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Strage di Capaci. Il 23 maggio dell’antimafia sociale
Il 23 maggio ricorre il trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. A Palermo, ogni anno, si tengono varie iniziative istituzionali e scolastiche, … Leggi tutto L'articolo Strage di Capaci. Il 23 maggio dell’antimafia sociale sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Conferenza della Marina Militare all’IISS di Lercara Friddi, Palermo
Mercoledì 1° aprile si è tenuto un incontro formativo con la Marina Militare rivolto agli studenti e alle studentesse delle classi quinte degli indirizzi tecnico-professionali e liceali dell’IISS di Lercara Friddi (Palermo). La conferenza ha coinvolto le sedi dell’istituto di Lercara Friddi, di Prizzi e di Alia con il fine di promuovere l’offerta lavorativa nelle forze armate e le varie agevolazioni derivanti dall’ arruolamento militare (leggi qui la circolare). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università preso atto della stretta collaborazione esistente da oltre un decennio tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero della Difesa, da anni monitora la presenza delle Forze Armate nelle scuole e denuncia la grave complicità delle USR e degli organi collegiali scolastici che approvano tale processo e lo rendono possibile. Siamo in piena propaganda militare. Il comparto Difesa cerca nelle scuole nuove risorse umane da reclutare, avvicina le giovani generazioni e prova a convincerle che un futuro nelle forze armate potrebbe salvarle da un futuro precario. Il processo di militarizzazione delle scuole è parallelo al processo di privatizzazione del sistema educativo, si concorre al rafforzamento del dominio dei gruppi economici finanziari alla guida del nostro Paese. I diversi governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni hanno modificato, con singolare univocità politica, la scuola della Costituzione nella scuola-azienda disegnata dalla “buona scuola” renziana (2015) e oggi al sistema pubblico dell’istruzione si chiede di farsi estensore dei programmi bellici italiani e diffondere i “valori” militaristi. La scuola dovrebbe restare un luogo privilegiato della formazione e della crescita delle persone, un laboratorio di coesistenza tra diversità nel quale esercitare tutte e tutti al pensiero critico. Il complesso militare è portatore di valori di riferimento diametralmente opposti: l’uso della forza armata, il dominio sull’altro attraverso la paura, l’omologazione del pensiero e la repressione violenta del dissenso. Per questo come Osservatorio troviamo sia doppiamente colpevole aprire le porte delle scuole alle FFAA e alle loro proposte. Vorremmo allontanare l’idea terribile e odiosa della guerra, ma non possiamo minimizzare lo scollamento in essere tra politiche di governo e bisogni reali della popolazione, né i pericoli di un quadro geopolitico globale dove la diplomazia è stata abolita a favore di conflitti armati provocati e sostenuti a tempo indefinito. Vi ricordiamo che è possibile mettersi in contatto con noi per segnalare eventi che prevedono la presenza nelle scuole di forze armate scrivendo a osservatorionomili@gmail.com  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Palermo, 15 maggio, presentazione “Scuole e università di pace. Fermare la follia della guerra”
VENERDÌ 15 MAGGIO 2026, ORE 17.30 PALERMO, SEDE COBAS SCUOLA, PIAZZA UNITÀ D’ITALIA, 11 Nel prossimo appuntamento dei nostri Itinerari Culturali, presenteremo il libro Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra, che raccoglie gli atti del II Convegno Nazionale promosso dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. A tre anni dalla fondazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università registriamo una vera e propria escalation del processo di militarizzazione dei luoghi della formazione. Essa è stata sistematicamente accompagnata dal tentativo di legittimare la cornice politica, economica e ideologica di riferimento, funzionale a costruire quella che viene definita “cultura della difesa” o “cultura della sicurezza”. In questo frangente abbiamo visto la scuola, nel mezzo di un genocidio nei territori palestinesi occupati, attraversata da rigurgiti autoritari, tentativi di censura, incursioni sanzionatorie, il tutto all’insegna di una israelizzazione dei processi culturali, di cui in questi Atti del II Convegno Nazionale cerchiamo di dare conto attraverso analisi e dimostrazioni concrete. Intervengono: Roberta Leoni, Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Candida Di Franco Finella Giordano Il testo raccoglie gli interventi di: Michele Lucivero– Revisionismo, controllo e militarizzazione: sulla progressiva fascistizzazione e israelizzazione della scuola italiana Anna Angelucci – La scuola del ReArm Europe: insegnare le competenze di guerra Angelo d’Orsi– Il sistema guerra. Ideologia e pratica dello sterminio nell’età del turbocapitalismo Futura D’Aprile – L’industria della difesa italiana tra mito occupazionale ed export Lorenzo Perrona – La nostra posizione teorica e politica su anticapitalismo e anticolonialismo Antonio Mazzeo – La mia esperienza con la Freedom Flotilla. Tra israelizzazione e militarizzazione Antonino De Cristofaro – Decolonizzare la scuola Roberta De Monticelli – Per una pace disarmata e disarmante Serena Tusini – La fanfara del neoliberismo. Il ritorno della leva in Europa e in Italia Marco Meotto – Sguardi coloniali. Il genocidio nella didattica della storia Maria Teresa Silvestrini – Il Disegno di Legge Gasparri: Hasbara e israelizzazione per l’assimilazione delle coscienze e la repressione del dissenso Roberta Leoni – Bilancio e prospettive per rilanciare l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università A SEGUIRE BICCHIERATA PACIFISTA Info su www.cobasscuolapalermo.com -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
NAKBA, settantottesimo anniversario della catastrofe palestinese
Domani 15 maggio ricorrerà il 78° anniversario della Nakba, la Catastrofe del popolo palestinese. Ma questa data non rappresenta soltanto una commemorazione: è il richiamo a una tragedia ancora attuale, che continua a consumarsi sotto gli occhi del mondo, perpetuata dall’entità sionista con il sostegno politico, logistico e militare del blocco imperialista a guida statunitense. Eppure, sempre più chiaramente, emerge il tracollo del progetto sionista così come di quello imperialista. Solo la resistenza, in tutte le sue forme, è riuscita a ostacolare questi piani di dominio e sottomissione dei territori, nonostante il prezzo altissimo pagato in termini di vite umane e distruzione di infrastrutture e ambiente. In ogni parte del mondo, i popoli continuano a resistere, con la parola e con la lotta, esprimendo con forza il proprio sostegno al popolo palestinese e alla sua resistenza. Palermo non fa eccezione. In uno scenario segnato da guerre diffuse su più continenti, la Sicilia occupa, contro la volontà dei suoi abitanti, un ruolo centrale nelle operazioni militari di logistica, addestramento e attacco contro i popoli individuati come bersagli del progetto imperialista. > IL 15 MAGGIO, ALLE ORE 18 IN PIAZZA SANT’ANTONINO, PALERMO SCENDERÀ IN PIAZZA > AL FIANCO DELLA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE Saremo in strada per ribadire con forza la volontà di non essere complici della Nakba palestinese né delle tragedie che colpiscono gli altri popoli bombardati e oppressi nel mondo. Guerre e devastazioni vengono alimentate per difendere gli interessi dei potenti, produrre povertà e disuguaglianze strutturali al fine di mettere gli uni contro gli altri i popoli colpiti dalla violenza, dallo sfruttamento e dalle politiche neoliberali e repressive. Ogni popolo che resiste ricorda al mondo che nessun oppresso è davvero sconfitto finché continua a lottare per la propria liberazione, finché continua la lotta e la solidarietà internazionale! > PALESTINA LIBERA, ORA E SEMPRE! COMUNICATO STAMPA DELL’ASSEMBLEA CITTADINA PER LA PALESTINA Redazione Palermo
May 14, 2026
Pressenza
Blue Economy integrata, dal waterfront al tessuto urbano
Il cantiere navale di Palermo, gestito da Fincantieri, ha vissuto una svolta storica passando dalla sola manutenzione alla costruzione di intere navi. Nuove Commesse Record: a marzo 2026, è stato confermato un ordine da oltre 2 miliardi di euro per la costruzione di due navi da crociera “expedition” per Viking. Investimenti Infrastrutturali: è in corso la realizzazione del nuovo bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate, un’opera strategica che permetterà di riparare le navi più grandi del mondo. Export da Record: grazie alla cantieristica, le esportazioni della città metropolitana hanno registrato un balzo incredibile (+528,2% nel 2025), trainando l’intera economia provinciale. Il turismo così non è più solo stagionale ma è diventato un’industria “tutto l’anno”, con numeri mai visti prima. Boom di Presenze: nel 2025 Palermo ha superato ufficialmente la soglia dei 2 milioni di presenze turistiche, con una crescita costante degli stranieri. Capitale delle Crociere: il porto si aspetta di movimentare circa 1,1 milioni di crocieristi nel 2025-2026, consolidandosi come uno dei principali hub del Mediterraneo. Riqualificazione del Waterfront: i lavori per abbattere il “muro” tra porto e città (interfaccia città-porto) stanno creando nuove aree pedonali, servizi e collegamenti diretti (come il sovrappasso di via Emerico Amari) per accogliere meglio i visitatori. Cruciale quindi la restaurazione di una pax solida tra Ente Porto e Comune. L’economia del mare (Blue Economy) a Palermo oggi non è più separata dal tessuto urbano. Anche su questo i numeri sono chiari. Indotto Diretto: ogni accosto di una grande nave da crociera attiva circa 170 lavoratori e genera una spesa diretta in città che supera i 100 milioni di euro annui. Occupazione: il sistema marittimo integrato (cantieri, logistica e turismo costiero) contribuisce in modo decisivo al PIL regionale, con Palermo come centro d’eccellenza. Tiro le somme. Mentre i cantieri garantiscono stabilità industriale e innovazione tecnologica, il turismo alimenta il commercio locale e la rigenerazione urbana. La sinergia appare concreta se penso al nuovo bacino di carenaggio e alle nuove linee del tram collegate al waterfront. Ma gli effetti di questa onda si estendono alla terra ferma tutta e interessano le esistenze materiali e la vita quotidiana dei palermitani. Perché l’esplosione del turismo ha trasformato il mercato degli affitti a Palermo, creando una netta divisione tra il settore turistico (estremamente redditizio) e quello residenziale (sempre più in difficoltà). Il centro storico è il cuore di questo fenomeno, con una densità altissima di alloggi destinati ai turisti. I proprietari preferiscono l’affitto breve perché garantisce guadagni superiori del 30-50% rispetto ai contratti lunghi. Così zone come Kalsa, Ballarò e l’asse di Via Maqueda sono quasi sature di strutture extra-alberghiere e diminuisce giorno dopo giorno la quota di residenti, compresi gli irregolari che negli anni novanta avevano popolato quel laboratorio di inclusione multietnica così anche retoricamente esibito ancora oggi. Il Comune sta valutando misure per limitare la proliferazione selvaggia e tutelare l’identità dei quartieri storici, ma tutto in realtà (si veda il quadro di fiscalità di scopo e l‘accesso a strumenti di defiscalizzazione per gli investimenti in acquisizione e ristrutturazioni immobiliari) va in direzione opposta. Chi cerca casa per vivere a Palermo oggi affronta una sfida complessa e deve contare su un patrimonio alle spalle. Molte case sono state rimosse dal mercato tradizionale per diventare B&B, riducendo drasticamente le opzioni per famiglie e studenti. Qualche numero? I canoni medi nel 2025-2026 hanno registrato rincari significativi, con punte di 10-12€ al metro quadro in zone centrali o signorili (Libertà, Politeama). E veniamo alle conseguenze indirette sui diritti individuali, ad esempio quello allo studio degli studenti fuori sede. Palermo attira ancora oggi migliaia di universitari, ma la competizione con il turismo rende difficile trovare stanze a prezzi accessibili vicino alle facoltà è impegnativa la spesa delle famiglie. Altra conseguenza la presenza di una massa di occupati precari in quel settore che è cresciuto con la certezza che il tasso di occupazione stabile è estremamente ridotto rispetto a quella tradizionale nel settore dei servizi. Servizi che restano nonostante tutto un pezzo importante di una città che è un hub regionale della pubblica amministrazione e del mondo delle professioni liberali, con annessi e connessi ospedali, università e via via tutto quel mondo che alimenta un indotto che oggettivamente dipende dalla benevolenza del “principe”. Per questo mondo, in un’era di disimpegno nella spesa corrente che manda allo sfascio i servizi e le infrastrutture materiali (il tormentone delle buche ne è un sintomo, come quello dei panormosauro incivili) fondamentale è il ruolo delle grandi opere (tram) e le vitamine del PNRR, letteralmente messe a terra con una perversione del keynesismo (si scavano le buche per non riempirle, posizionando cavi vuoti). E vengo ad un ultimo pezzo del puzzle che è diventato il mio quadro: storicamente Palermo è stata nel bene e nel male associata alla criminalità organizzata, leggasi mafia. Ebbene nella Palermo della rigenerazione urbana e del nuovo rapporto col mare (tema tutto retorico, viste le grandi emergenze da cui ero partito), il traffico e lo spaccio di stupefacenti rappresentano una componente oscura e strutturale dell’economia illegale di Palermo, agendo come un vero e proprio “welfare sostitutivo” in alcuni quartieri. Michele Ambrogio
April 27, 2026
Pressenza
Il comune di Palermo apre allo spazio sociale del S. Basilio: si riconosce il valore della funzione svolta
Leggo e mi rallegro per la palestra popolare e il San Basilio, visto che dagli uffici comunali arriva un’apertura per quanti in questi anni lo hanno occupato con iniziative e idee che hanno messo in pratica una differente prospettiva sui beni comuni. La notizia rassicura quanti giustamente si attendevano il rischio di uno sfratto dopo che il progetto esecutivo per il recupero e la rifunzionalizzazione dell’immobile è stato approvato e che i lavori sono stati assegnati. Trovo anche ragionevoli ed equilibrate le parole dell’assessore (a cui non ho mai risparmiato le critiche) che riporto: “si passa da una fase di occupazione, nata anche in risposta al sottoutilizzo dell’immobile, a una fase in cui queste realtà diventano corresponsabili del luogo. L’aspetto più rilevante è il riconoscimento del valore della funzione che svolgono, non solo per le attività in sé, ma anche per le modalità con cui vengono realizzate: in una logica di sussidiarietà, in cui pubblico e privato collaborano, anche quando si tratta di privato sociale e solidale”. Ora io non ripeterò il luogo comune dell’antagonista che rifiuta la mediazione con le istituzioni denunciando lo snaturamento di un centro di lotta in una sorta di “fondazione culturale” o impresa commerciale. E non lo ripeterò proprio perché so che non c’è contraddizione nella pratica quando il bene comune non è una foglia di fico ma un pezzo di aggregazione e soddisfazione di bisogni reali della collettività. E il San Basilio lo è stato. Quello che resta però è il problema più generale, perché quell’ex convento (nei miei ricordi di adolescente era la palestra della mia scuola media in via Bandiera) oggi è in una zona cruciale, dove il costo delle abitazioni raggiunge e supera i 3.000 € a metro quadro e di affitti neanche a parlarne. Tutti i flussi di finanza per la valorizzazione eil recupero di quell’area sono andati a privati, con lo spopolamento e la fine delle attività che prima vi si svolgevano. Quella mia scuola media oggi da sovraffollata e popolare che era oggi è sottodimensionata e in un contesto di B &b e ristorazione diffusa, a lato di edifici oggetto di speculazione immobiliare. Insomma, quello che mi chiedo è se sia possibile dire “San Basilio resiste” senza che si possa dire qualcosa di simile per S.Agostino, via Bara o qualunque altra corsia di quel percorso che appare segnato in modo non reversibile. Allego a queste note il report sul finanziamento e la realizzazione di progetti analoghi al San Basilio e insinuo un dubbio: la loro realizzazione si è armonizzata con quella del De Seta o via dei Candelai? C’è un piano, e non mi riferisco ovviamente solo al PUMS, con la sua “cura del ferro” e la mobilità dolce, che si sta realizzando e sono sicuro che, a dispetto della buona fede e giusta causa, non è quello dei ragazzi di via S. Basilio. OPENCOESIONE.GOV.IT / OPENCOESIONE – ELENCO PROGETTI Michele Ambrogio
April 19, 2026
Pressenza
Palermo. 2 morti di lavoro, 2 omicidi perfetti
Gli ingredienti ci sono tutti: due stranieri ingaggiati in nero, al lavoro senza protezioni a 30 metri di altezza su un mezzo preso a noleggio da una ditta senza operai che non apriva un cantiere dal 2016, una gru mal posizionata perché intralciava un gommista, una committenza privata, una regione […] L'articolo Palermo. 2 morti di lavoro, 2 omicidi perfetti su Contropiano.
April 11, 2026
Contropiano
Palermo: luoghi di lavoro come si fosse in guerra
di Vito Totire (*). Il 6 maggio prossimo incontro della Rete Nazionale Lavoro Sicuro. Nell’apuntamento pubblico dell’8 aprile a Bologna in ricordo della strage della centrale Enel di Suviana (del 9 aprile 2024) abbiamo convocato un incontro che si terrà, da remoto, il 6 maggio prossimo (sarà inviato il link a chi lo chiederà) nell’anniversario della strage operaia di Casteldaccia