Messaggio da Gaza ai tempi della guerra USA-Israele-Iran
Dopo un lungo silenzio riaccendiamo i riflettori su Gaza grazie al racconto di
storia vissuta che ci ha appena inviato Nancy Hamad, la studentessa in economia
che vorrebbe con tutte le sue forze laurearsi. Nel dicembre del 2024 il
collettivo di docenti e ricercatori “Roma Tre Etica” ha conferito a Nancy una
laurea honoris causa (simbolica) nel giorno stesso in cui il terzo ateneo della
Capitale la conferiva a una delle artefici sul piano giuridico del regime di
apartheid e oggi di genocidio: la costituzionalista, colonnello dell’esercito
israeliano Daphne Barak Erez. Si trattò di un omaggio verso i numerosi centri di
potere sionisti all’interno di un ateneo non nuovo a tali iniziative.
Ecco il messaggio di Nancy:
Ciao Stefano,
grazie a Dio stiamo bene. Per noi non è cambiato molto, ma la tregua ha portato
un notevole sollievo, anche se i bombardamenti continuano a verificarsi a
intermittenza. Non c’è pace interiore in noi. Siamo ancora sfollati nel sud,
viviamo in tende. Siamo estremamente provati psicologicamente. La speranza è
letteralmente svanita dai nostri cuori. Non riusciamo più a immaginare il nostro
futuro; è un futuro sconosciuto. I nostri giovani stanno morendo nella nostra
terra. Non ci sono sogni, né speranza, né obiettivi, né ambizioni, mentre un
tempo sognavamo come gli altri giovani di tutto il mondo. La frammentazione
interna e il disordine tra la popolazione di Gaza sono diventati immensi. Siamo
dispersi.
Dopo la guerra con l’Iran, noi a Gaza siamo stati dimenticati e il mondo ci ha
dimenticati. Abbiamo perso la speranza di tornare nella nostra terra. Siamo
persino stanchi di parlare e rivolgerci al mondo intero senza alcun risultato
tangibile.
Ogni commento è superfluo; a noi resta solo il doveroso compito di non spegnere
i riflettori.
Stefano Bertoldi