Venezuela, Trump: “Il ritorno di María Machado non è una priorità”
Dopo la cattura arbitraria e illegale del Presidente venezuelano Nicolas Maduro
– in violazione del diritto internazionale e dell’immunità personale assoluta
(ratione personae) di cui godono i capi di Stato in carica dalla giurisdizione
penale di altri Stati – subito la Premio Nobel per le guarimbas, la fascista
Maria Corina Machado, si è proposta a Trump come nuova “Presidente del
Venezuela”.
Giovedì sera 15 gennaio 2026, la leader fascista dell’opposizione venezuelana
María Corina Machado ha regalato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump la
medaglia del suo Premio Nobel per la Pace (1) con il fine di supplicarne un
ritorno politico in Venezuela contro il legittimo governo socialista bolivariano
e nel tentativo di influenzare i suoi sforzi per plasmare il futuro politico del
suo Paese.
Trump, al posto di accondiscendere alla mira golpista della Machado, ha
declinato la richiesta dichiarando che ‘non ha il sostegno necessario’ per
governare.
La Machado ne è uscita totalmente squalificata, non ricevendo gratitudine dal
suo alleato USA dopo che la stessa Machado e l’estrema destra venezuelana si
sono prestati a collaborare attivamente per l’aggressione imperialista al
Venezuela e per il sequestro del Presidente costituzionale Maduro il 3 gennaio
2026, come dichiara un memorandum segreto del governo degli Stati Uniti reso
pubblico dal Wall Street Journal.
Il diniego a Machado da parte di Trump è stata una grande ammissione
dell’Amministrazione USA, che di fatto ha riconosciuto l’assoluta assenza di
consenso verso la Machado e dell’opposizione venezuelana in generale,
riconoscendo – in qualche modo – anche che la Machado sia un personaggio
divisivo nella società venezuelana e che non avrebbe mai potuto vincere le
elezioni presidenziali del 2024, nemmeno con il suo delfino Edmundo González
Urrutia, senza consenso elettorale.
E le elezioni frodate? E la presunta “mancanza di libertà”? E la presunta
“mancanza di democrazia”? Soltanto i falsi pretesti per scatenare l’aggressione
contro il Venezuela e provocare disordini, morti e distruzioni e il rapimento di
Maduro. Come in un film, fatto sulla pelle dei venezuelani che sostengono il
chavismo e – in questo caso – sulla pelle dei venezuelani che si sono prestati
ad imbastire le provocazioni contro il loro Paese.
Ora non servono più e, dopo essere stati usati come utili idioti, ora possono
rimanere dove sono mentre tra Stati Uniti e Venezuela riprende il dialogo.
In una recente dichiarazione, il presidente Donald Trump ha ribadito la sua
posizione sul Venezuela, stabilendo una tabella di marcia che sospende il
ritorno di figure dell’opposizione come María Machado e altri. Alla domanda se
avrebbe richiesto queste condizioni al governo venezuelano, il presidente ha
sottolineato che “non siamo ancora arrivati a quel punto”.
A metà febbraio 2026, riguardo al possibile ritorno della politica di estrema
destra María Corina Machado, a cui si è rivolta durante l’intervista Kristen
Welker (moderatrice di Meet the Press della NBC News) la Presidente vicaria
Delcy Rodríguez ha sottolineato che la Machado dovrà “rispondere al Venezuela”
per aver richiesto interventi militari e sanzioni e per aver celebrato
l’aggressione imperialista statunitense del 3 gennaio 2026.
In Italia, per questi reati, ci sarebbe una condanna dai 10 ai 15 anni di
reclusione. Se ci mettiamo il reato di associazione a delinquere ed eversione
gli anni aumentano. Nel caso di attentato che porti a una effettiva
compromissione dell’integrità dello Stato, come in Venezuela con il sequestro
del presidente legittimo, si arriva anche all’ergastolo.
Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “le cose più importanti” in
Venezuela sono:
* la “stabilizzazione dell’industria petrolifera”, cosa che comunque dovrà
vedere con la Repubblica Bolivariana del Venezuela, la quale nella sua
Costituzione afferma che il petrolio, come le risorse naturali, sono di
proprietà del popolo, della nazione e solo lo Stato può gestirle;
* e la “ripresa economica del Paese”, cosa che in realtà sono proprio gli USA
di Trump a voler osteggiare. Si ricorda che, prima che l’aggressione USA del
3 gennaio scombussolasse i piani del governo bolivariano, per 18 trimestri
consecutivi il Venezuela, guidato dal governo socialista bolivariano di
Nicolas Maduro è stato in crescita economica (2), diventando il primo Paese
in crescita in Sudamerica nel 2025, e che la Legge di Bilancio 2026
(presentata dalla stessa Delcy Rodriguez, in qualità di vicepresidente) aveva
già previsto un futuro investimento del 77,8% del bilancio in piani sociali.
(1) Trump, che si era pubblicamente battuto per il premio prima che Machado lo
vincesse il mese scorso, si è lamentato aspramente di non averlo ricevuto. Lei
stessa ha dichiarato che meritava il premio dopo averlo ricevuto, e poi gliel’ha
“dato”, nonostante la commissione avesse chiarito che il Premio Nobel non è
trasferibile nè revocabile.
https://people.com/trump-refused-to-back-venezuela-s-opposition-leader-as-new-president-because-she-accepted-nobel-peace-prize-which-he-wanted-report-11879109
(2) https://avn.info.ve/sector-agricola-crecio-86-en-2025-senala-ministro-leon-heredia/ https://avn.info.ve/exportaciones-de-cacao-venezolano-aumentaron-un-111-en-2025-2/
Per info:
> Machado regala Nobel a Trump. Estrema destra venezuelana collaborò
> nell’aggressione USA al Venezuela
> Venezuela, Delcy Rodriguez: “Machado dovrà rendere conto della sua complicità
> nell’aggressione imperialista USA”
Lorenzo Poli