Camp Darby, Rifondazione si mobilita
Riportiamo di seguito la dichiarazione che ci ha rilasciato Daniele Iannello,
Segretario provinciale della federazione di Pisa di Rifondazione Comunista.
Durante la conferenza stampa/presidio a Camp Darby abbiamo denunciato la
risoluzione di maggioranza approvata alla Camera giovedì 5 marzo, risoluzione
che esplicitava “la piena operatività delle installazioni militari statunitensi
presenti sul territorio nazionale nel quadro degli accordi NATO e bilaterali con
gli Stati Uniti.”
In questo scenario le basi statunitensi presenti in Italia assumono un ruolo
sempre più centrale e strategico.
Tra queste c’è Camp Darby, uno dei principali siti di stoccaggio e smistamento
di armamenti dell’esercito statunitense in Europa (molti sostengono che dentro
la base ci siano anche testate nucleari).
Da questa base transitano armamenti destinati ai teatri di guerra in Europa,
Medio Oriente e Africa, attraverso il porto di Livorno, le infrastrutture
ferroviarie e la rete logistica militare presente sul territorio.
La notizia dell’innalzamento dei livelli di sicurezza e di controllo attorno
alla base conferma ciò che denunciamo da anni: la presenza di questa
infrastruttura militare espone il nostro territorio alle conseguenze dirette
delle tensioni e dei conflitti internazionali.
Pisa è uno snodo fondamentale di questo sistema militare: nel raggio di pochi
chilometri si concentrano l’aeroporto militare “Galilei”, la Brigata
Paracadutisti Folgore e Camp Darby.
La base americana, che doveva essere gradualmente dismessa, è stata invece
potenziata. Ciò avviene tramite il rinnovamento della banchina di Tombolo,
approvato dal Governo Gentiloni; i lavori per la navigabilità dei canali dei
Navicelli, promossi dalla Regione Toscana e dal Comune di Pisa e l’investimento
USA per il ponte girevole per raccordarsi con le ferrovie italiane, i cui lavori
hanno bloccato la circolazione civile anche negli scorsi mesi.
Tutti questi interventi rendono Camp Darby sempre più centrale nelle strategie
coloniali “stelle e strisce”.
In più da alcuni anni si parla della costruzione di una mega cittadella militare
dei reparti speciali dei carabinieri da mezzo miliardo di euro all’interno del
parco naturale di San Rossore, nell’area CISAM a San Piero a Grado, di nuovo
vicino a Camp Darby.
Questa concentrazione di infrastrutture militari trasforma progressivamente il
territorio toscano in un nodo strategico della proiezione militare della NATO e
degli Stati Uniti, aumentando i rischi per la sicurezza delle popolazioni e
sottraendo risorse e spazi a usi civili.
Di fronte a questo scenario riteniamo necessario invertire radicalmente la
rotta. L’Italia deve applicare l’articolo 11 della Costituzione, ripudiando la
guerra e lavorando per la de-escalation e la soluzione diplomatica dei
conflitti.
Per questo rilanciamo con forza una richiesta chiara: la chiusura della base di
Camp Darby e la riconversione dell’area a usi civili, sociali e ambientali, una
presa di posizione chiara da parte del Comune di Pisa, che dovrebbe negare la
disponibilità all’utilizzo delle infrastrutture logistiche comunali per usi
militari, imponendo così finalmente un piano di sicurezza pubblico per tutelare
l’intera cittadinanza.
L’accelerazione di questa tremenda escalation di guerra impone una grande
mobilitazione sociale; per questo motivo parteciperemo e organizzeremo la
mobilitazione per la grande manifestazione per la pace del 28 marzo a Roma
organizzata dalla rete NO KINGS.
Prossime iniziative: domenica 15 assemblea cittadina a Pisa con la
partecipazione degli attivisti del Global Movement to Gaza, dei lavoratori
ex-GKN, della rete Stop Ream Europe e di altre realtà di movimento. La
mobilitazione non si fermerà.
Ray Man