Tag - terza guerra mondiale a pezzi

La Terra trema
Tutti sanno che la Terra trema e i fratelli d’armi sanno come fare per marciare e stabilizzare i buchi neri, nel pensiero unico del vecchio e del nuovo fascismo, dove tutto va bene e la Valchiria im-peritura partorisce galline d’oro e si cinge la testa, contrabbandiera d’Italia alta e sicura. Tutti sanno che la Terra trema e c’è chi attende la calata del secondo profeta con la giustizia del dio biblico e i neo-regnanti, mira-colati di fango messianico, dis-perdono la pace e la giustizia dai mille volti sulle barriere spinose di una Palestina costretta a piantare semi patriarcali pubblici e privati. Tutti sanno che la Terra trema e gli stessi israeliani sotto-messi… in fondo a destra vedono, parlano e sentono l’agonia dei popoli occupati e corrosi dall’odio che scorre nell’inferno e ritorno… dall’Iran a Gaza, e ognuno di loro canta vittoria sulla Carta dei Diritti s-fregiata da belve con licenza di caccia… umana. Tutti sanno che la Terra trema e le macerie crescono a dis-misura di tutte le cose, suonate da milioni e milioni di calan-droni che volano a quota bassa per dif-fondere insieme la vita e la morte degli amici e dei nemici, messi all’Indice da im-ponenti Stati di natura, dove ri-splende ancora la guerra di tutti contro tutti. Pino Dicevi
September 5, 2026
Pressenza
Da Viareggio un forte NO a tutte le guerre
Sabato 7 marzo parte dalla Chiesina dei pescatori, dove riposano le ceneri di don Luigi che oggi ci accompagna, il corteo voluto dal Forum per la Pace che ha chiamato a raccolta i cittadini contro la Terza Guerra Mondiale a pezzi, come diceva Papa Francesco. Pezzi che si vanno sempre più saldando, dall’Ucraina alla Palestina, dal Venezuela all’Iran e a tutto il Medio Oriente, per non parlare dell’Africa. Corteo colorato di bandiere, striscioni e cartelli,  partecipato da molte sigle della società civile e dai passanti che si sono uniti, 500 persone circa che sfilano per le vie di Viareggio. Al termine gli interventi sottolineano le sfaccettature degli eventi: dall’ennesimo spregio del diritto internazionale al sadismo della furia bellica, all’eccidio di civili innocenti come le bambine della scuola bombardata in Iran, all’ingordigia di petrolio per tappare le falle di un debito enorme, per arrivare alla necessità e volontà di resistenza al nostro governo,  che non rispettando l’articolo 11 della Costituzione legittima questo obbrobrio, fino a contemplare l’ipotesi di concedere l’uso delle nostre basi. Gridiamo forte: non una base, un soldo o un uomo per la guerra. E ci lasciamo con due parole d’ordine tanto semplici quanto potenti: “Restiamo umani” e “Fermatevi”.   Redazione Toscana
March 8, 2026
Pressenza