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[Reutlingen, Germania]: Staccare la corrente allo stabilimento di semiconduttori «Bosch»
> Da Sans nom, 11.06.26 Reutlingen (Germania), 8 giugno 2026. L’incendio intenzionale della sottostazione elettrica provoca il parziale arresto dello stabilimento di semiconduttori «Bosch». Nella notte tra domenica e lunedì 8 giugno, intorno all’1:45, la sottostazione elettrica di Betzingen, situata a ovest di Reutlingen (città di circa 120.000 abitanti a quaranta chilometri da Stoccarda, in Baden-Württemberg), è stata oggetto di un atto di sabotaggio. È stata tagliata la recinzione e sono stati appiccati tre focolai d’incendio contro cavi e trasformatori ad alta e media tensione, gestiti congiuntamente dagli operatori Netze BW e FairNetz. Circa duecento pompieri sono stati inviati sul posto e hanno impiegato quasi cinque ore per spegnere gli incendi. Decine di migliaia di persone sono rimaste immediatamente senza elettricità, un numero che è sceso a 7.500 nel corso della giornata di lunedì, prima che l’intera rete venisse ricollegata mercoledì 10 giugno. I danni sono stimati in diversi milioni di euro e i lavori di riparazione richiederanno diversi mesi. Ma la cosa più allarmante, per tutti i benpensanti che si sono riversati in un fiume di indignazione, è che un complesso industriale della Bosch, che impiega 10.000 persone e si trova proprio a Reutlingen e nel suo sobborgo di Kusterdingen, ha potuto riprendere le sue attività nocive solo molto più tardi e solo in alcuni settori (come la logistica), grazie a generatori di emergenza. Un complesso di stabilimenti sensibili all’interno dei quali gli schiavi salariati lavorano allo sviluppo e della produzione di semiconduttori e unità di controllo elettroniche… Ricordiamo che Bosch, leader mondiale nel settore dei chip elettronici, sviluppa e produce semiconduttori da oltre 50 anni nel proprio stabilimento di Reutlingen. Tra i semiconduttori prodotti vi sono circuiti specifici (ASIC), sensori MEMS e semiconduttori di potenza. Lo spazio delle camere bianche necessario per la produzione di questi chip è aumentato da circa 35.000 a oltre 44.000 metri quadrati tra il 2022 e la fine del 2025. Insomma, si comprende meglio il motivo per cui sono state incaricate delle indagini l’Ufficio investigativo criminale (LKA) e il Centro di protezione e lotta al terrorismo della regione del Baden-Württemberg per «incendio doloso contro ignoti», mentre finora non è stata rilasciata alcuna rivendicazione, lasciando gli inquirenti a brancolare nel buio…. [Sintesi della stampa tedesca, 8-10 giugno 2026] --------------------------------------------------------------------------------
[Garching, Germania]: A proposito del campus high-tech e dell’incendio di due tralicci
> Da Sans nom, 09.06.26 Garching (Germania), 25 maggio 2026. Incendio volontario dei cavi ad alta tensione di due tralicci, nell’area del campus tecnico-scientifico Il 25 maggio scorso, intorno alle 3:50, si è verificato un incendio intenzionale contro due tralicci elettrici a Garching, nella periferia nord di Monaco di Baviera. «Gli elementi di cui disponiamo al momento indicano chiaramente che si è trattato di un atto di sabotaggio. Le nostre forze di sicurezza stanno conducendo le indagini a ritmo serrato», ha dichiarato il ministro dell’Interno regionale Joachim Herrmann (CSU). Nonostante l’incendio abbia causato solo un’interruzione di corrente della durata di 45 minuti*, si nota la riluttanza dei media a menzionare il luogo e il contesto dell’incidente. «Considerando l’obiettivo e le modalità dell’azione, si può supporre che si tratti di un atto di matrice politica», ha dichiarato la Procura generale che dirige le indagini. I media locali, tuttavia, non hanno detto nulla sui motivi per cui l’obiettivo colpito porta a questa conclusione. Per quanto riguarda i loro colleghi nazionali, hanno mantenuto il silenzio totale su quanto accaduto. Una breve ricerca su Internet permette di capire chiaramente perché lo Stato sia così sicuro che si sia trattato di un atto di sabotaggio. La città di Garching, nei pressi di Monaco, è in gran parte occupata dall’ampio campus dell’Università tecnica di Monaco (Technische Universität München, TUM). Questo ateneo, che figura tra i migliori d’Europa, dispone di diverse sedi distribuite in tutta la città**. Il campus di Garching è stato inaugurato nel 1957 con l’entrata in funzione del primo reattore di ricerca. Si trattava della prima centrale nucleare della Repubblica Federale di Germania. Il reattore non è mai stato utilizzato per produrre elettricità, ma esclusivamente a fini di ricerca; tuttavia, produce scorie nucleari da 70 anni (20 anni fa è stato costruito un nuovo reattore e quello vecchio è stato messo fuori servizio). Garching (Monaco), 25 maggio 2026. Il primo traliccio incendiato in mezzo al campo, nel punto in cui la linea ad alta tensione passa dall’aerea al sotterraneo… Nel 2025 si è verificato un nuovo trasporto Castor di scorie nucleari verso il sito di stoccaggio provvisorio di Ahaus, in Renania Settentrionale-Vestfalia. Poiché l’uranio delle barre di combustibile è arricchito oltre il 90%, il reattore è da tempo al centro di critiche per il suo arricchimento di uranio “di qualità militare” – l’uranio delle bombe atomiche è infatti arricchito a un livello simile. Di fatto, la Baviera crea le condizioni necessarie per la fabbricazione di armi nucleari. Le barre di combustibile di Garching vengono raffreddate con acqua dell’Isar che, una volta contaminata dalla radioattività, viene nuovamente scaricata nel fiume alpino. Tuttavia, poiché è solo “leggermente radioattiva”, ciò non pone alcun problema, secondo gli scienziati di Garching. Oltre al reattore e alla ricerca nucleare, a Garching si svolgono numerose altre attività di ricerca all’avanguardia. Tra queste, l’astrofisica, la fisica dei semiconduttori e dei plasmi, la sicurezza energetica e nucleare, l’ottica quantistica, l’ingegneria meccanica e la tecnologia dei motori. Dal 2006, inoltre, vi ha sede il centro di calcolo Leibniz. «È in questo edificio all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e dotato di un sistema di climatizzazione ad alte prestazioni che si trova uno dei centri di calcolo più efficienti al mondo, comprendente l’infrastruttura di rete per il polo universitario di Monaco». Garching (Monaco), 25 maggio 2026. Il secondo traliccio incendiato, sul ciglio della strada, nel punto in cui una seconda linea ad alta tensione passa dall’aerea al sotterraneo… L’Università tecnica di Garching lavora in stretta collaborazione con aziende private, il che spiega la presenza, da alcuni anni, del campus della multinazionale del software SAP (Systemanalyse Programmentwicklung) nel sito dell’università, dove le start up tecnologiche vengono sostenute e acquisite. Il fatto che un’azienda privata di primo piano, quotata nell’indice azionario tedesco DAX, disponga di un proprio campus in un sito universitario, la dice lunga sull’importanza economica e scientifica di Garching. La ricerca condotta presso il «SAP Labs Munich Campus» si concentra sull’intelligenza artificiale e abbraccia diversi settori, quali le catene di approvvigionamento digitali, l’ambiente, le questioni sociali, la governance, il futuro del lavoro, i dati sintetici e l’informatica quantistica. Inoltre, l’Università tecnica di Garching ospita uno dei principali “poli di start up” d’Europa, l’Entrepreneurship Center Garching. È qui che ogni anno nascono oltre 140 start-up tecnologiche, tra cui Isar Aerospace, i cui razzi si vedono regolarmente schiantarsi in televisione. È evidente che questo ambiente universitario, derivato dalle scienze tecniche, sia anche una fonte di ispirazione per l’industria degli armamenti. Il «TUM Venture Labs», un programma dell’Università Tecnica di Monaco, eroga sovvenzioni, mette a disposizione laboratori e facilita le collaborazioni per le start-up tecnologiche di tutti i settori, dalla biotecnologia all’intelligenza artificiale, fino all’industria degli armamenti. Il TUM Venture Lab intrattiene infatti una partnership con l’azienda produttrice di armamenti Hensoldt, nota soprattutto per i suoi droni. «In qualità di polo europeo di primo piano per l’imprenditoria DeepTech, TUM Venture Labs e i nostri partner di Monaco svolgono un ruolo decisivo nell’ambito delle innovazioni legate alla difesa nei settori spaziale, dei sistemi autonomi e del software/IA», spiega Philipp Gerbert, amministratore delegato di TUM Venture Labs. «Hensoldt è un nuovo partner di inestimabile valore al nostro fianco.» TUM Venture Labs intrattiene partnership con numerose aziende operanti nel settore della difesa, in particolare nei comparti dell’aeronautica, dei satelliti e dei droni, fornendo loro sostegno. Tra le aziende sostenute da TUM Venture Labs figurano, ad esempio, DeltaOrbit, Vaeridion, deltaVision, Vortex Aerotec e TYTAN Technologies: tutte start up specializzate in innovazioni relative alla guerra moderna (IA, droni, ecc.), note come DefenseTech o deftec, che beneficiano di sovvenzioni pari a diversi milioni di euro. L’azienda di droni TYTAN Technologies, sul proprio sito web, afferma con orgoglio: «Progettato per il campo di battaglia, non per il laboratorio», e aggiunge: «Testato sul campo di battaglia in Ucraina». Il 17 giugno 2026, i TUM Venture Labs organizzeranno, per esempio, un «corso sulla raccolta di fondi nel settore della difesa». «Questo corso riunisce attori chiave per aiutare i fondatori e le fondatrici a comprendere il capitale di rischio, le sovvenzioni pubbliche e la scalabilità nell’ecosistema della difesa». La maggior parte dei laboratori messi a disposizione dall’Università tecnica per i futuri scienziati dell’alta tecnologia e per le aziende del settore della difesa si trova a Garching. Questa breve sintesi è il risultato di una breve ricerca che avrebbe potuto essere più approfondita. Tuttavia, dovrebbe essere sufficiente a illustrare la natura delle attività di ricerca condotte a Garching da 70 anni a questa parte. È lecito supporre che dell’importanza e del ruolo del sito di Garching fossero a conoscenza non solo i procuratori e i ministri dell’Interno, ma anche i sabotatori che, una settimana fa, hanno appiccato il fuoco ai tralicci elettrici della zona. [originale in tedesco su de.indymedia, 1 giugno 2026] -------------------------------------------------------------------------------- NdT *Secondo quanto dichiarato dal gestore della rete elettrica Bayernwerk Netz alla stampa locale, l’intera zona di Garching è stata colpita da questo doppio sabotaggio lunedì di Pentecoste: «Circa 15.000 abitazioni nei villaggi di Ismaning, Aschheim, Finsing, Neuching e Moosinning sono rimaste senza corrente per circa 45 minuti», poi alcune misure di commutazione hanno permesso di ripristinare la situazione (Merkur, 26 maggio 2026). **Per chi fosse interessato ai sabotaggi contro le attività tecnico-scientifiche di Monaco, si consiglia in particolare la lettura del seguente articolo riguardante l’attacco ai lavori della linea della metropolitana che avrebbe dovuto collegare il campus nord (Garching) al campus sud (Planegg): “Monaco (Germania): incendio nel cantiere della metropolitana del polo scientifico” (sansnom, 27 luglio 2023).
[Froges (Isère), Francia]: Rivendicazione di un attacco ai tralicci contro STM e Soitec: acqua e stelle, non chip e nucleare!
> Da Indymedia Nantes, 05.06.26 All’inizio della settimana, abbiamo attaccato due tralicci delle linee ad alta tensione che alimentano la sottostazione elettrica di Froges, nel Grésivaudan. Questa sottostazione fornisce elettricità agli stabilimenti di semiconduttori STMicroelectronics e Soitec. Abbiamo segato le basi di questi tralicci, ma sono rimasti in piedi nonostante i nostri sforzi per farli cadere e causare un’interruzione di corrente. RTE, queste linee devono essere messe fuori tensione subito! Il nostro sabotaggio si inserisce in una lotta più ampia contro il sistema tecno-industriale. Cogliamo l’occasione per salutare i/le partecipanti al corteo in corso a Grenoble e far loro sapere che siamo in molti/e a opporci al loro mondo di microchip, alienazione e distruzione della vita. Azione diretta! Solidarietà! Resistenza!
[Francia] Pilone! Pilone! Fuoco, fuoco!
> Da trognon, 28.03.24 Tentativo di sintesi delle disavventure pilonesche dalla fine del 2022 ad oggi sulla base dei comunicati e delle pubblicazioni degli ultimi anni. Contro l’industria nucleare, le reti elettriche e l’approvvigionamento energetico più nocivo del capitalismo… I tralicci sono degli obiettivi! Lo scopo è quindi quello di evidenziare la vulnerabilità del sistema delle reti elettriche e, in un certo senso, di dimostrare la capacità di attaccare il capitalismo attraverso questo canale. I tralicci possono quindi essere abbattuti per bloccare la produzione di energia elettrica (come a Brennilis il 15 gennaio 1979) o per colpire l’approvvigionamento di un’industria nociva (come nel famoso film Woman at War [La Donna Elettrica, Ndt], che prende di mira l’industria dell’alluminio). ALLA FINE DEL 2022, DUE NOTIZIE PROVENIENTI DAL SUD-EST DELLA FRANCIA HANNO DIMOSTRATO LA PERTINENZA, SE NON L’EFFICACIA, DI QUESTE AZIONI. A Salindres, nel dipartimento del Gard, è stata attaccata la fonte di alimentazione elettrica del polo chimico-industriale. I/le resistenti che hanno rivendicato via e-mail il crollo del traliccio da 225.000 volt hanno persino indicato il metodo utilizzato, consentendo a tutti/e di staccare la corrente dove non deve arrivare! Ecco il comunicato: «Abbiamo sabotato il traliccio da 225.000 volt sulla linea principale che fornisce elettricità al polo chimico-industriale di Salindres (dove si trovano le aziende Arkema e altre). Metodo: 1) segare le traverse (ossia le barre che collegano i piedi tra loro); 2) Segare con tagli obliqui su entrambi i piedi nella direzione della caduta. (Nota: il traliccio deve cadere perpendicolarmente ai cavi, quindi bisogna segare due piedi sullo stesso lato dei cavi). 3) Segare con tagli diritti sempre sugli stessi piedi, una trentina di centimetri sopra i tagli precedenti. (Nota: segare bene fino in fondo per ottenere un pezzo completamente staccabile). 4) Colpire i pezzi segati, ancora tenuti in posizione dalla gravità del pilone, con un ariete. (Nota: è possibile utilizzare un piccolo tronco d’albero). 5) Mentre il pilone cade, allontanarsi a piccoli passi nella direzione opposta.  Per realizzare questa azione bastano seghe da ferro e olio. Attacchiamo le aziende che avvelenano la terra! Che si tratti di grandi gruppi durante occupazioni/manifestazioni o di piccoli gruppi durante sabotaggi/incendi. Forza agli individui in lotta in Francia, in Germania e altrove. Se gli obiettivi sono troppo ben protetti, attaccare i flussi permette di colpire alla fonte, mettendosi meno in pericolo. Passiamo all’offensiva! Occupazioni, sabotaggi, incendi… Noi non difendiamo la natura, noi siamo la natura che si difende. Dei/delle resistenti.  » Tuttavia, secondo il procuratore di Alès, il traliccio segato non sarebbe caduto. Un aiutino da parte del meteo o dell’architettura della linea non è da trascurare per perfezionare questo tipo di azione (in particolare il senso in cui i cavi tirano già sulla struttura del traliccio). A Vitrolles, nel dipartimento delle Bocche del Rodano, due installazioni elettriche (piloni!) hanno preso fuoco, causando un’interruzione dell’approvvigionamento elettrico. Una delle linee colpite riforniva l’aeroporto di Marsiglia-Provenza (altrimenti noto come Marignane) e la società Airbus Helicopters, che produce, a scelta, velivoli per ricchi o per uccidere. Questo è quanto ha raccolto Valeurs Actuelles da confidenze amichevoli (intime?!) della polizia: «Due tralicci dell’alta tensione di Enedis sono stati incendiati all’angolo tra il viale Marcel Pagnol e la strada provinciale D9 a Vitrolles (13) lunedì scorso, come riferito da una fonte della polizia a Valeurs Actuelles. Il primo fornisce energia all’aeroporto di Marsiglia-Provenza e alla società Airbus Helicopters». Questi/e incendiari/e hanno inoltre smentito la voce secondo cui «un traliccio in fiamme è bello da vedere, ma non fa saltare la corrente!». Il gestore della rete è stato costretto a comunicare che l’alimentazione era stata presa in carico dai dispositivi di emergenza: l’altro incendio ha causato un’interruzione dell’alimentazione in una parte dell’aeroporto di Marsiglia-Marignane, dove i dispositivi di emergenza hanno preso il controllo, ha precisato RTE (Beh, ma quindi questi piloni sono di Énédis o di RTE!?) a RMC . Si può sempre sperare che EDF faccia lo stesso quando i tralicci di uscita di una centrale cadranno, che sia a causa di fulmini, neve o tempeste (tre eventi che hanno già danneggiato la centrale di Flamanville, nella Manica) o di atti di sabotaggio salvifici. I TRALICCI SE LA VEDONO BRUTTA QUANDO STANNO PER PERDERE I BULLONI… Dopo le notizie giunte da Salingre (Gard) e Vitrolles (Bouches-du-Rhône), ne sono arrivate altre dal Grand Est con una frequenza più o meno simile. Il 18 dicembre 2022, il Service des Déconnections de Pylones en tout Genre (Servizio di disconnessione di tralicci di ogni tipo) ha rivendicato, insieme a Rage, Transmissions et Emeutes, un’azione risalente alla settimana precedente che aveva colpito la linea THT Fessenheim-Parigi, la stessa che dovrà alimentare CIGÉO, se questo progetto dovesse mai vedere la luce. Quest’azione è stata compiuta in solidarietà con Alfredo Cospito. Un primo comunicato, pubblicato su Lille Indymedia, recita in particolare: «La forma più appassionata di solidarietà rivoluzionaria consiste nel portare avanti le lotte per cui i nostri compas sono dietro le sbarre. È con questo spirito che, domenica 11 dicembre, durante un’azione di sabotaggio notturna, ci siamo diretti verso un traliccio della linea Fessenheim-Parigi e ne abbiamo svitato i bulloni. Il traliccio è ancora in piedi, ma la sua stabilità è chiaramente compromessa. Che la nostra rabbia rivoluzionaria agisca in alleanza con la natura, e che una tempesta invernale faccia il resto!» Un secondo comunicato riprende l’azione in modo più Transmissible e con la stessa Rage; tornando sulla rimozione dei bulloni dell’11 dicembre, coglie l’occasione per salutare le azioni del Sud-Est. Da notare che, a seconda del luogo di riproduzione, il numero di bulloni e la chiave necessaria non sono necessariamente gli stessi. Ma non è tutto: cinque anni fa le forze dell’ordine hanno sgomberato il Bois Lejuc. Nulla è stato dimenticato né perdonato e la lotta contro le infrastrutture del progetto CIGEO continua. Ed è così che il 14 febbraio 2023 è andato a fuoco un traliccio di trasmissione dell’ANDRA a Osne-le-Val, vicino a Bure, nella Meuse. Quest’azione è stata dedicata a Manuel “Tortuguita” Paez Teran, uccis* dalla polizia dello Stato della Georgia (USA) durante un attacco contro l’occupazione della foresta di Weelaunee, a sud della città di Atlanta, foresta minacciata dal progetto di “Cop City”. Un altro articolo pubblicato su Indymedia Lille riprende il metodo della sega manuale. Si tratta della ripubblicazione tradotta di un opuscolo del 1988 che ne promuove il metodo. Un lavoro paziente, ma non senza risultati. Non dimenticate però di verificare che il traliccio scelto sia adatto al metodo e, se necessario, di adattarlo. CHE RTE STIA IN GUARDIA [GIOCO DI PAROLE CON GARDE, NDT]: VERRÀ SEGATA! CHE CROLLI IL TRALICCIO! Ma non è finita qui: nella notte tra il 25 e il 26 giugno 2023, in Savoia, si è verificata una nuova caduta di tralicci. Un altro pilone è crollato, un’epidemia di cadute che non hanno nulla di fortuito! Come nel Gard, a dicembre 2022, quando un pilone è cascato grazie a un taglio paziente e un metodo collaudato. I/Le sabotatori/rici ne approfittano per intonare una piccola melodia che permette di farsi coraggio e mantenere il ritmo: …E se seghiamo tutti/e, crollerà  Non può continuare in questa maniera Devono cadere, cadere, cadere. Vedi come si sta inclinando già? Se sego forte, si muoverà E se tu seghi accanto a me, di sicuro cascherà, cascherà, cascherà.. E noi conquisteremo la libertà. Il comunicato si conclude così: «Che fiocchino gli attacchi contro la prigionia di questo mondo e grazie a chi, con le proprie azioni o parole, ci ispira!»  L’11 aprile 2023 abbiamo poi avuto il grande piacere di apprendere che aziende come Tyco Electronics France (componenti elettronici per la difesa, il nucleare, l’aeronautica), Robatel Industries (fornitore del settore nucleare), Brenttag (distributore di prodotti chimici) e alcune altre del settore metallurgico e dei trasporti (tra cui la filiale logistica del gruppo Bolloré) hanno visto il loro sito della ZI la mi-Plaine a Lione privato dell’elettricità grazie a dei coniglietti pasquali ecologisti/e radicali che hanno dato fuoco alla linea da 69 kV che alimenta la zona. Il loro comunicato è disponibile qui. Nel novembre 2023, in seguito all’appello internazionale per una settimana di azione contro tutte le guerre, dal 17 al 25 novembre 2023, è stata segata e incendiata una linea THT nella Loira e nel Puy de Dôme:      «Nella notte tra il 19 e il 20 novembre 2023 è stata attaccata l’alimentazione elettrica di due siti produttivi del gruppo Aubert et Duval: – A Firminy abbiamo segato un traliccio sulla linea da 220 kV che alimenta il sito. È caduto solo parzialmente. – ad Ancizes-Comps, abbiamo dato fuoco a una linea da 220 kV nel punto in cui i cavi dell’alta tensione entravano nel sottosuolo. Siamo riusciti ad avvicinarci e a posizionare i nostri dispositivi ai piedi delle guaine senza correre alcun pericolo. L’azienda Aubert et Duval è un ingranaggio fondamentale dell’industria militare francese. Fornisce componenti per i sottomarini della Naval Group, per i Rafale della Dassault e per le centrali nucleari della Framatom.  » Qui il seguito del comunicato. Poco prima, sempre nello stesso distretto, nella stazione di trasformazione RTE di Volovon a Saint-Bonnet-les-Oules (42), alcuni incendi avevano devastato l’intero edificio che ospitava armadi elettrici e batterie. Infine, proprio di recente, in occasione del tredicesimo anniversario dell’inizio della catastrofe di Fukushima, tre incendi hanno cercato di interrompere l’alimentazione elettrica di uno dei subappaltatori del programma CIGÉO dell’ANDRA per lo smaltimento dei rifiuti nucleari più nocivi di questa industria mortale. Nel frattempo, oltre il Reno… FABBRICA TESLA SENZA ELETTRICITÀ: IL GRUPPO VULCANO SPEGNE TESLA! ATTACCO ALLA RETE ELETTRICA VICINO A STEINFURT/BERLINO Il 5 marzo 2024, la giga-factory che produceva 6000 Tesla al giorno è rimasta senza elettricità per una settimana, dopo che un traliccio della linea elettrica della fabbrica ha preso fuoco. La produzione si è fermata con un danno stimato per Tesla tra i 50 e i 60 milioni di dollari (poco meno di euro) al giorno. Mentre una mobilitazione locale cercava di fermare l’ampliamento della fabbrica, il gruppo Vulcan l’ha semplicemente bloccata in modo molto efficace. Puoi trovare la traduzione dei vari comunicati e altre informazioni aggiuntive nei due articoli pubblicati sul blog Sans nom qui e qui. È chiaro che sono state dimenticate un sacco di altre iniziative, qualche bullone qua e là (e forse molto di più). E tanto meglio, perché nel frattempo: RTE sta ampliando la sua rete internazionale e sta preparando la capacità di trasporto degli EPR 2 che la Francia vuole costruire: * C’è una nuova linea che dovrebbe essere costruita tra Bordeaux e Bilbao (Cubnezais e Gatika). Sarebbe sotterranea e sommersa. Una linea del genere, che attraversi il Mediterraneo, era già stata proposta, ma poi è stata scartata, preferendo passare attraverso i Pirenei…  * È stata avviata una nuova linea (un raddoppio di quella esistente tra Amiens e Petit-Caux, cioè Penly) per collegare gli EPR2 [reattori nucleari di ultima generazione, NdT] alla rete. Maggiori dettagli qui. … E poi ci sono un sacco di altri progetti, più o meno importanti. Grazie al blog Sans nom per il suo lavoro di raccolta e ai siti Lille indymedia e Nantes indymedia.org per la raccolta dei comunicati delle sabotatrici/sabotatori. Il capitalismo e l’ordine della rete elettrica sono vulnerabili. Continuiamo a metterlo in luce! >