78 anni dalla Nakba: una Storia di colonialismo di insediamento ancora in corso
InfoPal. Di Angela Lano. Sono passati 78 anni dalla Nakba, il disastro della
nascita di Israele, il 15 maggio 1948, costruita sul territorio e sulla pulizia
etnica dei nativi palestinesi.
E’ una tragedia immane, che non ha fine, e che, per sviluppo temporale, può
essere paragonata soltanto al genocidio dei nativi del continente americano,
sterminati a decine di milioni nell’arco di 500 anni.
Il genocidio in corso a Gaza dall’ottobre del 2023 è uno stupro di orrore e
violenza perpetrato in diretta davanti a miliardi di esseri umani. Una vergogna,
un’infamia dell’Umanità. E’ un grido di dolore che squarcia le anime e le menti
di chi assiste impotente allo smembramento, alla dissoluzione dei corpi di
bambini, donne, adulti, anziani. Non si era mai visto tanto orrore sfrontato,
arrogante e impunito.
Ciò che sta succedendo a Gaza va al di là…, è al di là di ogni paragone
storico. E’ la nuova frontiera della mostruosità, della disumanità perversa e
psicopatica.
Tutti noi, giornalisti indipendenti, studiosi, attivisti, semplici cittadini che
seguono giorno dopo giorno la cronaca del macello sionista nella piccola
striscia di terra, siamo pervasi da un’onda di morte, di ingiustizia e di
rabbia. Proviamo odio contro tale barbarie e ne desideriamo la fine con ogni
mezzo e, insieme, la dissoluzione di ciò che ne è causa: il colonialismo
israeliano.
Il genocidio nella Striscia di Gaza, il genocidio incrementale e la pulizia
etnica in Cisgiordania, a Gerusalemme e nei Territori del 1948, e l’occupazione
di parte del Libano e della Siria, evidenziano i progetti coloniali di
insediamento israeliani in atto: la peggiore forma di colonialismo che
l’Occidente egemonico abbia prodotto, quella che passa attraverso lo sterminio
delle popolazioni native e la loro sostituzione etnica con coloni che arrivano
da fuori come invasori fanatici e cruenti, forti di una millantata “elezione
divina” basata su suprematismo etnico-religioso e politico. E’ ciò che accade
nella Palestina storica da oltre 80 anni, ed è il piano in atto nella Striscia
di Gaza e nell’Asia occidentale tutta.
Questa forma particolarmente atroce e barbara di colonialismo ha origini
storico-ideologiche in Occidente, nella visione razzista del colonialismo
europeo, a partire dal XVI-XVII secolo, e vede nell’ideologia suprematista
cristiana, protestante e cattolica, i suoi “miti di origine”. Il Sionismo,
difatti, nasce in seno al protestantesimo anglosassone e poi si sviluppa tra le
comunità ebraiche europee solo molto più tardi, in piena epoca coloniale europea
di fine Ottocento-inizi Novecento. Chi ha creato il sionismo è la Gran Bretagna
protestante e imperialista. Tali responsabilità storiche, e attuali, non vanno
dimenticate. I fondatori di Israele, i suoi politici e i suoi coloni – ieri come
oggi – sono, a tutti gli effetti, colonizzatori bianchi europei.
Il colonialismo di insediamento genocida israeliano ha il sostegno
dell’Occidente collettivo e di parte del mondo arabo, e di tutte le istituzioni
internazionali che non agiscono per fermare gli assassini coloniali e la loro
potente lobby.
Questa carneficina giornaliera segna la fine etico-morale, e chissà, anche
giuridica, della cosiddetta “comunità internazionale” e delle sue
organizzazioni, ONU in primis, del “diritto internazionale”, della “legalità
internazionale” e quant’altro abbia mostrato finora i doppi standard e i
due-pesi due-misure, il volto razzista e suprematista dell’Occidente egemonico
in declino.
Le tappe della Catastrofe palestinese: una Storia di colonialismo che non ha
fine.
1840. Prima proposta di colonizzazione ebraica. Lord Palmerston, primo ministro
inglese suggerisce l’insediamento di ebrei in Palestina per “tener aperta la
Porta d’Oriente alle truppe ed ai commerci inglesi”.
1882. Comincia la prima ondata migratoria di ebrei in Palestina (circa 25.000
dalla Russia), favorita dagli inglesi per questioni di colonialismo, provocando
i primi disordini contro la popolazione araba.
1891. Petizione di notabili e protesta palestinese contro la vendita di terre
agli ebrei e gli abusi da parte dei coloni ebrei.
1896. Theodor Herzl, giornalista ungherese, in seguito all’”affare Dreyfuss””
(ufficiale ebreo francese condannato per alto tradimento senza alcuna prova),
pubblica “Lo Stato ebraico”, che segna l’atto di nascita del sionismo politico,
del progetto e dell’organizzazione di un movimento per il ritorno degli ebrei in
Palestina.
1897. Primo congresso sionista a Basilea (Svizzera), nel quale vengono prese
numerose decisioni, prima di tutte quella di fondare “una sede nazionale
ebraica” in Palestina.
1900 ca. In Palestina vivono 50.000 ebrei e 600.000 arabi.
1901/3. Disordini a Tiberiade e a Jafa (Jaffa).
1905/6. In seguito al fallimento della rivoluzione russa del 1905, alcuni ebrei
russi sbarcarono in Palestina.
1908. Viene fondato il giornale arabo “Al Karmal” a carattere nazionalistico.
1914. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale, l’Inghilterra promette
l’indipendenza a tutti gli stati arabi che combatteranno l’Impero ottomano.
1915. L’alto commissario britannico al Cairo, Mac Mahon, promette allo sceriffo
della Mecca, Hussein, uno stato arabo indipendente che comprenda la Palestina,
in cambio della partecipazione araba allo sforzo bellico.
1916. Con gli accordi di Sykes-Picot, la Francia e la Gran Bretagna si
spartiscono il Medio Oriente in zone di influenza, senza tenere in alcun conto
le promesse britanniche allo sceriffo Hussein, in base al quale la Siria e il
Libano diventano francesi, la Giordania e l’Iraq inglesi; la Palestina avrebbe
dovuto avere uno status internazionale.
1917. 2 novembre – Lord Balfour a nome di Sua Maestà Britannica invia a Lord
Rothschild, per la federazione sionista, una lettera in cui si dichiara che la
Gran Bretagna “vede con favore lo stabilirsi in Palestina di un focolare
nazionale per il popolo ebraico…”.
Al momento della dichiarazione, la popolazione totale della Palestina è di
700.000 persone: 574.000 musulmani, 74.000 cristiani e 56.000 ebrei.
1917/18. Le truppe inglesi occupano la Palestina.
1918/20. Esodo delle comunità ebraiche russe a seguito di violenze e
devastazioni dovute la guerra civile che segue la rivoluzione russa. Come già in
occasione dei pogrom del 1881 e del 1904 solo una piccola parte emigra in
Palestina.
1919. Primo congresso palestinese a Gerusalemme.
1920. Conferenza di Sanremo: la Palestina diventa protettorato britannico.
Manifestazioni e rivolte arabe contro il mandato britannico. Gli inglesi
riconoscono come lingua ufficiale accanto ad inglese ed arabo l’ebraico,
modernizzato da Eliezer Ben Yehudi.
In Palestina gli arabi sono circa 800.000 e gli ebrei 80.000.
Fondazione dell’organizzazione sionista militare Haganah (nucleo originario del
futuro esercito israeliano).
1921. In seguito ai disordini arabi del maggio 1921, viene nominata la
Commissione d’Inchiesta Haycraft nel tentativo di alleggerire l’atmosfera in
Palestina. Nonostante ritenga gli arabi responsabili dello scoppio della
violenza, la commissione sostiene che la radice del problema è l’ansia araba
causata dagli impegni pro-sionisti presi dalla diplomazia britannica. La
commissione Haycraft fa parte di un processo che porta alla pubblicazione della
Carta Bianca di Churchill.
1922. La Lega delle Nazioni ratifica il mandato alla Gran Bretagna per
l’amministrazione della Palestina. Il mandato è un sistema creato dalla Lega
delle Nazioni secondo il quale “i popoli non ancora in grado di auto-governarsi”
sarebbero amministrati da “nazioni più evolute”. Con il tempo queste nazioni,
principalmente le Potenze Alleate, avrebbero trasferito l’autorità alla
popolazione del luogo. Il trattato non parla della tutela della popolazione
residente e la parola “arabo” non viene menzionata.
1925. ‘Izz al-din Qassam, siriano stabilitosi in Palestina qualche anno prima,
forma un’organizzazione di rivolta anti-sionista e anti-colonialista con cellule
segrete.
1927. Gli ebrei che vivono in Palestina sono ora 150.000.
1928. Insurrezione di grande portata scatenata dai contadini palestinesi: gli
inglesi rispondono con una terribile repressione che fa migliaia e migliaia di
vittime. Insurrezioni si susseguiranno senza interruzione fino alla grande
rivolta del 1936.
1929. Viene costituita l’Agenzia Ebraica al fine di favorire l’immigrazione e la
formazione di colonie ebraiche in Palestina. Dal 1880 al 1929 gli ebrei
immigrati in Palestina sono 120.000 su circa 4 milioni fuggiti dall’Europa
centro-orientale.
1935/36. Qassam inizia la lotta armata e viene ucciso dalle truppe inglesi a
Jenin.
Gli ebrei in Palestina sono ora 355.000.
Rivolta palestinese contro l’occupazione britannica e la crescente immigrazione
ebraica. Lo sciopero generale, durato sei mesi, si trasforma nell’estate del ’36
in aperta ribellione armata. Al termine della rivolta, nel ’39, le vittime
palestinesi saranno 15.000.
1937. La commissione britannica presieduta da lord Peel propone la spartizione
della Palestina tra ebrei e arabi, con 1) la creazione a nord-ovest di uno stato
ebraico, 2) una zona comprendente Gerusalemme e Jaffa sotto dominio britannico e
3) il resto del paese riunito alla Transgiordania.
Il piano viene rifiutato dai sionisti e dagli arabi. In seguito a una nuova
sollevazione della popolazione araba, viene deportata la maggior parte dei suoi
leader politici.
Al momento gli ebrei sono il 28% della popolazione totale.
Terrorismo ebraico-sionista.
Iniziano le azioni terroristiche dell’Irgun Zvai Leumi, corpo paramilitare della
destra sionista, fondato dal filo-fascista Jabotinskij, contro palestinesi e
britannici.
1939. Gli inglesi promettono la costituzione di uno stato arabo-ebraico; rifiuto
risoluto da parte araba.
1939/45. In Europa inizia lo sterminio sistematico degli ebrei ad opera dei
nazisti. L’Agenzia Ebraica organizza l’immigrazione clandestina in Palestina
respingendo le limitazioni imposte dal “Libro Bianco” britannico del ’39.
1944. Il gruppo terroristico ebraico “Stern”, nato da una scissione dell’Irgun,
uccide Lord Moyne, ministro britannico per il Medio Oriente.
1945. Gli ebrei residenti in Palestina raggiungono il numero di 608.000 (un
numero undici volte superiore a quello del 1917), contro 1.200.000 arabi.
1946. L’Irgun fa saltare con la dinamite la segreteria generale dell’Alto
commissariato britannico a Gerusalemme (Hotel King David), causando oltre 90
vittime.
1947, 29 settembre. La Gran Bretagna rimette il proprio mandato sulla Palestina
alle Nazioni Unite.
29 novembre. Le Nazioni Uniti approvano la risoluzione 181. Votano a favore
URSS, USA e Francia, ma gli Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina
ed altri si astengono. La risoluzione prevede la divisione della Palestina in
tre parti: 1) uno stato ebraico sul 56% del territorio, 2) uno stato
palestinese, 3) una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e Betlemme. Il
confine tracciato viene definito “Linea Verde”.
1948. La proclamazione dello stato d’Israele è prevista per il mese di maggio,
ma i gruppi armati sionisti muovono una violenta offensiva contro la popolazione
palestinese con l’obiettivo di realizzarne l’espulsione dalle loro terre. Nasce
l’esercito di liberazione della Palestina, composto da cinquemila volontari tra
cui anche iracheni ed egiziani.
9 aprile. A Deir Yassin, sulla strada di Gerusalemme, un commando dell’Irgun,
diretto da Begin, uccide 254 persone, in buona parte bambini e vecchi.
11 maggio. I residenti palestinesi di Lydda sono deportati a Ramallah. È la
marcia della morte, con numerose vittime. Le deportazioni di massa e l’esodo
proseguono a catena.
14 maggio. David Ben Gurion proclama, a Tel Aviv, la nascita dello stato
d’Israele, riconosciuto immediatamente da Stati Uniti, URSS ed altri paesi. Gli
israeliani controllano, non più il 56%, bensì, il 77% del territorio.
Gerusalemme viene divisa tra Israele e Giordania: la Città Vecchia con la parte
est passa sotto il controllo della Giordania, la parte occidentale e quella
meridionale sotto Israele.
150.000 palestinesi continuano a vivere in Israele, praticamente senza diritti e
sottoposti a regime militare. Nasce anche l’esercito di Israele “Tsahal”,
chiamato Forza di Difesa d’Israele (IDF), che incorpora tutte le organizzazioni
sioniste paramilitari.
La Lega araba (Siria, Iraq, Egitto e Giordania) invade il nuovo stato il giorno
stesso della sua nascita, ma sarà sconfitta.
15 luglio. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ordina ad arabi e
israeliani il cessate il fuoco.
17 settembre. Viene ucciso, a Gerusalemme, il conte Folke Bernadotte, inviato
delle Nazioni Unite per la trattativa di mediazione nel conflitto
arabo-israeliano. 23 anni dopo, Baruch Nadel, che nel ’48 era capo del
controspionaggio del gruppo “Stern”, ammette di aver organizzato
quell’attentato, allo scopo di far fallire il tentativo di mediazione dell’ONU.
11 dicembre. Le Nazioni Unite votano la risoluzione 194 che chiede il ritorno in
patria, o un indennizzo, per i quasi 800.000 palestinesi espulsi dalle loro
terre.
1949, 11 maggio. Israele, grazie alla risoluzione 273, diventa membro delle
Nazioni Unite.
8 dicembre. L’ONU costituisce l’Ufficio di Soccorso e di Lavoro delle Nazioni
Unite per i profughi di Palestina (UNRWA) e decreta l’internazionalizzazione di
Gerusalemme.
Nel corso dell’anno, vengono rase al suolo 387, su 475, cittadine e villaggi
palestinesi nel territorio “israeliano”. Un milione di palestinesi, costretti ad
abbandonare le loro terre, si riversano a Gaza, in Cisgiordania e Libano, nei
campi profughi. Gli ebrei, in Palestina, sono già un milione.
Fonti:
Fanon, Frantz. The Wretched of the Earth, 1963
Lano, A. Falchetta, J. Nakba. La tragedia del 1948, Edizioni Al Hikma, 2009
Losurdo, D. Colonialismo e Luta Anticolonial, 2020
Masalha, N. The Palestine Nakba. Zed Books, 2012
Pappe, I. The Ethnic Cleansing of Palestine. Oneworld, 2006. La pulizia etnica
della Palestina, Fazi Editore
Veracini, L. Settler Colonialism: A Theoretical Overview. Palgrave, 2010
Veracini, L. Settler Colonialism: Career of a Concept. The Journal of Imperial
and Commonwealth History, n.41/2013
Veracini, L. The Settler Colonial Present. Hampshire: Palgrave MacMillan, 2015
https://www.palestineremembered.com/
https://www.un.org/unispal/event/nakba75/