Giornata Internazionale della Donna 2026 CSW70 – Without Us
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, 8 marzo 2026, l’Arab
Feminist Network e Karama Network hanno organizzato il webinar “CSW70 – Without
Us”, uno spazio di confronto e solidarietà femminista dedicato alla
partecipazione delle donne della regione araba alla Commissione sullo Status
delle Donne delle Nazioni Unite (CSW70).
La 70ª sessione della Commission on the Status of Women ha come tema prioritario
il rafforzamento dell’accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze,
attraverso sistemi giuridici inclusivi ed equi, l’eliminazione di leggi e
pratiche discriminatorie e la rimozione delle barriere strutturali che
ostacolano l’uguaglianza di genere. Il tema di revisione riguarda invece la
piena partecipazione delle donne alla vita pubblica e ai processi decisionali e
l’eliminazione della violenza, condizioni essenziali per l’empowerment delle
donne e delle ragazze.
Questa sessione della CSW si svolge tuttavia in un contesto globale segnato da
guerre, occupazioni, crisi economiche e cambiamento climatico che colpiscono
duramente la regione araba. In molti contesti di conflitto, l’accesso alla
giustizia per le donne è strettamente legato ai processi di pace, al disarmo,
alla ricostruzione e alla protezione dei diritti umani. Allo stesso tempo, la
persistenza di leggi discriminatorie e la fragilità delle istituzioni
giudiziarie continuano a rappresentare ostacoli profondi alla giustizia e
all’uguaglianza.
A questa situazione si aggiunge un ulteriore problema: l’esclusione di molte
donne della regione araba dagli spazi internazionali di decisione. Restrizioni
sui visti, politiche di viaggio e le conseguenze dei conflitti armati
impediscono a numerose attiviste, difensore dei diritti umani e rappresentanti
della società civile di partecipare fisicamente alla CSW a New York.
Paradossalmente, proprio mentre il tema centrale della sessione è l’accesso alla
giustizia, molte delle donne più direttamente colpite da conflitti e violazioni
dei diritti restano escluse dai luoghi in cui queste questioni vengono discusse.
Il webinar dell’8 marzo ha dato spazio alle loro voci.
Dai Territori Palestinesi Occupati, una delle interventi ha spiegato che molte
organizzazioni femministe hanno scelto di partecipare alla CSW solo attraverso
eventi virtuali, a causa delle restrizioni sui viaggi e della guerra: “Le
restrizioni sui visti e sui viaggi impediscono a molte donne della nostra
regione di partecipare. Proprio le donne che vivono le conseguenze più dure dei
conflitti vengono escluse dagli spazi dove si discute di giustizia e diritti.”
Dal Maghreb è stato ricordato che, nonostante le differenze geografiche, le
donne della regione condividono sfide e aspirazioni comuni: “Anche se veniamo
identificate come donne del Maghreb o del Mashreq, in realtà siamo donne con le
stesse aspirazioni e le stesse preoccupazioni.”
Dal Mashreq è stato inoltre sottolineato come guerre e crisi politiche
continuino a restringere gli spazi civici e a indebolire le istituzioni che
dovrebbero garantire diritti e giustizia: “Nulla su di noi senza di noi. Non
vogliamo che i diritti delle donne restino intrappolati tra solidarietà
simbolica e dichiarazioni che non si traducono in azioni concrete.”
Una voce proveniente dal continente africano ha espresso solidarietà con le
donne della regione araba, ricordando che il mondo è oggi testimone – anche
grazie alla circolazione globale delle informazioni – delle conseguenze
devastanti delle guerre su donne e comunità. In questo contesto è stato
sottolineato che nessuno dovrebbe vivere nelle condizioni che molte donne stanno
affrontando oggi e che le istituzioni internazionali dovrebbero dimostrare
maggiore leadership nel difendere i diritti delle donne nei contesti di crisi.
Dal Libano è stato inoltre ricordato che centinaia di migliaia di persone
sfollate nella regione – molte delle quali donne e bambini – continuano ad avere
bisogno di protezione e giustizia: “Non può esserci pace né sicurezza senza
giustizia.”
Una voce collegata da New York, vicina al sistema delle Nazioni Unite, ha
espresso solidarietà alle donne escluse dalla partecipazione fisica alla CSW,
riconoscendo al tempo stesso le difficoltà del sistema multilaterale nel
rispondere in modo adeguato alle crisi contemporanee.
Nel corso della discussione sono emerse anche critiche all’immobilismo percepito
delle istituzioni internazionali, in particolare rispetto alla mancanza di
reazioni più forti all’esclusione di molte attiviste dalla partecipazione alla
Commissione.
Allo stesso tempo, è stato sottolineato che la risposta non è abbandonare il
sistema multilaterale, ma rafforzare la pressione della società civile al suo
interno, mantenendo le iniziative nel quadro e nei principi delle Nazioni Unite.
L’obiettivo è continuare a utilizzare gli spazi della CSW, rafforzare le reti
femministe globali e creare nuovi spazi di partecipazione e solidarietà
internazionale.
Il webinar “CSW70 – Without Us” ha quindi rappresentato un momento importante
per amplificare le voci delle donne della regione araba e del Sud globale.
Durante l’incontro sono state condivise raccomandazioni elaborate da oltre cento
donne della regione sull’accesso alla giustizia, evidenziando come questo
concetto non riguardi solo i sistemi giudiziari, ma includa anche sicurezza,
dignità, partecipazione e responsabilità istituzionale.
Le partecipanti hanno infine rivolto un appello alla comunità internazionale e
al sistema delle Nazioni Unite affinché:
– garantiscano la piena partecipazione delle donne nei processi di pace, disarmo
e ricostruzione
– assicurino accesso reale agli spazi internazionali di decisione, superando le
barriere legate ai visti
– rafforzino la collaborazione tra istituzioni internazionali e movimenti
femministi.
In un momento in cui guerre, crisi e restrizioni politiche rischiano di
silenziare molte voci, il messaggio emerso dal webinar è chiaro:
il silenzio non significa assenza.
Le donne della regione continueranno a far sentire la propria voce e a costruire
solidarietà femminista globale affinché giustizia, pace e uguaglianza non siano
decise senza di loro.
Tiziana Volta