Ultima quella del 6 settembre 2026 di K. Herrmann Fiore, https://www.aboutartonline.com/riflessioni-sulla-galleria-borghese-un-contributo-di-idee-partendo-dal-genius-loci-delle-origini-per-preservarlo-anche-in-futuro/. [2]https://www.authorityonline.it/ftptrasparenza/3530057079213221127168231058007187242171053046108074187117108183195116199167172162177105253133103177235051185152153200104008192097238109236159161228190168142?id=%5B86%5D&folders=Avviso%20pubblico%20%20ricezione%20di%20offerta%20di%20sponsorizzazione%20tecnica%20ai%20sensi%20dell%E2%80%99art.%20134%20del%20D.Leg.vo%20n.%2036%20del%202023%20e%20dell%E2%80%99art.%20120%20del%20D.Leg.vo%20n.%2042%20del%202004%20e%20smi%20e%20circ.%20del%20MIC%20n.%2028%20del%2017.06.16; cfr. Avvisi, bandi ed inviti 17/11/2025, Avviso procedura. [3]https://www.authorityonline.it/ftptrasparenza/3530057079213221127168231058007187242171053046108074187117108183195116199167172162177105253133103177235051185152153200104008192097238109236159161228190168142?id=%5B86%5D&folders=Avviso%20pubblico%20%20ricezione%20di%20offerta%20di%20sponsorizzazione%20tecnica%20ai%20sensi%20dell%E2%80%99art.%20134%20del%20D.Leg.vo%20n.%2036%20del%202023%20e%20dell%E2%80%99art.%20120%20del%20D.Leg.vo%20n.%2042%20del%202004%20e%20smi%20e%20circ.%20del%20MIC%20n.%2028%20del%2017.06.16; cfr. Avvisi, bandi ed inviti 17/11/2025, Avviso aggiudicaz. Proger. [4] https://www.siscaonline.it/joomla/2019/wp-content/uploads/2026/09/cs.pdf [5] Come è scritto nell’oggetto dell’Avviso Pubblico del 17 novembre 2025, cfr. nota 2. [6] https://www.carteinregola.it/sembra-una-fake-ma-non-lo-e-vogliono-costruire-un-edificio-accanto-alla-galleria-borghese/ [7] https://www.carteinregola.it/ampliamento-galleria-borghese-la-risoluzione-del-ii-municipio-che-chiede-soluzioni-che-escludano-la-realizzazione-di-un-nuovo-volume-nella-villa-storica/ [8] E. Borsellino, La collezione Corsini di Roma dalle origini alla donazione allo Stato italiano. Dipinti e sculture, Roma 2017, I vol., pp. 614-616. [9] https://galleriaborghese.cultura.gov.it/il-museo/i-depositi/. [10] Cfr. nota 7. [11] https://www.siscaonline.it/joomla/2019/wp-content/uploads/2026/09/bernini.pdf. Una bella mostra ma problematica. [12] Anche Icom Italia ha suggerito recentemente l’utilizzo delle Scuderie ma per esporre le opere dei depositi della Galleria. https://www.facebook.com/ICOMItaliaofficial/posts/%EF%B8%8Fcomunicato-sulla-proposta-di-ampliamento-della-galleria-borghese-icom-italia-se/1398092695689251/. Referenze fotografiche: Foto 2 Daniele Petrucci Foto 7, 14, 16-17-18 Enzo Borsellino Le foto presenti nell’articolo prese da Internet sono valutate di pubblico dominio.
October 14, 2026
carteinregola
Galleria Borghese: si continua a portare avanti un progetto irricevibile
  Villa Borghese 2026-05-25 (foto AMBM) Comunicato delle Associazioni Ranuccio Bianchi Bandinelli, Italia Nostra Roma, Gruppo dei Romanisti, Amici di Villa Borghese, Carteinregola-ODV, Amici dei Musei di Roma, ICOM Italia a proposito della Conferenza stampa del 14 ottobre 2026 – Presentazione del Concorso internazionale di architettura per la nuova struttura museale integrata alla Galleria Borghese Si esprime grave sconcerto per la notizia appresa casualmente della “Presentazione di un concorso internazionale di architettura per una nuova struttura museale autonoma e integrata all’interno del sistema espositivo di Villa Borghese” gestito dalla società privata Proger Spa su un bene culturale pubblico. Già nel maggio 2026, associazioni culturali, storici dell’arte, esperti di musei, singoli cittadini hanno manifestato la propria contrarietà in merito al bando che allora prevedeva la progettazione di una nuova struttura museale “contermine alla Galleria Borghese”*, presentando osservazioni sulle modalità e nel merito con argomentazioni circostanziate che sono sostenute da leggi dello Stato, in assenza peraltro di dichiarazioni da parte del Ministero della Cultura al quale compete la tutela del bene, tanto più in quanto proprietario. Non si entra, per ora, nel merito dell’oggetto del concorso ma si sottolinea nuovamente, dopo un avvio molto opaco dell’operazione, che la Galleria Borghese è un bene pubblico e chi la amministra è tenuto al rispetto delle norme, nei limiti delle competenze attribuite. Si richiama, a questo proposito, la normativa prevista dal DPCM 57/2024, art. 24 e dal DM 270/2024 che sancisce che ai direttori degli istituti dotati di autonomia speciale (come la Galleria Borghese) competono solo le funzioni di tutela per quanto riguarda i beni mobili, mentre le funzioni di tutela sui beni immobili sono assolte dalle Soprintendenze Speciali Archeologia Belle Arti e Paesaggio, previ accordi formali con la direzione museale. Analogamente, è inverosimile che si bandisca un concorso di idee ad uso della Galleria Borghese per “una nuova struttura autonoma e integrata” in uno spazio pubblico o anche per un edificio esistente, senza che sia stato reso noto il piano generale dell’operazione, giustificata con motivazioni poco chiare e, a quanto noto, senza l’autorizzazione preventiva del Ministero della Cultura proprietario della Galleria Borghese. Se la finalità del nuovo edificio è quella di “rendere ancora più accessibile e comprensibile il patrimonio della Galleria Borghese … con meno limiti di tempo, di spazi e di opere da guardare”, come scritto nel documento del 18 maggio scorso, va spiegato se lo si vuole utilizzare per dirottare una parte delle opere d’arte esposte nel Villino Borghese per poter raddoppiare i tempi di visita e gli ingressi dei visitatori. Soluzione che appare impossibile considerato che la Galleria Borghese non è un museo ma una antica e straordinaria collezione d’arte privata acquistata dallo Stato che deve rimanere indissolubilmente integra, con gli ampliamenti già realizzati e con possibili miglioramenti per l’accessibilità nell’ambito dell’edificio stesso. Un intervento di tale rilevanza deve essere gestito dall’ente pubblico competente e non da una società privata. Si ritiene pertanto singolare il ruolo assunto dalla Proger Spa in apparente assenza degli organi competenti del Ministero della Cultura Per osservazioni e precisazioni sul testo delle associazioni si può scrivere anche a laboratoriocarteinregola@gmail.com 13 ottobre 2026 * Nota di Carteinregola – vedi i nostri articoli: Sembra una fake, ma non lo è: vogliono costruire un edificio accanto alla Galleria Borghese Maggio 12, 2026 Gino Famiglietti: Le radici storico-giuridiche dell’attuale status di Villa Borghese Maggio 29, 2026 Ampliamento Galleria Borghese, la risoluzione del II Municipio che chiede soluzioni che escludano un nuovo volume nella Villa storica Luglio 8, 2026
October 13, 2026
carteinregola
Newsletter del 13.10.2026 – MercatoBio, Lab. letture bimbi, Cineforum in saletta, Biblioteca, BioOsteria
Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 13.ottobre.2026 Segnaliamo due appuntamenti in settimana: venerdì 16 ottobre h. 17:00 (Roma, Piramide Cestia/piazzale Ostiense) Fridays For Future: Questo clima non è vita! Sciopero e corteo fino al MASE domenica 18 ottobre h. 11:00 (h.15,30 corteo per le strade del Pigneto Lago Bullicante Ex-Snia (Roma, Via di … Leggi tutto "Newsletter del 13.10.2026 – MercatoBio, Lab. letture bimbi, Cineforum in saletta, Biblioteca, BioOsteria"
October 13, 2026
Casale Podere Rosa
Cineforum (e non solo) in saletta 16 – 17 ottobre 2026
Libri disponibili per consultazione e prestito in Biblioteca sociale Passepartout, legati ai temi affrontati negli spettacoli della settimana. venerdì 16 ottobre ore 16,00 Per la rassegna Non è mai troppo tardi AGADAH di Romolo Rondalli Italia 2017 126′ Il film è una rilettura di uno dei grandi classici della letteratura europea “Manoscritto trovato a Saragozza” … Leggi tutto "Cineforum (e non solo) in saletta 16 – 17 ottobre 2026"
October 12, 2026
Casale Podere Rosa