Stop ai transiti di morte e al riarmo
Nella giornata di ieri, nel porto di Piombino una nave del Ministero della
Difesa ha scaricato una enorme quantità di materiale bellico, decine di mezzi
militari e container contenenti, probabilmente, esplosivo.
Oltre il danno del rigassificatore, Piombino è stata trasformata in un vero e
proprio HUB del traffico di armi. Questa volta sono stati coinvolti dei
lavoratori della acciaieria JSW e della Piombino Logistics, dato che una parte
del materiale bellico è stata trasportata all’interno dello stabilimento
siderurgico e caricata su rotaia su un treno merci che sembra destinato ad
arrivare alla stazione di Palmanova in Friuli Venezia Giulia per poi essere
imbarcata dal porto di Monfalcone.
USB, non appena ricevuta notizia e in tempi strettissimi, ha proceduto a
proclamare lo sciopero specifico per il carico, scarico e trasporto di armamenti
per tutti i lavoratori coinvolti della JSW e per i macchinisti di Mercitialia
(società cargo del Gruppo FSI) per permettere ai lavoratori di potersi
rifiutarei di movimentare il carico di morte. Perché per noi è inaccettabile che
si decida di militarizzare porti, fabbriche e la stessa rete ferroviaria
italiana per alimentare le politiche di riarmo e di guerra del nostro paese.
Con le federazioni di Livorno e di Pisa e altri militanti dei movimenti siamo in
presidio di protesta presso la stazione di Livorno Calambrone per esprimere la
nostra contrarietà all’ennesimo carico di morte che transita nel nostro
territorio.
Al momento il treno sta accumulando un fortissimo ritardo e sembra venga deviato
in un altro percorso per evitare i presidi.
Invitiamo tutti e tutte i compagni a fare lo stesso durante il tragitto che
questo treno percorrerà fino probabilmente al porto di Monfalcone per essere
imbarcato vero qualche teatro di guerra.
Bisogna opporsi al riarmo e alla guerra; non saranno i lavoratori e le
lavoratrici a pagare il prezzo!
Il piano di riarmo da 800 mld € e il piano di militarizzazione dei porti e delle
infrastrutture strategiche da 100 mld €, entrambi lanciati dalla Commissione UE,
ci conducono alla guerra, all’impoverimento dei nostri salari e alla perdita di
servizi pubblici.
In 8 giorni di aggressione da parte di Israele e degli USA l’unica cosa che
vediamo è il rincaro immediato dei prezzi di carburanti, energia e beni di prima
necessità, cosa che sta riportando al centro una questione riguardante
direttamente l’economia reale e la tenuta sociale del Paese.
Abbiamo già pagato di tasca nostra l’impennata inflattiva della guerra in
Ucraina, con un potere d’acquisto dei nostri salari diminuito dell’8/10%; non
possiamo permetterci un’altra fase di aumento dei prezzi che rischia di
diminuire ulteriormente il potere d’acquisto dei lavoratori e di colpire
duramente il sistema produttivo. Tutto questo mentre l’apparato produttivo è già
attraversato da crisi industriali, ristrutturazioni e processi di dismissione
che stanno colpendo interi settori strategici.
Fermare i transiti di morte e scioperare contro le armi significa lottare per la
pace e per le proprie condizioni di lavoro!
Usb Livorno
Unione Sindacale di Base