Pane e rivoluzione, l’anarchia migrante (1870-1950)
Sabato 14 marzo 2026 all'Anarchivio biblioteca Alfredo Salerni, via dei Gelsi
130/D - Centocelle - Roma, a partire dalle ore 18.00
presentazione di
Pane e rivoluzione l'anarchia migrante (1870 - 1950)
con l'autore Antonio Senta
dalle 20.00 grossomodo A-buffet e bicchierata
«Nostra patria è il mondo intero» non è solo il verso di una notissima canzone
anarchica ma è anche l'icastica affermazione di quell'ideale cosmopolita che
permea tutta la storia del movimento anarchico italiano. Una storia fatta di
esilio, emigrazione forzata, frontiere violate e deportazioni, ma anche e
soprattutto di una pratica quotidiana tesa a realizzare – a qualsiasi latitudine
– quel mondo di liberi e uguali che è il cuore pulsante della diaspora
anarchica.
Tra il 1870 e il 1950, milioni di italiani emigrano in tutto il mondo in cerca
di una vita migliore. Fra di loro, proletari tra proletari, ci sono anche molti
anarchici spinti a partire per una ragione che non è solo economica ma politica:
sottrarsi a una persecuzione senza esclusione di colpi. Arrivati nei paesi di
destinazione, gli anarchici della diaspora – spesso doppiamente discriminati: in
quanto migranti e in quanto sovversivi – danno vita a una fitta rete
transnazionale che alimenta i movimenti operai locali, pur mantenendo vivo un
rapporto privilegiato con l'Italia, la «patria» linguistica e culturale con cui
avranno sempre stretti legami. Dall'Europa alle Americhe, dal bacino
mediterraneo all'Australia, Senta racconta le traiettorie di vita di questi
«refrattari» – e delle tante «refrattarie» – che in un mondo dilaniato dalle
guerre nazionaliste non abbandoneranno mai il sogno internazionalista di una
fratellanza universale. Ed è proprio da queste storie individuali, uniche eppure
straordinariamente simili, che emerge una grande storia collettiva fatta di
scioperi, lotte e rivolte, ma anche di cooperative, scuole libertarie, circoli
culturali, osterie e convivialità. Pane e rivoluzione, appunto.