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Il Convoglio “Nuestra America” arriva a Cuba
Oltre 600 partecipanti, da 33 Paesi del mondo, da tutti i continenti. Sono queste, in estrema sintesi, le cifre del grande evento internazionale del Convoglio “Nuestra America” per Cuba, quella che, concepita in origine come una Flottiglia di solidarietà, si è trasformata, cammin facendo, in qualcosa di ben più ampio e impegnativo: una piattaforma politica e una gigantesca mobilitazione internazionale che ha coinvolto, appunto, non solo centinaia di persone e di organizzazioni politiche, sociali, sindacali, culturali, sportive, ma ha anche costruito una vasta e fitta rete. Questa ha letteralmente attraversato il mondo intero, con tutti i mezzi – veicoli, barche, aerei – giungendo infine sull’isola per un atto di concreta solidarietà, fattiva militanza, e incredibilmente ampia e diffusa partecipazione. Il progetto, coordinato dall’Internazionale Progressista, ha dunque mantenuto la promessa che aveva fatto, quella di forzare il bloqueo e di rompere l’assedio che gli Stati Uniti in maniera unilaterale e criminale hanno imposto a Cuba e farlo non con un evento di aiuto umanitario, ma con un gigantesco atto politico, in cui la solidarietà concreta viene interamente concepita e declinata all’interno della solidarietà politica, come solidarietà, insieme, internazionale e internazionalista. Le motivazioni dell’evento potrebbero anch’esse condensarsi in poche, eloquenti, cifre: 65 anni di inumano bloqueo, il totale blocco economico, commerciale e finanziario, imposto dagli Stati Uniti sulla falsariga del noto Memorandum Mallory del 1960 («bisogna usare rapidamente tutti i mezzi possibili per debilitare la vita economica di Cuba…, per ottenere i maggiori sviluppi nella privazione a Cuba di denaro e forniture, per ridurle le risorse finanziarie e i salari reali, per provocare fame, disperazione e il rovesciamento del governo»). Un bloqueo del tutto inumano e criminale, ripetutamente (ormai 32 volte) condannato dalle Nazioni Unite, dalla quasi totalità dei Paesi del mondo, e che molti, a Cuba e non solo, per i suoi effetti e le sue conseguenze, considerano “il genocidio più vasto (duraturo) della storia”. Poi oltre 240 misure coercitive unilaterali che fanno parte di una strategia di vera e propria guerra economica contro Cuba e ultimo in ordine di tempo il blocco energetico e petrolifero, anche questo imposto a Cuba dagli Stati Uniti e che ha già avuto conseguenze dolorose, con ripetute interruzioni della elettricità, ripetuti e duraturi black-out, il prezzo dei carburanti quadruplicato, la rarefazione del traffico stradale e un piano straordinario di individuazione delle priorità per consentire di mandare avanti la vita, in tutti i campi e in tutti i settori. Uno straordinario sforzo di organizzazione e di resistenza di cui è immediato, qui a Cuba, rendersi conto. Il 21 marzo, l’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli) ospita il grande evento politico di convergenza del Convoglio. Da un lato, la raccolta dei beni fatti pervenire a Cuba dalla solidarietà che si è attivata, nel corso delle ultime settimane, in tutto il mondo; dall’altro, l’evento politico-culturale, che si apre proprio all’insegna del motto: «Cuba non è e non sarà sola». Il primo intervento è di David Adler, coordinatore dell’Internazionale Progressista, che ricorda il significato delle cifre: 600 persone presenti, ma milioni di persone coinvolte in atti di solidarietà in tutto il mondo. Tre sono i significati del Convoy: un significato umanista – riconosciamo il nostro dovere di partecipare e di attivare solidarietà, un significato militante – difendiamo un progetto reale, la Rivoluzione e le sue conquiste e rinnoviamo la nostra vicinanza e la nostra amicizia con Cuba e un significato etico – la consapevolezza dell’obbligo di lottare contro la politica genocida degli Stati Uniti e i loro alleati. Quella che viene definita come Dottrina “Donroe” è in realtà una strategia imperialista, che intende cancellare un secolo di politica anticoloniale e questo è il motivo di fondo per cui Cuba non è e non sarà mai sola. Cuba ha insegnato al mondo cosa significa solidarietà internazionale, motivo per il quale occorrerebbe piuttosto chiedersi quanto sia Cuba ad avere bisogno di noi e quanto viceversa siamo noi, in realtà, ad avere bisogno di Cuba, della sua solidarietà internazionale, dei suoi medici e dei suoi insegnanti. L’Italia, il nostro Paese, ne sa qualcosa: 38 medici in Piemonte durante la prima ondata della pandemia di Covid-19, 52 medici in Lombardia per fronteggiare l’emergenza sanitaria e ancora 500 medici in Calabria, ancora negli anni successivi alla pandemia, per impedire un vero e proprio collasso del sistema sanitario calabrese. In definitiva, quello che si è costruito e si va costruendo è un esempio concreto di lotta per la pace, per la giustizia e per il mondo intero. Il direttore dell’ICAP, Fernando Gonzalez Llort, parte dalla memoria recente degli eventi storici che hanno concorso a mutare il panorama delle relazioni internazionali: a partire dal 3 gennaio, con l’aggressione al Venezuela bolivariano e il sequestro del suo presidente legittimo, in carica, Nicolas Maduro, e della consorte, la deputata Cilia Flores, aggressione nella quale caddero 32 eroi cubani, è stato assestato un colpo all’ordine internazionale. L’imperialismo intende imporre al mondo la barbarie al posto della ragione contro tutti i principi del diritto, della giustizia e della coesistenza pacifica. La sua strategia è quella di ufficializzare la menzogna per costruire l’aggressione contro i diritti e le libertà dei popoli. In questa strategia si configura il disegno di una vera e propria guerra multidimensionale. Intanto, la guerra economica e la guerra energetica per colpire un popolo, asfissiarlo, assediarlo, un popolo che ha scelto di essere libero e sovrano. E poi, la guerra mediatica e la guerra psicologica intesa a seminare dubbi e dividere il popolo. Per questo, torna più attuale che mai la lezione di Fidel Castro: la resistenza è la costante offensiva della ragione, della coscienza e della morale, all’insegna di “unità, verità, coscienza e azione”. Non è un caso che la risposta solidale dei popoli sia stata immediata a tutti i livelli, economico, morale, politico, e attraverso una moltitudine di attività svolte e che continueranno a svolgersi: iniziative, campagne, articoli, documentazione, social media e reti sociali. Cuba non cederà nessuna delle sue conquiste nella difesa della sua indipendenza, della sua sovranità e della sua autodeterminazione, proprio perché – come diceva José Martí – «patria è umanità». E la resistenza, tra mille complessità e difficoltà, è in corso, con soluzioni creative e la solidarietà del mondo intero. Riferimenti: Il sito del Convoglio “Nuestra America” per Cuba: https://nuestraamericaconvoy.org Il portale dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli: www.siempreconcuba.org La situazione a Cuba: www.pressenza.com/it/2026/02/cuba-di-fronte-a-nuove-aggressioni-e-sfide-gigantesche Gianmarco Pisa
March 21, 2026
Pressenza
L’European Convoy to Cuba è arrivato all’Avana
Più di cento attivisti e sindacalisti e quattro eurodeputati, in rappresentanza di una rete internazionale di solidarietà che comprende  19 Paesi, tra cui Italia, Marocco, Francia, Svizzera, Grecia e Spagna sono atterrati all’aeroporto internazionale José Martí dell’Avana, a Cuba, con aiuti umanitari e medicine per mezzo milione di euro. Applausi e grida di gioia hanno accolto il loro arrivo. Grazie al contributo di grandi organizzazioni e di oltre 700 donatori individuali, si sono raccolti fondi per 45.000 euro. L’eurodeputata Ilaria Salis, che ha viaggiato insieme ai colleghi Mimmo Lucano, Emma Fourreau e Marc Botenga, ha dichiarato: “Questa è l’Europa solidale con il popolo cubano, che vive una situazione ingiusta e precaria. Credo che la fratellanza tra i popoli sia la base, sia il modo di superare la violenza” ha concluso, sollevando lo sguardo per parlare di un futuro senza frontiere. Mimmo Lucano le ha fatto eco esprimendo la sua ammirazione per Cuba e la sua resistenza all’impero americano. Sabato 21 marzo è previsto l’arrivo via mare dal Messico del Convoy Nuestra América, che si unità a questa manifestazione di solidarietà e aiuto concreto a un popolo che resiste da decenni al blocco americano. Fonte: http://www.cubadebate.cu/ Redazione Italia
March 18, 2026
Pressenza