Quel che i media nascondono
Antisemitismo israeliano contro i palestinesi
Le forze di occupazione israeliane hanno impedito ai palestinesi di accedere
alle spianate della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme occupata per la preghiera
dell’Eid al-Fitr. La moschea è rimasta chiusa per il 22° giorno consecutivo. Ciò
ha costretto centinaia di fedeli a pregare nelle aree circostanti, per strada.
Il governatorato palestinese di Gerusalemme ha dichiarato che i fedeli si sono
recati nei punti più vicini raggiungibili, in particolare nelle zone della Porta
di Damasco e della Porta di Erode, mentre i takbir dell’Eid (i canti di “Allah
Akbar”) risuonavano nonostante le rigide misure repressive degli occupanti.
Le forze di occupazione hanno lanciato granate stordenti e gas lacrimogeni
contro i fedeli vicino alla Porta di Erode, impedendo loro di avvicinarsi alla
moschea di Al-Aqsa. Hanno anche arrestato alcuni giovani, nell’ambito delle
continue azioni volte a limitare la libertà dei cittadini palestinesi e a
impedire loro di praticare i propri riti religiosi.
Nessun media dei cosiddetti mainstream ha pubblicato la notizia dell’azione
antisemita israeliana. Se il provvedimento fosse stato intrapreso contro una
sinagoga, avrebbero tutti – e giustamente – gridato all’antisemitismo.
Genocidio a Gaza
Ieri, sabato, una donna palestinese è stata ferita dalle forze di occupazione
israeliane nel quartiere di Tuffah, a est di Gaza città. Inoltre caccia da
guerra israeliani hanno lanciato un raid aereo contro la parte orientale del
quartiere di Tuffah.
Bombardamenti di artiglieria nel sud di Gaza e attacchi con elicotteri da
combattimento a est di Gaza City hanno caratterizzato il terzo giorno di Eid
al-Fitr, mentre l’esercito israeliano continuava a violare il cessate il fuoco
nella Striscia di Gaza.
Un bambino palestinese è stato ferito dai colpi di arma da fuoco dell’esercito
israeliano nella zona di al-Mawasi, a ovest di Rafah, nel sud di Gaza.
L’artiglieria israeliana ha bombardato più volte la zona settentrionale di Rafah
e la zona orientale di Khan Younis.
Anche cannoniere navali israeliane hanno partecipato agli attacchi lungo la
costa meridionale di Gaza.
Questa mattina, elicotteri israeliani hanno aperto il fuoco sulla parte
orientale del quartiere di al-Tuffah, nella zona orientale di Gaza City.
Dal cessate il fuoco, il numero totale degli uccisi ha raggiunto quota 682,
oltre a 1.819 feriti, mentre ambulanze e squadre della protezione civile hanno
recuperato 756 corpi, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, ieri.
Il Ministero della Salute ha
inoltre dichiarato che il numero totale degli uccisi, dall’inizio
dell’aggressione, il 7 ottobre 2023, ha raggiunto 72.253, e il numero dei feriti
171.912.
Occupazione della Cisgiordania
Diverse città palestinesi sono state invase dalle truppe di occupazione
israeliane. La più grave è avvenuta a Khadar, vicino a Betlemme. In totale sono
state 21 le città e villaggi palestinesi colpiti da attacchi militari
israeliani. Oltre 100 le persone arrestate nei rastrellamenti eseguiti. Due
palestinesi sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco esplosi dai coloni a
Tulkarem.
Più violente sono state le aggressioni dei coloni contro le comunità e villaggi
palestinesi. Ieri sera, sabato, i coloni hanno attaccato diversi villaggi e
località, nonché veicoli palestinesi presso importanti incroci che collegano i
governatorati della Cisgiordania, in un’escalation degli attacchi contro i
palestinesi e le loro proprietà.
Ma sugli schermi e sulla carta stampata si parla ormai solo di Iran e Libano…
ANBAMED