L’incremento esponenziale dei data center e il ruolo di Terna
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DATA CENTER IN ITALIA: È BOOM DI RICHIESTE ALLA RETE TERNA (+48%)
SOLO NEI PRIMI 8 MESI DELL’ANNO UN BALZO DI OLTRE IL 48%: LA FETTA PRINCIPALE
DELLE ISTANZE TRA LOMBARDIA, LAZIO E PIEMONTE
di Celestina Dominelli
23 agosto 2026
La crescita impetuosa dei data center continua a spingere la domanda di energia
elettrica, almeno sulla carta. Secondo la fotografia registrata da Terna, le
richieste di connessione di nuovi progetti di centri dati alla rete elettrica
hanno toccato i 95,38 gigawatt (dato rilevato il 21 agosto). Un salto non da
poco se si riavvolge il nastro al 2021 quando le istanze di questo tipo erano
pari a 1 gigawatt.
Da allora è partita una vera e propria corsa che ha visto prima crescere il
numero di richieste a 5,40 GW nel 2023 per poi salire a 31,28 GW l’anno dopo: un
boom che, come documenta il gruppo guidato da Pasqualino Monti, si concentra
soprattutto nel Nord Italia e, in particolare in Lombardia che, da sola,
raccoglie 290 domande per 46 GW – in gran parte localizzate su Milano -, seguita
da Lazio, Piemonte e Puglia.
IL PICCO AL CENTRO-NORD
Delle 531 domande giunte finora sul tavolo di Terna – di cui 300 solo da gennaio
a oggi (58,7 GW, vale a dire il 48,2% in più dei primi 8 mesi del 2025, quando
l’asticella si era fermata a 215 (39,6 GW) – solo 15 (1,88 GW) hanno raggiunto
la fase di maturità più avanzata, segno che il grosso delle richieste rinvia a
una domanda potenziale che non arriverà a traguardo. Ma i numeri restano
comunque molto significativi. Soltanto ad agosto, secondo Terna si sono
registrate 8 nuove domande per 0,87 GW (3 richieste dalla Lombardia, 2 dalla
Puglia, e 1 richiesta ciascuna da Emilia Romagna, Sicilia e Veneto) e 6
richieste sono decadute per una potenza di circa 1,3 GW. Nel mese di luglio,
invece, sono state 17 le istanze pervenute per un potenza complessiva di 1,68
GW: nei due mesi, 7 richieste sono arrivate dalla Lombardia (857 MW), 4 dal
Piemonte (350 MW), 2 dalla Campania (200 MW), 2 dalla Basilicata (200 MW) e,
infine, 10 istanze tra Emilia-Romagna, Puglia, Lazio, Sicilia, Veneto e
Friuli-Venezia Giulia per una potenza complessiva di 1,1 GW. Come ad agosto,
però, otto domande sono venute meno o sono state oggetto di rinuncia.
L’IDENTIKIT DEI PROPONENTI
Le richieste provengono principalmente da società di progettazione e developer
di impianti di questo tipo o di impianti da fonti rinnovabili, ma anche da
società di scopo e da real estate. Disporre di un quadro di dettaglio delle
attività del soggetto che presenta la domanda non è chiaramente possibile, ma si
può registrare un dato importante: durante il percorso di autorizzazione, gli
operatori finali intervengono acquisendo la titolarità delle domande dalle
società di sviluppo e progetto, analogamente a quanto avviene nel mondo delle
rinnovabili.
Tornando alle oltre 530 domande presentate da inizio anno a oggi, soltanto il
10% circa è immediatamente riconducibile a operatori di data center o fondi di
investimento a loro dedicato, mentre il restante 90% è suddiviso tra un 30%
circa riconducibile a società di progettazione, sviluppo e di scopo, e un 60%
rappresentato da una realtà differenziata di società più grandi di real estate e
logistica e di operatori privati.
IL RUOLO DI TERNA
Fin qui il quadro aggiornato delle richieste di connessione alla rete elettrica
che devono essere presentate a Terna con l’indicazione della potenza richiesta e
dell’area di insediamento, nonché dei documenti previsti dalla regolazione
vigente. Non appena viene ricevuta la domanda, il gestore della rete elettrica
emette una soluzione tecnica minima generale (Stmg), che include la soluzione di
connessione e i corrispettivi di connessione da sostenere all’atto della sigla
del contratto di connessione.
L’accettazione del preventivo deve avvenire a cura del richiedente e, nel caso
in cui la Stmg preveda nuove opere sulla rete di trasmissione nazionale per la
connessione, scatteranno alcuni passaggi: 1) la richiesta dell’offerta economica
per la progettazione delle opere Rtn da parte del proponente; 2) la formulazione
dell’offerta economica, con tempi e costi per la progettazione, emessa da Terna;
3) l’accettazione dell’offerta economica e il pagamento del corrispettivo a cura
del proponente; 4) la progettazione e l’avvio dell’iter autorizzativo (che
include anche la conferenza dei servizi prevista nel nuovo regime introdotto dal
Dl Bollette) del data center e delle opere di rete di utenza a cura del
richiedente presso l’ente competente (le strutture dell’Aia ministeriale o
regionale); e, infine, la progettazione e l’avvio dell’iter autorizzativo delle
eventuali opere Rtn per la connessione a cura di Terna presso il Mase.
Una volta completati gli iter autorizzativi, viene quindi emessa la cosiddetta
“soluzione tecnica minima di dettaglio (Stmd), con cui Terna definisce nel
dettaglio le opere e i costi necessari per connettere il data center alla rete e
viene stipulato il contratto di connessione vero e proprio, al quale seguirà la
fase realizzativa delle opere e la loro entrata in esercizio.
I DATA CENTER GIÀ CONNESSI
A oggi risultano connessi alla rete 8 data center come specifiche unità di
consumo: il primo è connesso dal 2017, mentre 3 di questi sono entrati in
servizio nel 2026. Si attendono altre 4 connessioni nei prossimi mesi: sono
tutti dossier concentrati in Lombardia. Il numero complessivo di centri dati
connesso è naturalmente più elevato: al momento, l’asticella è pari a 226
impianti con una potenza complessiva di 513 MW, ma la maggior parte di questi
sono più piccoli e connessi alla rete di distribuzione o a impianti industriali
complessi. Quanto all’aumento dei consumi finali derivante dall’atteso sviluppo
dei data center, è già previsto negli scenari Terna che arrivano a stimare,
nelle ipotesi più sfidanti, un aumento fino al 17 per cento.