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L’impegno dell’UNICEF per i minori stranieri non accompagnati
Nel 2025 sono state oltre 66 mila le persone migranti e rifugiate arrivate in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, 2 su 10 erano bambine, bambini e adolescenti, tra cui circa 12.000 persone minorenni non accompagnate (MSNA), un numero in aumento rispetto la quota di minorenni arrivati l’anno precedente. La rotta migratoria del Mediterraneo Centrale si attesta ancora tra le più pericolose: nel 2025 sono state circa 1.300 le persone morte o disperse nel Mediterraneo centrale tra cui molte persone di minore età. E’ quanto certifica il recente Rapporto Annuale 2025 dell’UNICEF. Altri ingressi hanno interessato le frontiere terrestri del Nord del Paese con gli arrivi dalla rotta balcanica, per i quali però non sono disponibili dati aggiornati. Al 31 dicembre 2025 il sistema di accoglienza italiano ha accolto 17.000 minorenni stranieri non accompagnati (MSNA). La popolazione di MSNA accolta nelle strutture di prima e seconda accoglienza in Italia è composta principalmente da ragazzi (89%). Con riferimento all’età, il 56% di MSNA ha 17 anni, il 22% ha 16 anni, l’8% ha 15 anni, mentre il 14% ha meno di 15 anni. La maggioranza dei ragazzi e delle ragazze giunti in Italia senza una persona adulta di riferimento proviene da Paesi pesantemente colpiti da crisi prolungate, che ne hanno danneggiato i sistemi socioeconomici e educativi e i servizi sanitari. Tra i Paesi di provenienza maggiormente rappresentati nelle strutture di accoglienza vi sono: Egitto (oltre 5 mila <18, pari al 30% del totale); Ucraina (2,9 mila <18, pari al 17% dei nuovi ingressi); Bangladesh (1,7 mila <18, pari al’10% del totale degli ingressi censiti); Gambia (1,1 mila <18, pari al 6% del totale dei nuovi ingressi); e Tunisia con oltre 900 persone <18 (5%). E in favore dei MSNA l’UNICEF ha messo in piedi  interventi articolati lungo l’intero percorso di accoglienza e inclusione, a partire dal supportato con informative e orientamento sul territorio e sui servizi presenti sin dalle prime fasi dell’arrivo in Italia e poi attraverso informative via via più specifiche. L’organizzazione ha potenziato anche il servizio di supporto psicosociale, legale e di orientamento al lavoro, attraverso il servizio di Here4U della piattaforma U-Report On The Move e il lavoro sul campo nelle strutture di prima e seconda accoglienza per offrire programmi di supporto alla salute mentale di minori non accompagnati, giovani migranti e rifugiati/e e famiglie. L’UNICEF si è inoltre attivato a supporto delle istituzioni sul territorio per garantire l’accesso a percorsi educativi, formativi e di orientamento professionale per la transizione scuola-lavoro e l’inclusione sociale di bambini/e e adolescenti in situazioni di svantaggio. L’investimento in educazione e sviluppo delle competenze rappresenta uno strumento chiave di prevenzione dell’esclusione e di costruzione di autonomia nel passaggio all’età adulta. Fattori quali le barriere linguistiche, la precaria condizione giuridica, la dispersione scolastica dovuta anche ai repentini trasferimenti, continuano a incidere in maniera significativa sui percorsi di molti minorenni e giovani rifugiati e migranti. L’Organizzazione ha quindi promosso azioni in ambito educativo volte a supportare l’apprendimento della lingua italiana da parte di alunni neoarrivati nelle scuole primarie e secondarie di I grado, lo sviluppo di competenze del 21° secolo e l’educazione all’imprenditorialità di studentesse e studenti nelle scuole secondarie più svantaggiate, inclusi quelli con background migratorio, nonché l’orientamento ai percorsi educativo-formativi e professionali per MSNA e giovani migranti e rifugiati/e. “Nel 2025, si legge nel Rapporto, UNICEF ha rafforzato le attività di monitoraggio e supporto ai minorenni migranti e rifugiati nelle principali aree di primo arrivo e transito, tra cui Lampedusa, Agrigento e Trapani, adottando un approccio integrato che collega le équipe operative in frontiera con i case managers delle Prefetture. Le équipe hanno svolto un ruolo cruciale nell’identificazione tempestiva dei minorenni più vulnerabili, prevenendo esclusione dai servizi, sfruttamento e interruzione della presa in carico, mentre il team di case managers ha coordinato l’accesso a misure di tutela legale, assistenza sanitaria, supporto psicologico e soluzioni di accoglienza adeguate. L’intervento ha inoltre garantito continuità della presa in carico durante i trasferimenti, migliorando la raccolta e trasmissione di informazioni sui profili di vulnerabilità e rafforzando l’integrazione tra autorità, enti gestori, servizi territoriali e organizzazioni specializzate. Le due case managers presenti presso le Prefetture di Trapani e Agrigento hanno assicurato supporto personalizzato a MSNA, adolescenti, giovani migranti, nuclei familiari e donne a rischio di violenza di genere, collegando i casi ai servizi territoriali e costruendo percorsi di inclusione adeguati. L’UNICEF ha monitorato i casi, prevenendo abbandoni e discontinuità, e ha supportato operatori e istituzioni tramite coordinamento e strumenti condivisi, consolidando un modello di governance territoriale efficace e uniforme, in linea con i Vademecum ministeriali per la presa in carico delle persone vulnerabili”. Qui il Rapporto: https://www.datocms-assets.com/30196/1773130941-report-annuale-2025.pdf.  Giovanni Caprio
March 12, 2026
Pressenza
Congo: bambini in miniera
articoli di Mauro Morbello e . A seguire una nota della “bottega”. Con due vignette rubate a Mauro Biani. RD Congo. Rubaya: una tragedia che dovrebbe risvegliare le nostre coscienze (Foto: Depositphotos). Nei giorni scorsi a Rubaya, nel distretto minerario del Nord Kivu che occupa la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, si è consumata una tragedia di proporzioni
February 14, 2026
La Bottega del Barbieri
Palestina: resistenza, solidarietà, coraggio, dignità
Articoli di Ilaria De Bonis, di Donata Columbro e Roberta Cavaglia , di Daniele Ratti e Massimiliano Bonvissuto, di Enrico Semprini. Con aggiornamenti e link.   Anbamed 16 gennaio e 17 gennaio: aggiornamenti sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania; per Peace and War, Ilaria De Bonis focalizza la situazione della condizione nelle tende; Anan, Ilan e Mansour – situazione
January 17, 2026
La Bottega del Barbieri
UNICEF Italia e ANCI: oltre 260 Comuni hanno aderito a “Go Blue”: sensibilizzare sul tema dei diritti dell’infanzia
L’UNICEF Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani – ANCI celebrano insieme la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza (20 novembre) con l’iniziativa “Go Blue” per sensibilizzare la cittadinanza sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ad oggi oltre 260 Comuni – piccoli e grandi – hanno aderito all’iniziativa, tra cui i capoluoghi: Arezzo, Bari, Benevento, Brescia, Carrara, Catania, Catanzaro, Como, Crotone, Fermo, Firenze, Iglesias, L’Aquila, La Spezia, Latina, Livorno, Lodi, Mantova, Messina, Napoli, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Trieste   L’iniziativa Go Blue è rivolta in particolare alle amministrazioni comunali che sono invitate a illuminare di blu un monumento o un edificio significativo della propria città per richiamare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sull’importanza di conoscere, diffondere e dare reale applicazione ai diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 36 anni fa. “La luce blu vuol essere un potente richiamo visivo alla necessità di garantire la piena attuazione dei diritti di ogni bambino, bambina e adolescente, in Italia e nel mondo. Come amministrazioni comunali abbiamo un ruolo insostituibile nel promuovere questi diritti a livello locale e sensibilizzare l’intera cittadinanza, per ribadire la volontà delle istituzioni di tradurre in azioni concrete i principi sanciti dalla Convenzione ONU. Ogni monumento illuminato sarà un segno tangibile che la nostra comunità si impegna per un futuro in cui i diritti dei minorenni siano pienamente riconosciuti e rispettati”, ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente dell’Anci e sindaco di Napoli. “Anche quest’anno celebriamo la Giornata Mondiale dell’Infanzia con l’iniziativa Go Blue insieme con l’ANCI, con cui recentemente abbiamo rinnovato un Protocollo d’intesa, rafforzando la decennale collaborazione sulle tematiche dell’infanzia e dell’adolescenza. Gli amministratori locali sono per noi interlocutori prioritari nella promozione di politiche a favore dei minorenni.”, ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “La proposta di illuminare di blu un monumento o un edificio è un invito a richiamare in maniera simbolica l’importanza di garantire l’attuazione dei diritti di tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti e a ricordare l’indispensabile ruolo svolto dalle amministrazioni comunali nel promuovere la Convenzione ONU e i diritti in essa sanciti”. L’iniziativa “Go Blue” rientra tra le azioni di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rivolte ai Comuni, previste dal Programma UNICEF Città amiche dei bambini e degli adolescenti. Per conoscere l’iniziativa e l’elenco aggiornato dei Comuni che aderiscono: www.unicef.it/goblue UNICEF
November 19, 2025
Pressenza
UNICEF Italia lancia Monitoraggio 2025 dell’Agenda “Le Cose Da Fare” per l’Infanzia e l’Adolescenza
UNICEF Italia presenta oggi il Monitoraggio 2025 “Le cose da fare: Agenda UNICEF 2022–2027 per l’infanzia e l’adolescenza”, il documento programmatico elaborato in occasione delle ultime elezioni politiche. L’Agenda fornisce al Governo e al Parlamento italiano analisi e proposte sulla situazione dei bambini e degli adolescenti in Italia, sulla base di indicatori e dati derivanti da fonti pubbliche (in particolare ISTAT), con riferimento a quattro aree prioritarie, individuate insieme a bambini e ragazzi e coerenti con le sfide globali: Cambiamento climatico, Educazione di qualità, Non discriminazione, Salute mentale e benessere psicosociale. Il Monitoraggio è rivolto in particolare alle Camere, in vista della prossima ripresa dei lavori parlamentari: la nuova sessione di bilancio rappresenta un’opportunità concreta per il Parlamento di rendere più efficace l’azione a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso scelte politiche e risorse che mettano al centro i diritti delle nuove generazioni. “Il Monitoraggio UNICEF 2025 è un invito a non abbassare la guardia, ad agire con consapevolezza e responsabilità, per trasformare l’Agenda ‘Le cose da fare’ in un piano di azione reale e condiviso per migliorare il presente e il futuro di bambini e adolescenti in Italia. E’ stato  approvato dal Consiglio dei Ministri il VI Piano Nazionale Infanzia, articolato in 3 macroaree (genitorialità, educazione, salute) e 16 azioni. Chiediamo che venga attentamente attuato, anche in coordinamento con le altre azioni previste dal programmatore nazionale, monitorato e valutato: sarebbe importante, infatti, che anche in Italia si iniziasse a realizzare una valutazione d’impatto sull’infanzia e l’adolescenza delle azioni realizzate dal Governo” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. PRINCIPALI RISULTATI DEL MONITORAGGIO 2025:  CAMBIAMENTO CLIMATICO: Quasi la metà dei 2,4 miliardi di bambine, bambini e adolescenti del mondo è esposta ad una combinazione pericolosa di shock climatici e ambientali e quasi il 90% del carico globale delle malattie associate ai cambiamenti climatici, al degrado ambientale e all’inquinamento ricade sui bambini sotto i 5 anni. Secondo gli ultimi dati ISTAT in Italia il 67,9% dei giovani tra i 14 e i 19 anni si è dichiarato preoccupato per i cambiamenti climatici. NON DISCRIMINAZIONE: Povertà minorile: In Italia nel 2023 erano 1.295.000 i minorenni in povertà assoluta, in crescita rispetto al 2022 (1.269.000). Le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minorenni sono quasi 748mila, con un’incidenza pari al 12,4%. Disabilità e barriere architettoniche: Solo il 41% degli edifici scolastici è accessibile. Il dato resta invariato rispetto agli anni precedenti: nel 2021/2022 e 2022/2023 solo 1 scuola su 3 risultava fisicamente accessibile. Nell’anno scolastico 2023/2024 sono quasi 359mila gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado (il 4,5% degli iscritti, fonte MIM), circa 21mila in più rispetto all’anno precedente (+6%). Minorenni stranieri non accompagnati (MSNA): Diminuisce il numero dei minorenni stranieri accolti nel sistema nazionale, sono 18.625 – al 31 dicembre 2024 –  in calo rispetto al 2023 (23.226) e al 2022 (20.089). EDUCAZIONE DI QUALITÀ: Tasso NEET (15-29 anni): In calo la quota di NEET in Italia. Nel 2024: 15,2%; nel 2023: 16,1%; nel 2022: 19%; nel 2021:23,1%. Nel 2023, la spesa pubblica per istruzione rappresenta il 3,9 per cento del Pil, a fronte di una media UE del 4,7%. Persistono forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi educativi per l’infanzia. A fronte di un tasso medio nazionale di copertura che ha raggiunto il 30% nell’anno educativo 2022/2023 – in crescita rispetto al 27,1% del 2019/2020 anche in relazione al continuo decremento di bambini in questa fascia di età – alcune aree del Paese restano ancora molto distanti dal Livello Essenziale delle Prestazioni (LEP), fissato a 33 posti ogni 100 bambini entro il 2027. Le differenze sono particolarmente evidenti nel Mezzogiorno, dove la copertura è ben al di sotto della media nazionale: Campania 13,2%, Sicilia 13,9%, Calabria 15,7%. Al contrario, il Centro-Nord ha già raggiunto e superato il parametro LEP. 4. SALUTE MENTALE E BENESSERE PSICOSOCIALE: In Italia, l’indice di Salute Mentale (MH standardizzato per età) nel 2024 è pari a 68,7, valore stabile rispetto al 2023 e leggermente inferiore al 2022 (69,0). Si stima che oltre 11 milioni di bambini e giovani di età pari o inferiore a 19 anni (13%) nell’UE soffrano di una condizione di salute mentale. I tassi aumentano con l’età da circa il 2% dei bambini di età inferiore ai 5 anni a circa il 19% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Secondo il Monitoraggio UNICEF, in particolare,  l’ansia ambientale è molto sentita tra i più giovani insieme all’urgenza di politiche climatiche più incisive; i minorenni sono la fascia più esposta alla povertà in Italia; per quanto riguarda la disabilità e le barriere architettoniche, la lentezza negli adeguamenti infrastrutturali penalizza gravemente l’inclusione scolastica; il calo dei minorenni stranieri non accompagnati accolti nel SAI sembra evidenziare una riduzione della qualità e continuità dell’accoglienza; il miglioramento del tasso di NEET è positivo, ma l’Italia resta sopra la media europea, con forti divari territoriali e di genere; sulla salute mentale la situazione è stazionaria, ancora fragile, in un contesto in cui la salute mentale giovanile è fortemente influenzata da precarietà, isolamento, disagio sociale. L’UNICEF Italia rinnova l’appello alle istituzioni per il potenziamento del sistema di raccolta e disaggregazione dei dati, al fine di garantire che nessun bambino venga lasciato indietro, come richiamato anche nelle Osservazioni conclusive del Comitato ONU, che sottolineano l’urgenza di dati più completi, disaggregati per età, sesso, disabilità, origine, condizione socioeconomica e territorio. Giunto alla terza edizione, il Monitoraggio UNICEF 2025 rappresenta uno strumento fondamentale per verificare il grado di attuazione degli impegni assunti in materia di diritti dell’infanzia, in coerenza con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e le più recenti Raccomandazioni del Comitato ONU sui diritti dell’infanzia. UNICEF
September 9, 2025
Pressenza
La violenza contro i minori. E l’iniziativa “DIRITTI IN COMUNE” di UNICEF e ANCI
L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) e il Ministero della Salute, nell’ambito degli Accordi inter-istituzionali firmati il 20 novembre 2019 e il 4 maggio 2023 per “l’alimentazione della banca dati sulla violenza di genere con i flussi informativi sanitari”, hanno presentato un approfondimento sui minori vittime di violenza che si rivolgono ai servizi ospedalieri. Nel report vengono analizzati gli accessi in pronto soccorso e i ricoveri ospedalieri di bambini e ragazzi di 0-17 anni con diagnosi riconducibili alla violenza. L’analisi presenta i dati per genere e classi di età (0-2, 3-10, 11-17) nel periodo 2017-2023. Questi sono i principali risultati dell’analisi: negli anni 2017-2023 sono stati 6.024 gli accessi al Pronto Soccorso (PS) di bambini e ragazzi con almeno una diagnosi di violenza, di cui 3.846 (63,8%) relativi a femmine e 2.178 (36,2%) a maschi; nello stesso periodo si sono registrati 4.245 ricoveri ospedalieri in regime ordinario, di cui 1.816 (42,8%) relativi a femmine e 2.429 (57,2%) a maschi; in entrambi i flussi sanitari sono in prevalenza pazienti di 11-17 anni: 52,8% per gli accessi in PS, 60,5% per i ricoveri ordinari; rispetto alla popolazione residente, gli accessi al PS con diagnosi di violenza di bambine e ragazze sono circa il doppio dei maschi (84,5 per 100.000 vs 45,1), mentre i tassi di ospedalizzazione sono più elevati per i maschi (46,9 minori per 100.000 residenti) rispetto alle femmine (36,3); il divario di genere è massimo nella classe 11-17 anni, ma di segno opposto nei due flussi sanitari: il tasso di accesso al PS è quasi tre volte più elevato nelle femmine (117,8 per 10.000 vs 44,4), mentre il tasso di ricovero ordinario è 1,5 volte più alto nei maschi (70,4 vs 48,0); tra i diversi ambiti della violenza considerati nell’analisi, la violenza sessuale è la causa principale degli accessi al PS (34,5% rispetto al totale degli accessi con diagnosi di violenza), in particolare nel sesso femminile (46,3%) e nella classe 11-17 anni (55,2%): la violenza di tipo psicologico spiega il 30,2% degli accessi al PS ed è la più frequente per i maschi (36,0%), in particolare a 11-17 anni (49,3%); gli accessi al PS dovuti ad episodi di trascuratezza sono più frequenti nei bambini fino a 2 anni: 49% per le femmine e 61,4% per i maschi; anche nei ricoveri ordinari la violenza sessuale rappresenta la causa principale nelle femmine, con il 14,9% rispetto al totale dei ricoveri con diagnosi di violenza, percentuale che sale al 19,7% nella classe 11-17 anni; la trascuratezza costituisce la motivazione più frequente del ricovero nei maschi (7,2%) e la seconda causa nelle femmine (13,4%), con l’incidenza è più elevata in entrambi i generi nella classe 3-10 anni; la violenza fisica rappresenta il 5,2% dei ricoveri di minori con diagnosi di violenza per i maschi e l’8,7% per le femmine, ma è la prima motivazione del ricovero in entrambi i generi nei bambini di 0-2 anni; per la violenza psicologica i valori nei ricoveri ordinari sono 5,1% nei maschi e 8,0% nelle femmine, ma salgono a 11,3% e 8,9% a 0-2 anni; tra le diagnosi che determinano il ricorso alle strutture ospedaliere per cause legate alla violenza nei minori la “Sindrome del bambino maltrattato” è all’origine di più di un accesso in PS su due (58,8%) e di un ricovero ordinario su quattro (25,8%); per il PS questa diagnosi viene riportata nel 64% degli accessi femminili e nel 48,6% di quelli maschili, mentre in caso di ricovero ordinario è riportata nel 38% dei ricoveri femminili e nel 16,7% di quelli maschili; nel 13,5% dei ricoveri ordinari di minori con diagnosi di violenza è riportata l’informazione relativa all’esecutore della violenza (17,6% per le femmine, 10,5%, per i maschi) e per oltre la metà dei casi l’esecutore è nell’ambito familiare (50,8% dei casi con indicazione dell’esecutore) e si tratta prevalentemente del padre/patrigno della vittima (37,3%) o un altro parente (13,4%). Oggi, 27 maggio, ricorre il 34° anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. L’UNICEF Italia, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), ha lanciato per l’occasione l’iniziativa DIRITTI IN COMUNE: una campagna di sensibilizzazione rivolta alle amministrazioni comunali che ha l’obiettivo di favorire la conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza tra gli amministratori e i cittadini. L’iniziativa vuole celebrare il 34° anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, avvenuta con la Legge n.176 del 27 maggio 1991. Più di 160 comuni hanno comunicato l’adesione e si sono impegnati a diffonderne i contenuti attraverso il sito e i profili social istituzionali dell’amministrazione e dei singoli amministratori utilizzando l’hashtag #dirittincomune27maggio e distribuendo i materiali di comunicazione in tutti i luoghi pubblici. I Comuni possono svolgere una funzione importantissima nel garantire i diritti delle bambine e dei bambini e per favorire la partecipazione dei bambini e degli adolescenti alle scelte e alle decisioni che li riguardano e DIRITTI IN COMUNE costituisce un’opportunità per le amministrazioni comunali per comunicare alla cittadinanza il proprio impegno nel sostenere politiche e programmi che tengano conto delle richieste e delle esigenze dei minorenni. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle azioni di sensibilizzazione realizzate dal Programma UNICEF Città amiche dei bambini e degli adolescenti e previste dal protocollo ANCI – UNICEF Italia, per ricordare il ruolo centrale svolto dai Comuni nell’attuazione dei principi sanciti dalla Convenzione ONU. Qui il focus dell’ISTAT: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/05/Violenza-contro-minori-2025-3.pdf.  Qui per maggiori informazioni su “Diritti in Comune edizione 2025”: https://www.unicef.it/media/diritti-in-comune-edizione-2025/.    Giovanni Caprio
May 28, 2025
Pressenza
Unicef su Settimana europea Salute mentale
UNICEF su SETTIMANA EUROPEA SALUTE MENTALE (19 – 25 Maggio) Nei 43 Paesi dell’OCSE e dell’UE, nel 2022 circa un individuo su sei di età compresa tra i 10 e i 19 anni soffriva di un disturbo mentale diagnosticabile. Il suicidio è la quarta causa di morte più comune tra gli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni. L’Italia è all’8° posto su 36 Paesi sulla salute mentale e ha il 6° tasso più basso di suicidi adolescenziali (su 42 Paesi). Diverse le iniziative promosse nel nostro Paese dall’UNICEF per la Settimana. 19 maggio 2025 – In occasione della Settimana Europea della Salute Mentale (19 – 25 maggio) l’UNICEF ricorda che nel 2022 in 43 Paesi dell’OCSE e dell’UE, circa un individuo su sei di età compresa tra i 10 e i 19 anni soffriva di un disturbo mentale diagnosticabile e lancia una serie di attivazioni sull’importanza della salute mentale per bambini, bambine e giovani. Circa la metà dei problemi di salute mentale manifestati in età adulta insorge durante l’infanzia, con ripercussioni significative sulla qualità della vita, il benessere mentale, le relazioni, l’istruzione e l’inserimento lavorativo degli adulti. Secondo la Report Card 19 dell’UNICEF Innocenti “Il benessere di bambine, bambini e adolescenti in un mondo imprevedibile”, il suicidio è la quarta causa di morte più comune tra gli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni; i tassi di suicidio in questa fascia di età sono sostanzialmente più alti tra i ragazzi rispetto alle ragazze. Fra il 2018 e il 2022 I tassi di suicidio sono diminuiti in 18 paesi, sono rimasti pressoché stabili in 7 e sono aumentati in 17. L’Italia è all’8° posto su 36 Paesi sulla salute mentale e ha il 6° tasso più basso di suicidi adolescenziali (su 42 Paesi). Per quanto riguarda la soddisfazione degli adolescenti per la propria vita, nella maggior parte dei paesi, la percentuale di bambini con un’elevata soddisfazione per la vita è diminuita tra il 2018 e il 2022. Le ragazze hanno meno probabilità di avere una elevata soddisfazione per la propria vita rispetto ai ragazzi. In quattro paesi – Cile, Messico, Polonia e Turchia – il calo della percentuale di bambini con un’elevata soddisfazione per la vita è stato superiore a 10 punti percentuali. In Italia tra i 15enni, la soddisfazione della vita è leggermente calata dal 76% (2018) al 73% (2022). Sulla soddisfazione per la propria vita per i ragazzi incidono fattori quali l’incidenza della condizione socioeconomica familiare; l’esercizio fisico regolare; l’uso intenso dei social media; la frequenza delle conversazioni con i genitori; La frequenza di episodi di bullismo. In particolare per quanto riguarda l’utilizzo dei social media: gli adolescenti che utilizzano moderatamente i social tendono ad avere una soddisfazione di vita leggermente superiore rispetto agli utenti più assidui o a coloro che non li utilizzano affatto. L’impiego dei social media è stato associato a una percezione negativa della propria immagine corporea, sia per le ragazze che per i ragazzi. In tutti i Paesi, più della metà degli adolescenti ha affermato che i genitori dedicano del tempo a conversare con loro almeno una volta a settimana, dal 53% in Giappone al 91% in Irlanda. L’Italia ha il 79%. Per quanto concerne il diffuso fenomeno del bullismo, nella maggior parte dei paesi si è verificata una diminuzione dei tassi, compresa l’Italia, dove il 14,3% dei quindicenni afferma di aver subito atti frequenti di bullismo. INIZIATIVE – In occasione della Settimana, l’UNICEF Italia realizzerà 3 attivazioni principali per tenere alta l’attenzione sul tema. In particolare: una giornata sarà dedicata al tema “non è salute senza salute mentale”, con un contenuto online realizzato insieme a Guida Psicologi per ricordare che la salute mentale ha la stessa importanza di quella fisica; in un’altra giornata insieme con Il Punto Economico si ricorderà l’importanza di investire sulla salute mentale di tutti e in particolare di bambini e giovani per il benessere delle nostre società. Chiuderà la settimana un contenuto realizzato da Maria Beatrice Alonzi, scrittrice, esperta di analisi comportamentale, cultura ed etica degli spazi digitali; per ribadire quanto sia importante chiedere aiuto e quali siano i servizi disponibili, ai quali oggi è possibile ricorrere. Inoltre, l’UNICEF, in collaborazione con la Commissione Europea, organizzerà a Bruxelles il workshop “Child and Youth Well-being and Mental Health First”, in calendario il 20 e 21 maggio 2025. Protagonisti anche adolescenti e giovani, con un membro dello Youth Advisory Board che insieme ai rappresentanti UNICEF sottolineerà l’importanza di politiche inclusive che mettano al centro le voci dei bambini e dei ragazzi, in particolare di quelli provenienti da contesti vulnerabili. L’evento è parte del progetto TSI Technical Support Instrument. Infine, in occasione della settimana europea, la Comunità di Pratiche (CdP) per il supporto psicosociale di adolescenti e giovani migranti e rifugiati in Italia promossa dall’UNICEF si apre a nuovi servizi. La Comunità riunisce i servizi già attivi sul territorio al fine di rafforzare il sistema e formare i vari attori che si collocano in tutte le fasi di accoglienza. Le realtà interessate possono inviare richiesta di adesione. UNICEF
May 19, 2025
Pressenza
La rotta dei diritti: a bordo della Vespucci, tra infanzia, salute e sostenibilità
Durante la tappa napoletana del suo tour mondiale, la nave scuola della Marina Militare si è trasformata in un laboratorio galleggiante di diritti, consapevolezza e dialogo tra generazioni. C’è chi la osserva per la sua eleganza, chi la visita per la sua storia, chi la fotografa per la sua imponenza. Ma il vero significato del viaggio dell’Amerigo Vespucci va oltre lo sguardo. La tappa napoletana della nave scuola della Marina Militare Italiana, dal 13 al 16 maggio, ha offerto a migliaia di cittadini l’opportunità di conoscere da vicino non solo un vanto della marineria italiana, ma anche i progetti educativi, sociali e culturali che ne animano la missione. Tra le tante iniziative, quelle che più ci stanno a cuore, in sintonia con l’impegno di chi scrive e con la linea editoriale di Pressenza, sono quelle legate alla tutela dell’ambiente, alla salute, alla solidarietà, ai diritti dell’infanzia. Progetti che parlano alla cittadinanza tutta, e che proprio in un contesto di bellezza e apertura come la Vespucci hanno trovato risonanza e ascolto. Tra questi, l’evento “Diritti a vele spiegate” promosso da UNICEF Italia ha rappresentato un momento chiave. A bordo della nave, alla presenza dei rappresentanti dell’UNICEF, dei vertici della Marina Militare e delle istituzioni locali, oltre duecento studenti campani hanno preso parte a laboratori, letture e attività simboliche incentrate sulla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La giornata, condotta da Veronica Maya in qualità di madrina e presentatrice della cerimonia, è culminata nella celebrazione del 34° anniversario della ratifica italiana della Convenzione: un’occasione per riflettere insieme su quanto sia ancora necessario garantire protezione, ascolto e partecipazione a bambini e adolescenti. Un’esperienza che ha trasformato la nave in aula galleggiante, spazio di consapevolezza, dove parlare di diritti è diventato un gesto concreto di cittadinanza. Nel corso della tappa si è parlato anche di salute e prevenzione. La Campania, tra le regioni italiane con i più alti tassi di sedentarietà e tabagismo, è stata al centro di una campagna educativa promossa da AIOM, AIRC e SIRM. La scelta non è casuale: informare, proporre, responsabilizzare è un modo concreto per avvicinare la salute al diritto. Oncologi, medici e volontari hanno incontrato cittadini, distribuito materiali, parlato di diagnosi precoce, di alimentazione, di stili di vita. La prevenzione, in questo contesto, è diventata non solo un’opzione individuale, ma un atto collettivo, quasi politico. Non è forse anche questo un modo per costruire pace? Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi dell’ecologia e dell’educazione ambientale. Il Ministero dell’Ambiente ha presentato progetti sulla transizione ecologica e la tutela del mare, coinvolgendo scuole e famiglie in attività interattive pensate per sviluppare consapevolezza e cittadinanza attiva. Un’educazione che guarda al futuro e parte dalla conoscenza, dalla cura dei territori, dalla responsabilità condivisa. Per i più piccoli è stata messa in scena anche una favola musicale, “Aurora e la nave incantata”, che ha trasformato il Vespucci in teatro galleggiante di sogni. E così, la nave è apparsa per ciò che è: non un cimelio da conservare, né un elenco di dati e date da ricordare, ma un luogo in cui il passato si coniuga con il possibile, in cui la memoria si intreccia con l’immaginazione. Ma la Vespucci è anche molto altro. Lungo il Molo Beverello, il Villaggio “IN Italia” ha ospitato decine di stand e padiglioni istituzionali. Ogni area tematica ha proposto esperienze dirette: dalla realtà aumentata all’innovazione tecnologica, dai mestieri del mare alla promozione del turismo sostenibile, dalle eccellenze del Made in Italy all’esplorazione delle professioni legate alla blue economy. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha organizzato percorsi formativi rivolti a studenti e docenti, mentre il Ministero della Cultura ha raccontato, anche attraverso installazioni immersive, l’identità plurale del nostro Paese. Una tappa cheha messo in dialogo tradizione e innovazione, mostrando quanto la conoscenza possa essere anche esperienza coinvolgente. Osservarla da vicino ha significato cogliere un simbolo che cambia. Un laboratorio mobile di consapevolezza. Salire a bordo, percorrere le scale, camminare sui ponti, ha lasciato in molti, adulti e bambini, una domanda silenziosa, un’impressione che non si esaurisce con lo sbarco. Come se quella nave, oltre a mostrarsi, avesse chiesto qualcosa. Perché la crisi ecologica, la fragilità dei diritti, la distanza tra le generazioni non sono problemi tecnici. Sono nodi da sciogliere insieme. E ogni iniziativa capace di generare ascolto, emozione, relazione, diventa una piccola leva di trasformazione. Il motto della Vespucci “Non chi comincia ma quel che persevera” risuona allora non come una frase scolpita nel legno, ma come un invito. A restare vigili, a guardare più in là dell’orizzonte, a non rifugiarci nell’estetica senza interrogativi. Ora che la nave ha lasciato Napoli, e si prepara a raggiungere la sua prossima tappa, possiamo salutarla così. Con gratitudine. Per averci ricordato, senza retorica, che un’altra rotta è possibile. E che ognuno, con la propria voce, può contribuire a disegnarla.     Lucia Montanaro
May 17, 2025
Pressenza