Stop alle pellicce animali: lettera di 80 mila persone presentata alla Commissione UE
Humane World for Animals Europe ha presentato oggi al Commissario europeo Olivér
Várhelyi una lettera firmata da oltre 80.000 cittadini e cittadine dell’UE che
chiedono di vietare l’allevamento per la produzione di pellicce e la vendita di
prodotti di pellicceria in tutta l’Unione Europea.
Le firme, raccolte in soli quattro mesi, si sommano a quelle raccolte
nell’ambito della storica Iniziativa dei Cittadini Europei “Fur Free Europe”,
cui avevano aderito più di 1,5 milioni di persone.
La Commissione Europea è chiamata a esprimersi entro la fine del mese su questo
tema, scegliendo se proporre di introdurre un divieto, come richiesto dai
cittadini, o se limitarsi a proporre l’introduzione di “standard minimi di
benessere animale”.
La lettera, formalmente indirizzata a Olivér Várhelyi, Commissario europeo per
la Salute e il Benessere animale, invita la Commissione Europea ad agire in
linea con le evidenze scientifiche e l’opinione pubblica, impegnandosi a
introdurre una normativa specifica.
Nel luglio 2025, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha
pubblicato il proprio parere scientifico, concludendo che gli allevamenti di
animali per la produzione di pelliccia nell’UE non garantiscono il benessere e
non soddisfano i bisogni fondamentali di visoni, volpi, cani procione e
cincillà. L’EFSA ha concluso che tenere questi animali in gabbie troppo piccole
e povere di stimoli, limitando fortemente i loro movimenti, comporta problemi
cronici per il loro benessere, come l’impossibilità di comportarsi naturalmente,
lesioni, stress e disturbi della salute.
La dottoressa Joanna Swabe, Direttrice delle Relazioni Istituzionali di Humane
World for Animals Europe, dichiara: “I cittadini di tutta Europa hanno lanciato
un messaggio chiaro e unanime: l’allevamento di animali per la produzione di
pelliccia è superato, immorale e in contrasto con i valori moderni dell’UE. Con
le 80.000 firme presentate oggi – che si sommano a quelle raccolte tramite
l’Iniziativa dei Cittadini Europei, che avevano superato gli 1,5 milioni – la
richiesta di intervento non potrebbe essere più chiara. Questa è un’opportunità
unica per il Commissario Várhelyi e i suoi colleghi e colleghe per promuovere un
cambiamento reale e duraturo. Humane World for Animals è pronta a collaborare
costruttivamente con la Commissione per sostenere una proposta legislativa
solida ed efficace che ponga fine all’allevamento per la produzione di pellicce
e al commercio di prodotti di pellicceria nell’UE”.
L’opposizione pubblica all’allevamento di animali per la produzione di pellicce
continua a crescere in tutta Europa, a causa delle preoccupazioni legate al
benessere animale, ai rischi per la salute pubblica e all’impatto ambientale di
questa pratica. 18 Stati membri dell’UE l’hanno vietata, mentre altri Paesi
hanno adottato misure volte a limitarla. Nonostante questo, più di 6 milioni di
visoni, volpi, cani procione e altri animali continuano a vivere confinati in
piccole gabbie di filo metallico in quasi 1.200 allevamenti destinati alla
produzione di pellicce in Paesi come Finlandia, Polonia, Danimarca, Spagna e
Grecia.
Humane World for Animals opera a livello globale per porre fine all’industria
delle pellicce. Con un focus su Unione Europea, Regno Unito, Nord America e
Cina, le nostre attività includono campagne rivolte a Governi, industrie e
aziende, collaborazioni con designer e marchi di moda, indagini sotto copertura
e iniziative di sensibilizzazione. Il nostro impegno ha contribuito a una
riduzione costante del numero di animali coinvolti in questo commercio crudele.
Fatti sulle pellicce
* L’allevamento di animali per la produzione di pellicce comporta il rischio di
trasmissione di malattie zoonotiche. I visoni di quasi 500 allevamenti in 13
Paesi dell’Europa e del Nord America sono risultati positivi al COVID-19, e
milioni di animali sono stati abbattuti per motivi di salute pubblica.
Finora, l’influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) è stata identificata
in 72 allevamenti per la produzione di pellicce in Europa. Circa 500.000
visoni, volpi artiche, volpi rosse, cani procione e zibellini sono stati
abbattuti per motivi di salute pubblica.
* Il report “Fur’s Dirty Footprint” dimostra che l’impronta carbonica di 1 kg
di pelliccia di visone (309,91 kg di CO₂ equivalente) è 31 volte superiore a
quella del cotone, 26 volte superiore a quella dell’acrilico e 25 volte
superiore a quella del poliestere. Anche le pellicce di cane procione e di
volpe hanno un’impronta carbonica elevata: il loro impatto sul clima è circa
23 volte superiore a quello del cotone e 18 volte superiore a quello del
poliestere. Rispetto ad altre forme di allevamento dannose per l’ambiente,
l’allevamento di animali carnivori è ancora più impattante. La produzione di
1 kg di pelliccia di visone genera circa sette volte più emissioni rispetto
alla produzione di 1 kg di carne bovina.
* La maggior parte degli stilisti più noti ha adottato politiche fur-free, tra
cui Max Mara, Saint Laurent, Gucci, Alexander McQueen, Balenciaga, Valentino,
Prada, Armani, Versace, Michael Kors, Jimmy Choo, DKNY, Burberry e Chanel.
Oltre 600 brand e rivenditoria livello globale si sono impegnati a non
utilizzare pellicce. Dato che la pelliccia sta diventando un prodotto sempre
meno richiesto e sempre più indifendibile dal punto di vista etico, le case
di moda stanno scegliendo di favorire l’innovazione con alternative
sostenibili e cruelty-free.
* Le Fashion Week di Copenaghen, Londra e New York hanno rinunciato all’uso
delle pellicce; anche gli editori di testate come Vogue, Elle, GQ, Harper’s
Bazaar, Glamour, Esquire e Vanity Fair hanno adottato politiche fur-free.
Maddalena Brunasti