Sylvia Aguilar Zéleny / La faccia triste dell’America
Spazzatura è un romanzo che fa parte di quella tradizione letteraria
sudamericana che affronta la denuncia sociale con un’ironia amara che vira
spesso verso il sarcasmo. E Sylvia Aguilar Zéleny, scrittrice messicana, lo fa
con eleganza e profondità e con uno stile leggero che apre una serie di scenari
stimolanti. In una zona di frontiera tra Messico e Stati Uniti (ma basterebbero
pochi passi per trovarsi a vivere in una dimensione totalmente diversa), si
muovono tre donne che, con la propria voce, ci raccontano le loro vite nei
pressi di una discarica.
Alicia è una ragazza che dopo varie vicissitudini si ritrova a vivere in questo
luogo dove riparano molte persone indigenti; Griselda è una ricercatrice che
studia chi vive in quelle condizioni e subisce un duro colpo quando la zia, che
l’ha adottata insieme alla sorella, le informa di aver imboccato un declino
mentale senza ritorno; Reyna è una trans che gestisce una cerchia di
prostituzione nella zona. Le tre donne, le cui esperienze e aspettative non
potrebbero essere più diverse, incrociano i loro destini sotto il segno della
spazzatura, in quella discarica che i suoi abitanti non vogliono lasciare. Dopo
essersi abituati alla puzza, lì trovano tutto quello che serve per una vita dal
loro punto di vista decente, approfittando degli scarti di una società opulenta
avvezza a gettare via cibi e cose ancora utilizzabili.
Una critica chiara contro la società dei consumi che instilla bisogni
inesistenti per alimentare quella produzione che è il cardine della sua
economia. Non è solo dei “prodotti” che ci disfiamo, ma anche delle persone che
a causa di patologie o di semplice invecchiamento non ci servono più, non
possono più essere sfruttate e anzi sono un ostacolo a un certo tipo di vita.
Rifiuti commerciali e umani frutto di una indifferenza che ci spinge a una corsa
insensata verso l’ultimo modello tecnologico per affermare uno status personale
invidiabile dai più. E la solidarietà, in un mondo pieno di ingiustizie e
disparità, sembra un sentimento in veloce dissolvimento che resiste, ancora,
solo nelle persone che ne avrebbero effettivamente bisogno. I soli capaci, pare,
di darne ancora.
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Pulp Magazine.