#unipa Mega Centro dati dellUniversità di #Palermo con la multinazionale
contractor del #Pentagono ed #Israele
Di Antonio Mazzeo - Lunedì 20 luglio è stato inaugurato il nuovo Data Center
dell’Università degli Studi di Palermo e la piattaforma #HPE Private Cloud AI.
“Si tratta di una delle infrastrutture universitarie più avanzate in Italia e
tra le più significative nel panorama europeo”, scrive l’ufficio stampa
dell’ateneo siciliano.
https://www.stampalibera.it/2026/07/21/mega-centro-dati-delluniversita-di-palermo-con-la-multinazionale-contractor-del-pentagono-ed-israele/
Tag - palermo
Giornata della Marina: una vetrina per promuovere le carriere militari
Il 10 giugno scorso a Palermo si è celebrata la Giornata della Marina. Sul molo
Vittorio Veneto è stato allestito il “Villaggio Marina”, uno spazio con diversi
stand in cui sono sono state mostrate alla cittadinanza le principali attività
della Marina Militare.
La giornata celebrativa è stata infatti solo il culmine di quattro giorni – dal
6 al 10 giugno appunto – in cui sono stati esposti mezzi navali, spiegate
modalità di intervento e raccontate storie di coraggio e sacrificio per la
patria attraverso docufilm serali.
In particolare il 7 giugno è stato tutto dedicato alla presentazione dei profili
di carriera della Marina Militare. D’altronde queste manifestazioni pubbliche in
cui vengono celebrate le Forze Armate sono anche un’ottima occasione per
convincere le giovani generazioni ad arruolarsi, in un periodo storico in cui la
corsa agli armamenti e la preparazione alla guerra ha bisogno di molti più
soldati di quanti ne servissero negli anni passati. L’istituzione di questi
“villaggi” diventa così un modo per promuovere la militarizzazione della società
sotto forma di una festa a cui tutti possono partecipare (un altro esempio lo
potete trovare qui).
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non
possiamo non mostrare le nostre perplessità di fronte a queste manifestazioni in
cui giovani generazioni vengono spinte ad intraprendere una carriera con la
promessa di avere una stabilità lavorativa che la società civile non riesce a
garantire. Una carriera che, specialmente in un periodo di turbolenze
geopolitiche come quello che stiamo vivendo, potrebbe portare ragazzi e ragazze
a farsi massacrare in un conflitto, illusi di poter avere una vita migliore.
Fonte:
https://palermo.gds.it/articoli/cronaca/2026/06/04/la-giornata-della-marina-militare-palermo-ospita-le-celebrazioni-nazionali-a988d982-b9d1-44d8-8d09-ec5e6031045b/
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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Luigi Spera, niente terrorismo: la Corte ridimensiona l’accusa ma conferma la condanna
La Corte d’Assise di Palermo esclude definitivamente le finalità terroristiche
ed eversive nell’azione contro Leonardo del 2022. Condanna a 4 anni e 9 mesi per
porto e detenzione di ordigni …
Strage di Capaci. Il 23 maggio dell’antimafia sociale
Il 23 maggio ricorre il trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci,
in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro,
Rocco Dicillo e Vito Schifani. A Palermo, ogni anno, si tengono varie iniziative
istituzionali e scolastiche,
… Leggi tutto
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il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Conferenza della Marina Militare all’IISS di Lercara Friddi, Palermo
Mercoledì 1° aprile si è tenuto un incontro formativo con la Marina Militare
rivolto agli studenti e alle studentesse delle classi quinte degli indirizzi
tecnico-professionali e liceali dell’IISS di Lercara Friddi (Palermo). La
conferenza ha coinvolto le sedi dell’istituto di Lercara Friddi, di Prizzi e di
Alia con il fine di promuovere l’offerta lavorativa nelle forze armate e le
varie agevolazioni derivanti dall’ arruolamento militare (leggi qui la
circolare).
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università preso
atto della stretta collaborazione esistente da oltre un decennio tra il
Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero della Difesa, da anni
monitora la presenza delle Forze Armate nelle scuole e denuncia la grave
complicità delle USR e degli organi collegiali scolastici che approvano tale
processo e lo rendono possibile. Siamo in piena propaganda militare.
Il comparto Difesa cerca nelle scuole nuove risorse umane da reclutare, avvicina
le giovani generazioni e prova a convincerle che un futuro nelle forze armate
potrebbe salvarle da un futuro precario. Il processo di militarizzazione delle
scuole è parallelo al processo di privatizzazione del sistema educativo, si
concorre al rafforzamento del dominio dei gruppi economici finanziari alla guida
del nostro Paese. I diversi governi italiani che si sono succeduti negli ultimi
anni hanno modificato, con singolare univocità politica, la scuola della
Costituzione nella scuola-azienda disegnata dalla “buona scuola” renziana (2015)
e oggi al sistema pubblico dell’istruzione si chiede di farsi estensore dei
programmi bellici italiani e diffondere i “valori” militaristi.
La scuola dovrebbe restare un luogo privilegiato della formazione e della
crescita delle persone, un laboratorio di coesistenza tra diversità nel quale
esercitare tutte e tutti al pensiero critico. Il complesso militare è portatore
di valori di riferimento diametralmente opposti: l’uso della forza armata, il
dominio sull’altro attraverso la paura, l’omologazione del pensiero e la
repressione violenta del dissenso. Per questo come Osservatorio troviamo sia
doppiamente colpevole aprire le porte delle scuole alle FFAA e alle loro
proposte.
Vorremmo allontanare l’idea terribile e odiosa della guerra, ma non possiamo
minimizzare lo scollamento in essere tra politiche di governo e bisogni reali
della popolazione, né i pericoli di un quadro geopolitico globale dove la
diplomazia è stata abolita a favore di conflitti armati provocati e sostenuti a
tempo indefinito.
Vi ricordiamo che è possibile mettersi in contatto con noi per segnalare eventi
che prevedono la presenza nelle scuole di forze armate scrivendo a
osservatorionomili@gmail.com
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Palermo, 15 maggio, presentazione “Scuole e università di pace. Fermare la follia della guerra”
VENERDÌ 15 MAGGIO 2026, ORE 17.30
PALERMO, SEDE COBAS SCUOLA, PIAZZA UNITÀ D’ITALIA, 11
Nel prossimo appuntamento dei nostri Itinerari Culturali, presenteremo il
libro Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra, che
raccoglie gli atti del II Convegno Nazionale promosso dall’Osservatorio contro
la militarizzazione delle scuole e delle università.
A tre anni dalla fondazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle
scuole e delle università registriamo una vera e propria escalation del processo
di militarizzazione dei luoghi della formazione. Essa è stata sistematicamente
accompagnata dal tentativo di legittimare la cornice politica, economica e
ideologica di riferimento, funzionale a costruire quella che viene definita
“cultura della difesa” o “cultura della sicurezza”. In questo frangente abbiamo
visto la scuola, nel mezzo di un genocidio nei territori palestinesi occupati,
attraversata da rigurgiti autoritari, tentativi di censura, incursioni
sanzionatorie, il tutto all’insegna di una israelizzazione dei processi
culturali, di cui in questi Atti del II Convegno Nazionale cerchiamo di dare
conto attraverso analisi e dimostrazioni concrete.
Intervengono:
Roberta Leoni, Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e
delle università
Candida Di Franco
Finella Giordano
Il testo raccoglie gli interventi di:
Michele Lucivero– Revisionismo, controllo e militarizzazione: sulla progressiva
fascistizzazione e israelizzazione della scuola italiana
Anna Angelucci – La scuola del ReArm Europe: insegnare le competenze di guerra
Angelo d’Orsi– Il sistema guerra. Ideologia e pratica dello sterminio nell’età
del turbocapitalismo
Futura D’Aprile – L’industria della difesa italiana tra mito occupazionale ed
export
Lorenzo Perrona – La nostra posizione teorica e politica su anticapitalismo e
anticolonialismo
Antonio Mazzeo – La mia esperienza con la Freedom Flotilla. Tra israelizzazione
e militarizzazione
Antonino De Cristofaro – Decolonizzare la scuola
Roberta De Monticelli – Per una pace disarmata e disarmante
Serena Tusini – La fanfara del neoliberismo. Il ritorno della leva in Europa e
in Italia
Marco Meotto – Sguardi coloniali. Il genocidio nella didattica della storia
Maria Teresa Silvestrini – Il Disegno di Legge Gasparri: Hasbara e
israelizzazione per l’assimilazione delle coscienze e la repressione del
dissenso
Roberta Leoni – Bilancio e prospettive per rilanciare l’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università
A SEGUIRE BICCHIERATA PACIFISTA
Info su www.cobasscuolapalermo.com
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NAKBA, settantottesimo anniversario della catastrofe palestinese
Domani 15 maggio ricorrerà il 78° anniversario della Nakba, la Catastrofe del
popolo palestinese. Ma questa data non rappresenta soltanto una commemorazione:
è il richiamo a una tragedia ancora attuale, che continua a consumarsi sotto gli
occhi del mondo, perpetuata dall’entità sionista con il sostegno politico,
logistico e militare del blocco imperialista a guida statunitense.
Eppure, sempre più chiaramente, emerge il tracollo del progetto sionista così
come di quello imperialista.
Solo la resistenza, in tutte le sue forme, è riuscita a ostacolare questi piani
di dominio e sottomissione dei territori, nonostante il prezzo altissimo pagato
in termini di vite umane e distruzione di infrastrutture e ambiente.
In ogni parte del mondo, i popoli continuano a resistere, con la parola e con la
lotta, esprimendo con forza il proprio sostegno al popolo palestinese e alla sua
resistenza. Palermo non fa eccezione.
In uno scenario segnato da guerre diffuse su più continenti, la Sicilia occupa,
contro la volontà dei suoi abitanti, un ruolo centrale nelle operazioni militari
di logistica, addestramento e attacco contro i popoli individuati come bersagli
del progetto imperialista.
> IL 15 MAGGIO, ALLE ORE 18 IN PIAZZA SANT’ANTONINO, PALERMO SCENDERÀ IN PIAZZA
> AL FIANCO DELLA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE
Saremo in strada per ribadire con forza la volontà di non essere complici della
Nakba palestinese né delle tragedie che colpiscono gli altri popoli bombardati e
oppressi nel mondo.
Guerre e devastazioni vengono alimentate per difendere gli interessi dei
potenti, produrre povertà e disuguaglianze strutturali al fine di mettere gli
uni contro gli altri i popoli colpiti dalla violenza, dallo sfruttamento e dalle
politiche neoliberali e repressive.
Ogni popolo che resiste ricorda al mondo che nessun oppresso è davvero sconfitto
finché continua a lottare per la propria liberazione, finché continua la lotta e
la solidarietà internazionale!
> PALESTINA LIBERA, ORA E SEMPRE!
COMUNICATO STAMPA DELL’ASSEMBLEA CITTADINA PER LA PALESTINA
Redazione Palermo
Blue Economy integrata, dal waterfront al tessuto urbano
Il cantiere navale di Palermo, gestito da Fincantieri, ha vissuto una svolta
storica passando dalla sola manutenzione alla costruzione di intere navi. Nuove
Commesse Record: a marzo 2026, è stato confermato un ordine da oltre 2 miliardi
di euro per la costruzione di due navi da crociera “expedition” per Viking.
Investimenti Infrastrutturali: è in corso la realizzazione del nuovo bacino di
carenaggio da 150 mila tonnellate, un’opera strategica che permetterà di
riparare le navi più grandi del mondo. Export da Record: grazie alla
cantieristica, le esportazioni della città metropolitana hanno registrato un
balzo incredibile (+528,2% nel 2025), trainando l’intera economia provinciale.
Il turismo così non è più solo stagionale ma è diventato un’industria “tutto
l’anno”, con numeri mai visti prima. Boom di Presenze: nel 2025 Palermo ha
superato ufficialmente la soglia dei 2 milioni di presenze turistiche, con una
crescita costante degli stranieri.
Capitale delle Crociere: il porto si aspetta di movimentare circa 1,1 milioni di
crocieristi nel 2025-2026, consolidandosi come uno dei principali hub del
Mediterraneo.
Riqualificazione del Waterfront: i lavori per abbattere il “muro” tra porto e
città (interfaccia città-porto) stanno creando nuove aree pedonali, servizi e
collegamenti diretti (come il sovrappasso di via Emerico Amari) per accogliere
meglio i visitatori.
Cruciale quindi la restaurazione di una pax solida tra Ente Porto e Comune.
L’economia del mare (Blue Economy) a Palermo oggi non è più separata dal tessuto
urbano. Anche su questo i numeri sono chiari. Indotto Diretto: ogni accosto di
una grande nave da crociera attiva circa 170 lavoratori e genera una spesa
diretta in città che supera i 100 milioni di euro annui. Occupazione: il sistema
marittimo integrato (cantieri, logistica e turismo costiero) contribuisce in
modo decisivo al PIL regionale, con Palermo come centro d’eccellenza.
Tiro le somme. Mentre i cantieri garantiscono stabilità industriale e
innovazione tecnologica, il turismo alimenta il commercio locale e la
rigenerazione urbana. La sinergia appare concreta se penso al nuovo bacino di
carenaggio e alle nuove linee del tram collegate al waterfront. Ma gli effetti
di questa onda si estendono alla terra ferma tutta e interessano le esistenze
materiali e la vita quotidiana dei palermitani. Perché l’esplosione del turismo
ha trasformato il mercato degli affitti a Palermo, creando una netta divisione
tra il settore turistico (estremamente redditizio) e quello residenziale (sempre
più in difficoltà).
Il centro storico è il cuore di questo fenomeno, con una densità altissima di
alloggi destinati ai turisti. I proprietari preferiscono l’affitto breve perché
garantisce guadagni superiori del 30-50% rispetto ai contratti lunghi. Così zone
come Kalsa, Ballarò e l’asse di Via Maqueda sono quasi sature di strutture
extra-alberghiere e diminuisce giorno dopo giorno la quota di residenti,
compresi gli irregolari che negli anni novanta avevano popolato quel laboratorio
di inclusione multietnica così anche retoricamente esibito ancora oggi. Il
Comune sta valutando misure per limitare la proliferazione selvaggia e tutelare
l’identità dei quartieri storici, ma tutto in realtà (si veda il quadro di
fiscalità di scopo e l‘accesso a strumenti di defiscalizzazione per gli
investimenti in acquisizione e ristrutturazioni immobiliari) va in direzione
opposta.
Chi cerca casa per vivere a Palermo oggi affronta una sfida complessa e deve
contare su un patrimonio alle spalle. Molte case sono state rimosse dal mercato
tradizionale per diventare B&B, riducendo drasticamente le opzioni per famiglie
e studenti. Qualche numero? I canoni medi nel 2025-2026 hanno registrato rincari
significativi, con punte di 10-12€ al metro quadro in zone centrali o signorili
(Libertà, Politeama). E veniamo alle conseguenze indirette sui diritti
individuali, ad esempio quello allo studio degli studenti fuori sede. Palermo
attira ancora oggi migliaia di universitari, ma la competizione con il turismo
rende difficile trovare stanze a prezzi accessibili vicino alle facoltà è
impegnativa la spesa delle famiglie.
Altra conseguenza la presenza di una massa di occupati precari in quel settore
che è cresciuto con la certezza che il tasso di occupazione stabile è
estremamente ridotto rispetto a quella tradizionale nel settore dei servizi.
Servizi che restano nonostante tutto un pezzo importante di una città che è un
hub regionale della pubblica amministrazione e del mondo delle professioni
liberali, con annessi e connessi ospedali, università e via via tutto quel mondo
che alimenta un indotto che oggettivamente dipende dalla benevolenza del
“principe”. Per questo mondo, in un’era di disimpegno nella spesa corrente che
manda allo sfascio i servizi e le infrastrutture materiali (il tormentone delle
buche ne è un sintomo, come quello dei panormosauro incivili) fondamentale è il
ruolo delle grandi opere (tram) e le vitamine del PNRR, letteralmente messe a
terra con una perversione del keynesismo (si scavano le buche per non riempirle,
posizionando cavi vuoti).
E vengo ad un ultimo pezzo del puzzle che è diventato il mio quadro:
storicamente Palermo è stata nel bene e nel male associata alla criminalità
organizzata, leggasi mafia. Ebbene nella Palermo della rigenerazione urbana e
del nuovo rapporto col mare (tema tutto retorico, viste le grandi emergenze da
cui ero partito), il traffico e lo spaccio di stupefacenti rappresentano una
componente oscura e strutturale dell’economia illegale di Palermo, agendo come
un vero e proprio “welfare sostitutivo” in alcuni quartieri.
Michele Ambrogio