Cooperazione non remigrazione
CREMA E’ CITTA’ ANTIFASCISTA E SCENDE IN PIAZZA PER OPPORSI ALLA PROPOSTA DI
LEGGE CHE IL COMITATO REMIGRAZIONE STA PROMUOVENDO
Antefatto
Nel mese di febbraio di quest’anno iniziarono a comparire in tutta la città di
Crema manifesti sui quali il comitato RE invitava alla raccolta firme on line
per la REMIGRAZIONE. Scansionando il QR code presente nell’annuncio fu facile
arrivare al sito e comprendere la natura dei promotori, i loro obiettivi, le
loro proposte.
Il 1° marzo, fra via XX settembre e piazza Giovanni XXIII, RE si manifestò con
banchetto raccolta firme. Passavo di lì per caso, con i miei anziani genitori,
tutti e tre rimanemmo impietriti. Dietro al banchetto c’erano uomini giovani con
le braccia conserte abbigliati come moderni squadristi (l’abito non fa il
monaco, questo è vero, ma molto spesso è espressione di visione e di pensiero e
in quel caso fu inequivocabile). Provengo da una famiglia antifascista; negli
occhi delle mie nonne e zie, che quand’ero bambina mi raccontavano esperienze
del periodo nazifascista, ho sempre letto e fatto mio quell’orrore da loro
vissuto e, quasi come se fosse un richiamo viscerale, quando mi trovo di fronte
a quei simboli mi si schiaccia il cuore.
A metà maggio la notizia che il Comitato RE sarebbe stato in città il 21 dello
stesso mese per la proposta di legge sulla remigrazione ha mobilitato le
associazioni e i gruppi democratici e antifascisti.
Comitato Remigrazione
Per sfatare ogni dubbio, chi sono le realtà fondatrici del comitato Remigrazione
e riconquista? Eccole qui:
CasaPound Italia: movimento politico di estrema destra italiano di matrice
neofascista, i cui militanti si auto definiscono “fascisti del terzo millennio”.
Il 12 febbraio 2026 dei militanti di CasaPound sono stati condannati dal
tribunale di Bari per il reato di “riorganizzazione del disciolto partito
fascista”. È la prima volta in Italia che una sentenza giudiziaria riconosce
formalmente la condotta di membri di CasaPound come un tentativo strutturato di
ricostituzione del partito fascista, superando la tesi della semplice “apologia”
o del gesto isolato;
Rete dei Patrioti: movimento politico di estrema destra nato dalla divisione di
Forza Nuova, altro movimento di estrema destra neofascista;
VFS, Veneto Fronte Skinheads: fazione che abbraccia ideologie di supremazia
bianca, neonaziste o neofasciste promuovendo esplicitamente razzismo,
antisemitismo e posizioni identitarie. Non si rifanno al fascismo di Mussolini
che ritengono “fallimentare”, ma hanno maggiori punti di attinenza con gli
ambienti neofascisti e nazisti;
Brescia ai Bresciani: comitato apartitico di cittadini bresciani che vogliono
restituire Brescia ai Bresciani e l’Italia agli Italiani; più volte il comitato
ha promosso azioni discriminatorie nei confronti degli immigrati islamici.
Crema democratica e antifascista ha “chiamato la piazza”
Dalle 15.00 alle 19.00 del 21 maggio in piazza Garibaldi si è svolto il presidio
organizzato da associazioni, movimenti e gruppi politici, sindacali e terzo
settore del territorio:
Anpi, Cgil, Arci territoriale di Cremona, Acli Crema, Partito socialista
italiano, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Giovani Democratici,
Associazione amicizia Italia Cuba, Arcigay Crema Pride, commissione Missionaria,
commissione Migrantes, Europa Verde, Libreria La Storia, Coordinamento pace e
disarmo Castelleone, Marciatori della pace Vaiano Cremasco – Romanengo, Fiab
cremasco, Centro ricerca Alfredo Galmozzi, Presidio cremasco Libera contro le
mafie, Associazione Sinistra futura di Cremona.
Sotto un sole cocente molte persone si sono fermate a dare sostegno
all’iniziativa mantenendo costante un capannello di circa un centinaio di
persone. Intorno alle 17.30 sono intervenuti nell’ordine i seguenti portavoce.
Paolo Balzari, presidente ANPI Crema, ha ribadito al microfono le dichiarazioni
del comunicato stampa diffuso, esprimendo una condanna ferma del Comitato
Remigrazione promotore di ideologie fondate sulla superiorità razziale,
sull’esclusione e sull’odio, che oggi ci riportano alle pagine più vergognose
della storia italiana. Gli organizzatori rifiutano la presenza di queste
organizzazioni neofasciste, che considerano uno sfregio ad una comunità
democratica e antifascista, storicamente fondata sui valori dell’accoglienza,
del lavoro, della convivenza e dell’incontro tra culture diverse. Si sottolinea
che la vera democrazia non ha bisogno di avere paura delle diversità, ma
necessita invece di capacità di incontro, di conoscenze e di confronto.
Manuela Bussacchini, presidente ANPI Spino d’Adda, rimarca che la demagogia di
certe proposte di legge (in riferimento alla proposta del Comitato Remigrazione
e Riconquista) è senza vergona e sta costruendo un “sentimento” razzista e
xenofobo, che alimenta l’odio e la violenza tra le persone, normalizzando un
linguaggio razzista, ostile, denigratorio. Esorta poi a non cadere nel tranello
di chi sta presentando una proposta di legge sulla cosiddetta “Remigrazione” una
parola che fa orrore e spavento. Ricorda il passato dell’Italia, paese di
migranti, da secoli, che per bisogno hanno chiesto accoglienza a Stati Uniti,
America del Sud, Europa e Australia e rammenta che gli italiani sanno bene
quanto dolore c’è in ogni storia di migrazione.
Pierluigi Bettenzoli, di Rifondazione comunista, esordisce dichiarandosi
Bresciano a Crema e poi si focalizza su due punti. Il primo è la questione
migratoria che ha coinvolto il nostro paese nel passato e oggi. Migrare è nella
natura del nostro paese, delle nostre regioni e quindi perché opporci alla
migrazione verso l’Italia. Il secondo punto è il dilagare del pensiero fascista
che oggi torna, in un paese che ha subito prevaricazioni e barbare uccisioni
durante la seconda guerra mondiale e stragi in epoche più recenti.
Giorgio Cardile, assessore alla cultura, turismo e politiche giovanili, porta il
sostegno dell’Amministrazione Comunale agli organizzatori del presidio
democratico e antifascista e ribadisce la ferma posizione del Comune di Crema,
volta a proteggere gli ideali della democrazia e a continuare a promuovere
azioni a favore dell’inclusività, dell’accoglienza, nonché a difendere i
principi sui quali è nata la nostra repubblica.
Le quattro testimonianze hanno messo in luce che non basta indignarsi ma è
necessario costruire reti a sostegno e in difesa dei valori della democrazia e
della Costituzione in grado di “opporsi ad ogni rigurgito di intolleranza”.
A seguito del presidio la cronaca parla del 21 di maggio cremasco come di una
giornata in cui in piazze diverse si sono espresse diversità di idee, pensiero,
opinioni anche se opposte, ma sappiamo che il fascismo in Italia non è
un’opinione, è un reato.
Oggi più che mai comprendiamo che colpire l’altro, con ogni forma di
prevaricazione, comprese le più estreme (l’abominio del genocidio perpetrato da
Israele verso il popolo palestinese è drammaticamente ancora in atto) come un
boomerang porta inevitabilmente a nuocere a noi stessi e all’ambiente in cui
stiamo. Non facciamo altro che superare le soglie dell’essere e del restare
umani. Fomentare l’odio, il razzismo, vedere l’altro come un nemico, invece che
riconoscere nel suo volto un fratello, una sorella è un fallimento per una
società che dovrebbe evolversi socialmente, non regredire agli antichi e, per
alcuni, nostalgici momenti dell’autarchico ventennio. Gli scambi culturali e la
mescolanza fra i popoli, oggi come in passato costituiscono un valore aggiunto
per la crescita delle società stesse. Mettersi contro l’altro è il preludio
dell’implosione. Sono la cooperazione, la collaborazione e le relazioni
culturali, l’equilibrio degli scambi a rendere sano il rapporto tra i popoli ed
è per questo che dovremmo cercare di comprenderci vicendevolmente e prenderci
cura gli uni degli altri.
Redazione Italia