[2026-07-15] Mercoledì 15 luglio "I diavoli" al Cineforum Bakunin @ Gruppo Anarchico BakuninMERCOLEDÌ 15 LUGLIO "I DIAVOLI" AL CINEFORUM BAKUNIN
Gruppo Anarchico Bakunin - via vettor fausto, 3, roma, italy
(mercoledì, 15 luglio 20:00)
Mercoledì 15 luglio proietteremo I DIAVOLI (Ken Russell, 1971)
Nel lontano 1634 in una piccola cittadina francese avvenne il più famoso caso di
possessione demoniaca di massa della storia. Da questi eventi è stato tratto il
libro "I Diavoli Di Loudun" del britannico Aldous Huxley, da cui poi John
Whiting si è ispirato per un dramma teatrale nel 1960. Solo un grande visionario
come Ken Russell poteva riprendere in mano queste controverse vicende storiche
trasformandole in sconvolgente anarchia.
Durante la prima metà del XVII° secolo il cardinale Richelieu – ristabilita la
pace dopo le guerre di religione – per consolidare il potere regio, invia il
barone di Laubardemont a Loudun con l’incarico di abbatterne le fortificazioni.
Ma il prete Urbain Grandier (a cui sono stati conferiti pieni poteri fino
all’elezione di un nuovo governatore) si oppone alla decisione di buttare giù le
mura, consapevole che questo sarebbe il primo passo per la completa revoca della
libertà e dell’autonomia cittadina. Grandier è un uomo carismatico e
affascinante, piace alla gente così come piace alle suore Orsoline di Loudun: il
prete intraprende numerose relazioni con le sue penitenti ma quando Madre Jeanne
degli Angeli (la superiora del convento) mette gli occhi su di lui, la storia
prende la piega di una contorta e morbosa ossessione.
I Diavoli” (“The Devils”) è puro isterismo e continua provocazione, un film
diretto magistralmente da un Ken Russell qui assolutamente ispirato. La messa in
scena è barocca, poiché ogni inquadratura è appesantita da personaggi convulsi e
scenografie imponenti: possiamo toccare con mano uomini e oggetti che si
compattano in una poltiglia fiammeggiante, ecco che quindi ritorna il caos
inteso come liberazione edonistica in opposizione alle costrizioni spirituali.
Il retaggio storico viene quindi fagocitato da un caleidoscopio di immagini
ricche di furiosa intensità, come se ogni sequenza fosse il risultato di una
bomba appena esplosa. Questo continuo movimento mette in circolo una rivoluzione
ben più attuale di una semplice testimonianza legata alla possessione, motivo
per il quale “I Diavoli” è da sempre considerato uno dei titoli blasfemi per
eccellenza. Presentata a Venezia nel 1971, la pellicola fu accusata di volgarità
e faziosità (scandalizzando buona parte della critica), mentre pochi mesi dopo
arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane.
Quello di Russell è un film sopra le righe in tutto e per tutto: Oliver Reed è
in stato di grazia, Vanessa Redgrave è sinuosamente inquietante, “I Diavoli”
sono praticamente dei serpenti velenosi pronti a morire pur di raggiungere il
loro scopo. Che il genere conventuale esploso durante gli anni settanta prenda
spunto da questa pellicola è un dato di fatto, ma quello di Ken Russell è un
lavoro che si pone al di là della religione e di quattro suore in preda a oscuri
pruriti sessuali. Con “I Diavoli” inoltre veniamo catapultati oltre la soglia
del dualismo bene contro male, termini che si annullano a vicenda assimilati da
questa spirale di inarrestabile perversione.
Il piacere carnale, la tortura, il dolore, la teatralità dei movimenti, una
lezione fondamentale che ritroveremo dopo pochi anni nel linguaggio dei
connazionali Derek Jarman (qui scenografo) e Peter Greenaway. Il primo più
esibizionista ma anche capace di svolte intimiste, il secondo invece eccentrico
e intellettuale fino al midollo. “I Diavoli” è un passaggio obbligato per tutto
il nostro amato cinema di confine: visionario, iconoclasta, quasi surreale, un
istinto anticonformista in cui il demonio fa quasi da spettatore, sghignazzando
sul materialismo dilagante di ogni individuo.
Presentata a Venezia nel 1971, la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità
(scandalizzando buona parte della critica), mentre pochi mesi dopo arrivò
puntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane.
La versione restaurata contiene la celebre sequenza denominata "Lo stupro di
Cristo", la quale fu motivo di grande scandalo all'epoca della prima proiezione
a Venezia e, per questo motivo, completamente eliminata nella versione uscita
inizialmente nei cinema.
Anche Albino Luciani, nel 1971 Patriarca di Venezia e poi futuro Papa con il
nome di Giovanni Paolo I, criticò duramente il film, dopo la sua proiezione alla
Mostra cinematografica, in una lettera pastorale inviata ai fedeli della sua
diocesi.
Per noi resta un magnifica (a dir poco)pellicola.
I fatti , gli scandali e abusi (conosciuti e non) sessuali della Chiesa,restano
di fatto una realta' spesso documentata e taciuta talvolta,di cui purtroppo le
vittime non sono attori/ci e non fanno parte di un cast cinematografico.
Quella stessa realtà che ha tentato e tenta di censurare film e' regista e
spettatore, carnefice e crudele falsificatore.
PORTA E CONDIVI CIO' CHE VUOI MANGIARE/BERE.
Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare, suonare...
Appuntamento mercoledì 15 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella),in Via
Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale).
Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio.
gruppobakunin@federazioneanarchica.org