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Cosa significa essere donne oggi a Gaza
Mi chiamo Aisha. Sono una scrittrice e una giornalista di Gaza e soprattutto sono madre di due figlie meravigliose. Una volta ho scritto nel mio diario: «I corpi delle donne non sono stati creati per tutta questa sofferenza, né i loro cuori per sopportare questa quantità folle di dolore». Ricordo […] L'articolo Cosa significa essere donne oggi a Gaza su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
Burkina Faso, la Rivoluzione del pesce
Il Burkina Faso sta portando avanti una strategia di rafforzamento della propria sovranità alimentare nella quale la piscicoltura occupa un posto sempre più importante. Sotto la guida del Capitano Ibrahim Traoré, lo sviluppo della produzione ittica viene inserito nell’”Offensive agropastorale, hydraulique et halieutique 2026-2028“, con un obiettivo preciso, aumentare in […] L'articolo Burkina Faso, la Rivoluzione del pesce su Contropiano.
September 1, 2026
Contropiano
Grido d’allarme per la crisi alimentare nel nord-est dell’Uganda
> Si sta consumando una tragedia silenziosa nella regione del Karamoja, nel > nord-est dell’Uganda. Un’area da tempo segnata da estrema fragilità è oggi > rimpiombata in una crisi alimentare di proporzioni drammatiche, che sta > mettendo a dura prova la sopravvivenza stessa della comunità. Una combinazione fatale di prolungata siccità che ha causato la perdita dei raccolti, e di razzie di bestiame ha prostrato la popolazione. Fino ad aprile la zona sembrava un’isola felice; pioveva e tutto era verde, i campi coltivati promettevano un buon raccolto. Poi invece non ha più piovuto e il secco ha bruciato tutto. L’accesso al cibo non è più solo una questione di nutrizione equilibrata, ma una vera e propria lotta quotidiana per rimanere in vita. In questo scenario da incubo, il prezzo più alto viene pagato dai più deboli, i bambini e gli anziani. Nel villaggio di Kanawat, i tassi di malnutrizione hanno raggiunto livelli di emergenza. Molti piccoli non hanno accesso a un singolo pasto completo al giorno. Lo sguardo spento di madri che non hanno più latte nel seno, né cibo da offrire ai propri figli esprime tutta la drammaticità di questa crisi. Altrettanto drammatica è la condizione degli anziani. Oggi molti si trovano del tutto privi di una rete di supporto. La maggior parte delle persone decedute per la fame è costituita da anziani. Sono state fatte assemblee per focalizzare il problema con il governo, con UNICEF e la FAO, ma per ora ci sono solo parole, nemmeno promesse di seria attenzione. La situazione richiede una risposta immediata che possa tamponare l’imminente catastrofe umanitaria. Bisogna mobilitare al più presto le risorse necessarie per salvare vite umane e il GIM si sta attivando in questo senso. Per maggiori informazioni e donazioni: https://www.botteghegim.it/2026/08/emergenza-fame-in-karamoja/ -------------------------------------------------------------------------------- Fonte: Informazioni fornite da padre Gabriel Angella e padre Marco Canovi, missionari che per il GIM sono punti di riferimento per gli aiuti e il sostegno all’istruzione. Redazione Italia
August 27, 2026
Pressenza
Il genocidio prima e dopo la nascita
Avevo scritto un articolo e l’avevo lasciato in una cartella. Si intitolava Il genocidio prima della nascita. Parlava delle oltre 3.950 perdite di gravidanza registrate a Gaza fra gennaio e giugno del 2026, più del triplo rispetto al semestre precedente. Parlava anche di donne incinte, il 57,1 per cento, affette da […] L'articolo Il genocidio prima e dopo la nascita su Contropiano.
August 13, 2026
Contropiano
Contratto per i rider. Morire di caldo o morire di fame
Il governo recepisca la direttiva europea e riconosca il lavoro subordinato dei rider: Martedi 7 luglio giornata di agitazione Dietro l’alternativa “morire di caldo o morire di fame” c’è la condizione reale dei rider: un lavoro ancora classificato come autonomo, ma organizzato nei fatti come subordinato, dentro un modello basato […] L'articolo Contratto per i rider. Morire di caldo o morire di fame su Contropiano.
July 7, 2026
Contropiano
Afghanistan: allarmante aumento di bambini con malnutrizione acuta grave
La diminuzione di sostegni finanziari alle missioni umanitarie, la chiusura delle frontiere, l’incremento dei prezzi dei generi alimentari e la siccità hanno provocato l’incremento di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo degli ultimi 3 anni del numero di bambini, la maggior parte di età inferiore a 1 anno, con complicanze mediche che richiedono cure salvavita nei centri ospedalieri di alimentazione terapeutica. Questo aumento segnala un deterioramento della situazione di sicurezza alimentare che la popolazione afghana si trova ad affrontare. La situazione critica sta mettendo a dura prova la capacità di Medici Senza Frontiere di rispondere efficacemente ai bisogni della popolazione. “I bambini arrivano da noi in una fase troppo avanzata del processo e spesso si presentano in condizioni critiche con complicanze mediche che si potrebbero prevenire – afferma Ana Lilia Banda, coordinatrice medica di MSF nel sud dell’Afghanistan – Ciò riflette non solo il peggioramento dell’insicurezza alimentare, ma anche il collasso dei sistemi progettati per individuare e trattare la malnutrizione in fase precoce. Una risposta efficace richiede diversi elementi di assistenza che funzionino tutti correttamente: dai servizi ambulatoriali che identificano e curano i casi senza complicanze, all’assistenza ospedaliera per i bambini in condizioni critiche. Ripristinare questa gamma completa di servizi contro la malnutrizione è essenziale per prevenire decessi evitabili”. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le significative riduzioni dei finanziamenti internazionali registrate dall’inizio del 2025 hanno portato alla sospensione o alla chiusura di 445 strutture sanitarie, tra cui 203 team mobili di assistenza sanitaria e nutrizionale nel 2025. Questi servizi svolgevano in precedenza un ruolo fondamentale nello screening a livello comunitario, nella diagnosi precoce e nella fornitura di cure. Allo stesso tempo, la chiusura delle frontiere legata alle tensioni geopolitiche regionali ha interrotto la catena di approvvigionamento di alimenti terapeutici nel paese e fatto aumentare i prezzi dei generi alimentari, compromettendone la disponibilità e peggiorando l’accesso complessivo al cibo per la popolazione, con ripercussioni particolarmente gravi sulle donne in gravidanza e sulle madri. La situazione è ulteriormente aggravata dalle ricorrenti condizioni di siccità, che hanno ridotto i raccolti e progressivamente intensificato l’insicurezza alimentare e le difficoltà economiche. “La malnutrizione non è solo un problema medico, ma anche sociale – afferma Banda di MSF – L’allattamento al seno esclusivo durante i primi 6 mesi di vita, seguito da un’alimentazione complementare adeguata, è essenziale per soddisfare i bisogni nutrizionali di un neonato. Ma quando le madri stesse non hanno abbastanza da mangiare, come possono nutrire i propri bambini? Stiamo vedendo molti bambini malnutriti di età inferiore a 1 anno, spesso accompagnati dalle loro madri o da chi se ne prende cura, che a loro volta hanno bisogno di assistenza”. Dall’inizio del 2026, i ricoveri presso il centro ospedaliero di alimentazione terapeutica supportato da MSF presso l’ospedale provinciale di Boost, nella provincia meridionale afghana di Helmand, hanno raggiunto un record mensile rispetto allo stesso periodo degli ultimi 5 anni. Tra gennaio e aprile 2026, i ricoveri di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave con complicanze mediche hanno superato i 1.500, più del doppio rispetto al numero registrato nello stesso periodo del 2022. Il centro ospedaliero di alimentazione terapeutica di MSF a Kandahar ha accolto oltre 570 bambini malnutriti. Inoltre, più di 300 pazienti sono stati indirizzati verso altre strutture sanitarie. La domanda di cure è di gran lunga superiore a quanto le équipe di MSF possano sostenere, nonostante l’aumento della sua capacità. MSF ha già potenziato la propria risposta nelle province di Helmand e Kandahar. Tuttavia, con il picco stagionale di malnutrizione ormai in corso, si teme fortemente che l’aumento dei bisogni continui a superare l’attuale risposta umanitaria. MSF invita i donatori, le autorità sanitarie e le organizzazioni competenti a dare urgentemente priorità e a ripristinare i finanziamenti internazionali e nazionali per i programmi nutrizionali in tutto l’Afghanistan. Occorre inoltre garantire una fornitura ininterrotta di alimenti appositamente formulati e di forniture mediche essenziali. Senza un intervento immediato, la crisi rischia di aggravarsi, lasciando un numero sempre maggiore di bambini senza accesso alle cure salvavita di cui hanno urgente bisogno. MSF, che gestisce 7 progetti a Bamyan, Helmand, Herat, Mazar-i-Sharif, Kandahar, Khost e Kunduz, con particolare attenzione alla fornitura di servizi sanitari di secondo livello, attualmente fornisce sostegno nutrizionale ai bambini malnutriti nelle province di Helmand, Herat e Kandahar. Nel 2025, 9.388 bambini sono stati ricoverati nei centri ospedalieri di alimentazione terapeutica supportati da MSF, mentre 3.166 bambini sono stati inseriti nei centri di alimentazione terapeutica ambulatoriali. Medecins sans Frontieres
June 30, 2026
Pressenza
Il genocidio che non fa rumore
Morire senza bombe. Da Mallory a Trump, sessantasette anni di guerra economica contro Cuba. Quando si parla di guerra, l’immaginario collettivo corre immediatamente alle bombe, ai missili, alle invasioni e alle città distrutte. Ma esiste un’altra forma di guerra. Una guerra che non lascia crateri, non mostra immagini spettacolari nei […] L'articolo Il genocidio che non fa rumore su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
Fondazione PerugiAssisi: “Grazie Carlo, autentico costruttore di pace”
Esprimendo la propria riconoscenza, “Grazie per tutto quello che hai fatto per noi, per l’umanità e per il pianeta! Ti porteremo sempre nel cuore”, la Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace rammenta la partecipazione del fondatore di Slow Food alla Marcia per la Pace del 2018 e queste sue parole: > “Noi non siamo fuori dal mondo, siamo dentro al mondo e vediamo come, da > tempo, fame e malnutrizione siano usate come arma di guerra. Siamo in presenza > di qualcosa di mai visto, dove si uccide con determinazione la povera gente e > i bambini. Ecco perché non possiamo e non dobbiamo stare in silenzio: quello > del governo israeliano è un atteggiamento criminale intollerabile” – Carlo > Petrini Redazione Italia
May 22, 2026
Pressenza
“Pensavo di morire”. Il racconto di una detenuta palestinese
di Ahmed Dremly  (*)Ogni notte, Saeda al-Shrafi si sente come se fosse tornata in cella: stivali nel corridoio, un conteggio urlato nel buio, il freddo della prigione di Damon che le penetra nelle ossa.Anche ora, nella Striscia di Gaza, la madre palestinese dice di non riuscire a lasciarsi quel mondo alle spalle.Detenuta durante lo sfollamento di massa dal Nord di
Susan George, il movimento altermondialista e lo stato del mondo nella crisi globale del sistema capitalistico – di Giorgio Riolo
Susan George, scomparsa di recente, è stata un politologa, una sociologa e un'attivista. Nata negli Stati Uniti, ha studiato anche alla Sorbona e successivamente si è trasferita in Francia, ottenendo la cittadinanza francese. Ha trasformato l'analisi economica in uno strumento di resistenza, criticando duramente il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e le politiche [...]
March 9, 2026
Effimera