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“Dente Cariato”, la prova del nove dell’Amministrazione Gualtieri
L’articolo pubblicato sul sito del Polo Civico Esquilino L’ASSEMBLEA DEL POLO CIVICO ESQUILINO E LE RISPOSTE DELL’ASSESSORE AL PATRIMONIO ZEVI Si è riunita a Piazza Vittorio il 19 marzo 2026 l’assemblea indetta dal Polo Civico Esquilino[1] sul futuro del Dente Cariato, con vari interventi, tra i quali quello di Carteinregola, a cui ha risposto l’Assessore Zevi. In gioco c’è l’esito di un intervento fortemente simbolico, in bilico tra proposte degli operatori privati e quindi guidate dal mercato e dal profitto, e proposte nate da un percorso partecipato con le realtà territoriali e con il Municipio, che mettono al centro i bisogni sociali, culturali e civici del territorio. L’esito, ha ribadito Zevi nell’Assemblea, è ancora tutto da definire, annunciando la disponibilità dell’Amministrazione ad avviare un confronto con le associazioni per individuare “un bel progetto civico e sociale, ma anche sostenibile“. Quale sarà il percorso, se ci sanno passi indietro rispetto alle scelte finora fatte e quali saranno le destinazioni che saranno messe a base del progetto, lo vedremo nei prossimi mesi. Il tema dell’assemblea era la destinazione dell’immobile  di circa 2mila metri quadrati di proprietà del Comune che si trova in Via Giolitti accanto alla Stazione Termini, costruito a fine ottocento e demolito in parte negli anni ’30, il cui  piano terreno è rimasto in piedi. Roma Capitale il 3 marzo 2026, facendo seguito a una Memoria della Giunta Gualtieri del 19 febbraio 2026 [2] ha lanciato un Avviso di Consultazione preliminare di mercato ai sensi dell’articolo 77 del codice degli appalti [3], consultazione rivolta a operatori economici privati “volta alla conclusione di una concessione/locazione di valorizzazione … relativamente al completamento e alla gestione dell’immobile denominato “Dente Cariato“. L’avviso riguarda una prima fase, con scadenza 15 maggio 2026, per raccogliere le proposte dei privati, a cui farà seguito la gara vera e propria sul progetto che il Comune individuerà come miglior proposta. L’avviso, a cui si rimanda per maggiori dettagli[4], indica che le proposte possono prevedere la ricostruzione totale o parziale dell’immobile preesistente (fino a 6 piani fuori terra) con destinazione residenziale – prevista dal Piano Regolatore Generale – che comprende anche studentati, o, con una variante urbanistica, altre destinazioni, tra le quali quella turistico ricettiva, o un mix di entrambe. La concessione/locazione di valorizzazione” [5] prevede una “durata massima del contratto fino a 50 anni soggetti a ribasso” [6]. Questa impostazione della destinazione dell’immobile attraverso criteri di mercato, ha incontrato la contrarietà sia del Polo Civico Esquilino, sia dello stesso I Municipio. Il Polo Civico, ribadendo che, trattandosi di un bene pubblico, la rigenerazione “deve rispondere prima di tutto ai bisogni sociali, culturali e civici del territorio” ha indetto una assemblea pubblica chiedendo che si aprisse “una riflessione trasparente e condivisa“ con il coinvolgimento dei cittadini e delle realtà del territorio e che si lavorasse “a un modello che garantisca un mix funzionale equilibrato, capace di generare valore economico e coesione sociale” [7]. Il Consiglio del I Municipio ha approvato una risoluzione che, preso atto che il costo dell’intervento (dei 6 piani) è quantificato dagli uffici comunali in 30 milioni di euro, chiede che “sia riconsiderata la scelta di affidare ai privati la realizzazione e gestione dell’immobile, considerando l’opzione di un intervento diretto di Roma Capitale…, così da garantire il pieno perseguimento delle finalità pubbliche e sociali” [8]. E veniamo all’assemblea del 19 marzo e alle risposte dell’Assessore Zevi. Rispondendo agli interventi, l’Assessore ha più volte sottolineato che il citato avviso non è vincolante per il Comune, che riguarda solo una prima fase di raccolta di proposte e che la gara per la concessione/valorizzazione è ancora tutta da definire. Ha però ribadito che l’Amministrazione capitolina non intende farsi carico dei 30 milioni per ristrutturare l’immobile – nell’ipotesi della ricostruzione dei 6 piani – avendo impegnato centinaia di milioni per comprare case popolari o per rigenerare edifici pubblici per trasformarli in case per gli  sfrattati; ma ha anche ricordato che si possono formulare ipotesi più ridotte dal punto di vista edilizio (meno piani) e quindi con costi inferiori (e che non è detto quindi che non si possano trovare finanziamenti pubblici o di altro soggetto non teso al profitto). In conclusione l’Assessore, a cui va riconosciuta la disponibilità a partecipare all’incontro e soprattutto a rimettere in discussione quanto fatto finora, aprendo un tavolo col Polo Civico e i cittadini, ha continuato a ribadire la necessità della sostenibilità economica delle proposte: “Come ha detto anche il Sindaco Gualtieri … noi non abbiamo paura di mediare, di tornare indietro, di fare delle correzioni se serve, però dobbiamo tenere conto del rischio principale che noi abbiamo oggi, che è quello che quell’immobile rimanga esattamente com’è. Adesso dobbiamo trovare l’alternativa tra non fare nulla e fare la cosa migliore che riusciamo a progettare insieme nelle condizioni date, con un pizzico di concretezza che noi amministratori dobbiamo portare alla discussione, e con tutta la fantasia che invece sono sicuro che voi saprete portare“. Senza nulla togliere alla indispensabile concretezza – se non si riduce solo alle mere esigenze del profitto – ci auguriamo che prevalgano le ragioni dei bisogni sociali, e anche della fantasia, visto che c’è la possibilità di ridurre le cubature e quindi gli investimenti, rendendoli più accessibili alle casse pubbliche. Noi riteniamo che questa trasformazione, più di altre, essendo un’occasione irripetibile per la città, sia davvero la prova del nove della qualità democratica di un’Amministrazione che nelle Linee programmatiche 2021-2026 ha messo nero su bianco: “Il primo passo sarà il superamento dell’impostazione verticale delle politiche edilizie, nel segno di una nuova visione di edilizia sociale orizzontale che rimetta al centro l’individuo e i suoi bisogni. È così che cambieremo il paradigma delle politiche dell’abitare, fino ad oggi tendente a concentrare le persone interessate da una condizione di disagio socioeconomico in quartieri periferici e poco serviti“. A maggio vedremo se prevarrà la “città delle persone” o “la città della rendita”, titolo del convegno per i dieci anni di Carteinregola del novembre 2022[9], una dicotomia che a Roma è sempre attuale. (in calce il comunicato del Polo Civico Esquilino) Anna Maria Bianchi Missaglia Post scriptum: a margine osserviamo la rivendicazione, da parte dell’Assessore, di aver resistito alla vendita dell’immobile proposta dai privati, adottando invece la formula di una “concessione/locazione di valorizzazione” che può raggiungere la durata di 50 anni. Va per la maggiore, anche in questa Amministrazione, considerare un’alternativa positiva alla vendita il fatto che il patrimonio pubblico sia solo “affidato” ai privati per qualche decina d’anni.  Ma il patrimonio pubblico deve essere usato per l’interesse pubblico di oggi : le persone hanno bisogno ora,  dei servizi, delle case, delle infrastrutture. Cosa sappiamo di quello che accadrà tra cinquant’anni? Senza escludere la possibilità concretissima che qualche altra amministrazione subentrante decida di cambiare le carte in tavola e prolungare ad libitum la concessione, o di passare direttamente alla vendita… Rendering dallo Studio di fattibilità Vai a “Dente Cariato” I Municipio – cronologia e materiali dal sito Polo Civico Esquilino 20 marzo 2026 : DENTE CARIATO – Assemblea pubblica Polo Civico Esquilino Dalla società civile proposte e richiesta di co-progettazione. La politica apre al confronto. Il Polo promuove un Coordinamento di tutte le realtà per una proposta che ascolti il territorio. Zevi: confronto aperto, è un’opportunità, tiriamo fuori un bel progetto civico e sociale, ma anche sostenibile Ampia partecipazione e qualità del dibattito hanno caratterizzato l’assemblea pubblica promossa dal Polo Civico Esquilino sul futuro del “Dente Cariato” a Termini, tenutasi ieri ai giardini di Piazza Vittorio. Un momento di confronto articolato, che ha messo al centro idee e soprattutto una forte richiesta di coinvolgimento attivo del territorio nelle scelte su un bene pubblico strategico per il quartiere e la città. Dalla società civile, molti spunti concreti: dalla proposta di una Casa delle Culture a una biblioteca di quartiere, da spazi per lo sport a forme di residenzialità accessibile, a modelli di commercio di qualità. Trasversale a tutti gli interventi, la richiesta di partecipazione, co-progettazione, trasparenza. La Fondazione Charlemagne ha presentato il modello del Community Land Trust, già sperimentato a Torino, come strumento capace di coniugare housing accessibile, spazi sociali e gestione condivisa: “Più che di rigenerazione urbana, dovremmo parlare di restituzione di un bene pubblico alla cittadinanza, costruendo una visione innovativa che metta insieme più soggetti”. Il Polo Civico Esquilino ha proposto di costruire un coordinamento stabile tra realtà territoriali, commercianti, sindacati, università e fondazioni, con l’obiettivo di raccogliere e sistematizzare le idee per arrivare a un confronto strutturato con le istituzioni: “L’ascolto fa bene alla città. I Poli civici esistono per questo: costruire uno spazio dove i bisogni del territorio diventino proposta”. L’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi ha confermato l’apertura al confronto, sottolineando il valore simbolico e strategico dell’area: “Questa è solo la prima tappa di un dialogo che dobbiamo implementare al meglio. Siamo nel mezzo del percorso: è un invito a confrontarci al tavolo che il presidente Trombetti ha dichiarato di voler aprire. Non abbiamo paura di mediare, tornare indietro, correggere: questa è un’opportunità su cui trovare insieme un punto di equilibrio tra ciò che è ideale e ciò che è possibile”. Zevi ha chiarito che il percorso si articolerà in due fasi: * una prima fase non vincolante, aperta alla raccolta di idee e proposte (con scadenza il 15 maggio); * una seconda fase, più strutturata, che porterà alla definizione di un progetto concreto. Ha evidenziato i vincoli economici e amministrativi: “Le risorse pubbliche sono limitate e oggi sono concentrate sull’emergenza abitativa. Dobbiamo costruire forme di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato: dire cosa fare è importante, ma bisogna anche dire chi paga”. Tra gli elementi indicati dall’assessore: priorità alla residenzialità (anche studentesca), esclusione della funzione alberghiera, attenzione alla qualità architettonica e alla sostenibilità economica. “Il Dente Cariato è una porta della città per chi arriva a Termini. L’esternalità positiva di uno spazio abitato e vissuto è evidente: sicurezza, decoro e qualità urbana migliorano. Ma dobbiamo evitare il rischio che non arrivi alcuna proposta: trovare le risorse non è banale”. Dal Municipio I la disponibilità a rimettere in discussione il percorso. Per l’assessore Labbucci, il tema centrale deve essere la residenzialità; per il presidente della Commissione Ambiente Niccolò Camponi è fondamentale costruire una visione integrata tra patrimonio pubblico e servizi territoriali, coinvolgendo pienamente il Municipio. Secondo Giorgio Benigni, presidente della Commissione Politiche Sociali, il Comune dispone di margini di manovra nel rapporto con il privato in base a una visione più ampia: “Il tema è la residenzialità, ma dentro un’idea di città. Serve un masterplan dell’Esquilino”. Dopo l’atto dello scorso anno promosso da Camponi, è stata presentata una nuova risoluzione di maggioranza in Municipio per promuovere un reale percorso partecipativo. Presente anche Giacomo Bartoleschi (Network Giovani M5S Roma) che propone di intercettare risorse PNRR attraverso il bando attivo di Cassa Depositi e Prestiti per studentati accessibili. L’assemblea ha segnato un passaggio importante: per la partecipazione, la qualità delle proposte e la maturità del confronto, che ha mostrato come il territorio sia pronto a contribuire in modo attivo alla costruzione di un progetto condiviso. Il prossimo passo sarà un incontro operativo promosso dal Polo Civico Esquilino per trasformare le idee in una proposta strutturata da portare al tavolo istituzionale. Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com. 23 marzo 2026 Vai a “Dente Cariato” I Municipio – cronologia e materiali Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici? 12 marzo 2028 NOTE [1] vedi Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici? 12 marzo 2028 con il comunicato di invito all’assemblea del Polo Civico Esquilino [2] 19 febbraio  2026 La Giunta capitolina approva una Memoria di Giunta Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile “Dente cariato” di Via Giolitti” – con cui si punta a trasformare l’immobile accanto alla Stazione Termini da “plesso incompiuto e fatiscente” a “porta della Città”. (SCARICA LA MEMORIA ) [3]Avviso di Consultazione preliminare di mercato ex art. 77 e ss. del D. Lgs. 36/2023 per lo sviluppo delle procedure di gara per la selezione di un operatore economico, volte alla conclusione di una concessione/locazione di valorizzazione ex art. 3-bis D.L. n. 351/2001, convertito, con modificazioni, in L. n. 410/2001 ed art. 13 del Regolamento per la Valorizzazione del Patrimonio Disponibile approvato dall’Assemblea Capitolina, con Deliberazione n. 128 del 28 marzo 2025, relativamente al completamento e alla gestione dell’immobile denominato “Dente Cariato” sito in Roma, nell’area compresa tra Via Giolitti, 59-81 – Via Manin, 2-4 – Via Gioberti, 5-11 – Piazza dei Cinquecento, 35 – di proprietà di Roma Capitale [4] Vedi la sintesi nella scheda di “Dente Cariato” I Municipio – cronologia e materiali – vedi l’avviso integrale: Avviso di Consultazione preliminare di mercato L’Avviso pubblico propone l’”Alternativa A”, con le destinazioni previste dallo Studio di Fattibilità*, specificando che costituisce una “traccia utile ma non un vincolo stringente di natura tecnica e tipologica dell’intervento proposto“, e che “è possibile proporre la modifica della linea progettuale del detto Studio di Fattibilità, sia attraverso una diversa distribuzione degli spazi sia attraverso la rimodulazione, eliminazione o sostituzione di alcune delle destinazioni d’uso proposte” come del resto ribadito in più passaggi delle citate Commissioni congiunte**. In sintesi la Alternativa A (tratta dallo Stduio di fattibilità) prevede: Attività commerciali e servizi alla cittadinanza (Spazi per coworking, sale riunioni e uffici anche temporanei, pubblici esercizi, piccole strutture divendita, artigianato di servizio da ubicare al piano terra e mezzanino) + Studentato universitario – Residenze temporanee per lavoratori e “working poor”– ubicati ai livelli superiori+– Servizi comuni: palestra, lavanderia, spazi didattici e culturali. La Alternativa B prevede una Destinazione alberghiera con utilizzo integrale del potenziale edificatorio, e l’Alternativa C: un Mix funzionale tra la A e la B con formula aparthotel per la parte turistico – ricettiva” . (*) vedi Allegato B) Studio di fattibilità tecnico-economico (**) vedi Dente Cariato: le Commissioni del 3/3/2026 con trascrizione intervento dell’Assessore Zevi [5] una concessione/locazione di valorizzazione ex art. 3-bis D.L. n. 351/2001, convertito, con modificazioni, in L. n. 410/2001 s.m.i (LEGGE 23 novembre 2001, n. 410 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, recante disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare.(GU n.274 del 24-11-2001) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-11-23;410) [6]“Durata massima del contratto fino a 50 anni soggetti a ribasso in fase di procedura di selezione dell’operatore privato in coerenza con il mantenimento di un equilibrio – economico finanziario, il recupero dell’investimento e la corretta remunerazione del capitale investito così come previsto dall’art. 178 comma 2 del Codice“ [7] vedi il comunicato del Polo civico in Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici? 12 marzo 2028 [8]16 marzo 2026 “RISOLUZIONE Rigenerazione dell’immobile denominato “Dente Cariato” in via Giolitti – priorità dell’interesse pubblico nella valorizzazione del patrimonio comunale e attivazione di forme di partecipazione democratica” nella quale si sottolinea che “ la  consultazione (lanciata dal Comune) è rivolta esclusivamente a operatori economici privati e non prevede alcuna forma strutturata di coinvolgimento della cittadinanza, delle associazioni di quartiere, delle università e degli enti del terzo settore nella definizione degli obiettivi e delle funzioni da attribuire all’immobile” facendo presente che “ il Municipio I da anni registra un calo importante della residenzialità, ha la più alta densità di residenti universitari fuori sede e una grave carenza di alloggi a canone calmierato, problematiche strutturali che si riverberano direttamente sul tessuto sociale dell’Esquilino”. La risoluzione, preso atto che il costo dell’intervento è quantificato dagli uffici comunali in 30 milioni di euro, chiede (alla Presidente di attivarsi presso Sindaco e Assessore capitolino di attivarsi affinchè ) “sia riconsiderata la scelta di affidare ai privati la realizzazione e gestione dell’immobile, considerando l’opzione di un intervento diretto di Roma Capitale, anche in accordo con altri soggetti pubblici quali le Università e le proprie società partecipate, così da garantire il pieno perseguimento delle finalità pubbliche e sociali; e altresì la Presidente a promuovere un percorso strutturato di coinvolgimento della cittadinanza, delle associazioni e realtà di quartiere, delle università ed enti del terzo settore presenti nel territorio, con l’obiettivo di definire collettivamente le funzioni prioritarie da garantire nell’immobile”. [9] vedi La città delle persone o la città della rendita? – il Convegno dei 10 anni di Carteinregola con le nostre richieste alla politica 15 novembre 2022
March 23, 2026
carteinregola
Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici?
La Giunta capitolina ha approvato il 3 marzo scorso una Memoria di Giunta (1) – “Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile “Dente cariato” di Via Giolitti” – con cui si punta a trasformare l’immobile accanto alla Stazione Termini da “plesso incompiuto e fatiscente” a “porta della Città”. Leggendo la Memoria però, tutto sembra andare nella direzione dell’ennesimo immobile pubblico ceduto a speculazioni immobiliari private. Pubblichiamo la parte finale della Memoria e il Comunicato del Polo Civico Esquilino, che, come già Carteinregola un anno fa (2), in seguito alla Mozione dell’Assemblea Capitolina (3) ribadisce che la funzione dell’immobile “non può essere determinata dal mercato. Deve rispondere prima di tutto ai bisogni sociali, culturali e civici del territorio”. Dalla Memoria avente a oggetto Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile ”Dente Cariato” di via Giolitti (SCARICA LA MEMORIA ) (…) Ritenuto quindi che sia prioritario l’intervento affinché sia restituita di dignità all’immobile il quale, da plesso incompiuto e fatiscente occupato da attività commerciali di diverso genere natura e parzialmente abusive, assuma appieno titolo il ruolo di “porta della Città “che la sua collocazione gli garantisce, anche attraverso la ricostituzione dell’unità potenziale dell’opera originaria per ristabilire, dal punto di vista architettonico, una coerenza tipologica con gli edifici limitrofi limitrofi, e, dal punto di vista funzionale, la rigenerazione del quadrante o ove insiste; nel panorama delle opzioni prospettate, sia da privilegiare un piano che recuperi la sagoma e l’ingombro del volume originario, anche nell’ottica di assicurare maggiore remuneratività all’investimento e di recuperare la compattezza e la continuità originaria del fronte urbano inserito contesto del quartiere Esquilino, rimandando alla libera facoltà degli operatori economici, la scelta delle destinazioni d’uso da dare al complesso; La Giunta capitolina per le motivazioni espresse in premessa, che si intendono integralmente richiamate, fornisce indirizzo al Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche abitative affinché, in collaborazione con la Direzione del Municipio I valuti ogni attività di evidenza pubblica ai sensi di legge finalizzata alla rigenerazione dell’immobile e valuti altresì, con il coinvolgimento di altre strutture capitoline competenti, eventuali utilizzi temporanei dei locali vuoti dell’immobile. (…) Nelle premesse della Memoria è citata la Delibera (4) che ha approvato nel dicembre 2024 il Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per un’azione di accompagnamento e supporto tecnico finalizzato all’implementazione di un ”Progetto faro” di rigenerazione urbana nell’ambito del Progetto ITALIAE – Atelier di sperimentazione ”Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico” – ”Urban regeneration flagship projects” , ma nel seguito non c’è traccia di finalità sociali dell’immobile. Speriamo di essere smentiti, ma ancora una volta ci sembra che la “rigenerazione urbana” delle proprietà pubbliche comunali, per questa Amministrazione si debba intendere come “rinnovamento edilizio” da affidare a privati, anzichè come leva di rigenerazione sociale, che pure, di fronte alla Stazione , avrebbe un suo perchè. Per questo Carteinregola si unisce al Polo Civico Esquilino nelle richieste avanzate nel comunicato in calce, a cominciare da una riflessione trasparente e condivisa sulla destinazione, che deve rispondere prima di tutto ai bisogni sociali, culturali e civici del territorio e un vero percorso di partecipazione con il territorio, aperto a cittadine/i, associazioni, realtà sociali, culturali e commerciali del rione (AMBM) dal sito del Polo Civico Esquilino 3 marzo 2026, Dente Cariato: il futuro della città non può deciderlo il mercato. Subito un percorso pubblico e partecipato COMUNICATO STAMPA POLO CIVICO ESQUILINO Roma, 3 marzo 2026 L’intenzione dell’Amministrazione capitolina di riqualificare il cosiddetto Dente Cariato a Termini è una buona notizia, ma si tratta di un bene pubblico, la cui funzione non può essere determinata dal mercato. Deve rispondere prima di tutto ai bisogni sociali, culturali e civici del territorio. Il Polo Civico Esquilino è intervenuto oggi alla seduta congiunta delle Commissioni Turismo e Patrimonio dedicata al futuro dell’immobile(5), un edificio strategico per il nostro rione e per l’intera città. Accogliamo positivamente che, dopo anni, si torni a discutere del destino di questo spazio. Sul tema le associazioni che fanno parte del Polo Civico si sono mobilitate chiedendo che si aprisse una riflessione trasparente e condivisa. È un risultato importante che il tema sia oggi al centro dell’agenda politica. Tuttavia, dalla discussione di oggi emerge un’impostazione che ci preoccupa: avviare una consultazione preliminare rivolta al solo mercato per orientare la destinazione del bene in base all’“appetibilità” economica. Riteniamo che questa impostazione rovesci l’ordine delle priorità. Il Dente Cariato è un bene pubblico, patrimonio disponibile della città. La sua funzione non può essere determinata dalla sola sostenibilità finanziaria e dall’interesse degli investitori. Il rischio è che si ripeta l’errore della cosiddetta riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali dove, grazie a un accordo tra Comune e fondo Hines e contro il parere di residenti e associazioni, c’è il progetto di costruire residence, alberghi e uno studentato di lusso. Oppure del caso del Social Hub a San Lorenzo.  Nel corso della Commissione sono emerse nuovamente ipotesi di studentati e strutture ricettive che non possono essere la soluzione migliore solo perché sostenibili sul piano finanziario. L’Esquilino è già sottoposto a forti pressioni abitative, commerciali e sociali. Un intervento che non tenga conto di un reale mix funzionale e di una significativa quota di servizi pubblici e spazi a vocazione sociale aggraverà gli squilibri esistenti. Proprio mentre l’Amministrazione si accinge a regolare il mercato degli affitti brevi che stanno rendendo le case inaccessibili a chi vive in questa città, chiediamo coerenza! Non si tratta di contrapporre ideologicamente “pubblico” e “privato”, ma di affermare un principio semplice: è l’interesse pubblico a dover orientare il mercato, non il contrario. Chiediamo quindi con forza che: * venga avviato subito un vero percorso di partecipazione con il territorio, aperto a cittadine/i, associazioni, realtà sociali, culturali e commerciali del rione; * venga reso pubblico e discusso lo studio di fattibilità, affinché la città possa valutarne contenuti e presupposti; * siano esplicitati fin da subito criteri vincolanti di utilità sociale, accessibilità e funzione pubblica nella futura procedura di gara; * si lavori a un modello che garantisca un mix funzionale equilibrato, capace di generare valore economico e coesione sociale. Sappiamo che l’intervento richiede un investimento importante. Ma la scelta non può essere ridotta all’alternativa tra “bando che va deserto” e “bando appetibile per il mercato”. Esiste una terza via: costruire un progetto forte, condiviso e socialmente riconosciuto, che attragga investimenti proprio perché radicato in una visione pubblica chiara. Il Dente Cariato può diventare il simbolo di una rigenerazione urbana orientata al bene comune. Oppure l’ennesima occasione in cui una scelta strategica per la città viene definita in base alla redditività.  La politica deve sapere che sebbene – come sottolineato in uno degli interventi in Commissione – non c’è un terzo settore forte economicamente per un’operazione di acquisto, c’è un terzo settore e un movimento civico forte socialmente e in grado di prendere parola contro un modello di gestione pubblica che vede nel mercato l’unica soluzione per trasformare questa citta . Come Polo Civico Esquilino continueremo a vigilare e a proporre, affinché questo spazio torni alla città come luogo vivo, inclusivo e utile alla comunità. Il futuro del Dente Cariato riguarda tutte e tutti. E deve essere deciso insieme. Polo Civico Esquilino Per osservazioni e precisazioni riguardo l’articolo di Carteinregola scrivere a: labortorioriocarteinregola@gmail.com 12 marzo 2026 vedi anche RomaToday, Roma, Il Comune vuole riqualificare l’edificio “dente cariato” di Termini di Giulia Argenti https://www.romatoday.it/politica/dente-cariato-termini-progetto-recupero.html NOTE (1) SCARICA LA MEMORIA DI GIUNTA n. 10 del 19 febbraio 2026 avente a oggetto Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile ”Dente Cariato” di via Giolitti (2) vedi Dente Cariato”: quale uso per il patrimonio pubblico? 18 marzo 2025 (3) La mozione era stata presentata dai consiglieri Antonella Melito, Lorenzo Marinone, Mariano Angelucci, Carla Fermariello, Giovanni Zannola, Cristina Michetelli, Riccardo Corbucci del PD e Tiziana Biolghini di Roma Futura, e sollecitava “la riqualificazione dell’immobile chiamato “Dente Cariato” (4) vedi Deliberazione n. 521 Approvazione dello Schema di Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per un’azione di accompagnamento e supporto tecnico finalizzato all’implementazione di un ”Progetto faro” di rigenerazione urbana nell’ambito del Progetto ITALIAE – Atelier di sperimentazione ”Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico” – ”Urban regeneration flagship projects” Programma Operativo Complementare 2024 – 2025 al PON ”Governance e Capacità Istituzionale” 2014 – 2020 17 dicembre 2024 SCARICA LA DELIBERA. (5) Vai alla registrazione delle Commissioni congiunte Turismo e Patrimonio del 3 marzo 2026
March 12, 2026
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