Scuola, pace e conflitti: a Milano la presentazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione
Venerdì 13 marzo alle ore 17.00, presso la Biblioteca della Nonviolenza Attiva
di via Mazzali 5 a Milano, si è svolta la presentazione dell’Osservatorio contro
la Militarizzazione delle Scuole e delle Università. All’incontro sono
intervenute Roberta Leone, presidente dell’Osservatorio, ed Elena Abate,
referente per Milano.
L’iniziativa è stata l’occasione per illustrare le attività dell’Osservatorio,
nato con l’obiettivo di monitorare e denunciare la crescente presenza di logiche
e strutture militari all’interno del sistema educativo, promuovendo allo stesso
tempo una cultura della pace e della nonviolenza. In un contesto internazionale
segnato da tensioni e conflitti armati, il lavoro dell’Osservatorio mira a
difendere il ruolo della scuola e dell’università come luoghi di formazione
critica e democratica.
Durante l’incontro Roberta Leone ha presentato anche due volumi pubblicati da
Aracne Editrice che raccolgono gli atti dei convegni promossi dall’Osservatorio.
Il primo è “Scuole e Università di pace: fermiamo la follia della guerra”
(2026), che analizza il fenomeno della militarizzazione dell’istruzione e le sue
implicazioni culturali e politiche. Nel volume si osserva come negli ultimi anni
si sia registrata «una vera e propria escalation del processo di
militarizzazione dei luoghi della formazione», accompagnata dal tentativo di
legittimare una presunta “cultura della difesa” o “cultura della sicurezza”
all’interno della scuola.
Il secondo libro, “Comprendere i conflitti, educare alla pace” (2025), raccoglie
invece gli interventi del primo convegno nazionale dell’Osservatorio e propone
una riflessione sul ruolo dell’educazione nella comprensione dei conflitti
contemporanei. Tra i contributi si sottolinea come la presenza crescente degli
apparati militari nei luoghi dell’istruzione rischi di normalizzare la guerra:
«la scuola va alla guerra e la guerra ed i suoi apparati di morte entrano sempre
di più nelle scuole italiane».
Attraverso saggi di studiosi, docenti e ricercatori, i due volumi affrontano
temi che vanno dal rapporto tra industria bellica e università alla diffusione
di una cultura militarista nella società. Allo stesso tempo propongono percorsi
educativi alternativi fondati sulla pedagogia della pace, sul dialogo e sulla
comprensione dei conflitti.
La presentazione alla Biblioteca della Nonviolenza Attiva ha offerto quindi
l’occasione per conoscere più da vicino il lavoro dell’Osservatorio e per
rilanciare il dibattito sul ruolo delle istituzioni educative nella costruzione
di una società fondata sulla pace, sulla democrazia e sulla partecipazione
critica.
Tiziana Volta