Pregare per la pace, non per la guerra
Presa di distanza dell’Ucebi dalla preghiera dei pastori evangelici nello Studio
Ovale con il presidente Trump.
“Perché non vi è autorità se non da Dio, e quelle che esistono sono stabilite da
Dio” (Romani 13, 1).
La scena dei pastori evangelici, alcuni dei quali battisti, che, riuniti nello
Studio Ovale della Casa Bianca, pregano imponendo le mani sul presidente degli
Stati Uniti Donald Trump, ha suscitato sconcerto non solo perché quella
preghiera avveniva subito dopo la decisione di scatenare una guerra, quella
contro l’Iran, fuori dal quadro delle regole e del diritto internazionale; ma
anche perché in essa si chiedevano forza per il presidente, protezione per le
truppe e successo nella missione militare in corso.
Prendiamo le distanze da ogni uso strumentale della preghiera e del nome di Dio
per legittimare la guerra e la violenza, presentate come mezzi necessari per
ristabilire la pace.
Fedeli allo spirito della lettera dell’apostolo Paolo alla Chiesa di Roma (Rm
13, 1), riconosciamo la funzione delle autorità civili e preghiamo per esse,
affinché assicurino la pace attraverso la diplomazia e il dialogo e promuovano
la giustizia per tutte e tutti.
Tuttavia, oggi, la nostra preghiera è innanzitutto una confessione di peccato,
affinché si riconosca che queste autorità scatenano guerre che mietono morti,
nell’indifferenza verso la condizione dei popoli e verso il perseguimento di una
pace giusta e duratura tra i popoli.
Avendo davanti agli occhi la scena delle donne e degli uomini che pregano per
Trump risuona nelle nostre orecchie il monito del profeta Isaia: “Quando
stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le vostre
preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue” (Isaia 1, 15).
In questi giorni preghiamo perché Dio converta il cuore dei potenti e dei
governanti, perché cessi la spirale della violenza e perché ognuno e ognuna di
noi, fedele all’insegnamento del nostro maestro Gesù, Principe della pace, si
impegni per la costruzione della pace sia nelle proprie scelte private sia in
quelle che hanno rilevanza pubblica.
9 marzo 2026, Comitato Esecutivo dell’Ucebi
Redazione Italia